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preparatory:AB 187454

Pantani Roberta · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2015-09-09

Wortprotokoll

Nach der Eintretensdebatte beginnen wir mit diesem Block mit der Detailberatung dieser Vorlage. Ziel der Vorlage war es, die Verfahren zu beschleunigen und die Attraktivität der Schweiz zu vermindern. Keine von diesen Erwartungen wurde aber in dieser Vorlage verwirklicht. Die aktuellen Flüchtlingsströme und die tragischen Ereignisse der letzten Wochen müssen uns in der Asylpolitik endlich zum Umdenken bringen. Leider müssen wir uns auf Zustände wie diejenigen in Deutschland und Österreich vorbereiten. Die anderen Länder haben das schon getan. Einige wollen das Schengen-Abkommen aufheben, andere die Kontrollen an den Grenzen wieder einführen. Das Dublin-Abkommen ist faktisch tot. Die aktuellen Strukturen sind durch die grosse Zahl der Menschen, die zu uns kommen, überlastet. Nicht alle von ihnen sind Flüchtlinge, die Schutz brauchen. In den letzten Tagen hat Deutschland beschlossen, Leuten, die aus Kosovo, Mazedonien und Albanien kommen, kein Asyl mehr zu gewähren. Man spricht von einem Drittel der Leute, die im letzten Jahr ein Asylgesuch eingereicht haben.

Und was passiert bei uns hier in der Schweiz? Wir beraten heute eine Vorlage, die nicht ausreicht, um die Situation zu bewältigen. Im internationalen Vergleich ist die Schweiz auch 2015 immer noch bei den Spitzenreitern, was die Asylgesuchszahlen betrifft. Im Verhältnis zur Bevölkerung verzeichnete die Schweiz von Januar bis Juli 2015 doppelt so viele Asylgesuche wie der EU-Durchschnitt. So kann es nicht mehr weitergehen.

La gestione della situazione sul fronte migratorio in questi ultimi giorni ha mostrato pienamente i suoi limiti. Non sarà la Svizzera con la sua ulteriore riforma a risolvere la questione. Ci si chiede quale sia oggi il ruolo del nostro Paese, quale sia il numero giusto di persone da accogliere, ma soprattutto quali criteri siano da applicare affinché sia concesso davvero lo statuto di asilante.

Le proposte di minoranza presentate dal gruppo UDC in questo blocco vanno in questo senso: chiarire e definire i criteri per la concessione dell'asilo. Attenzione, non stiamo parlando di coloro che necessitano di protezione, di coloro che davvero fuggono da un Paese in guerra! Siamo tutti d'accordo di concedere protezione a queste persone, che non deve essere però un'ammissione provvisoria. Stiamo parlando invece di chi fugge da un Paese per ragioni economiche, di persone alle quali l'asilo non deve essere concesso; vedasi ad esempio gli eritrei - sono stati citati più volte - che non fuggono da un Paese in guerra, ma che chiedono asilo nel nostro Paese per motivi esclusivamente economici e che poi fanno ritorno in patria per vacanza. A queste persone il diritto di rimanere nel nostro Paese va negato.

L'arrivo di migranti illegali è poi una questione centrale nella politica di immigrazione del nostro Paese. All'arrivo al confine - vi parlo per esperienza, perché sono responsabile della sicurezza del comune di Chiasso -, scendendo da un treno proveniente da sud, la prima parola che queste persone dicono è "asilo". Sono scientemente istruiti per farlo, [PAGE 1401] che ne abbiano diritto o no. Con la parola magica "asilo" queste persone vengono automaticamente prese in consegna dalla Confederazione è indirizzate verso la procedura di asilo. Persino i casi Dublino, checché ne dicano stampa e giornali, presi in consegna da un centro di registrazione vengono dirottati direttamente all'unità speciale Dublino che si trova qui a Berna, da dove poi sono attribuiti a un cantone competente per l'esecuzione del rimpatrio, cosa che raramente avviene.

I minorenni che giungono nel nostro Paese sono molti. Spesso vi sono problemi nella loro identificazione in quanto non dispongono di documenti d'identità. Per questo motivo all'articolo 17 la minoranza I (Fehr Hans) chiede che persone che si annunciano minorenni debbano darne prova effettiva nel caso in cui ciò non fosse riconoscibile ad un primo momento. Assolutamente inutile in questo senso in questo articolo sono le minoranze III (Glättli) e IV (Schenker Silvia). Con la proposta che la SEM deve informare le autorità di protezione si complica la procedura, non la si velocizza, anzi, si danno ulteriori garanzie per il soggiorno sul nostro territorio.

Nel giugno 2013 la revisione della legge sull'asilo è stata approvata dal popolo svizzero con oltre il 78 per cento dei voti. Tra queste norme vi era anche quella che cancellava la possibilità di deporre in ambasciata la domanda di asilo.

Il nostro Paese era rimasto l'ultimo a concedere questa possibilità, poco sfruttata e con inoltre un grande dispendio di risorse amministrative e finanziarie - insomma, il cosiddetto santo che non valeva la candela.

Sull'onda emotiva della migrazione di queste settimane la minoranza Glättli e la proposta individuale Van Singer vorrebbero reintrodurre all'articolo 19 questa possibilità, con la giustificazione che così facendo si eviterebbe un viaggio della speranza inutile a persone che non avrebbero diritto all'asilo - una pia illusione! La maggior parte delle persone che partono in queste settimane non avrebbero potuto cambiare una virgola del loro viaggio. La soluzione è da trovarsi a livello europeo con un intervento combinato nei Paesi da cui queste persone fuggono in balia di scaltri passatori senza scrupoli, paragonabili a mercanti di schiavi che vanno, questi sì, condannati duramente.

La Svizzera faccia il suo dovere, ma che sia chiaro chi dobbiamo aiutare, come dobbiamo farlo e a quale costo. Per questi motivi vi invito a sostenere tutte le proposte di minoranza presentate dal gruppo UDC in questo blocco.