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preparatory:AB 187505

Pantani Roberta · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2015-09-09

Wortprotokoll

La gestione di questo dossier è sotto gli occhi di tutti e i risultati sono lì da vedere. Nonostante le leggi in vigore e le sue revisioni la situazione non è gestita nell'interesse del nostro Paese. Migranti economici, migranti clandestini e persone ammesse provvisoriamente provocano costi miliardari a carico dei contribuenti svizzeri e compromettono la sicurezza del nostro Paese. Situazioni come quelle nei Paesi europei a noi confinanti confermano che la strada imboccata non è quella giusta. L'Unione europea discute da settimane sulla riallocazione di migranti a dipendenza della grandezza dei vari Paesi, senza peraltro trovare alcuna soluzione. I fronti sono distanti e difficilmente si troveranno delle soluzioni di compromesso che potranno accontentare tutti.

Oggi la situazione è fuori controllo per una mancata presa di responsabilità da parte di tutti i Paesi europei che sono rimasti inermi di fronte alla situazione in Siria, sempre più grave e minacciosa. In Eritrea la guerra non c'è più da un pezzo eppure coloro che arrivano da questo Paese vengono accolti come richiedenti l'asilo. Gli accordi di Schengen e Dublino sono alla frutta. Sono accordi che sono stati conclusi all'inizio degli anni 2000 e che sono stati votati dal popolo svizzero dieci anni fa. Si basavano su una situazione economica e politica del tutto differente rispetto all'attuale. Nessun Paese in cui per primi questi migranti mettono piede li rispetta più e persino la Germania - e sono parole di Angela Merkel, che la settimana scorsa si è detta tanto amica della Svizzera - l'altro giorno ha detto che Dublino III è ormai superato.

Di fronte a questa situazione di totale incertezza e insicurezza anche dal punto di vista giuridico occorre fare un passo indietro e vedere oggettivamente quale sia il nostro ruolo di Paese toccato da flussi migratori che attraversano l'Europa. Migranti che attraversano clandestinamente l'Europa in balia di trafficanti di essere umani, comparabili unicamente a mercanti di schiavi, arrivano ai nostri confini e chiedono asilo. Inizia per loro a quel momento una procedura che li terrà sul nostro territorio almeno dodici mesi, con tutte le conseguenze finanziarie e sociali che conosciamo.

Per questi motivi, invece di inutili revisioni di leggi che sono addirittura controproducenti, il nostro gruppo chiede che la Svizzera si fermi un momento a guardare. Una moratoria in materia di asilo di almeno un anno e la reintroduzione di controlli sistematici alle frontiere possono dare una mano a ristabilire una situazione che sia di nuovo sotto controllo e a calmare la pressione ai nostri confini.