Rapporto spiegativo
del progetto generale elaborato dalla sottocommissione tecnica
per l’addrizzamento del Reno
dalla foce dell’Ill al lago di Costanza
I. Piano di situazione
Il piano di situazione per l’addirizzamento del Reno dall’Ill fino al lago di Costanza indica la direzione che dovranno prendere il taglio inferiore di Fussach e quello superiore di Diepoldsau secondo il progetto elaborato di comune accordo nel 1888.
Per le due sezioni intermedie, cioè quella fra i due tagli e quella a monte del taglio di Diepoldsau fino alla foce dell’Ill, il piano indica le linee sulle quali devono essere costrutti gli argini per regolare la larghezza del letto del fiume.
Queste linee però non sono definitive, e la Commissione internazionale dell’addirizzamento del Reno potrà variarle tenendo conto delle circostanze del momento e osservando la più stretta economia.
Il piano indica pure la direzione fissata per il canale di derivazione di tutte le acque del bacino di Diepoldsau (acque atmosferiche, acque di infiltrazione, e acque sotterranee) fino al canale di Koblach. Questo canale sarà costrutto a cielo scoperto, salvo il tratto che attraversa l’antico letto del Reno, con una sezione conveniente e delle banchine protettrici.
II. Profilo longitudinale
Il profilo longitudinale indica, oltre la linea attuale del terreno, il fondo progettato del letto e le altezze corrispondenti degli argini. Le pendenze ammesse del fondo del letto sono di 0,6 ‰ per il taglio inferiore di 1 ‰ per la sezione intermedia, di 1,22 ‰ per il taglio superiore, di 1,3 ‰ per la sezione a monte di questa fino al Frutzbach e di 1,5 ‰. per l’ultima sezione a monte di questo torrente fino alla foce dell’Ill.
L’appro fondamento presunto sarebbe dunque di 2 m circa all’estremità superiore del taglio di Fussach, di 1,30 all’estremità superiore della sezione intermedia e di m 3,60 circa all’estremità superiore del taglio di Diepoldsau.
III. Profili normali
Il profilo normale adottato è un profilo doppio, cioè un profilo interno per le magre, le acque medie e le piene ordinarie, ed un profilo esterno per le piene straordinarie.
La distanza fra le corone degli argini sommergibili, che si trovano a metri 3,50 sopra il fondo progettato del letto, è di 120 metri; la larghezza della golena è di 70 metri, e però l’apertura lasciata fra gli argini maestri, che si trovano a metri 7,60 e fino a metri 8 al di sopra del fondo progettato del letto, è di metri 260.
I motivi che hanno fatto adottare questo profilo, sono i seguenti:
- Attualmente è ben possibile, quando si addirizza un fiume, di calcolare approssimativamente l’effetto dell’accorciamento di questo, ma non quello che può avere un restringimento regolare del profilo d’efflusso, che da solo può esercitare un’azione assai considerevole.
- Ora, se non si può fissare artifizialmente il letto del fiume (ciò che per il Reno non è prudente né ammissibile), facile sarebbe l’ingannarsi nel calcolo della profondità di questo fondo – soprattutto nelle parti superiori dell’addirizzamento – e allora con un profilo insufficiente si risica di dover modificare le due linee degli argini interni e le traverse che vi si collegano posteriormente, ciò che sarebbe di grande spesa, mentre che con un profilo più ampio è facile adattarsi a profondità più considerevoli.
- Aggiungasi che il letto d’un corso d’acqua può modificarsi ancora più considerevolmente ed incalcolabilmente, quando il terreno è così cattivo come al taglio di Diepoldsau, dove è possibile che si trovino qua e là escavazioni assai profonde.
- Attesa la gran quantità di materiale che trasporta il Reno, è più prudente di adottare una sezione interna che permetta l’efflusso normale delle acque e l’esportazione di quei materiali. La sezione formata dalla golena serve poi nelle piene straordinarie.
- Inoltre un letto troppo stretto si ingombra facilmente.
- Infine non bisogna perdere di vista che quanto più stretto è il profilo tanto maggiore è il pericolo di veder distrutto il sistema d’argini interni, il quale, se si forma una breccia ne’ suoi allacciamenti con gli argini che vi si collegano immediatamente, può dar luogo a correnti intermedie assai pericolose.
Per la qual cosa è parso utile di applicare primamente il doppio profilo, il quale per le esperienze fatte qui col Reno deve bastare per ottenere il risultato desiderato. Se poi si mostrasse la necessità di concentrare ancor più il profilo del Reno, stabilito da prima in due parti, all’intento di dare più rapido sfogo ai materiali travolti dalle sue acque, vi si procederà dopo aver esaminato insieme le circostanze e basandosi sulle esperienze fatte.
Quanto alle sezioni intermedie si è previsto, come abbiamo già detto, di regolare le linee degli argini contenitori in modo che le larghezze troppo grandi sarebbero ridotte a 120 metri.
Si manterrà la larghezza attuale della golena, e però non intendiamo di portare innanzi gli argini insommergibili. Tuttavia si allargheranno le golene troppo strette, in quanto le condizioni locali lo permettano.
Da parte svizzera ciò, per esempio, non è possibile presso Monstein, perché fra il Reno e la montagna passano la ferrovia, la strada e il canale delle acque interne del Basso Rheinthal.
Bisognerà pure conservare l’alta diga di fronte e a valle della foce dell’Ill, essendo pel rispetto idrotecnico pienamente giustificata l’esistenza d’un’opera di questo genere di fronte allo sbocco d’un affluente ricco di materiali.
Quanto alla difesa ed al consolidamento delle rive, fa d’uopo, là dove il terreno è cattivo, stabilire le scogliere su buone graticciate, affine di impedire che la loro base s’affondi.
Nei due tagli, delle traverse, poste a una distanza di 200 metri l’una dall’altra nella direzione della corrente del fiume, proteggeranno nello stesso tempo le golene.
Si deve pure far osservare qui che probabilmente gli argini s’affonderanno notevolmente nei due tagli ed in particolar modo in quello di Diepoldsau, a causa del terreno assai cattivo.
IV. Tipi per i ponti del Reno
Si osserva qui che per economia si sono adottati dei ponti in legno coperti (sistema Howe) con palate pure di legno, atteso che esistono già sul Reno dei ponti simili.
Le aperture nel canale interno devono avere da 25 a 30 metri di luce.
La larghezza della carreggiata è fissata a metri 4.50 con un marciapiede di metri 0,75 da ogni parte.
L’orlo inferiore del tavolato deve essere a livello della corona regolare degli argini, contando un metro di curvatura nel mezzo. La pendenza massima delle rampe d’accesso non deve superare il 40 %.
Siffatti ponti saranno costrutti:
- fra Fussach e Hard;
- fra Brugg e Haag;
- presso Widnau;
- presso Diepoldsau.
V. Giustificazione delle spese sommarie dei lavori da eseguirsi
in comune
Le spese delle opere da eseguirsi in comune sono calcolate come segue:
A. Taglio di Fussach
B. Sezione intermedia
C. Taglio di Diepoldsau
Riassunto
Bisogna osservare qui che l’aumento della perizia di fronte alla somma indicata nel progetto di Trattato internazionale non dipende che in misura insignificante dalle spese di costruzione propriamente dette. Questa eccedenza di spese è da attribuirsi alle circostanze seguenti:
- Si era prevista una cifra troppo piccola per la sorveglianza e l’amministrazione.
- Non si era prevista alcuna somma per la manutenzione dei lavori comuni.
- Si è portata in conto una somma di 4 % circa dell’ammontare dei lavori propriamente detti dei due tagli per formare una riserva destinata a far fronte ad avvenimenti imprevisti.
Per poter stabilire l’ammontare delle annualità da pagarsi dai due Governi, era assolutamente necessario di allestire un programma generale dei lavori. Si osserva però che la Commissione internazionale del Reno è pienamente libera di determinare l’ordine in cui devono eseguirsi le opere divisate.
Se non che questo programma ci ha fatto subito accorti ch’era necessario di estendere il periodo di costruzione a 14 anni, invece di 12. 1 pagamenti a conto però rimangono ripartiti su 12 anni, com’è previsto nel Trattato, di guisa che ogni annualità è di fr. 1 380 000, ossia fr. 690 000 per ogni Stato.
I motivi all’appoggio sono i seguenti:
Le somme da pagarsi per gli acquisti di terreno sono sì considerevoli, che nei due primi anni assorbirebbero quasi le due prime annualità, e non resterebbe così nulla per le spese dì costruzione propriamente dette. Bisogna dunque ripartire queste spese per acquisti di terreno su tre anni.
Anche per l’esecuzione del taglio inferiore di Fussach bisognerà, nei primi anni, avere a disposizione la maggior somma possibile, cui si aggiungeranno più tardi quelle destinate alle sezioni intermedie. Ciò è assolutamente necessario per poter aprire il taglio di Fussach all’epoca prevista, ossia nel sesto anno di costruzione, e procurare così lo sfogo indispensabile alle acque del taglio di Diepoldsau.
Nei terreni difficili e acquitrinosi bisogna anzitutto procedere ad un prosciugamento a fondo. Nel bacino del taglio di Diepoldsau, dove, come si è già detto, il suolo è assai paludoso, bisognerà, subito dopo l’acquisto del terreno e simultaneamente col principiare dei lavori al taglio di Fussach, scavare un canale di smaltimento, che si allargherà e si approfondirà successivamente.
Ma ancor prima di questo lavoro bisognerà por mano al canale interno del Basso Rheinthal svizzero e condurlo a termine colla maggiore energia e celerità possibile. Attesa la profondità del suo letto, questo canale servirà a prosciugare quel terreno e faciliterà nello stesso tempo la chiusura delle brecce nelle dighe e negli argini maestri presso il Zapfenbach, all’estremità superiore del taglio di Diepoldsau. Si ovvierà con ciò al pericolo di veder demolite le opere dalle acque.
Le località che si trovano a fianco e a valle di questo taglio essendo situate in bassi fondi, è necessario di procedere cauti nell’esecuzione dei lavori.
Nello stesso modo fa d’uopo procedere sul territorio austriaco, atteso che il canale delle acque interne di questa contrada deve pure servire al prosciugamento della parte superiore del taglio di Fussach e la derivazione dell’Aach di Dornbirn è una delle condizioni necessarie per una pronta esecuzione di quest’opera.
Appena si sarà procurato alle acque l’efflusso necessario, bisognerà cominciare i lavori di taglio di Diepoldsau e condurli con la maggior energia possibile, in modo da renderne possibile l’apertura nel periodo di magra dell’undecima campagna. Dopo ciò si farà il trasporto degli argini sommergibili della sezione a monte del taglio di Diepoldsau e si formerà il canale del fiume.
Questo programma di costruzione brevemente esposto ripartisce i lavori in modo rispondente alle esigenze tecniche e permette di eseguire le differenti opere con la più grande rapidità possibile, ma senza fretta esagerata, sforzandosi di tenersi nei limiti delle annualità fissate.
Prendendo in considerazione tutti i punti qui sopra menzionati, la sottocommissione tecnica fa le proposte seguenti:
Al primitivo art. 2 (ora art. 1):
A spese della Svizzera sola sarà eseguita:
«La canalizzazione di tutte le acque (acque atmosferiche, acque di infiltrazione e acque sotterranee) del territorio di Diepoldsau fino al canale di prosciugamento di Koblach».
Al primitivo art. 5 (ora art. 7), dopo la lettera c:
«Se fosse necessario, per un più rapido sgombero delle materie travolte dal fiume, di maggiormente concentrare la sezione di efflusso del Reno, che da principio si è convenuto di eseguire in due parti, i due Governi dichiarano d’essere disposti a consentirvi, dopo aver tuttavia esaminate insieme le circostanze».
Al primitivo art. 6 (ora art. 4):
«I lavori comuni saranno eseguiti nel termine di quattordici anni. Nel corso del primo anno, dopo ratificato il Trattato, si darà principio ai due tagli indicati dall’art. I. Questi lavori saranno condotti in modo che il taglio di Fussach sia terminato nella sesta campagna al più tardi e quello di Diepoldsau nell’undicesima, dopo sistemata la sezione intermedia e assicurato l’efflusso naturale delle acque.
«A questo scopo si incominceranno il più presto possibile anche i lavori della sezione intermedia e, a misura dell’approfondi irsi regolare dell’alveo, si continueranno in modo da poter profittare dell’effetto prodotto dal taglio di Fussach per formare più prontamente un letto regolare a questa sezione intermedia.
«Si deve pure sistemare nello stesso modo la sezione a monte del taglio di Diepoldsau, tenendo specialmente d’occhio lo sgombro normale delle materie convogliate dal fiume.»
Vienna, il 16 novembre 1892