(art. 1 cpv. 3)
Definizioni
Premessa
I termini sono elencati in ordine alfabetico.
Brachiterapia
Tecnica radioterapeutica nella quale la distanza tra la sorgente medica primaria e il tessuto esposto a irradiazioni è inferiore a 10 cm. La sorgente medica è applicata sul corpo o nel corpo del paziente (terapia endocavitaria o interstiziale).
Collaudo
Esame condotto su un prodotto offerto o fornito, al fine di stabilire se, alla luce dell’applicazione prevista, alle specifiche tecniche e le esigenze in materia di sicurezza sono soddisfatte.
Dispositivi after-loading
Dispositivi per la brachiterapia con sorgenti gamma emittenti azionati mediante telecomando manuale o automatico. Le sorgenti sono mosse e disposte in applicatori al fine di generare un’adeguata distribuzione spaziale di dose e, al termine di un periodo di tempo prestabilito, sono fatte rientrare automaticamente nel contenitore di conservazione.
Garanzia di qualità
Pianificazione, sorveglianza, controllo e correzione nella realizzazione di un prodotto oppure nello svolgimento di un’attività, allo scopo di soddisfare requisiti di qualità prefissati.
Impianti di irradiazione a raggi gamma
Dispositivi per la generazione di campi di irradiazione a raggi gamma per la teleterapia.
Irradiazione ad alta intensità di dose (irradiazione HDR)
Irradiazione con dispositivo after-loading con il quale si applica nel punto dosimetrico di riferimento un’intensità di dose assorbita superiore a 12 Gy/h.
Irradiazione a bassa intensità di dose (irradiazione LDR)
Irradiazione con dispositivo after-loading con il quale si applica nel punto dosimetrico di riferimento un’intensità di dose assorbita inferiore a 2 Gy/h.
Irradiazione a media intensità di dose (irradiazione MDR)
Irradiazione con dispositivo after-loading con il quale si applica nel punto dosimetrico di riferimento un’intensità di dose assorbita compresa tra 2 e 12 Gy/h.
Locale di comando
Locale nel quale è situato il quadro di comando e dal quale è possibile sorvegliare il paziente durante il trattamento.
Locale di irradiazione
Locale nel quale si procede all’applicazione terapeutica di radiazioni ionizzanti.
Luoghi non destinati ad una permanenza prolungata
Sale d’aspetto, spogliatoi, archivi, magazzini, cantine non adibite a posti di lavoro fissi, servizi igienici, corridoi, scale, vani di ascensori, marciapiedi, strade, cantieri, prati, giardini.
Manutenzione
Garanzia della funzionalità e della sicurezza di un dispositivo grazie all’adozione di misure preventive secondo le indicazioni del fabbricante.
Radiazione primaria
Radiazione ionizzante all’interno del fascio primario. Questo è lo spazio delimitato dai raggi geometrici emessi dalla sorgente di radiazione primaria e la cui traiettoria lambisce i bordi efficaci dei dispositivi di diaframma.
Radiazione secondaria
Radiazione ionizzante generata dall’interazione della radiazione primaria con la materia.
Radiazione terziaria
Radiazione ionizzante generata dall’interazione della radiazione secondaria con la materia.
Radiazione trasmessa
Radiazione ionizzante che attraversa le schermature previste per assorbire le radiazioni oppure per attenuarne l’intensità in misura tale da soddisfare i requisiti in materia di radioprotezione.
Resistenza al fuoco
Il termine resistenza al fuoco è definito nelle prescrizioni antincendio (norme antincendio, direttive antincendio e disposizioni di controllo) dell’Associazione degli istituti cantonali di assicurazione antincendio (AICAA). Il comportamento al fuoco dei materiali delle parti di costruzione è caratterizzato dalla durata della resistenza al fuoco. Questa è determinata dalla durata minima misurata in minuti durante la quale una parte di costruzione deve adempiere le esigenze richieste (classe di resistenza al fuoco REI 30 / REI 60 = durata di resistenza al fuoco ≥ 30 rispettivamente ≥ 60 minuti per: EI = parti di costruzione non portanti e delimitanti i locali, REI = parti di costruzione portanti e delimitanti i locali).
Sorgenti mediche
Sorgenti radioattive sigillate, applicate sull’uomo oppure sull’animale a scopo diagnostico o terapeutico. Le sorgenti sono inserite in unità di irradiazione oppure applicate manualmente sotto forma di aghi, fili, bastoncini, sferette, semi ecc.
Stanza per pazienti sottoposti a terapia
Stanza speciale per pazienti degenti in ospedale nella quale si svolgono applicazioni terapeutiche di sorgenti mediche.
Teleterapia
Tecnica radioterapeutica con impianti a raggi gamma nella quale la distanza tra la sorgente di radiazione primaria e il tessuto da irradiare è superiore a 10 cm.
Unità di irradiazione
Apparecchio contenente una o più sorgenti radioattive sigillate, utilizzato a scopo di irradiazione terapeutica (impianto di irradiazione a raggi gamma, dispositivo after-loading). Le sorgenti sono rinchiuse in un involucro schermato, con il quale restano meccanicamente collegate in ogni condizione d’esercizio.
Verbale di irradiazione
Documento riassuntivo, riferito a un paziente specifico, delle applicazioni radioterapeutiche e dell’esposizione alle radiazioni.