La presente ordinanza è applicabile alle sementi e ai tuberi-seme dei generi e delle specie menzionati nell’allegato 1.
916.151.1
Ordinanza del DEFR concernente il materiale di moltiplicazione di specie campicole, foraggere e orticole (Ordinanza del DEFR sul materiale di moltiplicazione di piante campicole e foraggere)
del 7 dicembre 1998 (Stato 1° gennaio 2025)
Il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) 1 ,
visti gli articoli 4 capoversi 1 e 2, 5 capoversi 2 e 3, 10 capoversi 3 e 5, 11 capoversi 1 bis , , 2 e 3, 12 capoversi 3 e 4, 13, 14 capoversi 1 bis , 2, 3 e 5, 15 capoversi 3 e 4, 16, 17 capoversi 2 e 6, nonché 21 capoverso 1 dell’ordinanza del 7 dicembre 1998 2 sul materiale di moltiplicazione, 3
ordina:
Capitolo 1 Disposizioni generali
Sezione 1 Campo d’applicazione
Art. 1
Sezione 2 Definizioni
Art. 2 Varietà particolari e sementi particolari4
Per quanto riguarda il granturco, il sorgo spp. e il girasole:5
- una varietà a impollinazione libera è una varietà sufficientemente omogenea e stabile;
- una linea inbred è una linea sufficientemente omogenea e stabile ottenuta sia per autofecondazione artificiale accompagnata da selezione durante più generazioni successive, sia con operazioni equivalenti;
- un ibrido semplice è una prima generazione di un incrocio fra due linee inbred, definito dal costitutore;
- un ibrido doppio è una prima generazione di un incrocio fra due ibridi semplici, definito dal costitutore;
- un ibrido a tre vie è una prima generazione di un incrocio fra una linea inbred e un ibrido semplice, definito dal costitutore;
- un ibrido «Top Cross» è una prima generazione di un incrocio fra una linea inbred o un ibrido semplice e una varietà a impollinazione libera, definito dal costitutore;
- un ibrido intervarietale è una prima generazione di un incrocio fra piante di sementi di base di due varietà a impollinazione libera, definito dal costitutore.
Per componente di varietà si intende una linea destinata a servire unicamente da componente per l’ottenimento di un miscuglio di linee.
Per miscuglio di linee si intende un miscuglio di componenti di varietà della medesima specie, definito dal costitutore, che presenta un interesse particolare per quanto attiene al suo valore agronomico e di utilizzazione.
Per varietà locale si intende una popolazione di piante della medesima specie derivanti da una selezione naturale e massale nel quadro di un’agricoltura tradizionale in una determinata regione. Le varietà locali possono essere composte di diversi tipi di piante che presentano fra loro differenze morfologiche o fisiologiche. 6
Per varietà obsoleta si intende una varietà che da oltre due anni non figura più nel catalogo delle varietà dell’Ufficio federale dell’agricoltura (UFAG) o in un catalogo delle varietà estero. 7
Per ecotipo di piante foraggere si intende una popolazione di piante della medesima specie derivanti da una selezione naturale nelle condizioni ecologiche particolari di una determinata regione. Gli ecotipi sono composti di diversi tipi di piante che presentano fra loro differenze morfologiche o fisiologiche. 8
Per varietà di nicchia si intende una varietà locale, una varietà obsoleta, per le piante foraggere un ecotipo, oppure un’altra varietà a cui non si applicano le esigenze poste per l’ammissione nel catalogo delle varietà secondo la sezione 3. Sono eccettuate le varietà geneticamente modificate. 9
e 9 … 10
Le sementi monogermi di barbabietole sono sementi geneticamente monogermi. 11
Le sementi di precisione di barbabietole sono sementi destinate alle seminatrici di precisione e che, conformemente alle disposizioni dell’allegato 4 capitolo E numero 3 lettere b e c, danno solo una plantula. 12
Per associazione varietale s’intende un’associazione di sementi certificate di un determinato ibrido impollinatore-dipendente ammesso nel catalogo delle varietà con sementi certificate di uno o più determinati impollinatori, ugualmente ammessi, e miscelate meccanicamente in determinate proporzioni. 13
Per ibrido impollinatore-dipendente s’intende il componente maschiosterile dell’associazione varietale (componente femminile). 14
Per impollinatore s’intende il componente che emette polline nell’associazione varietale (componente maschile). 15
Per varietà sperimentale s’intende una varietà per cui è stata inoltrata una domanda di ammissione nel catalogo delle varietà di cui all’articolo 13 oppure in un catalogo delle varietà di uno Stato membro dell’Unione europea. Sono eccettuate le varietà geneticamente modificate. 16
Art. 3 Sementi di prebase di cereali, di piante oleaginose e da fibra, di piante foraggere e di barbabietole17
Per sementi di prebase si intendono le sementi di moltiplicazione:
- di una qualsiasi generazione fra il materiale parentale e le sementi di base;
- prodotte sotto la responsabilità del costitutore secondo le regole della selezione per la conservazione relative alla varietà;
- che rispondono, fatte salve le disposizioni dell’articolo 24 capoverso 6, alle condizioni previste negli allegati 3 e 4 per le sementi di base;
- prodotte e certificate in senso lato (s.l.) secondo le disposizioni della presente ordinanza.
Art. 4 Sementi di base di cereali, di piante oleaginose e da fibra, di piante foraggere, di barbabietole e di ortaggi18
Per sementi di base si intendono le sementi di moltiplicazione:
- prodotte sotto la responsabilità del costitutore secondo le regole della selezione per la conservazione relative alla varietà;
- 19 derivanti direttamente da sementi di prebase eccetto gli ortaggi;
- 20 che, su domanda del costitutore e d’intesa con l’UFAG, possono essere previste per la produzione di una nuova generazione di sementi di base;
- che rispondono, fatte salve le disposizioni dell’articolo 24 capoverso 6, alle condizioni previste negli allegati 3 e 4 per le sementi di base;
- prodotte e certificate (s.l.) secondo le disposizioni della presente ordinanza.
Le sementi di base sono destinate alla produzione di:
- 21 sementi delle categorie «sementi certificate», «sementi certificate di prima riproduzione» o «sementi certificate di seconda riproduzione» per l’avena, l’orzo, la scagliola, la segale, il frumento, la spelta e il triticale, eccetto i loro ibridi, nonché per la soia, il lino, …22, il lupino, il pisello da foraggio, la veccia e l’erba medica;
- 23 sementi certificate di prima riproduzione per le varietà dei generi e delle specie di piante foraggere, eccetto il lupino, il pisello da foraggio, la veccia e l’erba medica, nonché per le varietà di ravizzone, senape bruna, colza, …24, girasole, senape bianca e barbabietole;
- sementi certificate per gli ibridi di avena, orzo, segale, frumento, spelta e triticale;
- sementi certificate, di ibridi «Top Cross» o di ibridi intervarietali per le varietà a impollinazione libera di granturco, sorgo e erba del Sudan;
- sementi di ibridi semplici o di ibridi «Top Cross» per le sementi di linee inbred di granturco, sorgo e erba del Sudan;
- ibridi doppi, di ibridi a tre vie o di ibridi «Top Cross» per le sementi di moltiplicazione di ibridi semplici di granturco, sorgo e erba del Sudan;
- 25 sementi di ibridi semplici per le sementi di linee inbred di girasole;
- 26 sementi di ibridi a tre vie o di ibridi doppi per le sementi di ibridi semplici di girasole;
- 27 sementi certificate per gli ortaggi.
Art. 5 Sementi certificate di cereali, di piante oleaginose e da fibra, di piante foraggere, di barbabietole e di ortaggi28
Per sementi certificate di scagliola eccetto i suoi ibridi, segale, sorgo, erba del Sudan, granturco, colza, ravizzone, senape bruna, …, girasole, senape bianca, barbabietole e ortaggi, nonché di ibridi di avena, orzo, frumento, spelta e di varietà autogame di triticale come pure di generi e specie di piante foraggere eccetto lupino, pisello da foraggio, veccia ed erba medica si intendono le sementi:29
- derivanti direttamente da sementi di base o, su domanda del costitutore, da sementi di prebase;
- 30 previste per una produzione diversa da quella di sementi;
- che rispondono alle condizioni previste negli allegati 3 e 4 per le sementi certificate;
- prodotte e certificate (s.l.) secondo le disposizioni della presente ordinanza.
Per sementi certificate di prima riproduzione di avena, orzo, frumento, spelta e triticale, eccetto i loro ibridi, nonché di lupino, pisello da foraggio, veccia, erba medica, …, lino tessile, lino oleaginoso e soia si intendono le sementi di moltiplicazione:31
- derivanti direttamente da sementi di base o, su domanda del costitutore, da sementi di prebase;
- previste per la produzione di sementi della categoria «sementi certificate di seconda riproduzione» o per una produzione diversa da quella di sementi;
- che rispondono alle condizioni previste negli allegati 3 e 4 per le sementi certificate di prima riproduzione;
- prodotte e certificate (s.l.) secondo le disposizioni della presente ordinanza.
Per sementi certificate di seconda riproduzione di avena, orzo, frumento, spelta e triticale, eccetto i loro ibridi, nonché di lupino, pisello da foraggio, veccia, erba medica, …, lino tessile, lino oleaginoso e soia si intendono le sementi:32
- derivanti direttamente da sementi delle categorie «sementi di base», «sementi certificate di prima riproduzione» o, su domanda del costitutore, della categoria «sementi di prebase»;
- previste per una produzione diversa da quella di sementi;
- che rispondono alle condizioni previste negli allegati 3 e 4 per le sementi certificate di seconda riproduzione;
- prodotte e certificate (s.l.) secondo le disposizioni della presente ordinanza.
… 33
Art. 6 Sementi commerciali di piante oleaginose e da fibra nonché di piante foraggere34
Per sementi commerciali si intendono le sementi che:
- presentano l’identità della specie;
- rispondono alle condizioni previste nell’allegato 4 per le sementi commerciali;
- sono state ammesse secondo le disposizioni della presente ordinanza.
Art. 6a35 Sementi standard di ortaggi
Per sementi standard si intendono le sementi che:
- presentano sufficiente identità e purezza della varietà;
- sono soprattutto previste per la produzione di ortaggi; e
- sono conformi alle condizioni stabilite nell’allegato 4 per le sementi standard.
Art. 736 Tuberi-seme di prebase di patate
Per tuberi-seme di prebase si intendono il materiale iniziale di patate e i tuberi di patate:
- derivanti direttamente o, secondo un numero definito di generazioni, da una pianta madre di materiale iniziale;
- destinati alla produzione di tuberi-seme di base o di un numero noto di generazioni di tuberi-seme di prebase;
- prodotti sotto la responsabilità del costitutore secondo le regole della selezione per la conservazione relative alla varietà e allo stato sanitario;
- che rispondono alle condizioni previste negli allegati 3 e 4 per i tuberi-seme di prebase e per le loro rispettive classi; e
- prodotti e certificati (s.l.) secondo le disposizioni della presente ordinanza.
Per materiale iniziale si intende l’unità più piccola utilizzata per la conservazione di una varietà, a partire dalla quale, mediante micropropagazione, si ottengono tutti i tuberi-seme di questa varietà in una o più generazioni, fino alla prima generazione di tuberi.
Per micropropagazione si intende la moltiplicazione di materiale vegetale mediante coltivazione in vitro di germogli o meristemi vegetativi differenziati prelevati da una pianta.
A partire dal materiale iniziale possono essere prodotte solamente quattro generazioni di tuberi-seme di prebase, laddove la prima generazione deve essere prodotta in strutture a prova di insetto.
Per il materiale iniziale e le singole generazioni si applicano le seguenti designazioni di classi:
- materiale iniziale: PBTC
- prima generazione: PB1
- seconda generazione: PB2
- terza generazione: PB3
- quarta generazione PB4
Art. 8 Tuberi-seme di base di patate
Per tuberi-seme di base si intendono i tuberi di patate:
- 37 derivanti direttamente da tuberi-seme di prebase o da un numero definito di generazioni di tuberi-seme di base;
- previsti per la produzione di tuberi-seme certificati o di un numero noto di generazioni di tuberi-seme di base;
- importati o prodotti da un’organizzazione di moltiplicazione sotto la responsabilità del costitutore o del rappresentante della varietà secondo le regole della selezione per la conservazione relative alla varietà e allo stato sanitario;
- che rispondono alle condizioni previste negli allegati 3 e 4 per i tuberi-seme di base e per le loro rispettive classi;
- prodotti e certificati (s.l.) secondo le disposizioni della presente ordinanza.
A partire dai tuberi-seme di prebase possono essere prodotte solamente quattro generazioni di tuberi-seme di base. 38
Per le singole generazioni di tuberi-seme di base si applicano le seguenti designazioni di classi:
- prima generazione: S
- seconda generazione: SE1
- terza generazione: SE2
- quarta generazione: E .39
Art. 9 Tuberi-seme certificati di patate
Per tuberi-seme certificati si intendono i tuberi di patate:
- derivanti direttamente da tuberi-seme di base o da tuberi-seme di prebase;
- previsti per una produzione diversa da quella di tuberi-seme di patate;
- che rispondono alle condizioni previste negli allegati 3 e 4 per i tuberi-seme certificati;
- prodotti e certificati (s.l.) secondo le disposizioni della presente ordinanza.
I tuberi-seme certificati sono designati con la classe A.
Qualora sorgessero difficoltà di approvvigionamento con tuberi-seme di base, l’UFAG 40 può, su domanda, autorizzare la produzione di tuberi-seme certificati a partire da tuberi-seme certificati sempreché questi ultimi rispondano alle condizioni previste negli allegati 3 e 4 per i tuberi-seme di base.
Art. 10 Lotto di sementi, materiale parentale e sementi di moltiplicazione di cereali, piante oleaginose e da fibra, piante foraggere, barbabietole e ortaggi41
Per lotto di sementi si intende una quantità di sementi omogenee, il cui peso è limitato e che costituisce un’unità per quanto riguarda il condizionamento, la campionatura e la designazione ai fini della commercializzazione ed eventualmente della certificazione.
Per lotto individuale si intende un lotto di sementi di un’unica varietà, prodotte dallo stesso produttore.
Per lotto composto si intende un lotto di sementi della medesima varietà prodotte da diversi produttori. 42
Per materiale parentale si intende l’unità più piccola utilizzata dal costitutore per la conservazione di una varietà, a partire dalla quale si ottengono tutte le sementi di questa varietà in una o più riproduzioni.
Per sementi di moltiplicazione si intendono tutte le sementi destinate alla produzione di una nuova generazione di sementi e che rispondono alle condizioni previste per la loro categoria negli allegati 3 e 4. Possono essere ammesse come sementi di moltiplicazione soltanto le sementi che hanno un’ascendenza unica.
Possono essere utilizzate come sementi di moltiplicazione di cereali nonché di piante oleaginose e da fibra ai sensi del capoverso 5 unicamente:
- le sementi di prebase o di base per le varietà di granturco, segale, sorgo, erba del Sudan e scagliola, per le varietà ibridi di avena, orzo, frumento, spelta e triticale nonché per le varietà di colza, ravizzone, senape bruna, …, girasole, senape bianca e barbabietole;
- le sementi di prebase, di base o certificate della prima generazione per le varietà diverse dagli ibridi di avena, orzo, frumento, spelta e triticale nonché per le varietà di lupino, pisello da foraggio, veccia, erba medica, …, lino tessile, lino oleaginoso e soia.43
Per le varietà di piante foraggere diverse dal lupino, dal pisello da foraggio, dalla veccia e dall’erba medica possono essere utilizzate come sementi di moltiplicazione di piante foraggere ai sensi del capoverso 5 unicamente le sementi di prebase o di base. 44
Art. 1145 Piccoli imballaggi
Per piccoli imballaggi CE A di piante foraggere si intendono gli imballaggi che contengono un miscuglio di sementi non destinate all’utilizzo quali piante foraggere fino a concorrenza di un peso netto di 2 kg, esclusi gli antiparassitari granulati, le sostanze di rivestimento o altri additivi solidi. 46
Per piccoli imballaggi CE B di piante foraggere si intendono gli imballaggi che contengono sementi di base, sementi certificate, sementi commerciali o – sempre che non si tratti di un imballaggio CE A – un miscuglio di sementi fino a concorrenza di un peso netto di 10 kg, esclusi gli antiparassitari granulati, le sostanze di rivestimento o altri additivi solidi. 47
Per piccoli imballaggi CE di barbabietole si intendono gli imballaggi contenenti le seguenti sementi certificate:
- per le sementi monogermi o di precisione: fino a 100 000 glomeruli o semi oppure fino a concorrenza di un peso netto di 2,5 kg, esclusi gli antiparassitari granulati, le sostanze di rivestimento o altri additivi solidi;
- per le sementi diverse dalle sementi monogermi o di precisione: fino a concorrenza di un peso netto di 10 kg, esclusi gli antiparassitari granulati, le sostanze di rivestimento o altri additivi solidi.
Art. 12 Lotti di tuberi-seme di patate48
Per lotto di tuberi-seme si intende una quantità di tuberi-seme omogenea che costituisce un’unità per quanto riguarda il condizionamento, la campionatura e la designazione ai fini della certificazione e della commercializzazione.
Un lotto di tuberi-seme dev’essere composto unicamente di tuberi di un’unica varietà e di un’unica classe prodotti dallo stesso produttore sulla medesima parcella.
Su domanda, l’UFAG può accettare per la certificazione un lotto composto di tuberi-seme della stessa varietà e di un’unica classe proveniente da parcelle diverse di un medesimo produttore. Qualora una parte del lotto composto non soddisfi le esigenze relative alla classe annunciata, la corrispondente classe inferiore serve per la designazione dell’insieme del lotto composto.
e 5 … 49
Sezione 3 Ammissione nel catalogo delle varietà
Art. 13 Catalogo delle varietà
L’UFAG pubblica un catalogo delle varietà per i generi e le specie menzionati nell’allegato 1 capitolo A.
Art. 14 Esigenze relative al valore agronomico e di utilizzazione
Le esigenze relative al valore agronomico e di utilizzazione sono stabilite nell’allegato 2.
Art. 15 Deroghe per l’ammissione di varietà50
In deroga alle disposizioni dell’articolo 14, una varietà, le cui sementi o tuberi-seme sono destinati esclusivamente all’esportazione verso Paesi che applicano il sistema dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) per la specie in questione, presenta un valore agronomico e di utilizzazione soddisfacente ai sensi dell’OCSE se è stata qualificata come tale da almeno uno di questi Paesi; tali varietà sono iscritte in una rubrica particolare del catalogo (lista B).
Non deve essere effettuato alcun esame giusta l’articolo 17:
- per l’ammissione di varietà di graminacee, se il costitutore dichiara che le sementi di una varietà non sono destinate all’utilizzo quali piante foraggere;
- per l’ammissione di varietà (linee inbred, ibridi), le cui sementi vanno impiegate soltanto quali componenti per la produzione di varietà ibride, che adempiono le condizioni di cui all’articolo 5 capoverso 1 lettere a e b dell’ordinanza del 7 dicembre 1998 sulle sementi;51
- 52 per l’ammissione di varietà di ortaggi.
Art. 16 Domanda di ammissione
Le domande di ammissione nel catalogo delle varietà devono essere presentate all’UFAG dal costitutore o dal suo rappresentante entro i termini da esso fissati e pubblicati. Un richiedente senza sede in Svizzera deve avere un rappresentante in Svizzera.
Il richiedente è tenuto a:
- presentare un fascicolo di iscrizione costituito sulla base degli appositi moduli dell’UFAG. Questo fascicolo contiene in particolare le indicazioni relative al valore agronomico e di utilizzazione nonché una descrizione della varietà che permetta di distinguerla dalle altre varietà conosciute;
- annunciare all’UFAG, in conformità delle sue istruzioni, se la varietà dev’essere oggetto di un esame che concerna la distinguibilità, l’omogeneità e la stabilità;
- fornire le sementi o i tuberi-seme necessari per l’esame della varietà;
- rispettare i termini previsti per l’invio delle domande di ammissione;
- 53 proporre un’adeguata designazione della varietà giusta l’articolo 5 capoverso 1 lettera d dell’ordinanza del 7 dicembre 1998 sulle sementi.
L’UFAG può respingere una domanda di ammissione se le indicazioni del fascicolo mostrano che la varietà non adempie manifestamente le esigenze relative al valore agronomico e di utilizzazione.
Art. 16a54 Designazione della varietà
Una designazione della varietà è adeguata se non sussiste alcun ostacolo ai sensi del capoverso 2.
Esiste un ostacolo per la determinazione di una designazione della varietà in particolare se:
- il suo impiego viola i diritti anteriori di terzi;
- non è facilmente riconoscibile o riproducibile, come nel caso di designazioni costituite esclusivamente da cifre o contenenti determinanti, esponenti oppure simboli;
- coincide oppure può essere scambiata con la designazione di un’altra varietà;
- viola l’ordine pubblico, il buon costume, il diritto federale o i trattati internazionali;
- può essere ingannevole dal profilo dei caratteri, del valore o dell’identità di una varietà oppure dell’identità del costitutore o di un altro avente diritto oppure può creare confusioni.
Se dopo aver ammesso una varietà nel catalogo delle varietà emerge che vi è un impedimento per quanto concerne la relativa designazione, il richiedente è tenuto a proporre una designazione della varietà conforme alla presente ordinanza. L’UFAG può dare l’autorizzazione affinché possa essere utilizzata in via provvisoria anche la precedente designazione. In questo caso fissa le modalità secondo cui è possibile utilizzare in via provvisoria anche la precedente designazione.
Art. 17 Esame ufficiale del valore agronomico e di utilizzazione
L’esame ufficiale del valore agronomico e di utilizzazione è effettuato dall’UFAG.
Gli esami ufficiali durano da due a quattro anni a dipendenza delle specie. In casi eccezionali (condizioni meteorologiche sfavorevoli, cattiva levata) in cui non è possibile farsi un’idea sufficiente del valore agronomico e di utilizzazione della varietà, l’UFAG può prorogare di un anno l’esame ufficiale.
Art. 18 Esame ufficiale della distinguibilità, dell’omogeneità e della stabilità
L’esame ufficiale della distinguibilità, dell’omogeneità e della stabilità è effettuato sotto la responsabilità dell’UFAG. Quest’ultimo può affidare l’esecuzione dell’esame a un servizio estero da esso riconosciuto.
Qualora l’esame della distinguibilità, dell’omogeneità e della stabilità sia già stato effettuato da un servizio estero riconosciuto dall’UFAG, non è necessario procedere a un nuovo esame se:
- il richiedente dispone di un’autorizzazione del costitutore per utilizzare i risultati;
- il servizio estero accetta che i risultati siano utilizzati al fine dell’ammissione nel catalogo delle varietà.
Su domanda del costitutore o del suo rappresentante, l´UFAG garantisce che i risultati dell’esame e la descrizione dei componenti genealogici rimangano confidenziali.
Art. 19 Procedura d’opposizione
In caso di rifiuto di una domanda d’ammissione o dell’ammissione di una varietà nel catalogo, il costitutore o il suo rappresentante può inoltrare un’opposizione all’UFAG entro 30 giorni dalla notifica del rifiuto.
Sezione 4 Produzione, certificazione e condizionamento
Art. 20 In generale
Per la produzione e la certificazione (s.l.) sono ammessi unicamente le sementi e i tuberi-seme:
- 55 di una varietà ammessa nel catalogo delle varietà secondo l’articolo 13 o nel catalogo delle varietà dell’Unione europea56, o di una varietà sperimentale eccetto le varietà geneticamente modificate;
- derivanti direttamente da sementi di moltiplicazione secondo le prescrizioni previste dagli articoli da 3 a 5 oppure da tuberi-seme di moltiplicazione secondo le prescrizioni previste dagli articoli da 7 a 9;
- prodotti da un produttore riconosciuto;
- 57 provenienti da colture di moltiplicazione ispezionate ufficialmente o sotto vigilanza ufficiale e conformi alle esigenze previste nell’allegato 3;
- condizionate da un’organizzazione di moltiplicazione riconosciuta o, nel caso dei tuberi-seme di patate, sotto la responsabilità di una tale organizzazione;
- la cui conformità alle esigenze previste nell’allegato 4 è stata controllata sulla base dell’esame di un campione ufficiale.
Art. 21 Riconoscimento dei produttori
Le domande di riconoscimento come produttore devono essere inoltrate tramite l’organizzazione di moltiplicazione all’UFAG il quale accorda il riconoscimento e attribuisce un numero ad ogni produttore.
I produttori riconosciuti sono tenuti a:
- stipulare un contratto di moltiplicazione con un’organizzazione di moltiplicazione riconosciuta;
- fare tutto il possibile per garantire la purezza varietale delle colture di sementi o di tuberi-seme e per migliorarne lo stato sanitario e colturale.
I produttori sono riconosciuti per la durata di un anno; il riconoscimento può essere prorogato tacitamente di anno in anno, sempreché le condizioni siano adempiute e la qualità delle sementi o dei tuberi-seme sia soddisfacente.
Art. 22 Riconoscimento delle organizzazioni di moltiplicazione
Il riconoscimento è concesso alle organizzazioni di moltiplicazione:
- che dispongono di personale amministrativo e tecnico qualificato;
- che dispongono dell’attrezzatura che consente di condizionare le sementi e i tuberi-seme conformemente alle esigenze della presente ordinanza;
- autorizzate dai competenti costitutori o dai loro rappresentanti ad effettuare la moltiplicazione;
- che osservano gli obblighi menzionati al capoverso 3.
Le domande di riconoscimento devono essere inoltrate all’UFAG, il quale accorda il riconoscimento, stabilisce un numero d’identificazione e lo comunica all’organizzazione di moltiplicazione. 58
Le organizzazioni di moltiplicazione sono tenute a:
- concludere accordi di moltiplicazione unicamente con produttori riconosciuti;
- annunciare le parcelle per le ispezioni ufficiali in campo;
- organizzare e accompagnare le ispezioni ufficiali in campo;
- 59 fornire, su richiesta dell’UFAG, una descrizione ufficiale delle varietà le cui sementi devono essere certificate (s.l.).
Art. 22a60 Riconoscimento delle organizzazioni di condizionamento
Il riconoscimento è concesso alle organizzazioni di condizionamento che:
- dispongono di personale amministrativo e tecnico qualificato;
- dispongono dell’attrezzatura che consente di condizionare le sementi conformemente alle esigenze della presente ordinanza;
- osservano gli obblighi menzionati al capoverso 3.
Le domande di riconoscimento devono essere inoltrate all’UFAG, il quale accorda il riconoscimento, stabilisce un numero d’identificazione e lo comunica all’organizzazione di condizionamento. 61
Le organizzazioni di condizionamento sono tenute a:
- adottare tutte le disposizioni utili per garantire l’identità e la purezza delle sementi che condizionano;
- fornire all’UFAG indicazioni esatte circa l’importazione, l’acquisto in Svizzera, l’accettazione, il condizionamento e la commercializzazione di sementi certificate (s.l.) e di sementi commerciali nonché il numero di etichette ufficiali utilizzate;
- 62 eseguire la richiusura degli imballaggi di sementi sotto la vigilanza dell’UFAG.
Art. 2363 Colture di moltiplicazione e ispezioni ufficiali in campo
Le colture di propagazione per la produzione di sementi certificate (s.l.) devono soddisfare le esigenze dell’allegato 3. Inoltre, in riferimento ai valori soglia e alle misure contro la comparsa di organismi regolamentati non da quarantena vigono le esigenze di cui agli articoli 4 e 5 dell’ordinanza del DEFR e del DATEC del 14 novembre 2019 64 concernente l’ordinanza sulla salute dei vegetali (OSalV-DEFR-DATEC). 65
L’organizzazione di moltiplicazione notifica ogni coltura di moltiplicazione all’UFAG entro i termini fissati da quest’ultimo.
L’UFAG può rifiutare l’iscrizione di una coltura di moltiplicazione all’ispezione ufficiale in campo se le indicazioni fornite mostrano che tale coltura non è conforme alle esigenze relative all’ammissione.
Le colture di moltiplicazione devono essere ispezionate da un controllore ufficiale riconosciuto. Il numero delle ispezioni è stabilito nell’allegato 3.
Se la coltura di moltiplicazione non è conforme alle esigenze, su richiesta del produttore il controllore svolge un’ispezione supplementare entro un termine adeguato, sempreché le lacune rilevate in occasione della prima ispezione siano state colmate e i criteri della valutazione siano ancora verificabili.
In caso di rifiuto di una coltura di moltiplicazione, il produttore può presentare un’opposizione scritta all’UFAG entro tre giorni feriali dalla notifica del rifiuto. L’UFAG è tenuto a eseguire una controperizia entro sette giorni feriali dalla ricezione dell’opposizione. Durante questo periodo non possono essere apportate modifiche allo stato della coltura di moltiplicazione.
Art. 24 Certificazione dei lotti di sementi
L’UFAG certifica (s.l.) un lotto di sementi se:
- proviene da una coltura di moltiplicazione che in occasione dell’ispezione ufficiale in campo adempiva le esigenze previste nell’allegato 3;
- la sua conformità alle esigenze previste nell’allegato 4 per la categoria in questione è stata controllata sulla base dell’esame di un campione ufficiale; e
- 66 adempie le esigenze in riferimento ai valori soglia e alle misure contro la comparsa di organismi regolamentati non da quarantena di cui agli articoli 4 e 5 OSalV-DEFR-DATEC67.68
I campioni ufficiali vengono prelevati e inviati al laboratorio dell’ UFAG, immediatamente dopo la cernita dei singoli lotti, da parte di una persona riconosciuta. L’organizzazione di moltiplicazione conserva per almeno un anno un doppio di ogni singolo campione ufficiale. Il peso dei lotti e dei campioni è stabilito nell’allegato 4.
I lotti respinti possono venir presentati nuovamente per la certificazione (s.l.) dopo aver subito un ulteriore condizionamento (essiccazione, nuova cernita, ecc.). A tal fine dev’essere prelevato un nuovo campione ufficiale.
… 69
L’UFAG rale può, sulla base dei risultati dell’analisi di un campione, certificare provvisoriamente un lotto di sementi non cernite e autorizzarne la commercializzazione fino al primo destinatario. Le organizzazioni di moltiplicazione sono tenute, su richiesta dell’UFAG, a produrre un elenco con nome e indirizzo del primo destinatario. Immediatamente dopo il condizionamento di un lotto, un campione ufficiale va prelevato e spedito a un laboratorio ufficiale. La commercializzazione dev’essere immediatamente interrotta se i risultati dell’analisi del campione ufficiale non soddisfano le esigenze stabilite nell’allegato 4. 70
In deroga al capoverso 1 e all’articolo 20 lettera f, le sementi di prebase e di base che, per quanto concerne la loro facoltà germinativa, non soddisfano le esigenze previste nell’allegato 4 possono essere certificate. Il fornitore dichiara su un’etichetta supplementare, contenente il proprio nome ed indirizzo, la facoltà germinativa del lotto. 71
Se una partita viene respinta sulla base del controllo ufficiale di laboratorio, il produttore può presentare un’opposizione scritta all’UFAG entro 30 giorni. 72
Art. 2573
Art. 26 Riconoscimento delle persone
Le domande di riconoscimento per persone che svolgono i compiti previsti negli articoli 23, 24, 27, 27 a , 28, 39 e 42 devono essere inoltrate all’UFAG, il quale accorda il riconoscimento. 74
Vengono riconosciute le persone dotate di conoscenze professionali di base nel settore delle sementi e dei tuberi-seme e che hanno seguito un corso di formazione dell’UFAG.
Le persone riconosciute sono tenute a partecipare ai corsi di perfezionamento organizzati dall’UFAG e a seguire le istruzioni di quest’ultimo nell’esercizio della loro funzione.
Le persone per i compiti di cui all’articolo 23 non possono trarre profitto dall’esito dell’esame. 75
Sezione 5 Commercializzazione
Art. 27 Commercializzazione
Possono essere commercializzati le sementi e i tuberi-seme:
- conformi alle esigenze previste nell’allegato 4;
- certificati (s.l.) o, per le specie di cui all’articolo 45, ammessi come sementi commerciali o, per gli ortaggi, ammessi come sementi standard; e
- di una varietà ammessa nel catalogo delle varietà di cui all’articolo 13 o, eccetto le varietà geneticamente modificate, nel catalogo comune delle varietà dell’Unione europea76, oppure di una varietà sperimentale ai sensi dell’articolo 30.77
Possono inoltre essere commercializzati le sementi e i tuberi-seme di una varietà di nicchia ai sensi dell’articolo 29. 78
Le sementi e i tuberi-seme di una varietà possono essere commercializzati durante un periodo transitorio di due anni dopo la scadenza dell’ammissione nel catalogo delle varietà.
Le sementi e i tuberi-seme possono essere commercializzati soltanto sotto forma di lotti omogenei in imballaggi:
- chiusi conformemente alle esigenze di cui agli articoli 27a e 27b o con un sistema riconosciuto equivalente; e
- muniti di un’etichetta ufficiale giusta l’articolo 28.79
In caso di difficoltà temporanee d’approvvigionamento generale, l’UFAG può autorizzare la commercializzazione di sementi o di tuberi-seme ausiliari che non soddisfano le esigenze di cui all’articolo 20. L’UFAG stabilisce, per ogni singolo caso, le esigenze che devono essere soddisfatte dalle sementi o dai tuberi-seme ausiliari.
L’UFAG può autorizzare la commercializzazione di piccole quantità di sementi e tuberi-seme che non soddisfano le esigenze di cui all’articolo 20 e destinati a prove sperimentali o scopi scientifici. 80
… 81
In deroga alle disposizioni di cui all’articolo 20, l’UFAG può autorizzare la commercializzazione di sementi non ancora condizionate, sempreché siano state ispezionate in campo e che adempiano le esigenze di cui all’allegato 3. L’UFAG stabilisce, caso per caso, le esigenze che devono essere rispettate. 82
Art. 27a83 Imballaggio e chiusura
Le sementi e i tuberi-seme devono essere imballati da una persona riconosciuta sotto la responsabilità di un’organizzazione di moltiplicazione o di condizionamento riconosciuta.
Gli imballaggi devono essere chiusi da una persona riconosciuta sotto la responsabilità di un’organizzazione di moltiplicazione o di condizionamento riconosciuta.
Art. 27b84 Richiusura degli imballaggi
Gli imballaggi aperti devono essere richiusi da un’organizzazione di condizionamento riconosciuta. Questa deve notificare la richiusura all’UFAG prima della commercializzazione delle sementi o dei tuberi-seme.
L’organizzazione di condizionamento deve effettuare le seguenti registrazioni per ogni richiusura, conservarle per almeno 3 anni e, su richiesta, metterle a disposizione dell’UFAG:
- indicazioni sul quantitativo e sulla ripartizione dei lotti delle sementi o dei tuberi-seme il cui imballaggio è stato richiuso, nonché operazioni e trattamenti a cui le sementi o i tuberi-seme sono stati sottoposti;
- prova che le sementi o i tuberi-seme sono stati imballati conformemente alle prescrizioni della presente ordinanza.
L’UFAG può richiedere un campione ufficiale di sementi o tuberi-seme il cui imballagio è stato richiuso.
Art. 2885 Etichettatura
Gli imballaggi chiusi devono essere muniti, all’esterno, di un’etichetta conforme alle disposizioni previste nell’allegato 5. L’etichetta dev’essere incollata sull’imballaggio in modo che non venga lacerata oppure integrata nel sistema di chiusura.
Il colore dell’etichetta è:
- bianco con una striscia diagonale viola per le sementi e i tuberi-seme di prebase;
- bianco per le sementi e i tuberi-seme di base;
- blu per le sementi e i tuberi-seme certificati nonché per le sementi certificate di prima riproduzione;
- rosso per le sementi certificate di seconda riproduzione;
- verde per i miscugli di linee, varietà o specie
- marrone per le sementi commerciali, per le sementi e i tuberi-seme ausiliari nonché per le sementi non certificate;
- blu con una linea diagonale verde per le sementi certificate di un’associazione varietale;
- arancione per le sementi di una varietà candidata ai sensi dell’articolo 30.
Sull’etichetta di ogni imballaggio richiuso in aggiunta alle disposizioni previste nell’allegato 5 vanno indicati:
- la data dell’ultima richiusura;
- il numero d’identificazione dell’organizzazione di condizionamento ai sensi dell’articolo 22ache ha effettuato l’ultima richiusura.
L’apposizione dell’etichetta viene effettuata da una persona riconosciuta sotto la responsabilità di un’organizzazione di moltiplicazione o di condizionamento riconosciuta. Questa tiene una contabilità delle etichette.
L’etichetta è stampata dall’organizzazione di moltiplicazione o di condizionamento. L’UFAG può autorizzare che le etichette siano stampate da un altro ente e nel luogo di imballaggio. Pone le condizioni per la stampa e riconosce la conformità dell’etichetta alle disposizioni della presente ordinanza. Può esigere che il numero d’ordine ufficiale dell’etichetta sia prestampato sotto la sua vigilanza.
Art. 2986 Varietà di nicchia
Con l’autorizzazione dell’UFAG le sementi di una varietà di nicchia possono essere commercializzate senza che la varietà sia ammessa nel catalogo delle varietà e senza che tali sementi siano certificate (s.l.), sempreché le sementi siano commercializzate con un’etichetta non ufficiale, di un colore diverso da quelli menzionati all’articolo 28, e sulla quale figuri la menzione «varietà di nicchia autorizzata, sementi non certificate».
Ai fini della tutela di persone, animali e ambiente, l’UFAG può subordinare l’autorizzazione alla necessaria documentazione probatoria e stabilire condizioni.
L’UFAG può determinare la quantità massima commerciabile di sementi della varietà di nicchia. Esso stabilisce se occorre presentare un campione di riferimento.
L’UFAG può revocare l’autorizzazione se la varietà produce effetti collaterali inaccettabili per le persone, gli animali o l’ambiente.
Art. 30 Varietà sperimentali
Le sementi e i tuberi-seme di varietà sperimentali possono essere commercializzati per moltiplicazione susseguente o a scopi scientifici senza che la varietà sia stata ammessa nel catalogo delle varietà, se:
- la varietà è stata notificata all’UFAG; e
- le sementi o i tuberi-seme sono commercializzati con l’indicazione «varietà non ancora ufficialmente iscritta» ed «esclusivamente per prove e analisi».87
L’UFAG può determinare la quantità massima di sementi o di tuberi-seme che possono essere commercializzati per ogni varietà sperimentale.
Art. 31 Prima commercializzazione
La prima commercializzazione di sementi o di tuberi-seme certificati (s.l.) prodotti in Svizzera è riservata alle organizzazioni di moltiplicazione riconosciute giusta l’articolo 22.
Art. 31a88 Sementi importate
Per la commercializzazione di quantitativi superiori a 2 kg di sementi importate da Paesi non membri dell’UE, l’importatore è tenuto a conservare per almeno tre anni le seguenti indicazioni e a metterle a completa disposizione dell’UFAG:
- specie;
- varietà;
- categoria;
- Paese di produzione e autorità ufficiali di controllo;
- Paese di spedizione;
- importatore;
- quantitativo di sementi;
- numero di lotto.
Capitolo 2 Disposizioni speciali
Sezione 1 Cereali
Art. 32 Ammissione nel catalogo delle varietà
I componenti di varietà e i miscugli di linee sono designati come tali nel catalogo delle varietà menzionato nell’articolo 13. La composizione dei miscugli di linee è definita.
In deroga all’articolo 5 capoverso 1 dell’ordinanza del 7 dicembre 199889 sulle sementi:
- l’ammissione dei componenti di varietà non è sottoposta ad alcuna esigenza concernente il valore agronomico e di utilizzazione nonché la denominazione della varietà;
- l’ammissione dei miscugli di linee non è sottoposta ad alcuna esigenza concernente la distinguibilità, l’omogeneità, la stabilità e la selezione per la conservazione;
- le varietà di scagliola, di sorgo, di erba del Sudan, di ibridi che risultano dall’incrocio di queste due specie, di granturco dolce, di granturco da popcorn e da polenta non sono sottoposte ad alcuna esigenza concernente il valore agronomico e di utilizzazione.
Le indicazioni relative al valore agronomico e di utilizzazione menzionate nell’articolo 16 capoverso 2 lettera a si basano:
- sui risultati di un esame preliminare effettuato in una rete di prove riconosciuta giusta l’articolo 33, o
- qualora la varietà fosse già ammessa in un catalogo delle varietà di un Paese estero, sui risultati di esami effettuati all’estero, se gli esami sono stati eseguiti in condizioni agronomiche e climatiche definite analoghe a quelle svizzere dall’UFAG.
I risultati dell’esame preliminare di cui al capoverso 3 lettera a devono comprendere, per i singoli luoghi, una descrizione delle condizioni agronomiche e climatiche nel periodo di sperimentazione. 90
L’UFAG può respingere una domanda di ammissione se le indicazioni mostrano che per uno dei caratteri osservati la varietà raggiunge il valore eliminatorio previsto nell’allegato 2.
Art. 33 Riconoscimento di una rete di prove per l’esame preliminare
Le domande di riconoscimento di una rete di prove per l’esame preliminare delle varietà di cereali vanno inoltrate ogni anno all’UFAG, entro i termini fissati da quest’ultimo e conformemente alle sue indicazioni.
Il richiedente è tenuto a fornire all’UFAG un campione di riferimento per ogni varietà inserita nella rete e a garantire in qualsiasi momento all’UFAG l’accesso alla rete.
La durata minima prescritta per gli esami preliminari è di un anno.
La rete di prove è riconosciuta se:
- 91 comprende quattro luoghi di sperimentazione o due luoghi, nei quali le prove vengono ripetute per due anni, paragonabili con le principali condizioni di produzione svizzere;
- le varietà standard, definite dall’UFAG, sono integrate nello schema sperimentale;
- le prove sono eseguite secondo uno schema sperimentale che consenta l’analisi statistica dei risultati.
Art. 34 Organizzazioni di moltiplicazione
Le organizzazioni di moltiplicazione sono tenute a:
- notificare all’UFAG i lotti di sementi previsti per la moltiplicazione e a fornirgli un campione rappresentativo al fine dell’esecuzione dei controlli delle colture;
- notificare all’UFAG le sementi di moltiplicazione distribuite ai produttori riconosciuti;
- fornire all’UFAG indicazioni esatte circa l’accettazione, il condizionamento e la commercializzazione di sementi certificate (s.l.) nonché il numero di etichette ufficiali utilizzate.
Un’organizzazione di moltiplicazione può gestire una o più centrali di cernita riconosciute dall’Ufficio federale. Ogni centrale di cernita deve soddisfare le esigenze previste dall’articolo 22 capoverso 1 lettere a e b.
Art. 35 Commercializzazione
In deroga alle disposizioni dell’articolo 27 capoverso 1, l’UFAG può autorizzare la commercializzazione, sul piano locale, di piccoli quantitativi di sementi trattate che non soddisfano le esigenze previste nell’allegato 4 a condizione che l’imballaggio sia munito di un’etichetta speciale che rechi la menzione «sementi non certificate» e indichi in quale misura le esigenze non sono soddisfatte.
Art. 35a92 Miscugli di sementi
Le sementi di diverse varietà di una specie di cereali o le sementi di cereali di diverse specie possono essere commercializzate sotto forma di miscuglio se:
- le diverse componenti del miscuglio, prima di essere miscelate, sono conformi alle norme di distribuzione cui sono soggette;
- la composizione del miscuglio è comunicata all’UFAG;
- il miscuglio è condizionato da un’organizzazione di condizionamento riconosciuta dall’UFAG.
Sezione 2 Patate
Art. 36 Ammissione nel catalogo delle varietà93
Art. 37 Organizzazioni di moltiplicazione
Le organizzazioni di moltiplicazione sono tenute a:
- notificare all’UFAG, conformemente alle sue istruzioni, i lotti di moltiplicazione distribuiti ai produttori riconosciuti;
- fornire all’UFAG indicazioni esatte circa la commercializzazione di tuberi-seme certificati (s.l.) nonché il numero di etichette ufficiali utilizzate;
- effettuare, su richiesta e sotto la sorveglianza dell’UFAG, controlli delle colture.
Art. 38 Produzione, ammissione delle parcelle e imballaggio
I lotti prodotti direttamente da tuberi-seme importati sono designati come segue, sempreché siano soddisfatte le esigenze previste negli allegati 3 e 4:
Tuberi-seme importati: | Lotti prodotti: |
Classe UE PB (prima generazione) | Classe PB2 |
Classe UE PB (seconda generazione) | Classe PB3 |
Classe UE PB (terza generazione) | Classe PB4 |
Classe UE PB (quarta generazione) | Classe S |
Classe UE S | Classe S |
Classe UE SE Classe UE E | Classe SE1 Classe A.96 |
Se la generazione di tuberi-seme importati della classe UE PB non è nota, ai tuberi-seme si assegna la quarta generazione. 97
Su domanda e se la genealogia e le esigenze dei lotti di tuberi-seme importati corrispondono a quelle di una delle classi definite nell’articolo 8, l’UFAG può stabilire, per ogni singolo caso, che la classe che può essere prodotta venga designata con la classe inferiore corrispondente.
L’UFAG stabilisce, per ogni singolo caso, le esigenze specifiche relative alla produzione di materiale iniziale.
Una parcella che non soddisfa le esigenze stabilite per la classe annunciata può essere ammessa per la produzione di una classe inferiore se le relative esigenze sono soddisfatte.
Gli imballaggi di cui all’articolo 27 a devono essere nuovi e i recipienti puliti ed esenti da residui di inibitori della germogliazione. 98
Art. 38a99 Etichettatura di tuberi-seme ottenuti da sementi di patate
L’etichetta di lotti di tuberi-seme ottenuti da sementi di patate e che devono essere commercializzati come tuberi-seme di base o tuberi-seme certificati, in aggiunta alle indicazioni di cui all’allegato 5 capitolo B lettera A, deve contenere le informazioni secondo l’allegato 5 capitolo B lettera C numero 1.
I recipienti con piantine ottenute da sementi di patate devono essere corredati di un documento d’accompagnamento del fornitore. Questo deve contenere le informazioni di cui all’allegato 5 capitolo B lettera C numero 2.
Gli imballaggi di sementi di patate devono essere muniti di un’etichetta del fornitore. Questa deve contenere le indicazioni di cui all’allegato 5 capitolo B lettera C.
Art. 39 Certificazione dei lotti di tuberi-seme di patate
In deroga alle disposizioni dell’articolo 24, un lotto di tuberi-seme è certificato dall’UFAG, se:
- 100 proviene da una coltura di moltiplicazione ammessa in occasione dell’ispezione in campo;
- gli steli e il fogliame sono stati distrutti conformemente alle direttive dell’UFAG;
- soddisfa le esigenze previste nell’allegato 4 per la categoria in questione;
- 101 soddisfa le esigenze in riferimento ai valori soglia e alle misure contro la comparsa di organismi regolamentati non da quarantena di cui agli articoli 4 e 5 OSalV-DEFR-DATEC102.
La certificazione è rilasciata in base:
- all’esame di un campione ufficiale eseguito da un laboratorio dell’UFAG;
- al controllo del lotto cernito.
I campioni ufficiali vengono prelevati e inviati al laboratorio dell’UFAG da una persona riconosciuta.
I lotti di tuberi-seme sono controllati dopo la cernita da parte di un controllore riconosciuto.
Un lotto che non soddisfa le esigenze stabilite ai numeri 1 e 2.1 dell’allegato 4 capitolo B può essere controllato un’altra volta dopo una cernita supplementare.
Un lotto di tuberi-seme che non soddisfa le esigenze stabilite per la classe annunciata può essere certificato in una classe inferiore se le relative esigenze sono soddisfatte.
Per le patate da semina che sono state ottenute mediante moltiplicazione in vitro e che non sono conformi alla maggior parte delle esigenze della presente ordinanza, l’UFAG stabilisce:
- le deroghe a particolari disposizioni dell’ordinanza;
- le disposizioni applicabili a queste patate da semina;
- le designazioni applicabili per queste patate da semina.103
Art. 39a104 Certificazione (s.l.) di lotti di tuberi-seme di patate da semina ottenute da sementi di patate
In deroga alle disposizioni dell’articolo 24, un lotto di tuberi-seme di patate da semina ottenute da sementi di patate (True Potato Seeds ) è certificato (s.l.) dall’UFAG come tuberi-seme di base o tuberi-seme certificati se le patate da semina:
- soddisfano le esigenze poste alla produzione e alla certificazione (s.l.) di cui all’articolo 20, eccetto le norme relative al calibro di cui all’allegato 4;
- sono ottenute da piantine che:1.soddisfano le esigenze di cui all’allegato 3, e2.sono state coltivate a partire da sementi di patate risultanti dall’incrocio sessuato di linee parentali inbred e soddisfano le esigenze di cui agli allegati 3 e 4;
- sono state coltivate a partire da al massimo tre generazioni di tuberi-seme di base e tuberi-seme certificati ottenuti da sementi di patate, laddove i tuberi frutto delle piantine costituiscono la prima generazione; e
- soddisfano le esigenze in riferimento ai valori soglia e alle misure contro la comparsa di organismi regolamentati non da quarantena di cui agli articoli 4 e 5 OSalV-DEFR-DATEC105.
L’UFAG fissa la quantità massima per la certificazione (s.l.) in virtù del capo-verso 1.
Art. 40 Commercializzazione
L’UFAG può determinare l’equivalenza delle classi estere di tuberi-seme in rapporto alle classi di cui agli articoli 7 a 9.
La commercializzazione di tuberi-seme trattati con un prodotto che inibisce la germogliazione è vietata.
L’UFAG può prelevare campioni di tuberi-seme e sottoporli a controlli al fine di verificare se sono conformi alle prescrizioni della presente ordinanza, in particolare a quelle previste nell’allegato 6.
Sezione 3 Piante foraggere, piante oleaginose e da fibra106
Art. 40a107 Ammissione nel catalogo delle varietà
Per le piante foraggere, oleaginose e da fibra in riferimento alle indicazioni concernenti il valore agronomico e di utilizzazione si applica l’articolo 32 capoversi 3 e 3 bis . 108
Per le piante foraggere l’esame preliminare è eseguito soltanto per la favetta, il pisello da foraggio e il lupino.
L’UFAG può respingere una domanda di ammissione se le indicazioni mostrano che per uno dei caratteri osservati la varietà raggiunge il valore eliminatorio previsto nell’allegato 2.
Art. 40b109
Art. 41 Produzione di sementi certificate
… 110
Le organizzazioni di moltiplicazione sono tenute a:
- annunciare all’UFAG i lotti di sementi destinati alla moltiplicazione e a fornirgli un campione rappresentativo al fine di eseguire i controlli delle colture;
- notificare all’UFAG le sementi di moltiplicazione distribuite ai produttori riconosciuti;
- fornire all’UFAG indicazioni esatte circa l’accettazione, il condizionamento e la commercializzazione di sementi certificate (s.l.) nonché il numero di etichette ufficiali utilizzate.
Un’organizzazione di moltiplicazione può gestire una o più centrali di cernita riconosciute dall’Ufficio federale. Ogni centrale di cernita deve soddisfare le esigenze dell’articolo 22 capoverso 1 lettere a e b.
Art. 42 Produzione e ammissione di sementi commerciali
In deroga alle disposizioni degli articoli da 20 a 24, l’UFAG ammette come sementi commerciali un lotto di sementi:
- prodotto sotto la responsabilità di un’organizzazione di moltiplicazione riconosciuta;
- che, sulla base dell’esame di un campione ufficiale, soddisfa le esigenze stabilite nell’allegato 4 per le sementi commerciali;
- se le sementi presentano l’identità della specie.
I campioni ufficiali sono prelevati e inviati al laboratorio dell’UFAG, immediatamente dopo la cernita dei singoli lotti, da una persona riconosciuta. L’organizzazione di moltiplicazione conserva per almeno un anno un doppio di ogni singolo campione ufficiale. Il peso dei lotti e dei campioni è stabilito nell’allegato 4.
… 111
Art. 43112
Art. 44113 Piccoli imballaggi per sementi di piante foraggere
Le sementi di piante foraggere possono essere imballate in piccoli imballaggi CE A o in piccoli imballaggi CE B. Gli imballaggi devono essere muniti, all’esterno, di un’etichetta del fornitore conforme alle disposizioni previste nell’allegato 5 capitolo C numero 2.
Per l’imballaggio e la chiusura di piccoli imballaggi di cui al capoverso 1 si applica l’articolo 27 a . I piccoli imballaggi non possono essere nuovamente richiusi.
Per l’etichettatura di piccoli imballaggi di cui al capoverso 1 si applica l’articolo 28 capoversi 1, 4 e 5. In deroga all’articolo 28 capoverso 1 l’etichetta può essere stampata sull’imballaggio.
Art. 45 Commercializzazione
… 114
… 115
Possono essere commercializzati anche lotti omogenei di sementi della categoria «sementi commerciali» delle specie seguenti: 116 Antyllis vulneraria Brassica juncea L. Bromus stamineus Desv. Cynodon dactylon (L.) Pers. Cynosorus cristatus L. Hedysarum coronarium L. Lotus uliginosus Schk. Melilotus alba Medikus Melilotus officinalis (L.) Pallas Onobrychis viciifolia Scop. Phalaris aquatica L. Poa annua L. Sinapis alba L. Trigonella foenum-graecum L. Vicia faba L. (partim) Vicia pannonica Crantz. 117
L’UFAG può autorizzare la commercializzazione di ecotipi di specie non menzionate al capoverso 2 allo scopo di utilizzare e conservare le risorse fitogenetiche e ne fissa le condizioni.
In deroga all’articolo 27 capoverso 3, i piccoli imballaggi CE B di sementi di piante foraggere sono muniti di un’etichetta del fornitore conforme alle disposizioni dell’allegato 5.
La prima commercializzazione di sementi commerciali prodotte in Svizzera è riservata alle organizzazioni di moltiplicazione riconosciute giusta l’articolo 22.
La prima commercializzazione di miscugli di sementi e di piccoli imballaggi di piante foraggere prodotti in Svizzera è riservata alle organizzazioni di condizionamento riconosciute giusta l’articolo 22 a . 118
Art. 46 Miscugli di sementi
Le sementi di piante foraggere possono essere commercializzate sotto forma di miscugli, sempreché:
- le diverse componenti del miscuglio abbiano adempiuto, prima della miscelazione, le norme di commercializzazione applicabili nei loro confronti;
- 119 il miscuglio comprenda unicamente generi e specie menzionati nell’allegato 1, eccetto le varietà di piante foraggere che non sono destinate a scopi foraggeri;
- 120 la composizione del miscuglio sia notificata all’UFAG in base alla percentuale in peso delle singole componenti, alla specie e alla varietà;
- il miscuglio venga condizionato da un’organizzazione di condizionamento riconosciuta dall’UFAG;
- 121 il nome del miscuglio utilizzato per l’etichettatura degli imballaggi sia notificato all’UFAG;
- 122 il composto sia omogeneo.
In deroga alle disposizioni del capoverso 1 lettera b:
- i miscugli di sementi di piante foraggere designati come miscugli arricchiti con fiori di prato possono contenere sementi di specie diverse da quelle menzionate nell’allegato 1;
- i miscugli di sementi destinati a scopi diversi dal foraggiamento (come ad esempio l’impianto di maggesi fioriti, di prati fioriti e l’inerbimento di piste da sci) e designati come tali possono contenere sementi di specie diverse da quelle menzionate nell’allegato 1;
- 123 previa autorizzazione dell’UFAG, i miscugli di sementi destinati a scopi speciali possono contenere sementi di specie diverse da quelle menzionate nell’allegato 1;
- 124 previa autorizzazione dell’UFAG, i miscugli di sementi possono contenere sementi delle varietà di cui all’articolo 29.
Sezione 4 Barbabietole
Art. 47 Ammissione nel catalogo delle varietà
Le indicazioni relative al valore agronomico e di utilizzazione menzionate nell’articolo 16 capoverso 2 lettera a si basano sui risultati di esami effettuati all’estero, se gli esami sono stati eseguiti in condizioni agronomiche e climatiche definite analoghe a quelle svizzere dall’UFAG.
L’UFAG può respingere una domanda di ammissione se le indicazioni mostrano che la varietà non soddisfa manifestamente le esigenze previste nell’allegato 2.
Art. 48125
Art. 49
Abrogato
Capitolo 3 Disposizioni finali
Art. 50 Esecuzione
L’UFAG è preposto all’esecuzione della presente ordinanza e può emanare le necessarie disposizioni d’esecuzione.
… 126
Art. 50a127
Art. 51128 Disposizione transitoria della modifica del 7 giugno 2010
Le sementi di ortaggi di cui all’allegato 1 prodotte prima del 31 dicembre 2010, possono essere commercializzate conformemente al diritto previgente fino al 31 dicembre 2012.
Art. 51a129
Art. 51b130
Art. 51c131
Art. 51d132 Disposizione transitoria della modifica dell’11 novembre 2020
I tuberi-seme prodotti in Svizzera prima del 1 o gennaio 2021, possono essere utilizzati per la produzione di tuberi-seme fino al 1 o gennaio 2024.
I lotti di materiale prodotti direttamente da tuberi-seme prodotti in Svizzera prima del 1 o gennaio 2020, sono designati come segue, sempreché siano soddisfatte le esigenze previste negli allegati 3 e 4:
Tuberi-seme prodotti in Svizzera prima | Lotti prodotti: |
Classe F0 | Classe PBTC |
Classe F1 | Classe PB2 |
Classe F2 | Classe PB3 |
Classe F3 | Classe PB4 |
Classe F4 | Classe S |
Classe S | Classe S |
Classe SE1 | Classe SE1 |
Classe SE2 | Classe SE2 |
Classe SE3 | Classe E |
Classe E | Classe A |
Art. 52 Entrata in vigore
La presente ordinanza entra in vigore il 1° gennaio 1999.
Allegato 1133
(art. 1, 13, 46)
Lista dei generi e delle specie
Capitolo A Generi e specie per i quali può venir allestito un catalogo delle varietà
1 Cereali
Avena nuda L. | Avena nuda |
Avena sativa L. | Avena comune |
Avena strigosaSchreb. | Avena forestiera |
Hordeum vulgare L. | Orzo |
Oryza sativa L. | Riso |
Phalaris canariensis L. | Scagliola |
Secale cereale L. | Segale |
Sorghum bicolor (L.) Moench | Sorgo |
Sorghum bicolor(L.) Moench subsp. drummondii(Steud.) et Weg ex | Erba del Sudan |
Triticum aestivum L. | Frumento tenero |
Triticum durum Desf. | Grano duro |
Triticum aestivumL. subsp.spelta(L.) Thell. | Spelta |
x Triticosecale Wittm. ex.A. Camus | Ibridi risultanti dall’incrocio di una specie |
Zea mays L. | Mais, eccetto mais perlato, mais soffiato (popcorn) e mais dolce |
Sorghum bicolor (L.) Moench × | Ibridi risultanti dall’incrocio di Sorghum ed erba del Sudan |
2 Patate
3 Piante foraggere
3.1 Graminacee
Agrostis canina L. | Agrostide canina | |
Agrostis capillarisL. | Agrostide tenue | |
Agrostis gigantea Roth | Agrostide gigantea e bianca | |
Agrostis stolonifera L. | Agrostide stolonifera | |
Alopecurus pratensis L. | Coda di volpe | |
Arrhenatherum elatius (L.) | Avena altissima | |
Bromus catharticus Vahl | Bromo compresso | |
Bromus sitchensis Trin. | Bromo di Sitka | |
Cynodon dactylon (L.) Pers. | Erba capriola | |
Dactylis glomerata L. | Erba mazzolina | |
Festuca arundinacea Schreber | Festuca arundinacea | |
Festuca filiformis Pourr. | Festuca a foglie capillari | |
Festuca ovina L. | Festuca ovina | |
Festuca pratensis Huds. Festuca trachyphylla (Hack.) Krajina | Festuca dei prati Festuca indurita | |
Festuca rubra L. | Festuca rossa | |
Lolium multiflorum Lam. | Loietto italico | |
Lolium perenne L. | Loglio perenne o loietto inglese | |
Lolium × hybridum Hausskn. | Loglio ibrido | |
Phalaris aquatica L. | Falaride nodosa | |
Phleum nodosum L. | Fleolo bulboso | |
Phleum pratense L. | Fleolo (coda di topo) | |
Poa annua L. | Poa annua | |
Poa nemoralis L. | Poa dei boschi | |
Poa palustris L. | Poa delle paludi | |
Poa pratensis L. | Poa pratense | |
Poa trivialis L. | Poa comune | |
Trisetum flavescens (L.) P.Beauv. | Avena bionda | |
x FestuloliumAsch et Graebn. | Ibridi risultanti dall’incrocio di una specie | |
x Festulolium braunii
| Festulolium | |
3.2 Leguminose
Hedysarum coronarium L. | Sulla comune |
Lotus corniculatus L. | Ginestrino comune |
Lupinus albus L. | Lupino bianco |
Lupinus angustifolius L. | Lupino selvatico |
Lupinus luteus L. | Lupino giallo |
Medicago lupulina L. | Lupolina |
Medicago sativa L. | Erba medica |
Medicago x varia T. Martyn Sand | Medica varia |
Ornithopus sativus Brot. | Serradella |
Pisum sativum L. (partim) | Pisello da foraggio |
Trifolium alexandrinum L. | Trifoglio alessandrino |
Trifolium hybridum L. | Trifoglio ibrido |
Trifolium incarnatum L. | Trifoglio incarnato |
Trifolium pratense L. | Trifoglio pratense (violetto) |
Trifolium repens L. | Trifoglio bianco |
Trifolium resupinatum L. | Trifoglio persico |
Trigonella foenum-graecum L. | Fieno greco |
Vicia fabaL. | Favetta |
Vicia pannonica Crantz | Veccia pannonica |
Vicia sativa L. | Veccia di Narbonne |
Vicia villosa Roth | Veccia vellutata, veccia di Cerdagne |
3.3 Altre specie di piante foraggere
Brassica napus L. var. napobrassica | Navoni, navoni rutabaga |
Brassica oleracea L. convar. acephala(DC)Alef. var. medullosa Thell + var. viridis L. | Cavolo da foraggio |
Phacelia tanacetifolia Benth. | Facelia |
Plantago lanceolata L. | Piantaggine |
Raphanus sativus L. var. oleiformis Pers. | Rafano oleifero |
4 Piante oleaginose e da fibra
Brassica juncea (L.) Czernj. | Senape bruna |
Brassica napus L. (partim) | Navoni |
Brassica nigra (L.) W.D.J. Koch | Senape nera |
Brassica rapa L. var. silvestris (Lam.) Briggs | Ravizzone |
Cannabis sativa L. | Canapa |
Carthamus tinctorius L. | Cartamo |
Carum carvi L. | Carvi |
Glycine max (L.) Merr. | Soia |
Helianthus annuus L. | Girasole |
Linum usitatissimum L. | Lino tessile, lino oleaginoso |
Papaver somniferum L. | Papavero |
Sinapis alba L. | Senape bianca |
5 Barbabietole
Beta vulgaris L. | Barbabietola da zucchero, barbabietola da foraggio |
6 Ortaggi
Allium cepaL. | |
| Cipolla |
| Scalogno |
Allium fistulosumL. | Cipolletta |
Allium porrumL. | Porro |
Allium sativumL. | Aglio |
Allium schoenoprasumL. | Erba cipollina |
Anthriscus cerefolium(L.) Hoffm. | Cerfoglio |
Apium graveolensL. | |
| Sedano |
| Sedano rapa |
Asparagus officinalisL. | Asparago |
Beta vulgarisL. | |
| Barbabietola |
| Bietola |
Brassica oleraceaL. | |
| Cavolo laciniato |
| Cavolfiore |
| Cavolo cappuccio rosso e bianco |
| Cavolo di Bruxelles |
| Cavolo rapa |
| Cavolo verza |
| Broccoli |
| Cavolo nero |
| Cavolo portoghese |
Brassica rapaL. | |
| Cavolo cinese |
| Rapa |
Capsicum annuumL. | Peperoni |
Cichorium endiviaL. | Indivia riccia, indivia scarola |
Cichorium intybusL | |
| Cicoria di tipo Witloof |
| Cicoria a foglia larga |
| Cicoria industriale |
Citrullus lanatus(Thunb.) Matsum. et Nakai | Anguria |
Cucumis meloL. | Melone |
Cucumis sativusL. | |
| Cetriolo |
| Cetriolino |
Cucurbita maxima Duchesne | Zucca |
Cucurbita pepoL. | Zucchino |
Cynara cardunculusL. | |
| Carciofo |
| Cardo |
Daucus carotaL. | Carota |
Foeniculum vulgareMill. | |
| Finocchio |
Lactuca sativaL. | Lattuga (lattuga cappuccio, lattuga da taglio, lattuga romana) |
Solanum lycopersicum L. | Pomodoro |
Petroselinum crispum(Mill.) | |
| Prezzemolo |
| Prezzemolo radice |
Phaseolus coccineusL. | Fagiolo di Spagna |
Phaseolus vulgarisL. | |
| Fagiolo comune, |
| fagiolo nano, |
Pisum sativumL. (partim) | |
| Pisello, pisello rotondo |
| Pisello a grano rugoso |
| Taccola |
Raphanus sativusL. | |
| Ravanello |
| Ramolaccio |
Rheum rhabarbarumL. | Rabarbaro |
Scorzonera hispanicaL. | Scorzonera |
Solanum melongenaL. | Melanzana |
Spinacia oleraceaL. | Spinaci |
Valerianella locusta(L.) Laterr. | Valerianella o lattughella |
Vicia fabaL. | Fava |
Zea maysL. | |
| Mais dolce |
| Mais soffiato |
Allegato 2134
(art. 14, 32, 36, 49)
Esigenze concernenti il valore agronomico e di utilizzazione
Capitolo A Esigenze concernenti il valore agronomico e di utilizzazione dei cereali
1 In generale
1.1 Esigenze concernenti il valore agronomico e di utilizzazione
Il valore agronomico e di utilizzazione è giudicato sufficiente se:
- per ogni carattere osservato non è raggiunto il valore eliminatorio;
- è raggiunto il valore globale minimo.
1.2 Caratteri osservati
- Caratteri principali: devono essere osservati nelle prove preliminari e nelle prove ufficiali.
- Caratteri circostanziali: devono essere osservati sempreché le condizioni lo permettano.
- Altre osservazioni: si tratta di informazioni supplementari e dell’osservazione di problemi particolari. Questi caratteri non sono considerati per l’esame della varietà.
1.3 Valori eliminatori
Affinché la domanda di ammissione di una varietà sia approvata o l’ammissione di una varietà nel catalogo sia accettata, il risultato dell’osservazione di un carattere non deve raggiungere il valore eliminatorio relativo a tale carattere.
Sono definiti diversi valori eliminatori:
- per le prove preliminari;
- per le prove ufficiali.
Nel caso del granturco, un indice di < −1 è considerato valore eliminatorio per le prove preliminari.
1.4 Calcolo del valore globale di una varietà
Il valore globale di una varietà è il risultato dell’esame ufficiale. Dev’essere superiore al valore globale minimo affinché la varietà sia ammessa nel catalogo delle varietà.
Il valore globale di una varietà determinante per l’ammissione nel catalogo delle varietà è calcolato in base alla media dei risultati dei due anni di prove ufficiali.
1.4.1 Avena, orzo, segale, grano tenero, spelta e triticale
Il valore globale di una varietà corrisponde al rendimento relativo (rendimento della varietà testata espresso in per cento rispetto al rendimento della media delle varietà standard) corretto in funzione dei valori bonus o malus ottenuti.
Un bonus è aggiunto al rendimento relativo se la varietà presenta una differenza rispetto alla media delle varietà standard o se non supera determinati valori limite. Le differenze necessarie e i valori limite sono definiti per ogni carattere tenuto in considerazione. Il valore dei bonus è determinato per singola specie.
Un malus è sottratto dal rendimento relativo se la varietà presenta una differenza rispetto alla media delle varietà standard o se supera determinati valori limite. Le differenze necessarie e i valori limite sono definiti per ogni carattere tenuto in considerazione. Il valore dei malus è determinato per singola specie.
Per la spelta si effettua una correzione del valore globale applicando un valore di riferimento determinato statisticamente in base alla tipicità della varietà candidata. La determinazione della tipicità avviene sulla base di analisi genetico-molecolari (Müller e al.; 2018; Theor Appl Genet; 131 (2); 407 - 416) delle varietà di riferimento e candidate. L’UFAG stabilisce le varietà di riferimento necessarie alla determinazione del valore di riferimento che avviene secondo una regressione lineare tra il valore globale di una varietà e la tipicità.
1.4.2 Granturco
Il calcolo del valore globale si effettua sulla base del calcolo di un indice totale. Le formule di calcolo dell’indice totale nonché i caratteri necessari per questo calcolo sono illustrati al numero 2.7 del presente capitolo.
1.5 Valori globali minimi per l’ammissione nel catalogo delle varietà
Avena: | >103 | |
Orzo: | >103 | |
Segale: | >103 | |
Frumento: | di ottima qualità panificabile | >95 |
di buona qualità panificabile | >103 | |
di qualità panificabile da mediocre a debole | >110 | |
di qualità panificabile debole o da foraggio | >120 | |
per la fabbricazione di biscotti | >110 | |
Spelta | >103 | |
Triticale: | >103 | |
Granturco: | Per l’ammissione di una varietà di granturco nel catalogo delle varietà, l’indice totale deve raggiungere almeno il valore 0. | |
1.6 Qualità tecnologica del frumento (grano tenero)
La qualità tecnologica del frumento panificabile è stabilita in base allo «schema di valutazione 90» (Saurer e altri; 1991; Landwirtschaft Schweiz 4 (1-2); 55-57). È considerato:
- frumento di ottima qualità panificabile, il frumento che ottiene più di 130 punti;
- frumento di buona qualità panificabile, il frumento che ottiene più di 110 punti;
- frumento di qualità panificabile da mediocre a debole, il frumento che ottiene fra 80 e 110 punti;
- frumento di qualità panificabile debole e frumento da foraggio, il frumento che ottiene meno di 80 punti.
Il frumento è considerato frumento per la fabbricazione di biscotti se per la maggior parte dei caratteri specifici della varietà i valori d’analisi sono compresi fra i valori seguenti:
Carattere | Unità | Valori |
|---|---|---|
Proteina | % MS | 9–10 |
Test Zeleny | ml | 20–30 |
Glutine umido | % | 18–23 |
Glutine secco | % | 8–11 |
Maltosio | % | 1–2 |
Tempo di caduta | secondo | 300–400 |
Amilogramma max. | BE1) | 500–1000 |
Farinogramma | % risp. 14 % | 52–58 |
Estensogramma | cm2 | 30–60 |
Estensogramma DW5/DB | 0,8–1,6 | |
Alveogramma W | x10–4J | 80–120 |
Alveogramma P/L | 0,3–0,5 | |
Alveogramma P | mm | 30–45 |
Alveogramma L | mm | 100–150 |
| ||
2 Caratteri osservati, valori eliminatori, valori dei bonus/malus, calcolo dell’indice totale
Abbreviazioni:
MP = mal del piede
MS = materia secca
PCS = peso di 100 spighe
PE = peso per ettolitro
PMG = peso di 1000 grani
rdt = rendimento
rel. = relativo
S. nodorum = Septoria nodorum
std = rispetto alle varietà standard
vs = valore assoluto
2.1 Avena
Caratteri osservati | Valori eliminatori | Differenze necessarie per l’ottenimento di un bonus o di un malus rispetto alla media delle varietà standard | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
unità | valori considerati | valori considerati | bonus (+1) | malus (–1) | ||||
Caratteri principali | ||||||||
Rdt. granella | in q/ha | < –5 (rdt std) | ||||||
Allettamento | nota (1–9) | > 5 (vs) | ≥ 2 (std) | ≤ –1 | ≥ +1 | |||
Precocità | spigatura std ± giorni | > 5 (std) | ≤ –2 | ≥ +3 | ||||
PE | kg | < 48 (vs) | < 48 (vs) | ≥ +1 | ≤ –2 | |||
Mal bianco | nota (1–9) | > 6 (vs) | ≥ 6 (vs) | ≤ –1 | ≥ +1 | |||
Proteina | % | < 9 (vs) | < 9 (vs) | |||||
Caratteri circostanziali | ||||||||
Danni dell’inverno (avena autunnale) | nota (1–9) | > 3 (std) | ≤ –2 | ≥ +2 | ||||
Altre osservazioni | ||||||||
Altezza della pianta | cm | |||||||
PMG | g | |||||||
Colore della granella Fibra grezza | ||||||||
Fibre brute | g/MS | |||||||
Sfalcio verde: | ||||||||
| % MS | |||||||
| % MS | |||||||
2.2 Orzo
Caratteri osservati | Valori eliminatori | Differenze necessarie per l’ottenimento di un bonus o di un malus rispetto alla media delle varietà standard | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
unità | valori considerati | valori considerati | bonus | malus | ||||
Caratteri principali | ||||||||
Rdt. Granella | in q/ha | < –5 (rdt std) | ||||||
15 % H2O | ||||||||
Allettamento | nota (1–9) | > 5 (vs) | > 2 (std) | ≤ –1 | ≥ +1 | |||
Precocità | spigatura | > 5 (std) | ≤ –2 | ≥ +3 | ||||
std ± giorni | ||||||||
PE (6 ranghi) | kg | < 63 (vs) | < 63 (vs) | ≥ +1 | ≤ –2 | |||
PE (2 ranghi) | kg | < 64 (vs) | < 64 (vs) | ≥ +1 | ≤ –2 | |||
Mal bianco | nota (1–9) | > 6 (vs) | ≥ 6 (vs) | ≤ –1 | ≥ +1 | |||
Elmintosporiosi | nota (1–9) | > 6 (vs) | ≥ 6 (vs) | ≤ –1 | ≥ +1 | |||
Rincosporiosi | nota (1–9) | > 6 (vs) | ≥ 6 (vs) | ≤ –1 | ≥ +1 | |||
Proteina (6 ranghi) | % | < 9 (vs) | < 9 (vs) | |||||
Proteina (2 ranghi) | % | < 9 (vs) | < 9 (vs) | |||||
Caratteri circostanziali | ||||||||
Stato sanitario1 | nota (1–9) | > 2 (std) | ≤ –2 | ≥ +1,5 | ||||
generale | ||||||||
Danni dell’inverno | nota (1–9) | > 2 (std) | ≤ –2 | ≥ +2 | ||||
(orzo autunnale) | ||||||||
Altre osservazioni | ||||||||
Altezza della pianta | cm | |||||||
PMG | g | |||||||
Virosi | ||||||||
Fibra grezza | g/MS | |||||||
| ||||||||
2.3 Segale
Caratteri osservati | Valori eliminatori | Differenze necessarie per l’ottenimento di un bonus o di un malus rispetto alla media delle varietà standard | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
unità | valori considerati | valori considerati | bonus | malus | |||
Caratteri principali | |||||||
Rdt. granella | in q/ha | < –5 (rdt std) | |||||
(15 % H2O) | |||||||
Allettamento | nota (1–9) | > 7 (vs) | > 2 (std) | ≤ –1 | ≥ +1 | ||
Precocità | spigatura | > 5 (std) | ≤ –2 | ≥ +3 | |||
std ± giorni | |||||||
PE | kg | < 69 (vs) | < 69 (vs) | ≥ +1 | ≤ –2 | ||
Ruggine bruna | nota (1–9) | > 6 (vs) | ≥ 6 (vs) | ≤ –1 | ≥ +1 | ||
Danni dell’inverno | nota (1–9) | > 2 (std) | ≤ –2 | ≥ +2 | |||
Amilogramma | unità | < –100 (std) | |||||
Altre osservazioni | |||||||
Altezza pianta | cm | ||||||
PMG | g | ||||||
Segale cornuta | spighe | ||||||
(Claviceps purpurea) | colpite per ara | ||||||
2.4 Frumento (grano tenero)
Caratteri osservati | Valori eliminatori | Differenze necessarie per l’ottenimento di un bonus o di un malus rispetto alla media delle varietà standard | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|
unità | valori considerati | valori considerati | bonus | malus | ||
Caratteri principali | ||||||
Rdt. granella | in q/ha | |||||
(15 % H2O) | ||||||
Allettamento | nota (1–9) | > 5 (vs) | > 2 (std) | ≤ –1(std) | ≥ +1(std) | |
Precocità | spigatura | > 5 (std) | ≤ –2(std) | ≥ +3(std) | ||
std ± giorni | ||||||
PE | kg | < 72 (vs) | < 72 (vs) | ≥ +1(std) | ≤ –2(std) | |
Mal bianco | nota (1–9) | > 6 (vs) | ≥ 6 (vs) | ≤ 3(vs) | ≥ 4,5(vs) | |
Ruggine gialla | nota (1–9) | > 6 (vs) | ≥ 6 (vs) | ≤ 3(vs) | ≥ 4,5(vs) | |
Ruggine bruna | nota (1–9) | > 6 (vs) | ≥ 6 (vs) | ≤ 3(vs) | ≥ 4,5(vs) | |
S. nodorum foglia | indice | > 25 (std) e | ≤–15 (std) | ≥+15 (std) | ||
S. nodorum spiga | indice | > 40 (std) e | ≤–10(std) | ≥+20(std) | ||
> 125 (vs) | ||||||
Septoria tritici | indice | > 25(std) | ≤–15(std) | ≥+15(std) | ||
Fusariosi spiga | nota (1–9) | > 8 (vs) | > 7 (vs) | < 4 (vs) | > 6 (vs) | |
Test Zeleny1 | < 20 (vs) | < 20 (vs) | ||||
Proteina1 2 | % | < 10 (vs) | < 10 (vs) | |||
Panificazione 1 | non panificabile | non panificabile | ||||
Caratteri circostanziali | ||||||
Germinazione delle cariossidi nelle spighe1 | nota (1–9) | > 6 (vs) | ≤ –2(std) | ≥ +2(std) | ||
Danni dell’inverno (frumento autunnale) | nota (1–9) | > 2 (std) | ≤ –2(std) | ≥ +2(std) | ||
Ruggine nera | nota (1–9) | > 7 (vs) | > 7 (vs) | ≤ –2(std) | ≥ +3(std) | |
(frumento primaverile) | ||||||
Septoria nodorum | nota (1–9) | > 7 (vs) | ||||
Altre osservazioni | ||||||
Altezza della pianta | cm | |||||
PMG | g | |||||
Alternanza | nota | |||||
MP | nota (1–9) | |||||
Osservazioni: | ||||||
| ||||||
| ||||||
2.5 Spelta
Caratteri osservati | Valori eliminatori | Differenze necessarie per l’ottenimento di un bonus o di un malus rispetto alla media delle varietà standard | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
Unità | valori considerati per le prove preliminari | valori considerati per le prove d’omologazione | bonus (+1) | malus (-1) | |||
Caratteri principali | |||||||
Rdt. granella | in q/ha | ||||||
Allettamento | nota (1–9) | > 6 (vs) | > 2 (std) | £ –1 | ³ +1 | ||
Precocità | spigatura | > 5 (std) | £ –2 | ³ +3 | |||
PE | kg | ³ +1 | £ –2 | ||||
PCS | g | < 8 (vs) | < 8 (vs) | ||||
Mal bianco | nota (1–9) | > 6 (vs) | ³ 6 (vs) | £ –1 | ³ +1 | ||
Ruggine gialla | nota (1–9) | > 5 (vs) | ³ 5 (vs) | £ –1 | ³ +1 | ||
Ruggine bruna | nota (1–9) | > 6 (vs) | ³ 6 (vs) | £ –1 | ³ +1 | ||
S. nodorum foglia | indice | > 20 (std) e | £ –15 | ³ +15 | |||
S. nodorum spiga | indice | > 20 (std) | £ –15 | ³ +15 | |||
Fusariosi spiga | nota (1–9) | > 6 (vs) | > 6 (vs) | < 4 (vs) | > 5 (vs) | ||
Tipo di grano | nota (1–9) | > 3 (std) | £ max (std) | > max (std) | |||
Rottura della rachide | nota (1–9) | > 2 (std) | £ max (std) | > max (std) | |||
Parte di grani nudi | nota (1–9) | > 2 (std) | £ max (std) | > max (std) | |||
Test Zeleny | < 20 (vs) | < 20 (vs) | £ max (std) | > max (std) | |||
> 45 (vs) | > 45 (vs) | ||||||
Proteina | % | < 14 (vs) | < 14 (vs) | ³ min (Std) | < min (std) | ||
Rapporto acido oleico / acido palmitico | ³ min (Std) | < min (std) | |||||
Capacità di assorbimento dell’acqua | % | ³ 59 (vs) e | < 59 (vs) e | ||||
£ 66 (vs) | > 66 (vs) | ||||||
Estensogramma | £ max (std) | > max (std) | |||||
Caratteri circostanziali | |||||||
Lunghezza della spiga | Cm | ||||||
Danni dell’inverno | nota (1–9) | > 2 (std) | £ –2 | ³ +2 | |||
Septoria nodorum | nota (1–9) | > 7 (vs) | |||||
Altre osservazioni | |||||||
Altezza della pianta | Cm | ||||||
2.6 Triticale
Caratteri osservati | Valori eliminatori | Differenze necessarie per l’ottenimento di un bonus o di un malus rispetto alla media delle varietà standard | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
unità | valori considerati | valori considerati | bonus | malus | |||
Caratteri principali | |||||||
Rdt. Granella | in q/ha | < –5 (rdt std) | |||||
(15 % H2O) | |||||||
Allettamento | nota (1–9) | > 5 (vs) | > 2 (std) | ≤ –1 | ≥ +1 | ||
Precocità | spigatura | > 5 (std) | ≤ –2 | ≥ +3 | |||
std ± giorni | |||||||
PE | kg | < 62 (vs) | < 62 (vs) | ≥ +1 | ≥ –2 | ||
Proteina | % | ≥ +1 (std) | ≤ –1 (std) | ||||
Ruggine gialla | nota (1–9) | > 6 (vs) | ≥ 5 (vs) | ≤ –1 | ≤ +1 | ||
Ruggine bruna | nota (1–9) | > 6 (vs) | ≥ 6 (vs) | ≤ –1 | ≥ +1 | ||
S. nodorum foglia | indice | > 25 (std) e | ≤ –15 | ≥ +15 | |||
S. nodorum spiga | indice | > 25 (std) | ≤ –15 | ≥ +15 | |||
Fusariosi spiga | nota (1–9) | > 8 (vs) | > 7 (vs) | < +4 (vs) | > +6 (vs) | ||
Caratteri circostanziali | |||||||
Germinazione delle cariossidi delle spighe | nota (1–9) | > 7 (vs) | ≤ –2 | ≥ +2 | |||
Danni dell’inverno | nota (1–9) | > 3 (std) | ≤ –2 | ≥ +2 | |||
(triticale autunnale) | |||||||
Mal bianco | nota (1–9) | > 3 (vs) | > 3 (vs) | ≤ –1 (vs) | ≥ +4.5(vs) | ||
Septoria nodorum | nota (1–9) | > 7 (vs) | |||||
Altre osservazioni | |||||||
Altezza della pianta | cm | ||||||
PMG | g | ||||||
MP | nota (1–9) | ||||||
Fusariosi dei cereali | nota (1–9) | ||||||
2.7 Granturco
2.7.1 Caratteri osservati per il granturco
Granturco da granella | Granturco da insilamento | |
|---|---|---|
Caratteri principali | ||
Numero delle piante presenti | x | x |
Sviluppo giovanile (nota) | x | x |
Rendimento granella (15 % H2O) | x | |
Rendimento in materia secca (MS) dell’intera pianta | x | |
Contenuto in materia secca della granella al raccolto | x | |
Contenuto in materia secca della pianta intera al raccolto | x | |
Contenuto in materia organica digeribile (MOD) (g/kg MS) | x | |
Caratteri circostanziali | ||
Allettamento durante la vegetazione | x | x |
Allettamento al raccolto | x | x |
Stroncamento dello stocco al raccolto | x | x |
Attacchi da carbone | x | x |
Attacchi da fusariosi | x | |
Altre osservazioni | ||
Ancoraggio delle radici (nota del test «pressione manuale») | x | x |
Altezza delle piante | x | x |
Altezza del punto d’inserzione della pannocchia superiore | x | x |
Idoneità alla trebbiatura (nota per la rottura delle cariossidi) | x | |
Impressione generale (nota) | x | x |
Fertilità della punta della pannocchia (nota) | x | x |
Formazione di steli secondari | x | x |
Attacchi da parassiti (piralide, mosca frit) | x | x |
Malattie delle foglie (ruggine, elmintosporiosi) | x | x |
Data della fioritura dei fiori femminili | x | x |
Contenuto in amido | x | |
2.7.2 Calcolo dell’indice totale del granturco da granella
Caratteri considerati | Risultato della varietà in esame | Valore medio delle due migliori varietà standard | Fattore di pondera-zione | Formula di calcolo degli indici | |
|---|---|---|---|---|---|
Indice rendimento (A) | |||||
Rendimento in q/ha di granella al 15 % H2O | a1 | a2 | 1,0 | ||
Indice precocità (B) | |||||
Contenuto in materia secca | b1 | b2 | 2,5 | (b1 – b2) x 2,5 = B | |
Indice resistenza all’allettamento (C) | |||||
Allettamento durante | c1 | c2 | 0,25 | (c2 – c1) x 0,25 | |
Allettamento | c3 | c4 | 0,75 | + (c4 – c3) x 0,75 | |
Stroncamento dello stocco al raccolto (%) | c5 | c6 | 0,75 | + (c6– c5) x 0,75= C | |
Indice malattie (D) | |||||
Attacchi da fusariosi (%) | d1 | d2 | 0,25 | (d2 – d1) x 0,25 | |
Attacchi da carbone (%) | d3 | d4 | 0,25 | + (d4– d3) x 0,25 = D | |
Indice sviluppo giovanile (E) | |||||
Sviluppo giovanile (nota *) | e1 | e2 | 0,5 | (e2 – e1) x 0,5 = E | |
Indice totale per il granturco da granella= A + B + C + D + E | |||||
| |||||
2.7.3 Calcolo dell’indice totale del granturco da insilamento
Caratteri considerati | Risultato della varietà in esame | Valore medio | Fattore di ponderazione | Formula di calcolo degli indici |
|---|---|---|---|---|
Indice valore economico (A) | ||||
Rendimento in materia secca della pianta (q/ha) | a1 | a2 | 0,5 | (a1 – a2) x 0,5 |
Contenuto in MOD | a3 | a4 | 0,4 | + (a3 – a4) x 0,4 = A |
Indice precocità (B) | ||||
Contenuto in materia secca dell’intera pianta (%) | b1 | b2 | 1,25 | (b1 – b2) x 1,25 = B |
Indice resistenza all’allettamento (C) | ||||
Allettamento durante la | c1 | c2 | 0,25 | (c2 – c1) x 0,25 |
Allettamento al raccolto (%) | c3 | c4 | 0,75 | + (c4 – c3) x 0,75 |
Stroncamento dello stocco al raccolto (%) | c5 | c6 | 0,75 | + (c6– c5) x 0,75 = C |
Indice malattie (D) | ||||
Attacchi da carbone (%) | d1 | d2 | 0,25 | (d2 – d1) x 0,25 = D |
Indice sviluppo giovanile (E) | ||||
Sviluppo giovanile (nota *) | e1 | e2 | 0,5 | (e2 – e1) x 0,5 = E |
Indice totale per il granturco da insilamento = A + B + C + D + E | ||||
| ||||
Capitolo B Esigenze concernenti il valore agronomico e di utilizzazione delle patate
1 In generale
1. 1Valore eliminatorio
Per determinati caratteri menzionati al numero 4 del presente capitolo sono fissati diversi valori eliminatori:
- al fine della valutazione delle domande d’ammissione sulla base dei risultati delle prove preliminari o dei fascicoli di ammissione esteri;
- al fine della valutazione dell’esame ufficiale del valore agronomico e di utilizzazione in vista dell’ammissione nel catalogo delle varietà.
1.2 Calcolo del valore globale
- Per ogni carattere considerato è calcolato un valore specifico in base alla formula di cui al numero 4 del presente capitolo. Le lettere utilizzate nel quadro di tale formula corrispondono:a.al risultato della varietà esaminata;b.al risultato della varietà standard per l’esame del valore agronomico;c.alla media dei risultati delle varietà standard per l’esame del valore agronomico;d.al risultato della varietà di riferimento per l’esame del valore di utilizzazione.
- Il valore globale della varietà corrisponde alla somma dei valori specifici di cui alla lettera A.
1.3 Caratteri osservati
- I caratteri determinanti per il calcolo del valore globale sono definiti al punto 4 del presente capitolo. 1.Per i caratteri espressi in per cento o con un indice, il risultato delle osservazioni è convertito in una nota da 1 a 9 secondo i valori logaritmici del per cento o dell’indice.2.La nota relativa ai caratteri complementari è attribuita sulla base dei seguenti caratteri osservati: screpolature, germogliazioni, malformazioni, leggere virosi, parte ombelicale acquosa, infezioni alla parte ombelicale, sensibilità all’inverdimento della buccia, polpa spugnosa, molle o vitrosa, colorazione delle tracheidi.
- All’atto dell’esame del valore agronomico e di utilizzazione sono osservati anche i seguenti caratteri: forma del tubero, posizione degli occhi, regolarità dei tuberi, colore della polpa e della buccia, lunghezza degli stoloni, numero di tuberi per pianta, tipo culinario, gruppo di maturità; questi caratteri non vengono tenuti in considerazione per il calcolo del valore globale.
2 Condizioni relative alle domande d’ammissione
- Una domanda d’ammissione può essere respinta se i risultati delle prove preliminari o del fascicolo d’ammissione nel catalogo nazionale di un paese estero mostrano che:1.per un carattere è stato raggiunto il valore eliminatorio;2.non è stato raggiunto il valore globale minimo.
- Il valore globale minimo è fissato come segue:1.100 per le varietà destinate alla trasformazione industriale;2.115 per le varietà destinate al consumo.
3 Condizioni per l’ammissione di una varietà nel catalogo delle varietà
- Una varietà è ammessa nel catalogo delle varietà se:1.per ogni carattere non è stato raggiunto il valore eliminatorio;2.è stato raggiunto il valore globale minimo.
- Il valore globale minimo è fissato come segue:1.105 per le varietà destinate alla trasformazione industriale;2.120 per le varietà destinate al consumo.
4 Valori eliminatori e formula di calcolo del valore specifico per carattere considerato
Caratteri | Formula | Prova preliminare | Esame ufficiale | ||
|---|---|---|---|---|---|
Coeffi- | Valore | Coefficiente | Valore | ||
Rendimento in q/ha | (a/b) | 1.0 | 1.0 | ||
Tuberi piccoli (in %) | b–a | 1.0 | 1.0 | ||
Idoneità all’immagazzinamento | |||||
Immagazzinamento (nota) | b–a | 1.5 | 1.5 | ||
Germogliazione (nota) | b–a | 1.5 | 1.5 | ||
Sviluppo e malattie di tipo parassitario in campo | |||||
Regolarità della levata (nota) | c–a | 1.0 | 1.0 | ||
Peronospora delle foglie (nota) | c–a | 3.0 | 3.0 | ||
Virosi | |||||
| c–a | 1.0 | 1.0 | ||
| c–a | 1.0 | 1.0 | ||
Erwinia (%) | c–a | 1.0 | 1.0 | ||
Marciume al raccolto (% del peso) | c–a | 1.0 | > 6.0 | 1.0 | > 6.0 |
Malattie di tipo parassitario dopo l’immagazzinamento (% e indice) | |||||
Peronospora del tubero | c–a | 1.0 | > 5.0 | 1.0 | > 5.0 |
Marciume di altro genere | c–a | 1.0 | > 5.0 | 1.0 | > 5.0 |
Crepito virale della patata | c–a | 1.0 | > 6.0 | 1.0 | > 6.0 |
PVYNTN | c–a | 1.0 | > 3.0 | 1.0 | > 3.0 |
Rhizoctonia | |||||
| c–a | 0.1 | 0.1 | ||
| c–a | 1.0 | > 5.0 | 1.0 | > 5.0 |
Scabbia | |||||
| c–a | 0.5 | 0.5 | ||
| c–a | 1.0 | > 5.0 | 1.0 | > 5.0 |
| c–a | 0.25 | 0.25 | ||
Difetti della polpa | |||||
Maculatura ferruginea (% e indice) | c–a | 1.0 | > 5.0 | 1.0 | > 5.0 |
Maculatura grigia (% e indice) | c–a | 1.0 | > 6.0 | 1.0 | > 6.0 |
Cuore incavato e cuore nero (% e indice) | c–a | 1.0 | > 5.0 | 1.0 | > 5.0 |
Maculatura azzurra o nera (nota) | c–a | 0.0 | 1.0 | ||
Annerimento dopo la cottura | c–a | 1.0 | 1.0 | ||
Idoneità alla trasformazione | |||||
Amido (%) | |||||
| < 15 | < 15 | |||
| < 13; > 17 | < 13; > 17 | |||
Nota per le varietà destinate alla fabbricazione di patatine chips: | |||||
| a–d | 10.0 | 10.0 | ||
| a–d | 0.5 | 0.5 | ||
Nota per le varietà destinate alla fabbricazione di patate fritte: | |||||
| a–d | 0.5 | 0.5 | ||
| a–d | 10.0 | 10.0 | ||
Caratteri complementari (nota) | c–a | 1.0 | 1.0 | ||
Capitolo C Esigenze concernenti il valore agronomico e di utilizzazione delle piante foraggere
1 In generale
1.1 Procedura d’esame
Viene effettuata una prova preliminare soltanto per la favetta, il pisello da foraggio e il lupino.
1.2 Caratteri osservati
- Caratteri principali:
devono essere osservati nelle prove preliminari e nelle prove ufficiali. Viene fatta una distinzione tra caratteri importanti (priorità A) e caratteri secondari (priorità B). - Caratteri circostanziali:
devono essere osservati sempreché le condizioni lo permettano. - Altre osservazioni:
si tratta di informazioni supplementari e dell’osservazione di problemi particolari. Questi caratteri non sono considerati sistematicamente per l’esame della varietà.
1.3 Valori eliminatori
Affinché la domanda di ammissione di una varietà sia approvata o l’ammissione nel catalogo sia accettata, il risultato dell’osservazione di un carattere non deve raggiungere il valore eliminatorio relativo a tale carattere.
Sono definiti diversi valori eliminatori:
- per le prove preliminari;
- per le prove ufficiali.
1.3.1 Graminacee, leguminose e altre specie
Il valore eliminatorio considerato durante le prove ufficiali per ogni carattere importante osservato è fissato a - 1,5 punti rispetto alla media dei risultati delle varietà standard.
Per il trifoglio bianco il tenore in acido cianidrico è un valore eliminatorio se è superiore a quello della varietà di riferimento designata dall’UFAG.
1.3.2 Favetta, pisello da foraggio e lupino
I valori eliminatori considerati durante le prove preliminari sono fissati nella tabella 2 del presente capitolo.
1.4 Valore globale
Il valore globale è il risultato dell’esame preliminare e dell’esame ufficiale. Dev’essere superiore al valore globale minimo affinché la domanda di ammissione sia approvata o la varietà sia ammessa nel catalogo delle varietà.
Il valore globale è calcolato sulla base della media dei risultati delle prove.
1.4.1 Graminacee, leguminose e altre specie
Il valore globale di ogni specie è calcolato applicando la formula seguente:
- = (somma delle note per i caratteri osservati secondo la priorità A) x 2
- = (somma delle note per i caratteri osservati secondo la priorità B)
- = numero di note
Il valore globale della varietà è calcolato applicando la formula: (X + Y)/Z
1.4.2 Favetta, pisello da foraggio e lupino
Il valore globale di una varietà corrisponde al rendimento relativo (rendimento della varietà testata espresso in per cento rispetto al rendimento medio della varietà standard) corretto in funzione dei valori bonus e malus ottenuti.
I bonus e i malus sono correzioni sotto forma di punti aggiunti o sottratti, calcolati secondo la differenza rispetto alla media dei valori della varietà standard.
1.5 Caratteri osservati e valutazione
1.5.1 Graminacee, leguminose e altre specie da granella
- I caratteri osservati considerati per il calcolo del valore globale di ogni specie nonché la loro priorità sono fissati nella tabella 1 del presente capitolo.
- La scala delle note è graduata da 1 a 9: 1 è la nota migliore, 9 la peggiore.
- Le note vengono attribuite in base ai sistemi di valutazione seguenti:1.Secondo l’analisi statistica:
Note | ||
Valore rispetto alla media della prova | ||
Differenza positiva: | > ppds (p = 0,01) | 1 |
> ppds (p = 0,05) | 2 | |
> 2/3 ppds (p = 0,05) | 3 | |
> 1/3 ppds (p = 0,05) | 4 | |
Uguale alla media degli standard: | 5 | |
Differenza negativa: ppds = più piccola differenza significativa | > 1/3 ppds (p = 0,05) | 6 |
> 2/3 ppds (p = 0,05) | 7 | |
> ppds (p = 0,05) | 8 | |
> ppds (p = 0,01) | 9 |
- Secondo la valutazione:
Nota | Valore alla levata | Forza di concorrenza | Costituzione | Persistenza |
1 | ottimo | (100–90 %) = 10/10 = | 1 molto fine | 0 fino a 10 |
2 | da ottimo a buono | (100–80 %) = 20/10 = | 2 | 20 |
3 | buono | 3 | 30 | |
4 | da buono a medio | 4 | 40 | |
5 | medio | 5 | 50 | |
6 | da medio a scarso | 6 | 60 | |
7 | scarso | 7 | 70 | |
8 | da scarso a molto scarso | 8 | 80 | |
9 | molto scarso | (100–10 %) = 90/10 = | 9 molto grossolana | 90 fino a 100 |
| ||||
1.5.2 Favetta, pisello da foraggio e lupino
I caratteri osservati considerati per il calcolo del valore globale nonché i bonus e i malus sono fissati nella tabella 2 del presente capitolo.
2 Condizioni relative alle domande d’ammissione e all’ammissione di una varietà nel catalogo delle varietà
2.1 Graminacee, leguminose a seme piccolo e altre specie
Una varietà è ammessa nel catalogo delle varietà se:
- per ogni carattere osservato non è stato raggiunto il valore eliminatorio;
- il suo valore globale è almeno di 0,2 punti superiore alla media dei valori globali delle varietà standard.
2.2 Favetta, pisello da foraggio e lupino
2.2.1
Una domanda d’ammissione è approvata se i risultati dell’esame preliminare o del fascicolo d’ammissione nel catalogo delle varietà di un Paese estero mostrano che:
- per ogni carattere osservato non è stato raggiunto il valore eliminatorio;
- è stato raggiunto il valore globale minimo di 100.
2.2.2
Una varietà è ammessa nel catalogo delle varietà se:
- per ogni carattere osservato non è stato raggiunto il valore eliminatorio;
- è stato raggiunto il valore globale minimo di 103 o se il valore globale della varietà testata è superiore di 5 punti al valore globale della varietà standard più scadente.
Tabella 1
Graminacee, leguminose e altre specie
Specie | Rendimento | Sviluppo giovanile | Impressione generale/facoltà di ricaccio | Forza di concorrenza | Persistenza | Resistenza alle malattie | Digeribilità (MOD) | Contenuto in materia secca | Costituzione | Resistenza all’allettamento | Coltura | Acido cianidrico | |||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
Sclerotiniosi/ | Malattie delle foglie | Fusariosi delle nevi/ | Avvizzimenti | Antracnosi | Stelo | Foglia | |||||||||||||||||||
1! | 2! | 2! | 2! | 2! | 2? | 2? | 2? | 2? | 2? | 1! | 1! | 1! | 2! | 2? | 2! | ! | |||||||||
Erba medica | A | B | A | B | B | B | B | A | A | B | A | B | B | ||||||||||||
Trifoglio pratense (violetto) | A | B | A | B | A/B | A | B | A | |||||||||||||||||
Trifoglio bianco | B | B | A | B | A | A | A | B | A | ||||||||||||||||
Lupinella | B | B | A | B | A | B | B | B | |||||||||||||||||
Ginestrino comune | B | B | A | B | A | B | B | B | |||||||||||||||||
Trifoglio alessandrino | A | B | A | B | A/B | A | A | B | |||||||||||||||||
Trifoglio persico | A | B | A | B | A/B | A | B | ||||||||||||||||||
Erba mazzolina | B | B | A | B | A | B | B | A | |||||||||||||||||
Festuca dei prati | A | B | A | A | A | B | B | A | A | A | |||||||||||||||
Festuca arundinacea | B | B | A | B | B | B | B | A | A | ||||||||||||||||
Festuca rossa | A | B | A | A | A | B | B | A | |||||||||||||||||
Festuca ovina | A | B | A | A | A | B | B | A | |||||||||||||||||
Loglio Westerwoldigo | A | B | A | B | A/B | B | B | B | |||||||||||||||||
Loglietto italico | A | B | A | A | A | B | A | A | B | ||||||||||||||||
Loglio ibrido | A | B | A | A | A | B | A | A | B | ||||||||||||||||
Loglio perenne | A | B | A | A | A | B | A | A | B | A | |||||||||||||||
Poa pratense | A | B | A | A | A | A | B | B | A | ||||||||||||||||
Fleolo (coda di topo) | A | B | A | A | A | B | B | A | B | ||||||||||||||||
Coda di volpe | A | B | A | B | B | A | B | A | B | ||||||||||||||||
Bromo da foraggio | A | B | A | A | B | B | B | B | |||||||||||||||||
Avena altissima | B | B | A | B | B | B | A | B | |||||||||||||||||
Avena bionda | B | B | A | A | B | B | A | B | A | ||||||||||||||||
Agrostide bianca | B | B | A | A | B | B | A | B | A | ||||||||||||||||
A = Priorità A: caratteri importanti | |||||||||||||||||||||||||
| |||||||||||||||||||||||||
| |||||||||||||||||||||||||
| |||||||||||||||||||||||||
| |||||||||||||||||||||||||
| |||||||||||||||||||||||||
Tabella 2
Favetta, pisello da foraggio e lupino
Caratteri | Formula | Unità | Valori eliminatori | Differenze necessarie rispetto alla media dello standard per l’ottenimento di un bonus o di un malus | ||
Esami preliminari | Esami ufficiali | Bonus (+1) | Malus (–1) | |||
Caratteri principali | ||||||
Rendimento in granella | (a/b)*100 | % | < 90 | < 95 | ||
Peso di mille grani: | ||||||
| b–a | g | +20 | –20 | ||
| b– a | g | +30 | –30 | ||
Tenore proteico | % | < –10 | +2 | –2 | ||
Idoneità al taglio (altezza delle piante al raccolto) | b–a | cm | +5 | –5 | ||
Stato sanitario | b–a | Note | +1 | –1 | ||
Danni dell’inverno pisello autunnale (riduzione della coltura) | b–a | % | +10 | –10 | ||
Caratteri circostanziali | ||||||
Fattori antinutrizionali favetta: 10 punti di bonus per le varietà senza tannini (fiori bianchi) | ||||||
| ||||||
| ||||||
Capitolo D Esigenze concernenti il valore agronomico e di utilizzazione delle piante oleaginose e da fibra
1 In generale
L’esame distingue tra colture di semi oleaginosi delle specie colza autunnale, colza primaverile, girasole e lino, colture di soia e sovesci delle specie senape bruna, senape bianca e ravizzone.
1.1 Caratteri osservati
- Caratteri principali:
devono essere osservati nelle prove preliminari e nelle prove ufficiali. - Caratteri circostanziali:
devono essere osservati sempreché le condizioni lo permettano. - Altre osservazioni:
si tratta di informazioni supplementari e dell’osservazione di problemi particolari. Questi caratteri non sono sistematicamente considerati per l’esame della varietà.
1.2 Valori eliminatori
Affinché la domanda di ammissione di una varietà sia approvata o l’ammissione di una varietà nel catalogo sia accettata, il risultato dell’osservazione di un carattere non deve raggiungere il valore eliminatorio relativo a tale carattere.
Sono definiti diversi valori eliminatori:
- per le prove preliminari;
- per le prove ufficiali.
Sono indicati nelle tabelle 1, 2, 3 e 4 del presente capitolo.
1.3 Valore globale di una varietà
Il valore globale di una varietà è il risultato dell’esame ufficiale.
Il valore globale di una varietà è calcolato applicando le formule indicate nelle tabelle 1, 2, 3 e 4 del presente capitolo, in base alla media dei risultati dei due anni di prove ufficiali.
1.4 Caratteri osservati e valutazione
I caratteri osservati considerati per il calcolo del valore globale di una varietà sono indicati nelle tabelle 1, 2, 3 e 4 del presente capitolo.
2 Condizioni relative alle domande d’ammissione e all’ammissione di una varietà nel catalogo delle varietà
2.1
Una domanda d’ammissione è approvata se i risultati dell’esame preliminare o del fascicolo d’ammissione nel catalogo delle varietà di un Paese estero mostrano che:
- per ogni carattere osservato non è stato raggiunto il valore eliminatorio;
- è stato raggiunto il valore globale minimo di 100.
2.2
Una varietà è ammessa nel catalogo delle varietà se:
- per ogni carattere osservato non è stato raggiunto il valore eliminatorio;
- è stato raggiunto il valore globale minimo di 103 o se il valore globale della varietà testata è superiore di 5 punti al valore globale della varietà standard più scadente che presenta caratteristiche agronomiche analoghe.
Tabella 1
Colza autunnale, colza primaverile, girasole e lino oleaginoso
Caratteri | Calcolo | Unità | Valori eliminatori | |
Prove | Prove | |||
Caratteri principali | ||||
Rendimento in granella (A) | (a/b)*100 | % | < 90 % | < 95 % |
Precocità fino a maturazione (B) | b–a | % (H2O) | < –3 | |
Contenuto in olio (C) | a–b | % | < –3 | < –3 |
Tenore in glucosinolati (semi interi)1 | μmolg-1 | > 20 | > 20 | |
Tenore in acido erucico1 | % | > 2 | > 2 | |
Caratteri circostanziali | ||||
Allettamento precoce (D) | b–a | nota (1–9) | < –3 | |
Tolleranza alla Sclerotinia sclerotiorum (E) | b–a | nota (1–9) | < –3 | |
Tolleranza alla Phoma lingam (F) | b–a | nota (1–9) | < –3 | |
Stato sanitario al raccolto (G)2 | b–a | nota (1–9) | < –3 | |
Altre osservazioni | ||||
Precocità alla fioritura | b–a | nota (1–9) | ||
Vigore a fine autunno3 | b–a | nota (1–9) | ||
Vigore a fine inverno3 | b–a | nota (1–9) | ||
| ||||
| ||||
Valore globale per la colza autunnale = A + B + C + D + E + F | ||||
Valore globale per la colza primaverile = A + B + C + D | ||||
Valore globale per il girasole e il lino oleaginoso = A + B + C + D + G | ||||
| ||||
| ||||
| ||||
Nota: 1 = molto buona, 3 = buona, 5 = sufficiente, 7 = scadente, 9 = molto scadente | ||||
Tabella 2
Soia
Caratteri | Calcolo | Unità | Valori eliminatori | Valori del bonus | |
Prove prelimi-nari | Prove ufficiali | (sulla base dei valori calcolati) | |||
Caratteri principali | |||||
Rendimento in granella | (a/b)*100 | % | < 90 % | < 95 % | |
Tenore in proteine | (d/e)*100 | % | < 90 % | 1 punto/ | |
Contenuto in olio | (d/e)*100 | % | < 90 % | 1 punto/ | |
Caratteri circostanziali | |||||
Allettamento alla maturazione | e–d | nota (1–9) | < –5 | 1 punto/ | |
Stato sanitario (per carattere osservato) | e–d | nota (1–9) | < –5 | 1 punto/ | |
Altre osservazioni | |||||
Altezza vegetazione | e–d | cm | |||
| |||||
| |||||
| |||||
| |||||
| |||||
| |||||
| |||||
Risultati arrotondati all’unità | |||||
Nota: 1 = molto buona, 3 = buona, 5 = sufficiente, 7 = scadente, 9 = molto scadente | |||||
Valore globale = rendimento in granella + punto(i) bonus | |||||
Tabella 3
Senape bruna, senape bianca e ravizzone
Caratteri | Calcolo | Unità | Valori eliminatori | ||
Prove preliminari | Prove ufficiali | ||||
Caratteri principali | |||||
Copertura del suolo alla fine del periodo di vegetazione (A) | b–a | nota (1–9) | < -3 | < –3 | |
Resistenza all’inverno | b–a | nota (1–9) | < –3 | ||
Sensibilità all’inverno | b–a | nota (1–9) | < –3 | ||
Caratteri circostanziali | |||||
Allettamento (C) | b–a | nota (1–9) | < –3 | ||
Forza di concorrenza all’inerbimento (D) | b–a | nota (1–9) | < –3 | ||
Altre osservazioni | |||||
Stato sanitario (per carattere mosservato) | b–a | nota (1–9) | |||
| |||||
| |||||
Valore globale = 100 + A + B + C + D | |||||
Nota: 1 = molto buona, 3 = buona, 5 = sufficiente, 7 = scadente, 9 = molto scadente | |||||
Capitolo E Esigenze concernenti il valore agronomico e di utilizzazione della barbabietola da zucchero e della barbabietola da foraggio
1 In generale
1.1 Procedura d’esame
L’esame distingue fra barbabietole da zucchero che tollerano la rizomania, barbabietole da zucchero sensibili alla rizomania e barbabietole da foraggio.
1.2 Caratteri osservati
- Caratteri principali:
devono essere sistematicamente osservati nelle prove ufficiali. - Caratteri circostanziali:
devono essere osservati sempreché le condizioni lo permettano. - Altre osservazioni:
si tratta di informazioni supplementari e dell’osservazione di problemi particolari. Questi caratteri non sono sistematicamente considerati per l’esame della varietà.
1.3 Valori eliminatori
Affinché la domanda di ammissione di una varietà sia approvata o l’ammissione di una varietà nel catalogo sia accettata, il risultato dell’osservazione di un carattere non deve raggiungere il valore eliminatorio relativo a tale carattere.
1.4 Valore globale della varietà
Il valore globale di una varietà è il risultato dell’esame ufficiale.
Il valore globale di una varietà è calcolato applicando le formule indicate nelle tabelle 1 e 2 del presente capitolo, in base alla media dei risultati dei due anni di prove ufficiali.
1.5 Caratteri osservati e valutazione
I caratteri osservati considerati per il calcolo del valore globale di una varietà sono indicati nelle tabelle 1 e 2 del presente capitolo.
2 Condizioni relative alle domande d’ammissione e all’ammissione di una varietà nel catalogo delle varietà
2.1
Una domanda d’ammissione è approvata se i risultati degli esami effettuati all’estero mostrano che:
- per ogni carattere osservato non è stato raggiunto il valore eliminatorio;
- è stato raggiunto il valore globale minimo di 100.
2.2
Una varietà è ammessa nel catalogo delle varietà se:
- per ogni carattere osservato non è stato raggiunto il valore eliminatorio;
- è stato raggiunto il valore globale minimo di 103 o se il valore globale della varietà testata è superiore di 5 punti al valore globale della varietà standard più scadente che presenta caratteristiche agronomiche analoghe.
Tabella 1
Barbabietole
A. Barbabietole da zucchero
Caratteri | Calcolo | Unità | Valori eliminatori | Valori del bonus | |
Prove ufficiali | 1 punto per livello di differenza | ||||
Caratteri principali | |||||
Rendimento in zucchero raffinato | (a/b)*100 | %1 | < 95 % | ||
Rendimento in radici | a–b | %1 | < 90 % | 1 % | |
Contenuto in zucchero | a–b | %2 | < 95 % | 0,5 % | |
Perdita di raffinazione | a–b | %2 | –0,5 % | ||
Tara terra | a–b | %1 | –5 % | ||
Levata | a–b | %1 | 2 % | ||
Caratteri circostanziali | |||||
Tolleranza alla cercosporiosi | b–a | nota (1–9) | < –5 | 1 | |
Tolleranza al mal bianco | b–a | nota (1–9) | < –5 | 1 | |
Prefiorita | a–b | % | > 1 % | ||
Bigerme | a–b | % | > 5 % | ||
Altre osservazioni | |||||
Tasso d’estrazione | a–b | %2 | |||
K | a–b | %2 | |||
Na | a–b | %2 | |||
Am-N | a–b | %2 | |||
Altri caratteri agronomici | b–a | nota (1–9) | |||
| |||||
| |||||
| |||||
| |||||
Nota: 1 = molto buona, 3 = buona, 5 = sufficiente, 7 = scadente, 9 = molto scadente | |||||
Valore globale = rendimento in zucchero raffinato + punto(i) bonus | |||||
Tabella 2
B. Barbabietole da foraggio
Caratteri | Calcolo | Unità | Valori | Differenza necessaria per l’ottenimento del bonus | |
Prove | Bonus | ||||
Caratteri principali | |||||
Rendimento in sostanza secca | (a/b)*100 | % | < 95 % | ||
Rendimento in radici | a–b | % | 1 % | ||
Tenore in sostanza secca | a–b | % | 1 % | ||
Caratteri circostanziali | |||||
Tolleranza alla cercosporiosi | b–a | nota (1–9) | 1 | ||
Idoneità al raccolto | b–a | nota (1–9) | 1 | ||
Altre osservazioni | |||||
Contenuto in zucchero | a–b | % | |||
Prefiorita | a–b | % | |||
Bigerme | a–b | % | |||
Altri caratteri agronomici | b–a | nota (1–9) | |||
| |||||
| |||||
Risultati arrotondati all’unità | |||||
Nota: 1 = molto buona, 3 = buona, 5 = sufficiente, 7 = scadente, 9 = molto scadente | |||||
Valore globale = rendimento in sostanza secca + punto(i) bonus | |||||
Allegato 3135
(art. 3–5, 7–10, 23, 38 e 39 a )
Ispezione in campo ed esigenze poste alle colture
Capitolo A Ispezione in campo ed esigenze poste alle colture di cereali
1 Numero ed epoca delle ispezioni
Le colture devono essere in uno stato di sviluppo che consenta di esprimere una valutazione corretta.
Ibridi e linee inbred del granturco
Almeno cinque ispezioni.
Un’ispezione dopo la copertura del suolo, almeno tre durante la fioritura e una per il controllo delle pannocchie.
Ibridi di segale e ibridi CMS di orzo
Almeno due ispezioni.
Un’ispezione durante la fioritura e una dopo l’eliminazione dell’impollinatore (manto protettivo)
Avena, orzo, triticale, grano tenero, spelta, segale e varietà di granturco ad impollinazione libera
Almeno un’ispezione tra la fioritura e la maturazione gialla.
2 Valutazione e limiti di tolleranza
Sono valutati i seguenti criteri:
- stato generale,
- identità e purezza varietali,
- distanza d’isolamento,
- altre specie di cereali,
- malerbe,
- malattie trasmissibili tramite le sementi.
2.1 Stato generale
Le colture sono valutate in base alla seguente scala:
1 = ottime
3 = buone
5 = sufficienti
7 = scadenti
9 = molto scadenti
Se una nota è inferiore a 5, la coltura è respinta.
Le colture destinate alla produzione di sementi devono essere sane e sviluppate normalmente. La presenza di uno o più difetti enumerati qui appresso può pregiudicare la valutazione di altri caratteri (p. es. la purezza varietale).
L’attribuzione della nota considera la possibilità di valutare correttamente le colture di sementi e le cure prestate alla coltura. Sono valutati i seguenti criteri:
- presenza di malerbe,
- irregolarità,
- presenza di malattie,
- presenza di parassiti,
- allettamento.
2.2 Identità e purezza varietali
Le colture devono presentare identità e purezza varietali in misura sufficiente. Le colture che non corrispondono alle varietà dichiarate sono rifiutate.
Sono considerate piante non conformi tutte le piante della stessa specie che non corrispondono al tipo varietale.
Ibridi, linee inbred e varietà ad impollinazione libera del granturco
- La proporzione delle piante non conformi alla varietà non deve superare le seguenti percentuali:
Per cento | ||
| linea inbred | 0,1 |
ibrido semplice | 0,1 | |
varietà ad impollinazione libera | 0,5 | |
| componenti di varietà ibride | |
– linea inbred | 0,2 | |
– ibrido semplice | 0,2 | |
– varietà ad impollinazione libera | 1,0 | |
– varietà a impollinazione libera | 1,0 |
- Per la produzione di ibridi, durante il periodo di fecondazione devono essere adempiute le norme seguenti:1.le piante del componente maschile sono disponibili in quantità sufficiente ed emettono abbastanza polline durante il periodo in cui le piante del componente femminile presentano stimme ricettive (sincronizzazione).2.Se necessario, viene tolta l’infiorescenza maschile;3.Se il 5 per cento o più di piante del componente femminile presenta stimme ricettive, la percentuale di piante di questo componente che emettono polline non deve superare:–1 per cento per un’ispezione in campo;–2 per cento per l’insieme delle ispezioni in campo.
- Le piante sono considerate emettenti polline se, su una lunghezza di 50 mm o più dell’asse principale o dei peduncoli, le antere hanno emesso o emettono polline.
- La coltura per la produzione di sementi certificate, in caso di utilizzazione della maschiosterilità in cui il componente maschile non ristabilisce la fertilità del componente femminile, deve comprendere anche piante maschili fertili del componente femminile, in una proporzione definita in base alla rispettiva varietà. Ciò non è il caso se le sementi dei componenti femminili maschio-sterile e maschio-fertile sono mescolate in una proporzione definita in base alla rispettiva varietà.
- Le pannocchie sono controllate dopo il raccolto. La percentuale di pannocchie che non corrispondono ai caratteri tipici della varietà non deve superare lo 0,1 %; la percentuale di pannocchie contenente grani che non rispondono ai caratteri tipici della varietà non deve superare lo 0,2 %.
Ibridi di segale e segale ad impollinazione libera
- Il numero di piante non conformi alla varietà non deve superare:1.1 per 30 m2, per la produzione di sementi di base;2.1 per 10 m2, per la produzione di sementi certificate;
- Per la produzione di sementi certificate di segale ibrida, la norma menzionata è applicabile unicamente al componente femminile.
- In caso di utilizzazione della maschiosterilità, il componente maschio-sterile deve presentare un grado di sterilità di almeno il 98 per cento. Ciò viene verificato nelle particelle di controllo delle colture.
- Le sementi certificate di segale ibrida sono prodotte mescolando un componente femminile maschio-sterile con un componente maschile che ristabilisce la fertilità maschile. La proporzione dei componenti maschili che fanno parte del miscuglio è specifica della varietà e non deve superare la proporzione indicata dal costitutore.
Triticale
Le varietà autogame di triticale devono presentare la seguente purezza varietale minima:
Categoria | Purezza varietale minima (in %) |
sementi di base | 99,7 |
sementi certificate, di prima riproduzione | 99,0 |
sementi certificate, di seconda riproduzione | 98,0 |
Avena, orzo, frumento, spelta
La purezza varietale minima deve essere la seguente:
Categoria | Purezza varietale minima (in %) |
sementi di base | 99,9 |
sementi certificate, di prima riproduzione | 99,7 |
sementi certificate, di seconda riproduzione | 99,0 |
Ibridi di avena, orzo, grano tenero, spelta e varietà autogame di triticale
- La purezza varietale delle sementi della categoria «sementi certificate» deve ammontare almeno al 90 per cento. Per l’orzo ibrido ottenuto da maschiosterilità citoplasmatica (CMS), deve ammontare all’85 per cento, laddove le impurezze, linea ripristinatrice esclusa, non superano il 2 per cento. Essa è valutata durante controlli ufficiali a posteriori su una proporzione adeguata di campioni.
- Le colture per la produzione di sementi certificate devono presentare sufficiente identità e purezza varietali dal profilo dei caratteri dei componenti ereditari. Se le sementi vengono ottenute utilizzando un gametocita, la coltura deve soddisfare le seguenti norme:1.la purezza varietale deve raggiungere almeno la seguente percentuale:–avena, orzo, grano tenero e spelta: 99,7 per cento;–triticale autogamo: 99,0 per cento.2.L’ibridità minima deve ammontare al 95 per cento. Il grado d’ibridità deve essere valutato con metodi internazionalmente usati, laddove disponibili. Nei casi in cui l’ibridità sia stata determinata in sede d’esame delle sementi prima della certificazione, si può rinunciare alla determinazione dell’ibridità durante l’ispezione in campo.
- Le colture per la produzione di sementi di base e sementi certificate di ibridi di orzo mediante la tecnica CMS devono soddisfare le seguenti norme:1.La percentuale in numero di piante palesemente non conformi alla purezza varietale, non può superare le seguenti percentuali:–in caso di colture in campo per la produzione di sementi di base: 0,1 per cento per la linea conservatrice (maintainer) e la linea ripristinatrice (restorer), nonché 0,2 per cento per il componente femminile CMS;–in caso di colture in campo per la produzione di sementi certificate: 0,3 per cento per la linea ripristinatrice (restorer) e il componente femminile CMS, nonché 0,5 per cento se il componente femminile CMS è un unico ibrido.Il livello di maschiosterilità del componente femminile deve ammontare almeno al:–99,7 per cento per colture in campo per la produzione di sementi di base;–99,5 per cento per colture in campo per la produzione di sementi certificate.2.Le sementi certificate possono essere prodotte solo in colture miste mescolando un componente femminile maschio-sterile con un componente maschile che ripristina la fertilità.
2.3 Distanza d’isolamento
Le distanze d’isolamento fra la coltura e le fonti vicine di pollini che possono determinare un’impollinazione estranea indesiderabile sono le seguenti:
Coltura | Distanza minima (in m) |
|---|---|
Ibridi CMS di orzo | |
| 100 |
| 50 |
Sorghum spp. | |
| 400, nelle zone nelle quali la presenza di S. halepense o S. sudanense
|
| 200, nelle zone nelle quali la presenza di S. halepense o S. sudanense
|
Granturco | 200 |
Sementi di base di segale ibrida | |
| 1000 |
| 600 |
Sementi certificate di segale ibrida | 500 |
Segale (varietà ad impollinazione libera), scagliola | |
| 300 |
| 250 |
Triticale (varietà autogame) | |
| 50 |
| 20 |
Ibridi di avena, orzo, grano tenero, spelta | |
Ibridi di avena, orzo, grano tenero, spelta, eccetto ibridi CMS di orzo | 25 m |
Queste distanze non devono essere osservate se esiste una protezione sufficiente contro qualsiasi impollinazione estranea indesiderabile (p. es. bosco, siepe, fioritura differita).
Se la maschiosterilità è utilizzata per la produzione di sementi certificate di segale ibrida, la protezione deve essere rafforzata dal componente impollinatore maschile che costituisce un manto protettivo. Questo manto deve essere eliminato dopo la fioritura.
Per quanto riguarda l’avena, l’orzo, la spelta e il grano tenero, le particelle vicine destinate alla coltura di varietà differenti devono essere nettamente e chiaramente separate.
2.4 Specie di cereali estranee
La proporzione di specie di cereali estranee non può superare:
- 5 spighe o pannocchie per 100 m2, per la produzione di sementi di moltiplicazione;
- 10 spighe o pannocchie per 100 m2 per la produzione di sementi certificate e di sementi di seconda riproduzione.
2.5 Malerbe
Sono prese in considerazione solamente le specie che possono ridurre il valore delle sementi della specie coltivata, soprattutto perché sono particolarmente nocive o perché le loro sementi non sono facilmente distinguibili da quelle delle specie coltivate oppure sono difficili da eliminare in occasione della cernita.
Aparine, rafanistro, veccia
Il numero delle piante non deve essere superiore a 20 per 100 m 2 per ogni specie.
In casi giustificati (condizioni meteorologiche particolari, peculiarità regionali, metodi di coltivazione speciali), il valore summenzionato può essere superato del 100 % al massimo.
Avena selvatica
Le colture d’avena che presentano avena selvatica non sono accettate (tolleranza=0). Anche le colture d’avena che hanno subito un’epurazione di piante di avena selvatica non sono accettate.
Per le altre specie, il numero di pannocchie di avena selvatica presenti in una coltura non deve essere superiore a 5 per 10 000 m 2 (= 1 ha).
Le colture che presentano avena selvatica non possono essere accettate per la produzione delle sementi di moltiplicazione.
2.6 Malattie trasmissibili tramite le sementi
Carbone del frumento, carie nana del frumento, carie comune del frumento
Il numero di spighe o di pannocchie colpite non può superare:
- 2 per 100 m2, per la produzione di sementi di moltiplicazione;
- 5 per 100 m2 per la produzione di sementi certificate e di sementi di seconda riproduzione.
È vietato eliminare le spighe o le pannocchie colpite prima dell’ispezione in campo.
Striatura bruna (Elmintosporiosi)
Il numero di piante colpite non deve superare:
- 5 per 100 m2, per la produzione di sementi di moltiplicazione;
- 10 per 100 m2 per la produzione di sementi certificate e sementi di seconda riproduzione.
2.7 Precedenti colturali
La superficie di moltiplicazione non può avere precedenti colturali non conciliabili con le sementi da coltivare. La superficie di moltiplicazione deve essere sufficientemente libera da piante cresciute dai precedenti colturali.
Sulle particelle di moltiplicazione non si può coltivare la stessa specia per almeno due anni.
Capitolo B Esigenze poste alle colture di tuberi-seme di patate
1 Condizioni relative alla superficie coltiva
- …
- Rispetto a colture vicine indesiderate devono essere mantenute le seguenti distanze d’isolamento:
Coltura iscritta | Distanze minime d’isolamento da rispettare rispetto a una coltura per la produzione di | ||||
|---|---|---|---|---|---|
Tuberi-seme | Patate da tavola con meno del 10 % | Patate da tavola con più del 10 % di piante colpite da virosia | |||
Tuberi-seme di prebase | 100 m | 300 m | 300 m | ||
Tuberi-seme di base | 6 m | 50 m | 100 m | ||
Tuberi-seme certificati | – | 20 m | 50 m | ||
| |||||
- Sulle superfici coltive messe a tuberi-seme di patate della stessa classe, tra le varietà dev’essere mantenuta una distanza corrispondente a un solco di almeno 60 cm. Tale distanza dev’essere applicata quale distanza d’isolamento anche tra le colture di tuberi-seme di prebase e di base.
- Non sono autorizzati solchi trasversali ai bordi del campo, se le superfici coltive comprendono diverse varietà.
- I tuberi-seme di patate devono essere coltivati soltanto su parcelle che nei tre anni precedenti non sono state destinate alla coltivazione di patate.
2 Numero di ispezioni ufficiali in campo
Il numero di ispezioni ufficiali in campo ammonta a:
- tre, per le colture destinate alla produzione di tuberi-seme di prebase
- due, per le colture destinate alla produzione di tuberi-seme di base e certificati.
3 Distruzione di steli e fogliame
Gli steli e il fogliame delle colture di tuberi-seme di patate devono essere distrutti in conformità delle direttive dell’UFAG entro i termini fissati da quest’ultimo. Il campo deve risultare privo di steli e fogliame fino all’epoca del raccolto.
4 Condizioni relative alle colture
- La coltura è esente da malattie causate dai seguenti organismi nocivi:a.Zebra complex, causata da Candidatus Liberibacter solanacearum Liefting et al. [LIBEPS]b.malattia dello stolbur, causata da Candidatus Phytoplasma solani Quaglino et al. [PHYPSO]c.Potato spindle tuber viroid [PSTVD0]: viroide del tubero fusiforme della patata
- In occasione delle ispezioni ufficiali in campo non possono essere superati i seguenti limiti di tolleranza per la comparsa di malattie causate da organismi nocivi e per le piante estranee né la nota concernente lo stato generale della coltura:
Categoria | Classe | Piante (in %) colpite da | Piante estranee4, 5 | Piante eliminate all’atto dell’epurazione | Stato generale della coltura5 (nota) | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
virosi1 | peronospora della foglia2 | imbruni-mento dello stelo e avvizzimento3 | ||||||||
Prebase | PBTC | 0 | 0 | 0 | 0 | |||||
Prebase | PB1 | 0 | 0 | 0 | 0 | |||||
Prebase | PB2 | 0 | 0 | 0 | 0 | |||||
Prebase | PB3 | 0 | 0 | 0 | 0 | |||||
Prebase | PB4 | 0 | 0 | 0 | 0 | |||||
Base | S | 0,02 | 0,4 | 0 | 0 | 1 | 5 | |||
Base | SE1 | 0,04 | 1 | 0,02 | 0,02 | 1 | 5 | |||
Base | SE2 | 0,04 | 1 | 0,02 | 0,02 | 1 | 5 | |||
Base | E | 0,06 | 1 | 0,1 | 0,02 | 2 | 5 | |||
Certificato | A | 0,2 | 4 | 1 | 0,04 | 3 | 5 | |||
| ||||||||||
| ||||||||||
| ||||||||||
| ||||||||||
| ||||||||||
- Il materiale iniziale (classe PBTC), compresi i tuberi, è prodotto in una struttura protetta e in un mezzo di coltura indenne da organismi nocivi.
- Le colture di propagazione in campo possono essere escluse se non è possibile procedere a una valutazione affidabile delle malattie a causa, ad esempio, di una vegetazione troppo rigogliosa dovuta a eccessiva concimazione azotata organica o anorganica, della grandine, del gelo o di deformazioni delle foglie provocate dall’impiego di erbicidi o di altri preparati chimici.
- Il materiale di prebase deve provenire da piante madri indenni dai seguenti organismi nocivi:a.Pectobacterium spp.;b.Dickeya spp.;c.Candidatus Liberibacter solanacearum;d.Candidatus Phytoplasma solani;e.Potato spindle tuber viroid;f.virus dell’accartocciamento delle foglie di patata;g.virus A della patata;h.virus M della patata;i.virus S della patata;j.virus X della patata;k.virus Y della patata.
- L’adempimento dei requisiti di cui al numero 4.2 è constatato durante ispezioni in campo ufficiali. In caso di dubbio le ispezioni sono integrate da analisi fogliari.
- Per i metodi di micropropagazione l’adempimento della disposizione di cui al numero 4.5 è constatato mediante un’analisi delle piante madri.
- Per i metodi di selezione clonale l’adempimento della definizione di cui al numero 4.5 è constatata analizzando la popolazione clonale.
- Le colture per la produzione di sementi di patate (True Potato Seeds) e pian-tine ottenute da sementi di patate devono soddisfare le seguenti esigenze:a.sono indenni da Rhizoctonia solani Kühn, Phytophthora infestans (Mont.) de Bary, Alternaria solani Sorauer, Alternaria alternata(Fr.) Keissl., Verticillium dahlieae Kleb., Verticillium albo-atrum Reinke & Berthold, virus dell’accartocciamento fogliare della patata, virus A della patata, virus M della patata, virus S della patata, virus X della patata e virus Y della patata;b.non presentano alcun sintomo di imbrunimento dello stelo; ec.presentano sufficienti identità e purezza varietali;
- Le colture di patate da semina ottenute da sementi di patate (True Potato Seeds) sono analizzate durante ispezioni ufficiali in campo per stabilire se adempiono le esigenze di cui al numero 4.9.
Capitolo C Ispezione in campo ed esigenze poste alle colture di sementi di piante foraggere
1 Precedenti colturali
La superficie di moltiplicazione non può avere precedenti colturali non conciliabili con le sementi da coltivare. La superficie di moltiplicazione deve essere sufficientemente libera da piante cresciute dai precedenti colturali.
Sulle particelle dev’essere rispettato il numero minimo di anni senza coltura della stessa specie:
- 5 anni per le crocifere
- 3 anni per le leguminose
- 2 anni per le altre specie
2 Numero massimo di anni di raccolto autorizzati
L’UFAG fissa il numero di anni di raccolto autorizzati per ogni specie o gruppo di specie.
3 Numero ed epoca delle ispezioni
- Deve aver luogo almeno un’ispezione delle colture di moltiplicazione per raccolto o, nel caso delle colture per le quali sono possibili diversi anni di raccolto o diversi raccolti all’anno, per crescita del raccolto.
- L’ispezione deve aver luogo nel seguente momento:–graminacee: durante la comparsa delle infiorescenze;–leguminose e crocifere: durante la fioritura.
4 Valutazione e limiti di tolleranza
Sono valutati i seguenti criteri:
- stato generale,
- identità e purezza varietali,
- distanza d’isolamento,
- altre specie indesiderabili.
4.1 Stato generale
- Devono essere eseguite le seguenti misure di cura:a.sfalcio dei bordi del campo;b.sfalcio delle strisce divisorie dalle colture vicine.
- Le colture sono valutate in base alla seguente scala:[tab]1 = ottime[tab]3 = buone[tab]5 = sufficienti[tab]7 = scadenti[tab]9 = molto scadenti
- Se una nota è inferiore a 5, la coltura di moltiplicazione è respinta.
- Sono valutati i seguenti criteri:a.irregolarità;b.crescita di piante spontanee;c.presenza di malerbe;d.danni causanti da organismi nocivi o animali selvatici;e.danni causati dal maltempo.
4.2 Identità e purezza varietali
Le colture devono presentare identità e purezza varietali in misura sufficiente. Le colture che non corrispondono alle varietà dichiarate sono rifiutate.
Sono considerate piante non conformi tutte le piante della stessa specie che non corrispondono al tipo varietale.
Numero massimo di piante non conformi
Numero massimo di piante non conformi per ara (100 m2) | ||
|---|---|---|
Specie | sementi di prebase e di base | sementi certificate di prima riproduzione |
Lolium e Festulolium spp. | 2 | 10 |
Poa pratensis | ||
| 5 | 60 |
| 5 | 40 |
Graminacee | 3 | 10 |
Leguminose (tranne Pisum e Vicia spp.) | 3 | 10 |
Purezza varietale
Specie | Purezza varietale minima (%) | ||||||
Sementi di prebase e di base | Sementi certificate di prima riproduzione | Sementi certificate di seconda riproduzione | |||||
Pisum, Viciaspp.1 | 99,7 | 99 | 98 | ||||
Brassica spp.1, Poa pratensis2 | 99,7 | 98 | |||||
| |||||||
| |||||||
4.3 Distanza d’isolamento
4.3.1 Le distanze d’isolamento fra la coltura e le fonti vicine di pollini che possono determinare un’impollinazione estranea indesiderabile sono le seguenti:
Specie | Particelle di produzione di: | |||
sementi di prebase e di base | sementi certificate di prima riproduzione | |||
particelle con una superficie inferiore | particelle con una superficie superiore | particelle con una superficie inferiore | particelle con una superficie superiore | |
Tutte le specie (tranne Brassica, Phacelia, Pisum, Vicia e Poa pratensis, varietà apomittiche monoclonali) | 200 m | 100 m | 100 m | 50 m |
Brassica e Phacelia spp. | 400 m | 200 m | ||
Queste distanze non devono essere osservate se esiste una protezione sufficiente contro qualsiasi impollinazione estranea indesiderabile (p. es. bosco, siepe, fioritura differita).
4.3.2 Le colture per la produzione di sementi di specie autogame ( Pisum sativum, Vicia faba ) o delle varietà di Poa pratensis ammesse come apomittiche monoclonali devono essere chiaramente separate da qualsiasi altra coltura.
4.4 Altre specie
Numero massimo di piante tollerato | |||
|---|---|---|---|
Particelle di produzione di: | |||
Specie | Altre specie | sementi di prebase | sementi certificate di |
Tutte le specie di graminacee (tranne Alopecurus pratensis) | Graminacee, tranne Loliumspp. (*) | 4 per ara | 15 per ara |
Lolium spp. | 1 per ara | 10 per ara | |
Alopecurus myosuroides | 2 per ara | 10 per ara | |
Trifolium, Medicago, | 10 per ara | 20 per ara | |
Rumex spp. | 2 per ha | 3 per ha | |
Alopecuruspratensis | Graminacee (*) | 4 per ara | 15 per ara |
Alopecurus myosuroides | 1 per ara | 5 per ara | |
Trifolium, Medicago, | 10 per ara | 20 per ara | |
Rumex spp. | 2 pro ha | 3 pro ha | |
Tutte le specie di leguminose (tranneOnobrychis viciifolia) | Graminacee, tranne Poa spp. | 30 per ara | 80 per ara |
Trifolium, Medicago, | 4 per ara | 10 per ara | |
Cuscuta spp. (cuscuta del trifoglio) | 0 | 0 | |
Rumex spp. | 2 pro ha | 3 pro ha | |
Polygonum spp., Plantago spp., Silene spp., Lychnis spp., Geranium spp., Sinapisarvensis, Chenopodium album, Echinochioa crus-galli, Setaria glauca, Cirsium spp. | 5 per ara | 10 per ara | |
Onobrychisviciifolia | Graminacee, tranne Poa spp. | 30 per ara | 80 per ara |
Trifolium, Medicago, | 15 per ara | 40 per ara | |
Cuscuta spp. (cuscuta del trifoglio) | 0 | 0 | |
Rumex spp. | 2 pro ha | 3 pro ha | |
Polygonum spp., Plantago spp., Silene spp., Lychnis spp., Geranium spp., Sinapisarvensis, Chenopodium album, Echinochioa crus-galli, Setaria glauca, Cirsium spp. | 15 per ara | 40 per ara | |
| |||
Capitolo D Ispezione in campo ed esigenze poste alle colture di sementi di piante oleaginose e da fibra
1 Precedenti colturali
I precedenti colturali del campo non devono essere incompatibili con la produzione di sementi della specie e della varietà coltivata. Il campo di produzione deve essere sufficientemente esente da piante provenienti dalle colture precedenti.
Gli ibridi di colza devono essere coltivati su un terreno sul quale non siano state coltivate crucifere negli ultimi cinque anni.
2 Numero ed epoca delle ispezioni
Nel caso di colture diverse da ibridi di Helianthus annuus e Brassica napus, deve aver luogo almeno un’ispezione.
Nel caso di ibridi di Helianthus annuus, devono aver luogo almeno due ispezioni.
Nel caso di ibridi di Brassica napus , devono aver luogo almeno tre ispezioni: una prima del periodo di fioritura, una all’inizio della fioritura e una alla fine del periodo di fioritura.
Le colture devono essere in uno stato di sviluppo che consenta di esprimere una valutazione corretta..
3 Valutazione e limiti di tolleranza
Sono valutati i seguenti criteri:
- stato generale;
- identità e purezza varietali;
- distanza d’isolamento.
3.1 Stato generale
Le colture sono valutate in base alla seguente scala:
1 = ottime
3 = buone
5 = sufficienti
7 = scadenti
9 = molto scadenti
Se una nota è inferiore a 5, la particella è respinta.
Le colture destinate alla produzione di sementi devono essere sane e sviluppate normalmente. La presenza di uno o più difetti enumerati qui appresso può pregiudicare la valutazione di altri caratteri (p. es. la purezza varietale).
L’attribuzione della nota considera la possibilità di valutare correttamente le colture e le cure prestate alla coltura. Sono valutati i seguenti criteri:
- irregolarità;
- presenza di malerbe;
- presenza di malattie o di parassiti;
- allettamento.
3.2 Identità e purezza varietali
Le colture devono presentare identità e purezza varietali in misura sufficiente. Le Le colture devono possedere sufficienti identità e purezza varietale oppure, nel caso di una coltura di una linea inbred, sufficienti identità e purezza relativamente ai suoi caratteri.
Per la produzione di sementi di varietà ibride le suddette disposizioni si applicano anche ai caratteri dei componenti, comprese la maschiosterilità o il ripristino della fertilità.
Le colture che non corrispondono alla varietà dichiarata sono rifiutate.
Sono considerate piante non conformi tutte le piante della stessa specie che non corrispondono al tipo varietale.
Le colture di Brassica juncea, Brassica nigra, Carthamus tinctorius, Carum carvi e gli ibridi di Helianthus annuus e di Brassica napus devono rispondere alle condizioni seguenti:
Brassica juncea, Brassica nigra, Carthamus tinctorius e Carum carvi diversi dagli ibridi
il numero delle piante della coltura riconoscibili come manifestamente non conformi alla varietà non può superare:
- 1 per 30 m2 per le sementi di base,
- 1 per 10 m2 per le sementi certificate.
Ibridi di Helianthus annuus
La percentuale in numero di piante riconoscibili come manifestamente non conformi alla linea inbred o al componente non può superare:
% | |
|---|---|
| |
| 0,2 |
| |
| 0,2 |
| 0,5 |
| |
| 0,5 |
| 1,0 |
Per la produzione di sementi di varietà ibride, devono essere rispettate le ulteriori seguenti condizioni:
- le piante del componente maschile emettono polline sufficiente durante la fioritura delle piante del componente femminile;
- se le piante del componente femminile presentano stigmi ricettivi, la percentuale di piante di tale componente che hanno emesso o emettono polline non deve superare lo 0,5 per cento;
- per la produzione di sementi di base la percentuale totale in numero di piante del componente femminile riconoscibili come manifestamente non conformi alla linea inbred o al componente e che hanno emesso o emettono polline non deve superare lo 0,5 per cento;
- per la produzione di sementi certificate il componente maschile sterile utilizzato contiene almeno una linea restauratrice della maschiosterilità, in modo che almeno un terzo delle piante derivate dagli ibridi risultanti emetta polline apparentemente normale sotto tutti gli aspetti.
Ibridi di Brassica napus, prodotti avvalendosi della maschiosterilità
La percentuale in numero di piante riconoscibili come manifestamente non conformi alla linea inbred o al componente non può superare:
% | |
|---|---|
| |
| 0,1 |
| |
| 0,1 |
| 0,2 |
| |
| 0,3 |
| 1,0 |
La maschiosterilità deve raggiungere almeno il 99 per cento per la produzione di sementi di base e il 98 per cento per la produzione di sementi certificate. Il livello della maschiosterilità deve essere valutato attraverso il controllo dell’assenza di antere fertili nei fiori.
3.3 Distanza d’isolamento
La coltura deve essere conforme alle norme seguenti relative alla distanza da fonti vicine di polline che possono determinare una impollinazione estranea indesiderabile:
Coltura | Distanza minima |
|---|---|
Brassicaspp. diversa daBrassica napus; Carthamus tinctorius; Carum carvi; Sinapis alba: | |
| 400 m |
| 200 m |
Brassica napus: | |
| 200 m |
| 500 m |
| 100 m |
| 300 m |
Helianthus annuus: | |
| 1500 m |
| 750 m |
| 500 m |
Queste distanze possono non essere osservate se esiste una protezione sufficiente contro qualsiasi impollinazione estranea indesiderabile.
Capitolo E Ispezione in campo ed esigenze poste alle colture di ortaggi
- La coltura deve presentare identità e purezza varietali in grado sufficiente.
- Per le sementi di base, si deve procedere ad almeno un’ispezione ufficiale in campo. Per le sementi certificate, si deve procedere ad almeno un’ispezione in campo, controllata ufficialmente mediante sondaggi, su non meno del 20 per cento delle colture di ogni singola specie.
- Lo stato colturale del campo di produzione e lo stato di sviluppo della coltura devono consentire un controllo sufficiente dell’identità e della purezza varietali, nonché dello stato sanitario.
- Le distanze minime fra colture vicine che possano determinare un’impollinazione estranea indesiderabile sono le seguenti:A.Beta vulgaris
|
| |
| ||
| 1000 metri, | |
| 600 metri, | |
| ||
| 600 metri, | |
| 300 metri. | |
- I gruppi di varietà di cui ai punti 2 e 3 sono stabiliti secondo la procedura di cui all’articolo 46 paragrafo 2.
- Specie di Brassica
| |
| 1000 metri, |
| 600 metri, |
| |
| 500 metri, |
| 300 metri. |
- Cicoria industriale
| 1000 metri, |
| |
| 600 metri, |
| 300 metri. |
- Altre specie
| |
| 500 metri, |
| 300 metri, |
| |
| 300 metri, |
| 100 metri. |
- Queste distanze non devono essere osservate se esiste una protezione sufficiente contro qualsiasi impollinazione estranea indesiderabile.
Allegato 4136
(art. 3–10, 20, 24, 29, 35, 38, 39, 39 a e 42)
Campionatura, peso dei lotti ed esigenze poste alle sementi e ai tuberi-seme
Capitolo A Campionatura, peso dei lotti ed esigenze poste alle sementi di cereali
1 Peso dei lotti e dei campioni
I pesi dei lotti e dei campioni figurano nella tabella qui di seguito.
È consentita una tolleranza del 5 per cento sul peso massimo dei lotti.
Specie | Peso massimo dei lotti | Peso minimo dei campioni | Peso minimo dei campioni per la determinazione del numero massimo di altre specie |
Avena nuda, avena, avena forestiera, orzo, grano tenero, grano duro, spelta, segale, triticale |
|
|
|
Scagliola | 10 | 400 | 200 |
Riso | 30 | 500 | 500 |
Sorgo | 30 | 900 | 900 |
Erba del Sudan | 10 | 250 | 250 |
Ibridi da incrocio di sorgo ed erba del Sudan |
|
|
|
Mais, sementi di base di linee inbred | 40 | 250 | 250 |
Mais, sementi di base (escl. linee inbred) |
|
|
|
Miscugli di varietà e di specie ad eccezione della scagliola e del Sorghum spp. |
|
|
|
2 Esigenze poste alle sementi
2.1 Identità e purezza varietali
- Riguardo all’identità e alla purezza varietali, le sementi devono essere conformi alle esigenze previste nell’allegato 3. L’esame avviene di norma mediante ispezioni in campo.
- Le sementi certificate di ibridi di segale nonché ibridi CMS di orzo sono certificate (s.l.) soltanto se in occasione di un controllo ufficiale a posteriori è stato accertato che le sementi di base utilizzate adempiono le esigenze in materia di identità e purezza varietali e di maschiosterilità dell’unità seminale.
2.2. Facoltà germinativa, tenore di acqua, purezza specifica e contenuto di semi di altre specie di piante
Specie e categoria | Facoltà germinativa | Purezza1 | Tenore di acqua9 | Numero massimo di semi di altre specie per 500 g3 | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
totale | grani rossi | altre specie di cereali | altre specie | Avena fatua, A.sterilis, A. ludoviciana, Lolium temulentum6 | Raphanus raphanistrum, Agrostemma githago, | Scleroti | Panicum supp. | ||||||
Avena8, orzo8, grano tenero, grano duro, spelta | |||||||||||||
sementi di base | 85 | 99 | 15 | 4 | 17 | 3 | 0 | 1 | 1 | ||||
sementi certificate, 1a e 2a riprod. | 85 | 98 | 15 | 10 | 7 | 7 | 0 | 3 | 3 | ||||
Scagliola | |||||||||||||
sementi di base | 75 | 98 | 15 | 4 | 17 | 0 | |||||||
sementi certificate | 75 | 98 | 15 | 10 | 5 | 0 | |||||||
Riso | |||||||||||||
sementi di base | 80 | 98 | 1 | 1 | |||||||||
sementi certificate, 1a riprod. | 80 | 98 | 3 | 3 | |||||||||
sementi certificate, 2a riprod. | 80 | 98 | 5 | 3 | |||||||||
Segale | |||||||||||||
sementi di base | 85 | 98 | 15 | 4 | 17 | 3 | 0 | 1 | 1 | ||||
sementi certificate | 85 | 98 | 15 | 10 | 7 | 7 | 0 | 3 | 34 | ||||
Sorghum spp. | 80 | 98 | 14 | 0 | |||||||||
Triticale | |||||||||||||
sementi di base | 80 | 98 | 15 | 4 | 17 | 3 | 0 | 1 | 1 | ||||
sementi certificate, 1a e 2a riprod. | 80 | 98 | 15 | 10 | 7 | 7 | 0 | 3 | 3 | ||||
Granturco | 905 | 98 | 14 | 0 | |||||||||
Note: | |||||||||||||
| |||||||||||||
| |||||||||||||
3 Per i campioni non cerniti vengono tollerati complessivamente 30 semi di Raphanus raphanistrum, Agrostemma githago, Gallium aparine, Vicia spp.
| |||||||||||||
| |||||||||||||
| |||||||||||||
| |||||||||||||
| |||||||||||||
| |||||||||||||
| |||||||||||||
Capitolo B Esigenze concernenti i lotti di tuberi-seme di patate
1 Norme relative al calibro
- Il calibro minimo dei tuberi-seme dev’essere tale da non consentire il passaggio attraverso un setaccio con maglie quadrate di:a.25 mm di lato;b.…
- Per i tuberi di dimensione eccessiva per passare attraverso un setaccio con maglie quadrate di 35 mm di lato, i limiti di calibro superiori e inferiori sono espressi con un multiplo di cinque.
- All’atto della cernita di un lotto, la differenza massima tra le dimensioni dei lati delle maglie quadrate dei due setacci utilizzati non dev’essere superiore a 25 mm.
- I lotti non devono contenere più del 3 per cento del peso di tuberi-seme di calibro inferiore a quello minimo, né più del 3 per cento del peso di tuberi-seme di calibro superiore a quello massimo indicato.
2 Qualità dei lotti di tuberi-seme di patate
- Le patate da semina della classe PBTC (materiale iniziale) non possono presentare tuberi con impurità e difetti oppure con malattie causate da organismi nocivi secondo le lettere b–i. Per le patate da semina di altre classi si applicano i seguenti limiti di tolleranza:
Impurità, difetti e malattie causate da organismi nocivi | Limiti di tolleranza (in % del peso) | ||
|---|---|---|---|
Tuberi-seme di prebase | Tuberi-seme di base | Tuberi-seme certificati | |
| 1 | 1 | 2 |
| 0,2 | 0,5, di cui al massimo 0,2 % del peso di marciume | 0,5, di cui al massimo 0,2 % del peso di marciume |
| 3 | 3 | 3 |
| 5 | 5 | 5 |
| 0,5 | 1 | 1 |
| 0 | 0 | 0 |
| 0 | 0 | 0 |
| 1 | 5 | 5 |
| 1 | 3 | 3 |
| 6 | 6 | 8 |
- All’atto del controllo in laboratorio di un campione ufficiale, non devono essere superati i seguenti limiti di tolleranza:
Categoria | Classe | Tuberi (in %) colpiti da | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|
virus dell’accartoc-ciamento delle foglie di patata [PLRV00] e virus Y della patata [PVY000]4 | virus A della patata virus M della patata [PVM000] virus S della patata virus X della patata | |||||
Prebase | PBTC | 0 | 0 | |||
Prebase | PB1 | 0 | 0 | |||
Prebase | PB2 | 0 | 0 | |||
Prebase | PB3 | 0 | ||||
Prebase | PB4 | 0,5 | 0 | |||
Base | S | 0,5 | 1,12 | |||
Base | SE1 | 1,1 | 32 | |||
Base | SE2 | 1,1 | 32 | |||
Base | E | 21, 3 | 42, 3 | |||
Certificato | A | 10 | ||||
| ||||||
3 Esigenze concernenti le sementi di patate
La purezza specifica, la proporzione di altre specie vegetali e la facoltà germinativa delle sementi sono tali da garantire la qualità e l’utilità delle piantine di patate ottenute da sementi di patate e dei lotti di patate da semina da esse prodotte.
Capitolo C Campionatura, peso dei lotti ed esigenze poste alle sementi di piante foraggere
1 Peso dei lotti e dei campioni
I pesi dei lotti e dei campioni figurano nella tabella qui di seguito.
È consentita una tolleranza del 5 per cento sul peso massimo dei lotti.
Specie | Peso massimo | Peso minimo | Peso minimo |
|---|---|---|---|
1 | 2 | 3 | 4 |
Poaceae (Gramineae) | |||
Agrostis canina | 101 | 50 | 5 |
Agrostis gigantea | 101 | 50 | 5 |
Agrostis stolonifera | 101 | 50 | 5 |
Agrostis capillaris | 101 | 50 | 5 |
Alopecurus pratensis | 101 | 100 | 30 |
Arrhenatherum elatius | 101 | 200 | 80 |
Bromus catharticus | 101 | 200 | 200 |
Bromus sitchensis | 101 | 200 | 200 |
Cynodon dactylon | 101 | 50 | 5 |
Dactylis glomerata | 101 | 100 | 30 |
Festuca arundinacea | 101 | 100 | 50 |
Festuca filiformis | 101 | 100 | 30 |
Festuca ovinia | 101 | 100 | 30 |
Festuca pratensis | 101 | 100 | 50 |
Festuca rubra | 101 | 100 | 30 |
Festuca trachyphylla | 101 | 100 | 30 |
x Festulolium | 101 | 200 | 60 |
Lolium multiflorum | 101 | 200 | 60 |
Lolium perenne | 101 | 200 | 60 |
Lolium x hybridum | 101 | 200 | 60 |
Phalaris aquatica | 101 | 100 | 50 |
Phleum nodosum | 101 | 50 | 10 |
Phleum pratense | 101 | 50 | 10 |
Poa annua | 101 | 50 | 10 |
Poa nemoralis | 101 | 50 | 5 |
Poa palustris | 101 | 50 | 5 |
Poa pratensis | 101 | 50 | 5 |
Poa trivialis | 101 | 50 | 5 |
Trisetum flavescens | 101 | 50 | 5 |
Fabaceae (Leguminosae) | |||
Hedysarum coronarium -frutto | 10 | 1000 | 300 |
Hedysarum coronarium-sementi | 10 | 400 | 120 |
Lotus corniculatus | 10 | 200 | 30 |
Lupinus albus | 25 | 1000 | 1000 |
Lupinus angustifolius | 25 | 1000 | 1000 |
Lupinus luteus | 25 | 1000 | 1000 |
Medicago lupulina | 10 | 300 | 50 |
Medicago sativa | 10 | 300 | 50 |
Medicago x varia | 10 | 300 | 50 |
Onobrychis viciifolia -frutto | 10 | 600 | 600 |
Onobrychis viciifolia -sementi | 10 | 400 | 400 |
Ornithopus sativus | 10 | 90 | 9 |
Pisum sativum | 25 | 1000 | 1000 |
Trifolium alexandrinum | 10 | 400 | 60 |
Trifolium hybridum | 10 | 200 | 20 |
Trifolium incarnatum | 10 | 500 | 80 |
Trifolium pratense | 10 | 300 | 50 |
Trifolium repens | 10 | 200 | 20 |
Trifolium resupinatum | 10 | 200 | 20 |
Trigonella foenum-graecum | 10 | 500 | 450 |
Vicia faba | 25 | 1000 | 1000 |
Vicia pannonica | 20 | 1000 | 1000 |
Vicia sativa | 25 | 1000 | 1000 |
Vicia villosa | 20 | 1000 | 1000 |
Altre specie | |||
Brassica napus var.napobrassica | 10 | 200 | 100 |
Brassica oleracea convar. acephala | 10 | 200 | 100 |
Phacelia tanacetifolia | 10 | 300 | 40 |
Plantago lanceolata | 5 | 20 | 2 |
Raphanus sativus var. oleiformis | 10 | 300 | 300 |
| |||
2 Termini di ricezione dei campioni ufficiali delle sementi di moltiplicazione
I campioni di sementi di moltiplicazione devono essere forniti al servizio competente entro il 15 settembre.
I campioni prelevati dai lotti di moltiplicazione importati devono essere forniti muniti di un’etichetta ufficiale o corredati del certificato allestito dall’ente di certificazione del Paese d’origine.
3 Esigenze poste alle sementi
Le sementi devono adempiere le norme e le condizioni seguenti:
- Le sementi devono presentare identità e purezza varietali. La purezza varietale minima viene esaminata di norma mediante ispezioni in campo secondo le disposizioni dell’allegato 3.
- Sementi certificate di prima riproduzione
Specie | Facoltà germina- | Tenore massimo di semi duri | Purezza varietale specifica (in %) | Tenore | Numero massimo di semi di altre specie in un campione in % | Numero massimo di semi di altre specie in un campione secondo la cifra 1, colonna 4 | Legenda *) | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
1*) | 2*) | totale | una sola specie | Agropy- | Alope- | Melilo- | Raphanus raphani- | Sinapis arvensis | Avena fatua | Cuscuta spp. | Rumex spp. | ||||
Poaceae (Gramineae) | |||||||||||||||
Agrostis canina | 75 | 90 | 13 | 2.0 | 1.0 | 0.3 | 0.3 | 0 | 0 | 2 | 12 | ||||
Agrostis gigantea | 80 | 90 | 13 | 2.0 | 1.0 | 0.3 | 0.3 | 0 | 0 | 2 | 12 | ||||
Agrostis stolonifera | 75 | 90 | 13 | 2.0 | 1.0 | 0.3 | 0.3 | 0 | 0 | 2 | 12 | ||||
Agrostis capillaris | 75 | 90 | 13 | 2.0 | 1.0 | 0.3 | 0.3 | 0 | 0 | 2 | 12 | ||||
Alopecurus pratensis | 70 | 75 | 13 | 2.5 | 1.0 | 0.3 | 0.3 | 0 | 0 | 5 | 9,12 | ||||
Arrhenatherum elatius | 75 | 90 | 13 | 3.0 | 1.0 | 0.5 | 0.3 | 0 | 0 | 5 | 9,10,12 | ||||
Bromus catharticus | 75 | 97 | 13 | 1.5 | 1.0 | 0.5 | 0.3 | 0 | 0 | 10 | 10,12 | ||||
Bromus sitchensis | 75 | 97 | 13 | 1.5 | 1.0 | 0.5 | 0.3 | 0 | 0 | 10 | 10,12 | ||||
Cynodon dactylon | 70 | 90 | 13 | 2.0 | 1.0 | 0.3 | 0.3 | 0 | 0 | 2 | 12 | ||||
Dactylis glomerata | 80 | 90 | 13 | 1.5 | 1.0 | 0.3 | 0.3 | 0 | 0 | 5 | 12 | ||||
Festuca arundinacea | 80 | 95 | 13 | 1.5 | 1.0 | 0.5 | 0.3 | 0 | 0 | 5 | 12 | ||||
Festuca filiformis | 75 | 85 | 13 | 2.0 | 1.0 | 0.5 | 0.3 | 0 | 0 | 5 | 12 | ||||
Festuca ovina | 75 | 85 | 13 | 2.0 | 1.0 | 0.5 | 0.3 | 0 | 0 | 5 | 12 | ||||
Festuca pratensis | 80 | 95 | 13 | 1.5 | 1.0 | 0.5 | 0.3 | 0 | 0 | 5 | 12 | ||||
Festuca rubra | 75 | 90 | 13 | 1.5 | 1.0 | 0.5 | 0.3 | 0 | 0 | 5 | 12 | ||||
Festuca trachyphylla | 75 | 85 | 13 | 2.0 | 1.0 | 0.5 | 0.3 | 0 | 0 | 5 | 12 | ||||
x Festulolium | 75 | 96 | 13 | 1.5 | 1.0 | 0.5 | 0.3 | 0 | 0 | 5 | 12 | ||||
Lolium multiflorum | 75 | 96 | 13 | 1.5 | 1.0 | 0.5 | 0.3 | 0 | 0 | 5 | 12 | ||||
Lolium perenne | 80 | 96 | 13 | 1.5 | 1.0 | 0.5 | 0.3 | 0 | 0 | 5 | 12 | ||||
Lolium x hybridum | 75 | 96 | 13 | 1.5 | 1.0 | 0.5 | 0.3 | 0 | 0 | 5 | 12 | ||||
Phalaris aquatica | 75 | 96 | 13 | 1.5 | 1.0 | 0.3 | 0.3 | 0 | 0 | 5 | 12 | ||||
Phleum nodosum | 80 | 96 | 13 | 1.5 | 1.0 | 0.3 | 0.3 | 0 | 0 | 5 | 12 | ||||
Phleum pratense | 80 | 96 | 13 | 1.5 | 1.0 | 0.3 | 0.3 | 0 | 0 | 5 | 12 | ||||
Poa annua | 75 | 85 | 13 | 2.0 | 1.0 | 0.3 | 0.3 | 0 | 0 | 5 | 6,12 | ||||
Poa nemoralis | 75 | 85 | 13 | 2.0 | 1.0 | 0.3 | 0.3 | 0 | 0 | 2 | 6,12 | ||||
Poa palustris | 75 | 85 | 13 | 2.0 | 1.0 | 0.3 | 0.3 | 0 | 0 | 2 | 6,12 | ||||
Poa pratensis | 75 | 85 | 13 | 2.0 | 1.0 | 0.3 | 0.3 | 0 | 0 | 2 | 6,12 | ||||
Poa trivialis | 75 | 85 | 13 | 2.0 | 1.0 | 0.3 | 0.3 | 0 | 0 | 2 | 6,12 | ||||
Trisetum flavescens | 70 | 75 | 13 | 3.0 | 1.0 | 0.3 | 0.3 | 0 | 0 | 2 | 9,11,12 | ||||
Fabaceae (Leguminosae) | |||||||||||||||
Hedysarum coronarium | 75 | 30 | 95 | 11 | 2.5 | 1.0 | 0.3 | 0 | 0 | 5 | 12 | ||||
Lotus corniculatus. | 75 | 40 | 95 | 11 | 1.8 | 1.0 | 0.3 | 0 | 0 | 10 | 7,13,14 | ||||
Lupinus albus | 80 | 20 | 98 | 11 | 0.5 | 0.3 | 0.3 | 0 | 0 | 5 | 8,15,16 | ||||
Lupinus angustifolius | 75 | 20 | 98 | 11 | 0.5 | 0.3 | 0.3 | 0 | 0 | 5 | 8,15,16 | ||||
Lupinus luteus | 80 | 20 | 98 | 11 | 0.5 | 0.3 | 0.3 | 0 | 0 | 5 | 8,15,16 | ||||
Medicago lupulina | 80 | 20 | 97 | 11 | 1.5 | 1.0 | 0.3 | 0 | 0 | 10 | 13,14 | ||||
Medicago sativa | 80 | 40 | 97 | 11 | 1.5 | 1.0 | 0.3 | 0 | 0 | 10 | 13,14 | ||||
Medicago x varia | 80 | 40 | 97 | 11 | 1.5 | 1.0 | 0.3 | 0 | 0 | 10 | 13,14 | ||||
Onobrychis viciifolia | 75 | 20 | 95 | 11 | 2.5 | 1.0 | 0.3 | 0 | 0 | 5 | |||||
Ornithopus sativus | 75 | 90 | 11 | 1 | 0 | 0 | 10 | 12 | |||||||
Pisum sativum | 80 | 98 | 15 | 0.5 | 0.3 | 0.3 | 0 | 0 | 5 | ||||||
Trifolium alexandrinum | 80 | 20 | 97 | 11 | 1.5 | 1.0 | 0.3 | 0 | 0 | 10 | 13,14 | ||||
Trifolium hybridum | 80 | 20 | 97 | 11 | 1.5 | 1.0 | 0.3 | 0 | 0 | 10 | 13,14 | ||||
Trifolium incarnatum | 75 | 20 | 97 | 11 | 1.5 | 1.0 | 0.3 | 0 | 0 | 10 | 13,14 | ||||
Trifolium pratense | 80 | 20 | 97 | 11 | 1.5 | 1.0 | 0.3 | 0 | 0 | 10 | 13,14 | ||||
Trifolium repens | 80 | 40 | 97 | 11 | 1.5 | 1.0 | 0.3 | 0 | 0 | 10 | 13,14 | ||||
Trifolium resupinatum | 80 | 20 | 97 | 11 | 1.5 | 1.0 | 0.3 | 0 | 0 | 10 | 13,14 | ||||
Trigonella foenum-graecum | 80 | 95 | 11 | 1.0 | 0.5 | 0.3 | 0 | 0 | 5 | ||||||
Vicia faba | 80 | 5 | 98 | 15 | 0.5 | 0.3 | 0.3 | 0 | 0 | 5 | |||||
Vicia pannonica | 85 | 20 | 98 | 15 | 1.0 | 0.5 | 0.3 | 0 | 0 | 5 | 8 | ||||
Vicia sativa | 85 | 20 | 98 | 15 | 1.0 | 0.5 | 0.3 | 0 | 0 | 5 | 8 | ||||
Vicia villosa | 85 | 20 | 98 | 15 | 1.0 | 0.5 | 0.3 | 0 | 0 | 5 | 8 | ||||
Altre specie | |||||||||||||||
Brassica napus var.napobrassica | 80 | 98 | 11 | 1.0 | 0.5 | 0.3 | 0.3 | 0 | 0 | 5 | 12 | ||||
Brassica oleracea convar. acephala | 75 | 98 | 11 | 1.0 | 0.5 | 0.3 | 0.3 | 0 | 0 | 10 | 12 | ||||
Phacelia tanacetifolia | 80 | 96 | 11 | 1.0 | 0.5 | 0 | 0 | 12 | |||||||
Plantago lanceolata | 75 | 85 | 11 | 1.5 | 0 | 0 | 10 | 12 | |||||||
Raphanus sativus var.
| 80 | 97 | 11 | 1.0 | 0.5 | 0.3 | 0.3 | 0 | 0 | 5 | |||||
Legenda delle norme relative alle sementi certificate di prima riproduzione
- Tutti i semi freschi e sani non germinati in seguito a trattamento preliminare devono essere considerati come plantule normali.
- Entro i limiti massimi ammessi i semi duri devono essere considerati come plantule normali.
- …
- Sono tenute in considerazione pure l’Avena ludoviciana e l’Avena sterilis.
- Sono tenuti in considerazione tutti i Rumex spp. eccetto i Rumex acetosella e Rumex maritimus.
- Un contenuto massimo totale pari a 0,8 per cento in peso di semi di altre specie di Poa non deve essere considerato come impurezza.
- Un contenuto massimo pari a 1 per cento in peso di semi di Trifolium pratense non deve essere considerato come impurezza.
- Un contenuto massimo totale pari a 0,5 per cento in peso di semi di Lupinus albus, Lupinus angustifolius, Lupinus luteus, Pisum sativum, Vicia faba, Vicia pannonica, Vicia sativa e Vicia villosa in un’altra specie corrispondente non deve essere considerato come impurezza.
- Le percentuale massima in peso stabilita per i semi di una sola specie non si deve applicare ai semi di Poa spp.
- Un contenuto massimo totale pari a 2 semi di Avena fatua, Avena ludoviciana e Avena sterilis in un campione del peso stabilito non deve essere considerato come impurezza se un secondo campione dello stesso peso è esente da semi di queste specie.
- La presenza di un seme di Avena fatua, Avena ludoviciana e Avena sterilis in un campione del peso stabilito non deve essere considerata come impurezza se un secondo campione di peso doppio è esente da semi di queste specie.
- La presenza di un seme di Cuscuta spp. in un campione del peso stabilito non deve essere considerata come impurezza se un secondo campione dello stesso peso è esente da semi di Cuscuta spp.
- Il peso del campione per la determinazione del contenuto in numero di semi di Cuscuta spp. è il doppio del peso stabilito normalmente.
- La presenza di un seme di Cuscuta spp. in un campione del peso stabilito non deve essere considerata come impurezza se un secondo campione di peso doppio di quello stabilito è esente da semi di Cuscuta spp.
- La percentuale in numero di semi di lupino di colore diverso non deve superare a.il 2 per cento per il lupino amaro,b.l’1 per cento per i lupini diversi dal lupino amaro.
- La percentuale in numero di semi di lupino amaro in varietà diverse dal lupino amaro non deve superare il 2,5 per cento.
- Il tenore di acqua viene appurato soltanto se all’atto della campionatura o dell’esame di qualità sorge il dubbio che sia stato superato il valore massimo.
- Sementi di prebase e di base
Specie | Facoltà germi-nativa | Tenore massimo di semi duri | Purezza varietale specifica (in %) | Tenore | Numero massimo di semi di altre specie in un campione | Numero massimo di semi di altre specie in un campione secondo | Legenda *) | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
1*) | 2*) | una sola specie | Rumex spp. | Agropy- | Alope-curus myosuroides | Melilo- | Avena fatua | Cuscuta spp. | |||||
Poaceae (Gramineae) | |||||||||||||
Agrostis canina | 75 | 90 | 13 | 0.3 | 20 | 1 | 1 | 1 | 0 | 0 | |||
Agrostis gigantea | 80 | 90 | 13 | 0.3 | 20 | 1 | 1 | 1 | 0 | 0 | |||
Agrostis stolonifera | 75 | 90 | 13 | 0.3 | 20 | 1 | 1 | 1 | 0 | 0 | |||
Agrostis capillaris | 75 | 90 | 13 | 0.3 | 20 | 1 | 1 | 1 | 0 | 0 | |||
Alopecurus pratensis | 70 | 75 | 13 | 0.3 | 20 | 2 | 5 | 5 | 0 | 0 | 6 | ||
Arrhenatherum elatius | 75 | 90 | 13 | 0.3 | 20 | 2 | 5 | 5 | 0 | 0 | 6,10 | ||
Bromus catharticus | 75 | 97 | 13 | 0.4 | 20 | 5 | 5 | 5 | 0 | 0 | 10 | ||
Bromus sitchensis | 75 | 97 | 13 | 0.4 | 20 | 5 | 5 | 5 | 0 | 0 | 10 | ||
Cynodon dactylon | 70 | 90 | 13 | 0.3 | 20 | 1 | 1 | 1 | 0 | 0 | 6 | ||
Dactylis glomerata | 80 | 90 | 13 | 0.3 | 20 | 2 | 5 | 5 | 0 | 0 | 6 | ||
Festuca arundinacea | 80 | 95 | 13 | 0.3 | 20 | 2 | 5 | 5 | 0 | 0 | 6 | ||
Festuca filiformis | 75 | 85 | 13 | 0.3 | 20 | 2 | 5 | 5 | 6 | ||||
Festuca ovina | 75 | 85 | 13 | 0.3 | 20 | 2 | 5 | 5 | 0 | 0 | 6 | ||
Festuca pratensis | 80 | 95 | 13 | 0.3 | 20 | 2 | 5 | 5 | 0 | 0 | 6 | ||
Festuca rubra | 75 | 90 | 13 | 0.3 | 20 | 2 | 5 | 5 | 0 | 0 | 6 | ||
Festuca trachyphylla | 75 | 85 | 13 | 0.3 | 20 | 2 | 5 | 5 | 6 | ||||
x Festulolium | 75 | 96 | 13 | 0.3 | 20 | 2 | 5 | 5 | 0 | 0 | 6 | ||
Lolium multiflorum | 75 | 96 | 13 | 0.3 | 20 | 2 | 5 | 5 | 0 | 0 | 6 | ||
Lolium perenne | 80 | 96 | 13 | 0.3 | 20 | 2 | 5 | 5 | 0 | 0 | 6 | ||
Lolium x hybridum | 75 | 96 | 13 | 0.3 | 20 | 2 | 5 | 5 | 0 | 0 | 6 | ||
Phalaris aquatica | 75 | 96 | 13 | 0.3 | 20 | 2 | 5 | 5 | 0 | 0 | |||
Phleum nodosum | 80 | 96 | 13 | 0.3 | 20 | 2 | 1 | 1 | 0 | 0 | |||
Phleum pratense | 80 | 96 | 13 | 0.3 | 20 | 2 | 1 | 1 | 0 | 0 | |||
Poa annua | 75 | 85 | 13 | 0.3 | 20 | 1 | 1 | 1 | 0 | 0 | 7 | ||
Poa nemoralis | 75 | 85 | 13 | 0.3 | 20 | 1 | 1 | 1 | 0 | 0 | 7 | ||
Poa palustris | 75 | 85 | 13 | 0.3 | 20 | 1 | 1 | 1 | 0 | 0 | 7 | ||
Poa pratensis | 75 | 85 | 13 | 0.3 | 20 | 1 | 1 | 1 | 0 | 0 | 7 | ||
Poa trivialis | 75 | 85 | 13 | 0.3 | 20 | 1 | 1 | 1 | 0 | 0 | 7 | ||
Trisetum flavescens | 70 | 75 | 13 | 0.3 | 20 | 1 | 1 | 1 | 0 | 0 | 8,11 | ||
Fabaceae (Leguminosae) | |||||||||||||
Hedysarum coronarium | 75 | 30 | 95 | 11 | 0.3 | 20 | 2 | 0 | 0 | 0 | 9 | ||
Lotus corniculatus | 75 | 40 | 95 | 11 | 0.3 | 20 | 3 | 0 | 0 | 0 | 9 | ||
Lupinus albus | 80 | 20 | 98 | 11 | 0.3 | 20 | 2 | 0 | 0 | 0 | 13 | ||
Lupinus angustifolius | 75 | 20 | 98 | 11 | 0.3 | 20 | 2 | 0 | 0 | 0 | 13 | ||
Lupinus luteus | 80 | 20 | 98 | 11 | 0.3 | 20 | 2 | 0 | 0 | 0 | 13 | ||
Medicago lupulina | 80 | 20 | 97 | 11 | 0.3 | 20 | 5 | 0 | 0 | 0 | 9 | ||
Medicago sativa | 80 | 40 | 97 | 11 | 0.3 | 20 | 3 | 0 | 0 | 0 | 9,12 | ||
Medicago x varia | 80 | 40 | 97 | 11 | 0.3 | 20 | 3 | 0 | 0 | 0 | 9,12 | ||
Ornithopus sativus | 75 | 90 | 11 | 0.3 | 20 | 5 | |||||||
Onobrychis viciifolia | 75 | 20 | 95 | 11 | 0.3 | 20 | 2 | 0 | 0 | 0 | |||
Pisum sativum | 80 | 98 | 15 | 0.3 | 20 | 2 | 0 | 0 | 0 | ||||
Trifolium alexandrinum | 80 | 20 | 97 | 11 | 0.3 | 20 | 3 | 0 | 0 | 0 | 9,12 | ||
Trifolium hybridum | 80 | 20 | 97 | 11 | 0.3 | 20 | 3 | 0 | 0 | 0 | 9,12 | ||
Trifolium incarnatum | 75 | 20 | 97 | 11 | 0.3 | 20 | 3 | 0 | 0 | 0 | 9,12 | ||
Trifolium pratense | 80 | 20 | 97 | 11 | 0.3 | 20 | 5 | 0 | 0 | 0 | 9,12 | ||
Trifolium repens | 80 | 40 | 97 | 11 | 0.3 | 20 | 5 | 0 | 0 | 0 | 9,12 | ||
Trifolium resupinatum | 80 | 20 | 97 | 11 | 0.3 | 20 | 3 | 0 | 0 | 0 | 9,12 | ||
Trigonella foenum-graecum | 80 | 95 | 11 | 0.3 | 20 | 2 | 0 | 0 | 0 | ||||
Vicia faba | 80 | 5 | 98 | 15 | 0.3 | 20 | 2 | 0 | 0 | 0 | |||
Vicia pannonica | 85 | 20 | 98 | 15 | 0.3 | 20 | 2 | 0 | 0 | 0 | |||
Vicia sativa | 85 | 20 | 98 | 15 | 0.3 | 20 | 2 | 0 | 0 | 0 | |||
Vicia villosa | 85 | 20 | 98 | 15 | 0.3 | 20 | 2 | 0 | 0 | 0 | |||
Altre specie | |||||||||||||
Brassica napus var. | 80 | 98 | 11 | 0.3 | 20 | 2 | 0 | 0 | |||||
Brassica oleracea convar. acephala | 75 | 98 | 11 | 0.3 | 20 | 3 | 0 | 0 | |||||
Phacelia tanacetifolia | 80 | 96 | 11 | 0.3 | 20 | 0 | 0 | ||||||
Raphanus sativus var. | 80 | 97 | 11 | 0.3 | 20 | 2 | 0 | 0 | |||||
Legenda delle norme relative alle sementi di prebase e di base
- Tutti i semi freschi e sani non germinati in seguito a trattamento preliminare devono essere considerati come plantule normali.
- Entro i limiti massimi ammessi i semi duri devono essere considerati come plantule normali.
- …
- Sono tenute in considerazione pure l’Avena ludoviciana e l’Avena sterilis.
- Sono tenuti in considerazione tutti i Rumex spp. eccetto i Rumex acetosalla e Rumex maritimus.
- Un contenuto massimo totale pari a 80 semi di Poa spp. non deve essere considerato come impurezza.
- Il contenuto massimo totale di semi di Poa spp. diversa dalla specie in esame non deve superare 1 in un campione di 500 semi.
- Un contenuto massimo totale di 20 semi di Poa spp. non deve essere considerato come impurezza.
- La presenza di un seme di Melilotus spp. in un campione del peso stabilito non deve essere considerata come impurezza se un secondo campione di peso doppio è esente da semi di Melilotus spp.
- Un contenuto massimo totale pari a 2 semi di Avena fatua, Avena ludoviciana e Avena sterilis in un campione del peso stabilito non deve essere considerato come impurezza se un secondo campione dello stesso peso è esente da semi di queste specie.
- La presenza di un seme di Avena fatua, Avena ludoviciana e Avena sterilis in un campione del peso stabilito non deve essere considerata come impurezza se un secondo campione di peso doppio è esente da semi di questa specie.
- Il peso del campione per la determinazione del contenuto in numero di semi di Cuscuta spp. è il doppio del peso prescritto.
- La percentuale in numero di semi di lupino amaro non deve superare l’1 per cento.
- Il tenore di acqua viene appurato soltanto se all’atto della campionatura o dell’esame di qualità sorge il dubbio che sia stato superato il valore massimo.
- Sementi commerciali
Specie | Capacità di germinazione | Tenore massimo di semi duri | Purezza varietale specifica | Tenore di acqua | Numero massimo di semi di altre specie in un campione in % del peso 3*) | Numero massimo di semi di altre specie in un campione secondo il numero 1 colonna 4 | Legenda *) | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
1*) | 2*) | totale | una sola specie | Agropyron | Alopecu-rus myo-suroides | Melilotus spp. | Raphanus raphani-strum | Sinapis arvensis | Avena fatua | Cuscuta spp. | Rumex spp. | ||||
Poaceae (Gramineae) | |||||||||||||||
Cynodon dactylon | 70 | 90 | 13 | 3.0 | 2.0 | 0.3 | 0.3 | 0 | 0 | 2 | 8 | ||||
Phalaris aquatica | 75 | 96 | 13 | 2.5 | 2.0 | 0.3 | 0.3 | 0 | 0 | 5 | 8 | ||||
Poa annua | 75 | 85 | 13 | 3.0 | 2.0 | 0.3 | 0.3 | 0 | 0 | 5 | 6, 8 | ||||
Fabaceae (Leguminosae) | |||||||||||||||
Hedysarum coronarium | 75 | 30 | 95 | 11 | 3.5 | 2.0 | 1.0 | 0 | 0 | 5 | 8 | ||||
Onobrychis viciifolia | 75 | 20 | 95 | 11 | 3.5 | 2.0 | 0.3 | 0 | 0 | 5 | |||||
Trigonella foenum-graecum | 80 | 95 | 11 | 2.0 | 1.5 | 0.3 | 0 | 0 | 5 | ||||||
Vicia faba | 80 | 5 | 98 | 15 | 1.5 | 1.3 | 0.3 | 0 | 0 | 5 | 11 | ||||
Vicia pannonica | 85 | 20 | 97 | 15 | 2.0 | 1.5 | 0.3 | 0 | 0 | 5 | 11 | ||||
Legenda delle norme relative alle sementi commerciali
- Tutti i semi freschi e sani non germinati in seguito a trattamento preliminare devono essere considerati come plantule normali.
- Entro i limiti massimi ammessi i semi duri devono essere considerati come plantule normali.
- La presenza di organismi nocivi che riducono il valore di utilizzazione delle sementi (p. es. scleroti di Claviceps spp.) è tollerata soltanto in proporzione limitata.
- Sono tenute in considerazione pure l’Avena ludoviciana e l’Avena sterilis.
- Sono tenuti in considerazione tutti i Rumex spp. eccetto i Rumex acetosella e Rumex maritimus.
- Un contenuto massimo totale pari al 3 per cento in peso di semi di altre specie di Poa non è considerato come impurezza. Per Poa annua, un contenuto massimo totale pari al 10 per cento in peso di semi di altre specie di Poa non è considerato come impurezza.
- Un contenuto massimo totale pari a 2 semi di Avena fatua, Avena ludoviciana e Avena sterilis in un campione del peso stabilito non deve essere considerato come impurezza se un secondo campione dello stesso peso è esente da semi di questa specie.
- La presenza di un seme di Cuscuta spp. in un campione del peso stabilito non deve essere considerata come impurezza se un secondo campione dello stesso peso è esente da semi di Cuscuta spp.
- Il peso del campione per la determinazione del contenuto in numero di semi di Cuscuta spp. è il doppio del peso prescritto per la relativa specie.
- La presenza di un seme di Cuscuta spp. in un campione del peso stabilito non deve essere considerata come impurezza se un secondo campione di peso doppio di quello stabilito è esente da semi di Cuscuta spp.
- Per le specie di Vicia un contenuto massimo totale pari al 6 per cento in peso di sementi di Vicia pannonica e Vicia vilosa o di specie coltivate affini ad un’altra specie corrispondente non deve essere considerato come impurezza.
Capitolo D Campionatura, peso dei lotti ed esigenze poste alle sementi di piante oleaginose e da fibra
1 Peso dei lotti e dei campioni
I pesi dei lotti e dei campioni figurano nella tabella qui di seguito.
È consentita una tolleranza del 5 per cento sul peso massimo dei lotti.
Specie | Peso massimo dei lotti (t) | Peso minimo dei | Peso minimo dei campioni per la determinazione | |||
|---|---|---|---|---|---|---|
1 | 2 | 3 | 4 | |||
Brassica rapa | 10 | 200 | 70 | |||
Brassica juncea | 10 | 100 | 40 | |||
Brassica napus | 10 | 200 | 100 | |||
Brassica nigra | 10 | 100 | 40 | |||
Carthamus tinctorius | 25 | 900 | 900 | |||
Carum carvi | 10 | 200 | 80 | |||
Helianthus annuus | 25 | 1000 | 1000 | |||
Linum usitatissimum | 10 | 300 | 150 | |||
Papaver somniferum | 10 | 50 | 10 | |||
Sinapis alba | 10 | 400 | 200 | |||
Glycine max. | 30 | 1000 | 1000 | |||
2 Esigenze poste alle sementi
2.1 Purezza varietale
Specie | Purezza varietale minima (%) | ||
Sementi di prebase e di base | Sementi certificate di prima riproduzione | Sementi certificate di seconda riproduzione e sementi commerciali | |
Brassica napus1,2, Brassica rapa2 | 99,9 | 99,7 | |
Brassica napus1,3, Brassica rapa3, Helianthus annuus4, Sinapis alba | 99,7 | 99 | 98 |
Linum usitatissimum | 99,7 | 98 | 97,5 |
Papaver somniferum | 99 | 98 | |
Gycine max | 99,5 | 99 | |
| |||
| |||
| |||
| |||
La purezza varietale minima è controllata principalmente all’atto di ispezioni ufficiali in campo effettuate alle condizioni stabilite nell’allegato 3.
Nel caso di ibridi di Brassica napus, ottenuti attraverso la maschiosterilità, le sementi devono adempiere le seguenti esigenze e norme:
- Le sementi devono essere sufficientemente pure dal profilo dei caratteri varietali dei componenti, compresa la maschiosterilità o il ripristino della fertilità;
- La purezza varietale minima deve essere la seguente:–sementi di base, componente femminile: 99,0 per cento,–sementi di base, componente maschile: 99,9 per cento,–sementi certificate: 90,0 per cento.
- Le sementi non possono essere certificate quali sementi certificate salvo siano stati regolarmente presi in considerazione i risultati dei controlli ufficiali sulle sementi di base, ufficialmente prelevate e controllate durante il periodo di crescita delle sementi per la certificazione identificate quali sementi certificate, per stabilire se le sementi di base adempiono le esigenze poste in materia di identità delle sementi dal profilo delle caratteristiche dei componenti, comprese la maschiosterilità e le norme per le sementi di base, nonché le esigenze in materia di purezza varietale minima di cui alla lettera b.
- In caso di sementi di base di ibridi la purezza varietale può essere valutata in base ad idonei metodi biochimici;
- Le norme relative alla purezza varietale minima di cui alla lettera b di sementi certificate di ibridi devono essere ufficialmente controllate mediante il prelievo di un numero adeguato di campioni. A tal fine possono essere impiegati idonei metodi biochimici.
2.2 Facoltà germinativa, tenore di acqua, purezza specifica e contenuto di semi di altre specie di piante:
Sementi di base e sementi certificate
Specie e categoria | Facoltà germinativa minima | Tenore di acqua | Purezza specifica | Tenore massimo di sementi di altre specie di piante in un campione secondo il numero 1 colonna 4 | ||||||||||||||||
Purezza minima | Tenore massimo totale di sementi di altre specie di piante | totale | Avena fatua, Avena ludovi- | Cuscuta spp. | Raphanus rapha- | Rumex spp. ausser Rumex | Alopecurus myo- | Lolium | Condizioni relative al tenore di semi di | |||||||||||
1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | |||||||||
Brassicaspp: | ||||||||||||||||||||
| 85 | 11 | 98 | 0,3 | – | 0 | 0 (c) (d) | 10 | 5 | |||||||||||
| 85 | 11 | 98 | 0,3 | – | 0 | 0 (c) (d) | 10 | 5 | |||||||||||
Carthamus tinctorius | 75 | 98 | – | 5 | 0 | 0 (c) | (e) | |||||||||||||
Carum carvi | 70 | 97 | – | 25 (b) | 0 | 0 (c) (d) | 10 | 3 | ||||||||||||
Helianthus annuus | 85 | 10 | 98 | – | 5 | 0 | 0 (c) | |||||||||||||
Linum usitatissimum | ||||||||||||||||||||
| 92 | 11 | 99 | – | 15 | 0 | 0 (c) (d) | 4 | 2 | |||||||||||
| 85 | 11 | 99 | – | 15 | 0 | 0 (c) (d) | 4 | 2 | |||||||||||
Papaver somniferum | 80 | 98 | – | 25 (b) | 0 | 0 (c) (d) | ||||||||||||||
Sinapis alba | ||||||||||||||||||||
| 85 | 11 | 98 | 0.3 | – | 0 | 0 (c) (d) | 10 | 2 | |||||||||||
| 85 | 11 | 98 | 0.3 | – | 0 | 0 (c) (d) | 10 | 5 | |||||||||||
Glycine max. | 80 | 14 | 98 | – | 5 | 0 | 0 (c) | |||||||||||||
Le presenti norme sono applicabili anche alle sementi commerciali.
Legenda delle norme relative alle sementi di base e alle sementi certificate
- Il tenore massimo di sementi di cui alla colonna 5 si riferisce anche alle specie menzionate nelle colonne 6 a 11.
- La determinazione del contenuto totale di semi di altre specie di piante è necessaria soltanto se vi sono dubbi in merito al rispetto delle condizioni di cui alla colonna 5.
- La determinazione del contenuto in numero di semi di Cuscuta spp. è necessaria soltanto se vi sono dubbi in merito al rispetto delle condizioni di cui alla colonna 7.
- La presenza di un seme di Cuscuta spp. in un campione del peso stabilito non deve essere considerata come impurezza se un secondo campione dello stesso peso è esente da semi di Cuscuta spp.
- Le sementi sono esenti da semi di Orobanche spp.; la presenza di un seme di Orobanchespp. in un campione di 100 g non deve essere considerata come impurezza se un secondo campione di 200 g è esente da semi di Orobanche spp.
- Il tenore di acqua viene appurato soltanto se all’atto della campionatura o dell’esame di qualità sorge il dubbio che sia stato superato il valore massimo.
Capitolo E Campionatura, peso dei lotti ed esigenze poste alle sementi di barbabietole
1 Peso dei lotti e dei campioni
I pesi dei lotti e dei campioni figurano nella tabella qui di seguito. È ammessa una tolleranza del 5 per cento sul peso massimo dei lotti.
Specie | Peso massimo di un lotto (t) | Peso minimo di un campione (g) |
Beta vulgaris | 20 | 500 |
2 Esigenze poste alle sementi
Le sementi devono presentare identità e purezza varietali in misura sufficiente.
Le sementi adempiono inoltre le seguenti condizioni:
Specie | Facoltà | Purezza minima specifica | Tasso massimo d’umidità |
|---|---|---|---|
Barbabietole da zucchero | |||
| 80 | 97 | 15 |
| 75 | 97 | 15 |
| 73 | 97 | 15 |
| 68 | 97 | 15 |
Barbabietole da foraggio | |||
| 73 | 97 | 15 |
| 68 | 97 | 15 |
| |||
Il peso di semi di altre piante non deve superare lo 0,3 per cento.
3 Esigenze supplementari poste alle sementi monogermi e alle sementi di precisione
- Sementi monogermi:1.almeno il 90 per cento dei glomeruli germinati devono dare una sola plantula,2.il contenuto di glomeruli che danno tre plantule o più non deve superare il 5 per cento rispetto ai glomeruli germinati.
- Sementi di precisione di barbabietole da zucchero:
- Almeno il 70 per cento dei glomeruli germinati devono dare una sola plantula. Il contenuto di glomeruli che danno tre plantule o più non deve superare il 5 per cento rispetto ai glomeruli germinati.
- Sementi di precisione di barbabietole da foraggio:
- Per le varietà la cui quota di diploidi è superiore all’85 per cento, almeno il 58 per cento dei glomeruli germinati deve dare una sola plantula. Per tutte le altre sementi, almeno il 63 per cento dei glomeruli germinati deve dare una sola plantula. Il contenuto di glomeruli che danno tre plantule o più non deve superare il 5 per cento rispetto ai glomeruli germinati.
- Per le sementi della categoria «sementi di base» il peso di impurezze innocue non deve superare l’1,0 per cento. Per le sementi della categoria «sementi certificate» il peso di impurezze innocue non deve superare lo 0,5 per cento. Per quanto riguarda le sementi rivestite di queste due categorie, la rispondenza alle condizioni è verificata sulla base di campioni di sementi trasformate, parzialmente decorticate (lucidate o frantumate), ma non ancora rivestite. È fatto salvo l’esame ufficiale della purezza analitica minima delle sementi rivestite.
Capitolo F Campionatura, peso dei lotti ed esigenze poste alle sementi di ortaggi
1 Peso dei lotti e dei campioni
- Peso massimo di un lotto
|
|
|
|
| 10 tonnellate |
- Il peso massimo di un lotto non può eccedere di oltre il 5 per cento il peso massimo prescritto.
- Peso minimo di un campione
Specie | Peso (g) |
|---|---|
Allium cepa | 25 |
Allium fistulosum | 15 |
Allium porrum | 20 |
Allium sativum | 20 |
Allium schoenoprasum | 15 |
Anthricus cerefolium | 20 |
Apium graveolens | 5 |
Asparagus officinalis | 100 |
Beta vulgaris | 100 |
Brassica oleracea | 25 |
Brassica rapa | 20 |
Capsicum annuum | 40 |
Cichorium intybus (partim): cicoria di tipo Witloof, cicoria di tipo italiano (o cicoria a foglia larga) |
|
Cichorium intybus (partim): cicoria industriale | 50 |
Cichorium endivia | 15 |
Citrullus lanatus | 250 |
Cucumis melo | 100 |
Cucumis sativus | 25 |
Cucurbita maxima | 250 |
Cucurbita pepo | 150 |
Cynara cardunculus | 50 |
Daucus carota | 10 |
Foeniculum vulgare | 25 |
Lactuca sativa | 10 |
Lycopersicon esculentum | 20 |
Petroselinum crispum | 10 |
Phaseolus coccineus | 1000 |
Phaseolus vulgaris | 700 |
Pisum sativum | 500 |
Raphanus sativus | 50 |
Rheum rhabarbarum | 135 |
Scorzonera hispanica | 30 |
Solanum melongena | 20 |
Spinacia oleracea | 75 |
Valerianella locusta | 20 |
Vicia faba | 1000 |
Zea mays | 1000 |
Per le varietà ibride F-1 delle specie succitate, il peso minimo del campione può essere ridotto fino a un quarto del peso prescritto. Tuttavia il campione deve avere almeno il peso di 5 g e contenere almeno 400 semi. | |
2 Esigenze poste alle sementi
- Le sementi devono presentare identità e purezza varietali in misura sufficiente.
- …
- Le sementi devono inoltre essere conformi alle seguenti esigenze:a.Norme
Specie | Purezza minima specifica | Tenore massimo di semi di altre specie di piante (in % del peso) | Facoltà germinativa minima | |
|---|---|---|---|---|
Allium cepa | 97 | 0,5 | 70 | |
Allium fistulosum | 97 | 0,5 | 65 | |
Allium porrum | 97 | 0,5 | 65 | |
Allium sativum | 97 | 0,5 | 65 | |
Allium schoenoprasum | 97 | 0,5 | 65 | |
Anthriscus cerefolium | 96 | 1 | 70 | |
Apium graveolens | 97 | 1 | 70 | |
Asparagus officinalis | 96 | 0,5 | 70 | |
Beta vulgaris(Cheltenham beet) | 97 | 0,5 | 50 (glomeruli) | |
Beta vulgaris (diversa dalla Cheltenham beet) |
|
|
| |
Brassica oleracea (cavolfiore) | 97 | 1 | 70 | |
Brassica oleracea (altre sottospecie) | 97 | 1 | 75 | |
Brassica rapa (cavolo cinese) | 97 | 1 | 75 | |
Brassica rapa (rapa primaverile, rapa autunnale) | 97 | 1 | 80 | |
Capsicum annuum | 97 | 0,5 | 65 | |
Cichorium intybus (partim): cicoria di tipo Witloof, cicoria di tipo italiano | 95 | 1,5 | 65 | |
Cichorium intybus (partim): cicoria industriale | 97 | 1 | 80 | |
Cichorium endivia | 95 | 1 | 65 | |
Citrullus lanatus | 98 | 0,1 | 75 | |
Cucumis melo | 98 | 0,1 | 75 | |
Cucumis sativus | 98 | 0,1 | 80 | |
Cucurbita maxima | 98 | 0,1 | 80 | |
Cucurbita pepo | 98 | 0,1 | 75 | |
Cynara cardunculus | 96 | 0,5 | 65 | |
Daucus carota | 95 | 1 | 65 | |
Foeniculum vulgare | 96 | 1 | 70 | |
Lactuca sativa | 95 | 0,5 | 75 | |
Lycopersicon esculentum | 97 | 0,5 | 75 | |
Petroselinum crispum | 97 | 1 | 65 | |
Phaseolus coccineus | 98 | 0,1 | 80 | |
Phaseolus vulgaris | 98 | 0,1 | 75 | |
Pisum sativum | 98 | 0,1 | 80 | |
Raphanus sativus | 97 | 1 | 70 | |
Rheum rhabarbarum | 97 | 0,5 | 70 | |
Scorzonera hispanica | 95 | 1 | 70 | |
Solanum melongena | 96 | 0,5 | 65 | |
Spinacia oleracea | 97 | 1 | 75 | |
Valerianella locusta | 95 | 1 | 65 | |
Vicia faba | 98 | 0,1 | 80 | |
Zea mays | 98 | 0,1 | 85 | |
Nel caso delle varietà di Zea mays (granoturco dolce — tipi super dolci) la facoltà germinativa minima richiesta è dell’80 % delle sementi pure. L’etichetta reca la dicitura «Facoltà germinativa minima 80 %». | ||||
- …
Allegato 5137
(art. 15, 27 b , 28, 30, 38 a , 44 e 45)
Etichettatura
Capitolo A Etichettatura delle sementi di cereali
1. La dimensione minima dell’etichetta è di 110 mm × 67 mm.
2. L’etichetta deve fornire le seguenti indicazioni:
- per tutte le categorie salvo i miscugli di sementi:1.numero ufficiale d’identificazione,2.iscrizione «Normativa CE»,3.servizio di certificazione e Paese («CH» o «Svizzera»),4.numero di riferimento del lotto,5.mese e anno della chiusura indicati con la dicitura: «chiuso il … (mese e anno)»,6.specie (denominazione latina),7.designazione della varietà,8.categoria,9.Paese di produzione,10.peso netto o lordo (compresa l’indicazione corrispondente) o numero di semi,11.natura dell’additivo e sua proporzione in peso in caso di utilizzazione di antiparassitari granulati, di sostanze di rivestimento delle sementi o di altri additivi solidi,12.se si tratta di sementi di ibridi, la designazione della varietà è completata con la dicitura «ibrido». Se si tratta di sementi di base di ibridi o di sementi per la produzione di miscugli di linee, la designazione della linea, dell’ibrido semplice o del componente è completata con la dicitura «componente»,13.per le sementi provenienti da stock precedenti, la dicitura «rianalizzate il … (mese e anno)» può completare il testo dell’etichetta. A tale proposito può essere utilizzata una vignetta autoadesiva ufficiale che viene incollata sull’etichetta originale. Tale vignetta deve indicare la data del prelievo del campione,14.per le sementi di prebase anche il numero delle generazioni precedenti delle sementi delle categorie «sementi certificate» o «sementi di prima generazione».
- per i miscugli di sementi:1.miscuglio (specie e varietà),2.servizio di certificazione e Paese («CH» o «Svizzera»),3.numero di riferimento del lotto,4.mese e anno della chiusura indicati con la dicitura: «chiuso il … (mese e anno)»,5.specie, varietà, categoria, Paese di produzione e proporzione e percentuale di peso di ciascun componente,6.numero ufficiale d’identificazione,7.peso netto o lordo (compresa l’indicazione corrispondente) o numero di semi,8.natura dell’additivo e sua proporzione in peso in caso di utilizzazione di antiparassitari granulati, di sostanze di rivestimento delle sementi o di altri additivi solidi,9.per le sementi provenienti da stock precedenti, la dicitura «rianalizzate il … (mese e anno)» può completare il testo dell’etichetta. A tale proposito può essere utilizzata una vignetta autoadesiva ufficiale che viene incollata sull’etichetta originale. Tale vignetta deve indicare la data del prelievo del campione.
Capitolo B Etichettatura dei tuberi-seme di patate
A. Indicazioni prescritte
L’etichetta deve fornire le seguenti indicazioni:
- numero ufficiale d’identificazione,
- iscrizione «Normativa CE»,
- servizio e Paese di certificazione,
- numero d’identificazione del produttore o numero d’identificazione del lotto,
- mese e anno della chiusura indicati con la dicitura: «chiuso il … (mese e anno)»,
- designazione della varietà,
- Paese di produzione,
- categoria e classe,
- calibro,
- peso netto dichiarato.
B. Dimensioni
La dimensione minima dell’etichetta è di 110 mm × 67 mm.
C. Indicazioni prescritte per tuberi-seme ottenuti da sementi di patate
1. L’etichetta di lotti di tuberi-seme in virtù dell’articolo 38a capoverso 1, in aggiunta alle indicazioni di cui al capitolo A, deve fornire la seguente indicazione:
- «Piante ottenute da sementi di patate nell’ambito di un esperimento temporaneo secondo le norme e gli standard della Svizzera e dell’UE.»
2. Il documento d’accompagnamento del fornitore di piantine di cui all’articolo 38a capoverso 2 deve fornire le seguenti indicazioni:
- l’indicazione «Esperimento temporaneo secondo le norme e gli standard dell’UE»,
- l’indicazione «CH – UFAG»,
- numero di omologazione dell’organizzazione di moltiplicazione,
- nome del produttore,
- numero di lotto,
- specie con almeno l’indicazione della designazione botanica,
- varietà,
- numero delle piantine,
- l’indicazione «Piantine ottenute da sementi di patate»,
- trattamento, se pertinente.
3. L’etichetta del fornitore di sementi di cui all’articolo 38a capoverso 3 deve fornire le seguenti indicazioni:
- l’indicazione «Esperimento temporaneo secondo le norme e gli standard dell’UE»,
- l’indicazione «CH – UFAG»,
- numero di omologazione dell’organizzazione di moltiplicazione,
- numero di lotto,
- specie con almeno l’indicazione della designazione botanica,
- varietà,
- l’indicazione «Sementi di patate (True Potato Seeds)»,
- peso netto o lordo indicato o numero di semi indicato,
- natura dell’additivo e proporzione approssimativa tra il peso delle sementi pure e il peso totale in caso di utilizzazione di antiparassitari granulati, di sostanze di rivestimento delle sementi o di altri additivi solidi.
Capitolo C Etichettatura delle sementi di piante foraggere
1. Etichette ufficiali
1.1 Indicazioni prescritte
- Per le sementi di prebase, le sementi di base e le sementi certificate:1.numero ufficiale d’identificazione,2.iscrizione «Normativa CE»,3.servizio di certificazione e Paese,4.numero di riferimento del lotto,5.mese e anno della chiusura indicati con la dicitura «chiuso il … (mese e anno)» oppure mese e anno dell’ultimo prelievo ufficiale di campioni per la decisione relativa alla certificazione indicati con la dicitura “campione prelevato il … (mese e anno)»,6.specie (denominazione latina),7.designazione della varietà,8.categoria,9.Paese di produzione,10.peso netto o lordo (compresa l’indicazione corrispondente) o numero dichiarato di semi puri,11.natura dell’additivo e sua proporzione in peso in caso di utilizzazione di antiparassitari granulati, di sostanze di rivestimento delle sementi o di altri additivi solidi,12.per le sementi certificate di seconda riproduzione e delle riproduzioni successive da sementi di base: numero delle generazioni dalla semente di base,13.per le sementi provenienti da stock precedenti, la dicitura «rianalizzate il … (mese e anno)» può completare il testo dell’etichetta. A tale proposito può essere utilizzata una vignetta autoadesiva ufficiale che viene incollata sull’etichetta originale. Tale vignetta deve indicare la data del prelievo del campione,14.per le sementi di prebase anche il numero delle generazioni precedenti delle sementi delle categorie «sementi certificate» o «sementi di prima generazione»,1.per le sementi di varietà di graminacee che non hanno subito un esame del valore agronomico e di utilizzazione giusta l’articolo 15 capoverso 2 lettera a «non destinate ad essere utilizzate come piante foraggere».
- Per le sementi commerciali:1.numero ufficiale d’identificazione,2.iscrizione «Normativa CE»,3.«Sementi commerciali (non certificate per la varietà)»4.servizio di certificazione e Paese,5.numero di riferimento del lotto,6.mese e anno della chiusura indicati con la dicitura «chiuso il … (mese e anno)” oppure mese e anno dell’ultimo prelievo ufficiale di campioni per la decisione relativa all’ammissione come sementi commerciali indicati con la dicitura «campione prelevato il … (mese e anno)”,7.specie (denominazione latina),8.Paese di produzione,9.peso netto o lordo (compresa l’indicazione corrispondente) o numero di semi,10.natura dell’additivo e sua proporzione in peso in caso di utilizzazione di antiparassitari granulati, di sostanze di rivestimento delle sementi o di altri additivi solidi,11.per le sementi provenienti da stock precedenti, la dicitura «rianalizzate il … (mese e anno)» può completare il testo dell’etichetta. A tale proposito può essere utilizzata una vignetta autoadesiva ufficiale che viene incollata sull’etichetta originale. Tale vignetta deve indicare la data del prelievo del campione.
- Per i miscugli di sementi:1.«Miscuglio di sementi per … (utilizzazione prevista)»,2.servizio che ha proceduto alla chiusura e Paese,3.numero di riferimento,4.mese e anno della chiusura indicati con la dicitura «chiuso il … (mese e anno)»,5.proporzione in peso di ciascuna delle componenti indicate secondo la specie e, se necessario, secondo le varietà; la menzione della denominazione del miscuglio è sufficiente se la proporzione in peso è resa nota per iscritto all’acquirente o se è ufficialmente depositata,6.peso netto o lordo (compresa l’indicazione corrispondente) o numero di semi,7.natura dell’additivo e sua proporzione in peso in caso di utilizzazione di antiparassitari granulati, di sostanze di rivestimento delle sementi o di altri additivi solidi,8.per i miscugli di sementi provenienti da stock precedenti, la dicitura «rianalizzate il … (mese e anno)» può completare il testo dell’etichetta. A tale proposito può essere utilizzata una vignetta autoadesiva ufficiale che viene incollata sull’etichetta originale. Tale vignetta deve indicare la data del prelievo del campione.
1.2 Dimensioni minime
- 110 mm × 67 mm
2. Etichette del fornitore o scritta sull’imballaggio (piccolo imballaggio CE)
Indicazioni prescritte
- Per le sementi certificate:1.«Piccolo imballaggio CE B»,2.nome e indirizzo del fornitore responsabile del contrassegno o suo segno d’identificazione,3.numero d’ordine attribuito ufficialmente,4.servizio che ha attribuito il numero d’ordine,5.numero di riferimento quando il numero d’ordine ufficiale non consente di identificare il lotto certificato,6.specie, indicata almeno in latino,7.varietà, indicata almeno in latino,8.«Sementi certificate»,9.peso lordo o netto o numero di semi puri,10.in caso di indicazione del peso e di utilizzazione di antiparassitari granulati, di sostanze di rivestimento delle sementi o di altri additivi solidi, l’indicazione della natura dell’additivo e il rapporto approssimativo tra il peso di semi puri e il peso totale,11.per le sementi di varietà di graminacee che non hanno subito un esame del valore agronomico e di utilizzazione giusta l’articolo 15 capoverso 2 lettera a «non destinate ad essere utilizzate come piante foraggere».
- Per le sementi commerciali:1.«Piccolo imballaggio CE B»,2.nome e indirizzo del fornitore responsabile del contrassegno o suo segno di identificazione,3.numero d’ordine attribuito ufficialmente,4.servizio che ha attribuito il numero d’ordine,5.numero di riferimento quando il numero d’ordine ufficiale non consente di identificare il lotto controllato,6.specie, indicata almeno in latino,7.«Sementi commerciali»,8.peso lordo o netto o numero di semi puri,9.in caso di indicazione del peso e di utilizzazione di antiparassitari granulati, di sostanze di rivestimento delle sementi o di altri additivi solidi, l’indicazione della natura dell’additivo e il rapporto approssimativo tra il peso di semi puri e il peso totale.
- Per i miscugli di sementi:1.«Piccolo imballaggio CE A» o «Piccolo imballaggio CE B»,2.nome e indirizzo del fornitore responsabile del contrassegno o suo segno di identificazione,3.Per i piccoli imballaggi CE B:–numero d’ordine attribuito ufficialmente;–servizio che ha attribuito il numero d’ordine e nome del Paese o sigla;–numero di riferimento quando il numero d’ordine ufficiale non consente di identificare i lotti utilizzati.4.Per i piccoli imballaggi CE A:–numero di riferimento, che consente di risalire ai lotti utilizzati;–Paese.5.…6.«Miscugli di sementi per … (utilizzazione prevista)»7.peso netto o lordo o numero di semi puri,8.in caso di indicazione del peso e di utilizzazione di antiparassitari granulati, di sostanze di rivestimento delle sementi o di altri additivi solidi, l’indicazione della natura dell’additivo e il rapporto approssimativo tra il peso di semi puri e il peso totale,9.proporzione in peso delle diverse componenti indicate secondo le specie e, se necessario, secondo le varietà o la menzione della denominazione del miscuglio, se la proporzione in peso può essere comunicata all’acquirente su sua richiesta e se è ufficialmente depositata.
Capitolo D Etichettatura delle sementi di piante oleaginose e da fibra
1 Indicazioni prescritte
- Per le sementi di base e le sementi certificate:1.numero ufficiale d’identificazione,2.iscrizione «Normativa CE»,3.servizio di certificazione e Paese,4.numero di riferimento del lotto,5.mese e anno della chiusura, indicati con la dicitura «chiuso il … (mese e anno)»oppuremese e anno dell’ultimo prelievo ufficiale di campioni per la decisione relativa alla certificazione, indicati con la dicitura «campione prelevato il … (mese e anno)»,6.specie (denominazione latina),7.designazione della varietà,8.categoria,9.Paese di produzione,10.peso netto o lordo (compresa l’indicazione corrispondente) o numero di semi,11.natura dell’additivo e sua proporzione in peso in caso di utilizzazione di antiparassitari granulati, di sostanze di rivestimento delle sementi o di altri additivi solidi,12.per le varietà ibride o linee inbred:–per le sementi di base, per cui gli ibridi semplici o le linee inbred cui appartengono le sementi di base sono stati ufficialmente omologati in conformità della presente ordinanza:denominazione del componente, sotto cui questo è stato ufficialmente omologato, con o senza indicazione della varietà, in caso di ibridi semplici o linee inbred, esclusivamente destinati ad essere utilizzati quali componenti per la coltura di varietà, con la dicitura «componente»,–per le sementi di base in altri casi:denominazione del componente appartenente alle sementi di base che può essere fornita in codice, integrata con indicazione della varietà, con o senza indicazione della rispettiva funzione (maschile o femminile), con la dicitura «componente»,–per le sementi certificate:designazione della varietà cui appartengono le sementi, con la dicitura «ibrido»,13.per le sementi provenienti da stock precedenti, la dicitura «rianalizzate il … (mese e anno)» può completare il testo dell’etichetta. A tale proposito può essere utilizzata una vignetta autoadesiva ufficiale che viene incollata sull’etichetta originale. Tale vignetta deve indicare la data del prelievo del campione.
- Per le sementi certificate di un’associazione varietale:
- Si applicano le indicazioni richieste alla lettera a tranne che, invece della designazione della varietà, vanno indicate la designazione dell’associazione varietale (indicazione «associazione varietale» e designazione) e le percentuali di peso delle diverse componenti varietali; l’indicazione della designazione dell’associazione varietale è sufficiente se la percentuale del peso è stata comunicata per iscritto su richiesta all’acquirente ed è stata stabilita ufficialmente.
- Per le sementi commerciali:1.numero ufficiale d’identificazione,2.iscrizione «Normativa CE»,3.«Sementi commerciali (non certificate per la varietà)»,4.servizio di certificazione e Paese,5.numero di riferimento del lotto,6.mese e anno della chiusura, indicati con la dicitura «chiuso il … (mese e anno)»oppuremese e anno dell’ultimo prelievo ufficiale di campioni per la decisione relativa all’ammissione come sementi commerciali, indicati con la dicitura «campione prelevato il … (mese e anno)»,7.specie (denominazione latina),8.Paese di produzione,9.peso netto o lordo dichiarato,10.natura dell’additivo e sua proporzione in peso in caso di utilizzazione di antiparassitari granulati, di sostanze di rivestimento delle sementi o di altri additivi solidi,11.per le sementi provenienti da stock precedenti, la dicitura «rianalizzate il … (mese e anno)» può completare il testo dell’etichetta. A tale proposito può essere utilizzata una vignetta autoadesiva ufficiale che viene incollata sull’etichetta originale; tale vignetta deve indicare la data del prelievo del campione analizzato per la ricertificazione.
2 Dimensioni minime
- 110 mm × 67 mm.
Capitolo E Etichettatura delle sementi di barbabietole
1 Etichetta ufficiale
1.1 Indicazioni prescritte
- numero ufficiale d’identificazione,
- iscrizione «Normativa CE»,
- servizio di certificazione e Paese,
- numero di riferimento del lotto,
- mese e anno della chiusura, indicati con la dicitura «chiuso il … (mese e anno)»
- oppure
- mese e anno dell’ultimo prelievo ufficiale di campioni per la decisione relativa alla certificazione, indicati con la dicitura «campione prelevato il … (mese e anno)»,
- specie (denominazione latina); indicazione che precisa se si tratta di barbabietole da zucchero o da foraggio,
- designazione della varietà,
- categoria,
- Paese di produzione,
- peso netto o lordo dichiarato, rispettivamente numero di glomeruli o di semi puri dichiarato,
- natura dell’additivo e sua proporzione in peso in caso di utilizzazione di antiparassitari granulati, di sostanze di rivestimento delle sementi o di altri additivi solidi,
- per le sementi monogermi: la menzione «sementi monogermi»,
- per le sementi di precisione: la menzione «sementi di precisione»,
- per le sementi provenienti da stock precedenti, la dicitura «rianalizzate il … (mese e anno)» può completare il testo dell’etichetta. A tale proposito può essere utilizzata una vignetta autoadesiva ufficiale che viene incollata sull’etichetta originale. Tale vignetta deve indicare la data del prelievo del campione.
1.2 Dimensioni minime
- 110 mm × 67 mm
2 Etichetta del fornitore o scritta sull’imballaggio
(piccolo imballaggio CE)
Indicazioni prescritte
- «Piccolo imballaggio CE»,
- nome e indirizzo del fornitore responsabile del contrassegno o suo segno d’identificazione,
- numero d’ordine attribuito ufficialmente,
- servizio che ha attribuito il numero d’ordine e Paese,
- numero di riferimento quando il numero d’ordine ufficiale non consente di identificare il lotto certificato,
- specie (denominazione latina); indicazione che precisa se si tratta di barbabietole da zucchero o da foraggio,
- varietà, indicata almeno in latino,
- categoria,
- peso netto o lordo, rispettivamente numero di glomeruli o di semi puri,
- natura dell’additivo e sua proporzione in peso in caso di utilizzazione di antiparassitari granulati, di sostanze di rivestimento delle sementi o di altri additivi solidi,
- per le sementi monogermi: la menzione «sementi monogermi»,
- per le sementi di precisione: la menzione «sementi di precisione».
Capitolo F Etichettatura delle sementi di ortaggi
A. Etichetta ufficiale per le sementi di base e le sementi certificate
I. Indicazioni prescritte
- normativa CE,
- servizio di certificazione e Stato membro o sigla degli stessi,
- numero ufficiale d’identificazione,
- mese e anno della chiusura, indicati con la dicitura «chiuso il … (mese e anno) oppure mese e anno dell’ultimo prelievo ufficiale di campioni per la decisione relativa alla certificazione, indicati con l’espressione «campione prelevato il …» (mese e anno),
- numero di riferimento del lotto,
- specie, indicata almeno in caratteri latini con la sua denominazione botanica, che può essere riportata in forma abbreviata e senza i nomi degli autori o con il suo nome comune, o con entrambi,
- varietà, indicata almeno in caratteri latini,
- categoria,
- Paese di produzione,
- peso netto o lordo dichiarato o numero dichiarato di semi puri,
- in caso di indicazione del peso e di impiego di antiparassitari granulati, di sostanze di rivestimento o di altri additivi solidi, indicazione della natura dell’additivo e rapporto approssimativo fra il peso di semi puri e il peso totale,
- in caso di varietà ibride o linee inbred:–per le sementi di base se l’ibrido o la linea inbred cui appartengono le sementi sono stati ufficialmente ammessi conformemente alla presente ordinanza: il nome del componente con cui è stata ufficialmente ammessa, con o senza riferimento alla varietà finale, corredato, nel caso di ibridi o di linee inbred destinati unicamente a servire da componenti per le varietà finali, del termine «componente»,–per le altre sementi di base: il nome del componente cui appartengono le sementi di base che può essere indicato sotto forma di codice, con un riferimento alla varietà finale, con o senza riferimento alla sua funzione (maschio o femmina) e corredato del termine «componente»,–per le sementi certificate:il nome della varietà cui appartengono le sementi certificate, corredato del termine «ibrido»,
- in caso di rianalisi, per lo meno della facoltà germinativa, può essere inserita l’indicazione: «rianalizzato il … (mese, anno)».
II. Dimensioni minime
- 110 mm × 67 mm
B. Etichetta del fornitore o diciture sull’imballaggio per le sementi standard
I. Indicazioni prescritte
- normativa CE,
- nome e indirizzo del responsabile dell’apposizione delle etichette o suo marchio d’identificazione,
- campagna della chiusura o dell’ultimo esame della facoltà germinativa. Può essere indicata la fine della campagna,
- specie, indicata almeno in caratteri latini,
- varietà, indicata almeno in caratteri latini,
- categoria,
- numero di riferimento dato dal responsabile dell’apposizione delle etichette,
- peso netto o lordo dichiarato o numero dichiarato di semi puri,
- in caso di indicazione del peso e di impiego di antiparassitari granulati, di sostanze di rivestimento o di altri additivi solidi, indicazione della natura dell’additivo e rapporto approssimativo fra il peso di semi puri e il peso totale.
II. Dimensioni minime dell’etichetta
- 110 mm × 67 mm
Allegato 6138
(art. 40)
Condizioni poste alle colture che discendono direttamente da patate da semina
1 Identità varietale
Nella discendenza diretta di patate da semina, la percentuale in numero di piante non conformi alla varietà sommata alla percentuale di piante di varietà estranee non può essere superiore a:
- 0,01 per cento per i tuberi-seme di prebase;
- 0,25 per cento per i tuberi-seme di base;
- 0,5 per cento per i tuberi-seme certificati.
2 Virosi
- Nella discendenza diretta delle piante coltivate di tuberi-seme di prebase della classe PBTC (materiale iniziale) non possono essere presenti piante che presentano sintomi di virosi.
- Nella discendenza diretta di patate da semina, la percentuale in numero di piante con sintomi di virosi non può essere superiore a:
- 0,5 per cento per tuberi-seme di prebase delle classi PB1, PB2, PB3e PB4;
- 1 per cento per tuberi-seme di base della classe S;
- 2 per cento per tuberi-seme di base delle classi SE1 e SE2;
- 4 per cento per tuberi-seme di base della classe E;
- 8 per cento per tuberi-seme certificati.