AS 2014 3609
Protocollo del 30 novembre 1999 alla Convenzione sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza, del 1979, relativo alla riduzione dell'acidificazione, dell'eutrofizzazione e dell'ozono troposferico (Protocollo di Göteborg)
Protocollo del 30 novembre 1999 alla Convenzione sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza, del 1979, relativo alla riduzione dell’acidificazione, dell’eutrofizzazione e dell’ozono troposferico (Protocollo di Göteborg)
RS 0.814.327; RU 2006 259
Decisione 2012/1 Emendamento all’allegato I del Protocollo di Göteborg Adottato dalle Parti il 4 maggio 2012 Entrato in vigore per la Svizzera il 5 giugno 2013
Con la decisione 2012/1 adottata il 4 maggio 2012 durante la trentesima sessione dell’Organo esecutivo della Convenzione, tenutasi a Ginevra, le Parti contraenti del Protocollo hanno adottato l’emendamento menzionato di seguito all’annesso I del Protocollo, conformemente al paragrafo 4 dell’articolo 13 del Protocollo. Confor- memente al paragrafo 5 dell’articolo 13 del Protocollo, l’emendamento è entrato in vigore il 5 giugno 2013 per tutte le Parti contraenti. Traduzione1
1. Nel paragrafo 1:
a) «Manual on methodologies and criteria for mapping critical levels/loads and geographical areas where they are exceeded» è sostituito da «Manual on Methodologies and Criteria for Modelling and Mapping Critical Loads and Levels and Air Pollution Effects, Risks and Trends»; b) «; questo non avviene per i carichi critici relativi allo zolfo» è sostituito da «. I carichi critici di acidità relativi allo zolfo sono carichi che, a lungo ter- mine, non avranno effetti nefasti sulla struttura e sulle funzioni di un ecosi- stema.»; c) «, come l’assorbimento da parte della vegetazione» è inserito alla fine della quinta frase; d) «, e approvati dall’organo esecutivo della Convenzione,» è inserito dopo «parti» nell’ultima frase; e e) nell’ultima frase, «i limiti di emissione» è sostituito da «l’impegno per la riduzione delle emissioni».
1 Dal testo originale francese (RO 2014 3609).
2014-2596 3609
Riduzione dell’acidificazione, dell’eutrofizzazione e dell’ozono troposferico. Prot. RU 2014
2. Il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:
2. Per il Canada, i carichi critici dei depositi acidi e le zone geografiche in cui essi sono stati superati, sono determinati e cartografati per i laghi e gli ecosistemi fore- stali degli altopiani per mezzo di metodologie scientifiche e di criteri analoghi a quelli di cui nel Manual on Methodologies and Criteria for Modelling and Mapping Critical Loads and Levels and Air Pollution Effects, Risks and Trends, elaborato in virtù della Convenzione. I valori dei carichi critici per il totale dei depositi di zolfo e di azoto e i livelli di superamento sono stati cartografati per tutto il Canada (a sud di 60° di latitudine nord) espressi come equivalente acido per ettaro e per anno (eq/ha/anno) (valutazione scientifica del 2004 dei depositi acidi in Canada; Consi- glio dei Ministri dell’ambiente canadesi, 2008). Lo Stato di Alberta ha a sua volta adattato, per l’acidità potenziale, i sistemi generici di classificazione dei carichi critici utilizzati per i suoli in Europa, al fine di definire i suoli come molto sensibili, moderatamente sensibili oppure insensibili ai depositi acidi. I carichi critici, i carichi da raggiungere e i carichi di monitoraggio sono stati definiti per ogni categoria di suolo e, dove necessario, sono state prescritte delle misure di gestione conforme- mente all’Alberta Acid Deposition Management Framework.
3. Il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:
3. Tali carichi ed effetti sono utilizzati nelle attività di valutazione integrata, ivi compresa la comunicazione dei dati nell’ambito degli sforzi internazionali volti a valutare la reazione degli ecosistemi ai carichi dei composti acidificanti e mirano a sancire l’impegno per la riduzione delle emissioni del Canada di cui all’allegato II.
4. Il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:
4. Per gli Stati Uniti d’America, gli effetti dell’acidificazione sono quantificati mediante valutazione della sensibilità e della reazione degli ecosistemi al carico dei composti acidificanti per mezzo di metodologie e criteri scientifici valutati tra pari e tenendo conto delle incertezze correlate al ciclo dell’azoto all’interno degli ecosi- stemi. Gli effetti nefasti sulla vegetazione e sugli ecosistemi sono in seguito conside- rati nell’elaborazione delle norme nazionali secondarie di qualità dell’aria ambiente per quanto riguarda l’NO2 e l’SO2. I modelli di valutazione integrata e le norme di qualità dell’aria ambiente forniscono un orientamento per definire gli impegni per la riduzione delle emissioni di cui all’allegato II riferiti agli Stati Uniti d’America.
5. Nel titolo che precede il paragrafo 5, «A.» è inserito prima di «Per le Parti che rientrano in una zona geografica delle attività dell’EMEP».
6. Nel paragrafo 5:
a) i termini «Manual on methodologies and criteria for mapping critical levels/loads and geographical areas where they are exceeded» sono stati sostituiti da «Manual on Methodologies and Criteria for Modelling and Mapping Critical Loads and Levels and Air Pollution Effects, Risks and Trends»;
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b) «che un ecosistema può tollerare nel lungo termine senza subire danni» è sostituito da «che, a lungo termine, non ci saranno effetti nefasti sulla strut- tura e sulle funzioni di un ecosistema»; e c) nell’ultima frase, «i limiti di emissione» è sostituito da «l’impegno per la riduzione delle emissioni».
7. Una nuova parte B e un paragrafo 5bis sono inseriti come segue:
B. Per le Parti dell’America settentrionale 5bis. Per gli Stati Uniti d’America, gli effetti dell’azoto da nutrienti (eutrofizzazione) sugli ecosistemi sono quantificati mediante la valutazione della sensibilità e della reazione degli ecosistemi ai carichi dei composti dell’azoto, per mezzo di metodolo- gie e criteri scientifici valutati tra pari, e tenendo conto delle incertezze correlate al ciclo dell’azoto all’interno degli ecosistemi. Gli effetti nefasti sulla vegetazione e sugli ecosistemi sono di seguito considerati nell’elaborazione delle norme nazionali secondarie di qualità dell’aria ambiente per quanto riguarda l’NO2 e l’SO2. I modelli di valutazione integrata e le norme di qualità dell’aria ambiente forniscono un orien- tamento per definire gli impegni per la riduzione delle emissioni di cui all’allegato II riferiti agli Stati Uniti d’America.
8. I paragrafi 6, 7 e 8 sono sostituiti dai seguenti:
6. I livelli critici (ai sensi dell’art. 1) di ozono sono determinati al fine di proteggere i vegetali ai sensi del Manual on Methodologies and Criteria for Modelling and Mapping Critical Loads and Levels and Air Pollution Effects, Risks and Trends, elaborato in virtù della Convenzione. Sono espressi come valore cumulativo dei flussi stomatici oppure delle concentrazioni in cima alla copertura vegetale. I carichi critici si basano di preferenza sui flussi stomatici, essendo considerati biologica- mente più pertinenti in quanto tengono conto dell’effetto modificatore dei fattori correlati al clima, al suolo e ai vegetali sull’assorbimento dell’ozono da parte della vegetazione. 7. I livelli critici sono stati calcolati per un numero determinato di specie coltivate, la vegetazione (semi)naturale e alcune essenze forestali. I livelli critici considerati sono correlati agli effetti ambientali più importanti (quali ad esempio la crescente insicurezza dell’approvvigionamento alimentare, la diminuzione dello stoccaggio del carbonio nella biomassa vivente degli alberi e altri effetti nefasti sugli ecosistemi forestali e (semi)naturali).
8. Il livello critico d’ozono per la salute è determinato secondo le linee guida
dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) relative alla qualità dell’aria, al fine di tutelare la salute umana da un insieme di conseguenze sulla salute, ivi com- preso l’elevato rischio di decesso prematuro e di morbosità.
9. Il paragrafo 9 è sostituito dal seguente:
9. Per il Canada, rimane inteso che non vi è un valore soglia al di sotto del quale l’ozono non ha ripercussioni sulla salute. In altre parole, gli effetti nocivi sono stati osservati in tutte le concentrazioni d’ozono rilevate in Canada. La norma canadese
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fissata per l’ozono ha l’obiettivo di sostenere gli sforzi in ambito di gestione, intra- presi sia a livello nazionale sia a livello delle amministrazioni, al fine di ridurre notevolmente gli effetti sulla salute umana e sull’ambiente.
10. Nel paragrafo 10:
a) «dell’ozono sono istituiti al fine di» è sostituito da «sono espressi sotto for- ma di norme nazionali primarie e secondarie relative alla qualità dell’aria al fine di»; b) la virgola dopo «margine di sicurezza adeguato» è sostituita dalla congiun- zione «e»; c) dopo «, ivi compresa la vegetazione,» è inserito «il benessere pubblico»; d) «e sono utilizzati per definire una norma nazionale di qualità dell’aria am- biente» alla fine della prima frase è soppresso; e) concerne soltanto il testo francese; f) nell’ultima frase, «i limiti massimi di emissione e/o le riduzioni» è stati sostituito da «l’impegno per la riduzione delle emissioni».
11. Le sezioni IV, V e VI sono inserite come segue:
IV. Livelli critici di particolato A. Per le Parti che rientrano in una zona geografica delle attività dell’EMEP 11. Il livello critico di particolato per la salute è definito in base alle linee guida dell’OMS relative alla qualità dell’aria in base alla concentrazione massica del PM2,5. L’adozione del livello definito nelle linee guida dovrebbe effettivamente ridurre i rischi per la salute. La concentrazione di PM2,5 a lungo termine, espressa in media annuale, è proporzionale al rischio per la salute, ivi compresa la riduzione della speranza di vita. Tale indicatore è utilizzato nei modelli di valutazione inte- grata al fine di fissare dei valori di riferimento in materia della riduzione delle emis- sioni. Oltre al livello annuale indicato nelle linee guida, è definito un livello a breve termine (in media su 24 ore) al fine di garantire la tutela dai picchi d’inquinamento che hanno una notevole ripercussione sulla morbosità e sul tasso di mortalità.
B. Per le Parti dell’America del Nord 12. Per il Canada, rimane inteso che non vi è un valore soglia al di sotto del quale i particolati non hanno ripercussioni sulla salute. In altre parole, gli effetti nocivi sono stati osservati in tutte le concentrazioni di particolato rilevate in Canada. La norma canadese fissata per i particolati ha l’obiettivo di sostenere gli sforzi in ambito di gestione, intrapresi sia a livello nazionale sia a livello delle amministrazioni, al fine di ridurre notevolmente gli effetti sulla salute umana e sull’ambiente. 13. Per gli Stati Uniti d’America, i livelli critici sono espressi sotto forma di norme nazionali primarie e secondarie di qualità dell’aria ambiente per i particolati, al fine
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di tutelare la salute pubblica con un margine di sicurezza adeguato e di proteggere il benessere pubblico (ivi compresi la visibilità e i materiali fabbricati dagli esseri umani) da tutti gli impatti nocivi conosciuti o previsti. I modelli di valutazione integrata e le norme di qualità dell’aria ambiente forniscono un orientamento per definire gli impegni per la riduzione delle emissioni di cui all’allegato II riferiti agli Stati Uniti d’America.
V. Livelli critici di ammoniaca 14. I livelli critici (ai sensi dell’art. 1) di ammoniaca sono determinati al fine di proteggere i vegetali ai sensi dal Manual on Methodologies and Criteria for Model- ling and Mapping Critical Loads and Levels and Air Pollution Effects, Risks and Trends.
VI. Livelli accettabili di inquinanti atmosferici da determinare per la protezione dei materiali 15. Sono determinati livelli accettabili di inquinanti acidificanti, d’ozono e di parti- colati al fine di proteggere i materiali e il patrimonio culturale ai sensi del Manual on Methodologies and Criteria for Modelling and Mapping Critical Loads and Levels and Air Pollution Effects, Risks and Trends, elaborato in virtù della Convenzione. I livelli accettabili di inquinanti rappresentano l’esposizione massima che un materiale può sopportare a lungo termine senza subire alcun danno superiore ai tassi di corro- sione specifici. Tali danni, calcolabili in base alle funzioni dose-reazioni disponibili, sono dovuti a diversi inquinanti che interagiscono in vari modi a seconda del mate- riale: acidità (biossido di zolfo [SO2], acido nitrico [HNO3]), ozono e particolati.
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