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AS 2020 5531

Ordinanza del DEFR concernente le sementi e i tuberi-seme delle specie campicole, delle piante foraggere e degli ortaggi (Ordinanza del DEFR sulle sementi e i tuberi-seme)

Ordinanza del DEFR concernente le sementi e i tuberi-seme delle specie campicole, delle piante foraggere e degli ortaggi (Ordinanza del DEFR sulle sementi e i tuberi-seme)

Modifica dell’11 novembre 2020

Il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) ordina:

I L’ordinanza del DEFR del 7 dicembre 19981 sulle sementi e i tuberi-seme è modifi- cata come segue:

Titolo Ordinanza del DEFR concernente il materiale di moltiplicazione di specie campicole, foraggere e orticole (Ordinanza del DEFR sul materiale di moltiplicazione di piante campicole e foraggere)

Ingresso visti gli articoli 4 capoversi 1 e 2, 5 capoversi 2 e 3, 10 capoversi 3 e 5, 11 capoversi 1bis,, 2 e 3, 12 capoversi 3 e 4, 13, 14 capoversi 1bis, 2, 3 e 5, 15 capoversi 3 e 4, 16, 17 capoversi 2 e 6, nonché 21 capoverso 1 dell’ordinanza del 7 dicembre 19982 sul materiale di moltiplicazione,

Sostituzione e stralcio di espressioni

1 In tutta l’ordinanza «Ufficio federale» è sostituito con «UFAG».

2 In tutta l’ordinanza «canapa monoica» e «canapa dioica» sono stralciate..

2020-1483 5531

Ordinanza del DEFR sulle sementi e i tuberi-seme RU 2020

Art. 2 cpv. 5, 8 e 9 5 Per varietà obsoleta si intende una varietà che da oltre due anni non figura più nel catalogo delle varietà dell’Ufficio federale dell’agricoltura (UFAG) o in un catalogo delle varietà estero.

8 e 9 Abrogati

Art. 4 cpv. 1 lett. c

1 Per sementi di base si intendono le sementi di moltiplicazione:

c. che, su domanda del costitutore e d’intesa con l’UFAG, possono essere pre- viste per la produzione di una nuova generazione di sementi di base;

Art. 7 Tuberi-seme di prebase di patate 1 Per tuberi-seme di prebase si intendono il materiale iniziale di patate e i tuberi di patate: a. derivanti direttamente o, secondo un numero definito di generazioni, da una pianta madre di materiale iniziale; b. destinati alla produzione di tuberi-seme di base o di un numero noto di gene- razioni di tuberi-seme di prebase; c. prodotti sotto la responsabilità del costitutore secondo le regole della sele- zione per la conservazione relative alla varietà e allo stato sanitario; d. che rispondono alle condizioni previste negli allegati 3 e 4 per i tuberi-seme di prebase e per le loro rispettive classi; e e. prodotti e certificati (s.l.) secondo le disposizioni della presente ordinanza. 2 Per materiale iniziale si intende l’unità più piccola utilizzata per la conservazione di una varietà, a partire dalla quale, mediante micropropagazione, si ottengono tutti i tuberi-seme di questa varietà in una o più generazioni, fino alla prima generazione di tuberi. 3 Per micropropagazione si intende la moltiplicazione di materiale vegetale mediante coltivazione in vitro di germogli o meristemi vegetativi differenziati prelevati da una pianta. 4 A partire dal materiale iniziale possono essere prodotte solamente quattro genera- zioni di tuberi-seme di prebase, laddove la prima generazione deve essere prodotta in strutture a prova di insetto. 5 Per il materiale iniziale e le singole generazioni si applicano le seguenti designa- zioni di classi: a. materiale iniziale: PBTC b. prima generazione: PB1 c. seconda generazione: PB2 d. terza generazione: PB3

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e. quarta generazione PB4

Art. 8 cpv. 1 lett. a, nonché cpv. 2 e 3

1 Per tuberi-seme di base si intendono i tuberi di patate:

a. derivanti direttamente da tuberi-seme di prebase o da un numero definito di generazioni di tuberi-seme di base;

2 A partire dai tuberi-seme di prebase possono essere prodotte solamente quattro

generazioni di tuberi-seme di base. 3 Per le singole generazioni di tuberi-seme di base si applicano le seguenti desig- nazioni di classi: a. prima generazione: S b. seconda generazione: SE1 c. terza generazione: SE2 d. quarta generazione: E

Art. 12, rubrica, nonché cpv. 4 e 5 Lotti di tuberi-seme di patate

4 e 5 Abrogati

Art. 22 cpv. 2 2 Le domande di riconoscimento devono essere inoltrate all’UFAG, il quale accorda il riconoscimento, stabilisce un numero d’identificazione e lo comunica all’organizzazione di moltiplicazione.

2 Le domande di riconoscimento devono essere inoltrate all’UFAG, il quale accorda il riconoscimento, stabilisce un numero d’identificazione e lo comunica all’organizzazione di condizionamento.

3 Le organizzazioni di condizionamento sono tenute a:

c. eseguire la richiusura degli imballaggi di sementi sotto la vigilanza dell’UFAG.

Art. 23 cpv. 1 1 Le colture di propagazione per la produzione di sementi certificate (s.l.) devono soddisfare le esigenze dell’allegato 3. Inoltre, in riferimento ai valori soglia e alle misure contro la comparsa di organismi regolamentati non da quarantena vigono le esigenze di cui agli articoli 4 e 5 dell’ordinanza del DEFR e del DATEC del 14

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novembre 20193 concernente l’ordinanza sulla salute dei vegetali (OSalV-DEFR- DATEC).

Art. 24 cpv. 1 lett. c

1 L’UFAG certifica (s.l.) un lotto di sementi se:

c. adempie le esigenze in riferimento ai valori soglia e alle misure contro la comparsa di organismi regolamentati non da quarantena di cui agli articoli 4 e

Art. 25 Abrogato

Art. 26 cpv. 1

1 Le domande di riconoscimento per persone che svolgono i compiti previsti negli

articoli 23, 24, 27, 27a, 28, 39 e 42 devono essere inoltrate all’UFAG, il quale accorda il riconoscimento.

Art. 27 cpv. 3 e 6 3 Le sementi e i tuberi-seme possono essere commercializzati soltanto sotto forma di lotti omogenei in imballaggi: a. chiusi conformemente alle esigenze di cui agli articoli 27a e 27b o con un sistema riconosciuto equivalente; e b. muniti di un’etichetta ufficiale giusta l’articolo 28.

6 Abrogato

Art. 27a Imballaggio e chiusura

1 Le sementi e i tuberi-seme devono essere imballati da una persona riconosciuta

sotto la responsabilità di un’organizzazione di moltiplicazione o di condizionamento riconosciuta. 2 Gli imballaggi devono essere chiusi da una persona riconosciuta sotto la responsa- bilità di un’organizzazione di moltiplicazione o di condizionamento riconosciuta.

Art. 27b Richiusura degli imballaggi 1 Gli imballaggi aperti devono essere richiusi da un’organizzazione di condiziona- mento riconosciuta. Questa deve notificare la richiusura all’UFAG prima della commercializzazione delle sementi o dei tuberi-seme.

3 RS 916.201 4 RS 916.201

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2 L’organizzazione di condizionamento deve effettuare le seguenti registrazioni per ogni richiusura, conservarle per almeno 3 anni e, su richiesta, metterle a disposizione dell’UFAG: a. indicazioni sul quantitativo e sulla ripartizione dei lotti delle sementi o dei tuberi-seme il cui imballaggio è stato richiuso, nonché operazioni e tratta- menti a cui le sementi o i tuberi-seme sono stati sottoposti; b. prova che le sementi o i tuberi-seme sono stati imballati conformemente alle prescrizioni della presente ordinanza.

3 L’UFAG può richiedere un campione ufficiale di sementi o tuberi-seme il cui

imballagio è stato richiuso.

Art. 28 Etichettatura 1 Gli imballaggi chiusi devono essere muniti, all’esterno, di un’etichetta conforme alle disposizioni previste nell’allegato 5. L’etichetta dev’essere incollata sull’imballaggio in modo che non venga lacerata oppure integrata nel sistema di chiusura.

2 Il colore dell’etichetta è:

a. bianco con una striscia diagonale viola per le sementi e i tuberi-seme di pre- base; b. bianco per le sementi e i tuberi-seme di base; c. blu per le sementi e i tuberi-seme certificati nonché per le sementi certificate di prima riproduzione; d. rosso per le sementi certificate di seconda riproduzione; e. verde per i miscugli di linee, varietà o specie f. marrone per le sementi commerciali, per le sementi e i tuberi-seme ausiliari nonché per le sementi non certificate; g. blu con una linea diagonale verde per le sementi certificate di un’associazione varietale; h. arancione per le sementi di una varietà candidata ai sensi dell’articolo 30. 3 Sull’etichetta di ogni imballaggio richiuso in aggiunta alle disposizioni previste nell’allegato 5 vanno indicati: a. la data dell’ultima richiusura; b. il numero d’identificazione dell’organizzazione di condizionamento ai sensi dell’articolo 22a che ha effettuato l’ultima richiusura. 4 L’apposizione dell’etichetta viene effettuata da una persona riconosciuta sotto la responsabilità di un’organizzazione di moltiplicazione o di condizionamento ricono- sciuta. Questa tiene una contabilità delle etichette. 5 L’etichetta è stampata dall’organizzazione di moltiplicazione o di condizionamen- to. L’UFAG può autorizzare che le etichette siano stampate da un altro ente e nel luogo di imballaggio. Pone le condizioni per la stampa e riconosce la conformità

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dell’etichetta alle disposizioni della presente ordinanza. Può esigere che il numero d’ordine ufficiale dell’etichetta sia prestampato sotto la sua vigilanza.

3bis I risultati dell’esame preliminare di cui al capoverso 3 lettera a devono compren- dere, per i singoli luoghi, una descrizione delle condizioni agronomiche e climatiche nel periodo di sperimentazione.

Art. 33 cpv. 4 lett. a

4 La rete di prove è riconosciuta se:

a. comprende quattro luoghi di sperimentazione o due luoghi, nei quali le pro- ve vengono ripetute per due anni, paragonabili con le principali condizioni di produzione svizzere;

Art. 36, rubrica, nonché cpv. 1 e 2 Ammissione nel catalogo delle varietà

1 L’articolo 32 capoversi 3 e 3bis si applica anche alle patate.

2 Abrogato

1 I lotti prodotti direttamente da tuberi-seme importati sono designati come segue, sempreché siano soddisfatte le esigenze previste negli allegati 3 e 4:

Tuberi-seme importati: Lotti prodotti: Classe UE PB (prima generazione) Classe PB2 Classe UE PB (seconda generazione) Classe PB3 Classe UE PB (terza generazione) Classe PB4 Classe UE PB (quarta generazione) Classe S Classe UE S Classe S Classe UE SE Classe SE1 Classe UE E Classe A 1bis Se la generazione di tuberi-seme importati della classe UE PB non è nota, ai tuberi-seme si assegna la quarta generazione. 5 Gli imballaggi di cui all’articolo 27a devono essere nuovi e i recipienti puliti ed esenti da residui di inibitori della germogliazione.

Art. 38a Etichettatura di tuberi-seme ottenuti da sementi di patate 1 L’etichetta di lotti di tuberi-seme ottenuti da sementi di patate e che devono essere commercializzati come tuberi-seme di base o tuberi-seme certificati, in aggiunta alle

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indicazioni di cui all’allegato 5 capitolo B lettera A, deve contenere le informazioni secondo l’allegato 5 capitolo B lettera C numero 1. 2 I recipienti con piantine ottenute da sementi di patate devono essere corredati di un documento d’accompagnamento del fornitore. Questo deve contenere le informazio- ni di cui all’allegato 5 capitolo B lettera C numero 2. 3 Gli imballaggi di sementi di patate devono essere muniti di un’etichetta del fornito- re. Questa deve contenere le indicazioni di cui all’allegato 5 capitolo B lettera C.

Art. 39 cpv. 1 lett. d 1 In deroga alle disposizioni dell’articolo 24, un lotto di tuberi-seme è certificato (s.l) dall’UFAG, se: d. soddisfa le esigenze in riferimento ai valori soglia e alle misure contro la comparsa di organismi regolamentati non da quarantena di cui agli articoli 4

Art. 39a Certificazione (s.l.) di lotti di tuberi-seme di patate da semina ottenute da sementi di patate 1 In deroga alle disposizioni dell’articolo 24, un lotto di tuberi-seme di patate da semina ottenute da sementi di patate (True Potato Seeds ) è certificato (s.l.) dall’UFAG come tuberi-seme di base o tuberi-seme certificati se le patate da semi- na: a. soddisfano le esigenze poste alla produzione e alla certificazione (s.l.) di cui all’articolo 20, eccetto le norme relative al calibro di cui all’allegato 4; b. sono ottenute da piantine che:

1. soddisfano le esigenze di cui all’allegato 3, e

2. sono state coltivate a partire da sementi di patate risultanti dall’incrocio

sessuato di linee parentali inbred e soddisfano le esigenze di cui agli al- legati 3 e 4; c. sono state coltivate a partire da al massimo tre generazioni di tuberi-seme di base e tuberi-seme certificati ottenuti da sementi di patate, laddove i tuberi frutto delle piantine costituiscono la prima generazione; e d. soddisfano le esigenze in riferimento ai valori soglia e alle misure contro la comparsa di organismi regolamentati non da quarantena di cui agli articoli 4 2 L’UFAG fissa la quantità massima per la certificazione (s.l.) in virtù del capo- verso 1.

5 RS 916.201 6 RS 916.201

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1 Per le piante foraggere, oleaginose e da fibra in riferimento alle indicazioni con- cernenti il valore agronomico e di utilizzazione si applica l’articolo 32 capoversi 3 e

Abrogato

Art. 44 Piccoli imballaggi per sementi di piante foraggere 1 Le sementi di piante foraggere possono essere imballate in piccoli imballaggi CE A o in piccoli imballaggi CE B. Gli imballaggi devono essere muniti, all’esterno, di un’etichetta del fornitore conforme alle disposizioni previste nell’allegato 5 capitolo C numero 2. 2 Per l’imballaggio e la chiusura di piccoli imballaggi di cui al capoverso 1 si applica l’articolo 27a. I piccoli imballaggi non possono essere nuovamente richiusi. 3 Per l’etichettatura di piccoli imballaggi di cui al capoverso 1 si applica l’articolo 28 capoversi 1, 4 e 5. In deroga all’articolo 28 capoverso 1 l’etichetta può essere stam- pata sull’imballaggio

Art. 51d Disposizione transitoria della modifica dell’11 novembre 2020

1 I tuberi-seme prodotti in Svizzera prima del 1o gennaio 2021, possono essere

utilizzati per la produzione di tuberi-seme fino al 1o gennaio 2024. 2 I lotti di materiale prodotti direttamente da tuberi-seme prodotti in Svizzera prima del 1o gennaio 2020, sono designati come segue, sempreché siano soddisfatte le esigenze previste negli allegati 3 e 4: Tuberi-seme prodotti in Svizzera prima Lotti prodotti: del 31 dicembre 2020: Classe F0 Classe PBTC Classe F4 Classe S Classe S Classe S Classe SE3 Classe E Classe E Classe A

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II

1 Gli allegati 1–5 sono modificati secondo la versione qui annessa.

2 L’allegato 6 è sostituito dalla versione qui annessa.

III La presente ordinanza entra in vigore il 1° gennaio 2021.

11 novembre 2020 Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca: Guy Parmelin

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Allegato 1 (art. 1, 13, 46)

Lista dei generi e delle specie

Capitolo A n. 1

1 Cereali

La voce della specie «Avena forestiera» è sostituita dalla seguente versione: Avena strigosa Schreb. Avena forestiera

La voce della specie «Erba del Sudan» è sostituita dalla seguente versione: Sorghum bicolor (L.) Moench subsp. Erba del Sudan drummondii (Steud.) et Weg ex Davidse

La voce della specie «Spelta» è sostituita dalla seguente versione: Triticum aestivum L. subsp. spelta (L.) Spelta Thell. La voce «Ibridi risultanti dall’incrocio di una specie del genere Triticum e una specie del genere Secale» è sostituita dalla seguente versione: x Triticosecale Wittm. ex.A. Camus Ibridi risultanti dall’incrocio di una specie del genere Triticum e una specie del genere Secale

La voce della specie «Mais» è sostituita dalla seguente versione: Zea mays L. Mais, eccetto mais perlato, mais soffiato (popcorn) e mais dolce La voce «Ibridi risultanti dall’incrocio di Sorghum bicolor e Sorghum sudanense» è sostituita dalla seguente versione: Sorghum bicolor (L.) Moench × Ibridi risultanti dall’incrocio di Sorghum ed Sorghum bicolor (L.) Moench erba del Sudan subsp. drummondii (Steud.) et Weg ex Davidse

Capitolo A n. 3.1

3.1 Graminacee

La voce della specie «Agrostide tenue» è sostituita dalla seguente versione: Agrostis capillaris L. Agrostide tenue

La voce della specie «Loglio ibrido» è sostituita dalla seguente versione: Lolium × hybridum Hausskn. Loglio ibrido

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La seguente voce è stralciata: Phleum bertolonii DC. Fleolo bulboso La voce «Ibridi risultanti dall’incrocio di una specie del genere Festuca e una specie del genere Lolium» è sostituita dalla seguente versione: x Festulolium Asch et Graebn. Ibridi risultanti dall’incrocio di una specie del genere Festuca e una specie del genere Lolium, Festulolium La seguente voce è stralciata: x Festulolium braunii Festulolium (K. Richt.) A. Camus

Capitolo A n. 3.2

3.2 Leguminose

La voce della specie «Medica varia» è sostituita dalla seguente versione: Medicago x varia T. Martyn Sand Medica varia La seguente voce è aggiunta dopo «Lupinella»: Ornithopus sativus Brot. Serradella La voce della specie «Favetta» è sostituita dalla seguente versione: Vicia faba L. Favetta

Capitolo A n. 3.3 Titolo

3.3 Altri generi e specie di piante foraggere

La seguente voce è aggiunta dopo «Facelia»: Plantago lanceolata L. Piantaggine

Capitolo A n. 4

4. Piante oleaginose e da fibra

La seguente voce è stralciata: Cannabis sativa L. Canapa

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Capitolo A n. 6

6 Ortaggi

Allium cepa L. – var. cepa Cipolla Cipolla di tipo lungo – var. aggregatum Scalogno Allium fistulosum L. Cipolletta Allium porrum L. Porro Allium sativum L. Aglio Allium schoenoprasum L. Erba cipollina Anthriscus cerefolium (L.) Hoffm. Cerfoglio Apium graveolens L. – var. sedano Sedano – var. sedano rapa Sedano rapa Asparagus officinalis L. Asparago Beta vulgaris L. – var. barbabietola rossa Barbabietola – var. bieta da foglia Bietola Brassica oleracea L. – var. cavolo riccio Cavolo laciniato – var. cavolfiore Cavolfiore – var. capitata Cavolo cappuccio rosso e bianco – var. cavolo di Bruxelles Cavolo di Bruxelles – var. cavolo rapa Cavolo rapa – var. cavolo verza Cavolo verza – var. broccoli Broccoli – var. cavolo nero Cavolo nero – var. tronchuda Cavolo portoghese Brassica rapa L. – var. cavolo cinese Cavolo cinese – var. rapa Rapa Capsicum annuum L. Peperoni Cichorium endivia L. Indivia riccia, indivia scarola Cichorium intybus L – var. cicoria Cicoria di tipo Witloof – var. cicoria da foglia Cicoria a foglia larga – var. cicoria industriale Cicoria industriale Citrullus lanatus (Thunb.) Matsum. et Nakai Anguria Cucumis melo L. Melone Cucumis sativus L. – var. cetriolo Cetriolo – var. cetriolino Cetriolino Cucurbita maxima Duchesne Zucca Cucurbita pepo L. Zucchino

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Cynara cardunculus L. – var. carciofo Carciofo – var. cardo Cardo Daucus carota L. Carota Foeniculum vulgare Mill. – var. gelsomino trifogliato Finocchio Lactuca sativa L. Lattuga (lattuga cappuccio, lattuga da taglio, lattuga romana) Solanum lycopersicum L. Pomodoro Petroselinum crispum (Mill.) Nyman ex A. W. Hill – var. prezzemolo liscio Prezzemolo – var. prezzemolo radice Prezzemolo radice Phaseolus coccineus L. Fagiolo di Spagna Phaseolus vulgaris L. – var. fagiolo comune Fagiolo comune, – var. fagiolo nano fagiolo nano, fagiolo rampicante Pisum sativum L. (partim) – var. pisello rotondo Pisello, pisello rotondo – var. pisello a grano rugoso Pisello a grano rugoso – var. taccola Taccola Raphanus sativus L. – var. ravanello Ravanello – var. ramolaccio Ramolaccio Rheum rhabarbarum L. Rabarbaro Scorzonera hispanica L. Scorzonera Solanum melongena L. Melanzana Spinacia oleracea L. Spinaci Valerianella locusta (L.) Laterr. Valerianella o lattughella Vicia faba L. Fava Zea mays L. – var. mais dolce Mais dolce – var. mais soffiato Mais soffiato

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Allegato 2 (art. 14, 32, 36, 49)

Esigenze concernenti il valore agronomico e di utilizzazione

Capitolo A n. 1.4.1

1.4.1 Avena, orzo, segale, grano tenero, spelta e triticale

Alla fine del n. 1.4.1 è aggiunto il seguente testo: Per la spelta si effettua una correzione del valore globale applicando un valore di riferimento determinato statisticamente in base alla tipicità della varietà candidata. La determinazione della tipicità avviene sulla base di analisi genetico-molecolari (Müller e al.; 2018; Theor Appl Genet; 131 (2); 407 - 416) delle varietà di riferimen- to e candidate. L’UFAG stabilisce le varietà di riferimento necessarie alla determi- nazione del valore di riferimento che avviene secondo una regressione lineare tra il valore globale di una varietà e la tipicità.

Capitolo A n. 1.5

1.5 Valori globali minimi per l’ammissione nel catalogo delle varietà

La voce «Spelta» è sostituita dalla seguente versione: Spelta > 103

Capitolo A n. 2.5

2.5 Spelta

Caratteri osservati Valori eliminatori Differenze necessarie per l’ottenimento di un bonus o di un malus rispetto alla media delle varietà standard

Unità valori considerati valori considerati bonus (+1) malus (-1) per le prove per le prove preliminari d’omologazione

Caratteri principali Rdt. granella Allettamento nota (1–9) > 6 (vs) > 2 (std)  –1  +1 Precocità spigatura > 5 (std)  –2  +3 std  giorni PE kg  +1  –2 Mal bianco nota (1–9) > 6 (vs)  6 (vs)  –1  +1 Ruggine gialla nota (1–9) > 5 (vs)  5 (vs)  –1  +1 Ruggine bruna nota (1–9) > 6 (vs)  6 (vs)  –1  +1 S. nodorum foglia indice > 20 (std) e  –15  +15 S. nodorum spiga indice > 20 (std)  –15  +15

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Caratteri osservati Valori eliminatori Differenze necessarie per l’ottenimento di un bonus o di un malus rispetto alla media delle varietà standard

Unità valori considerati valori considerati bonus (+1) malus (-1) per le prove per le prove preliminari d’omologazione

Tipo di grano nota (1–9) > 3 (std)  max (std) > max (std) Rottura della rachide nota (1–9) > 2 (std)  max (std) > max (std) Parte di grani nudi nota (1–9) > 2 (std)  max (std) > max (std) o  5 (vs) Test Zeleny < 20 (vs) < 20 (vs)  max (std) > max (std) Proteina < 14 (vs) < 14 (vs)  min (Std) < min (std) % e  –3 (std) Rapporto acido oleico /  min (Std) < min (std) acido palmitico Capacità di assorbi- %  59 (vs) e < 59 (vs) e mento dell’acqua Estensogramma  max (std) > max (std) DW / DL Caratteri circostanziali Lunghezza della spiga Cm Danni dell’inverno nota (1–9) > 2 (std)  –2  +2 Septoria nodorum nota (1–9) > 7 (vs) Altre osservazioni Altezza della pianta Cm

Capitolo D n. 1

1 In generale

L’esame distingue tra colture di semi oleaginosi delle specie colza autunnale, colza primaverile, girasole e lino, colture di soia e sovesci delle specie senape bruna, senape bianca e ravizzone.

Capitolo D n. 2.2

2.2 Una varietà è ammessa nel catalogo delle varietà se:

La tabella 4 (Canapa) è stralciata.

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Allegato 3 (art. 3–5, 7–10, 23 e 38)

Ispezione in campo ed esigenze poste alle colture

Rimando tra parentesi

Capitolo A n. 1 Il titolo «Ibridi di segale» è sostituito con «Ibridi di segale e ibridi CMS di orzo»

Capitolo A n. 2.2 Il testo sotto il titolo «Ibridi di avena, orzo, grano tenero, spelta e varietà autogame di triticale» è sostituito dalla seguente versione: a. La purezza varietale delle sementi della categoria «sementi certificate» deve ammontare almeno al 90 per cento. Per l’orzo ibrido ottenuto da maschioste- rilità citoplasmatica (CMS), deve ammontare all’85 per cento, laddove le impurezze, linea ripristinatrice esclusa, non superano il 2 per cento. Essa è valutata durante controlli ufficiali a posteriori su una proporzione adeguata di campioni. b. Le colture per la produzione di sementi certificate devono presentare suffi- ciente identità e purezza varietali dal profilo dei caratteri dei componenti ereditari. Se le sementi vengono ottenute utilizzando un gametocita, la coltu- ra deve soddisfare le seguenti norme:

1. la purezza varietale deve raggiungere almeno la seguente percentuale:

– avena, orzo, grano tenero e spelta: 99,7 per cento; – triticale autogamo: 99,0 per cento.

2. L’ibridità minima deve ammontare al 95 per cento. Il grado d’ibridità

deve essere valutato con metodi internazionalmente usati, laddove di- sponibili. Nei casi in cui l’ibridità sia stata determinata in sede d’esame delle sementi prima della certificazione, si può rinunciare alla determi- nazione dell’ibridità durante l’ispezione in campo. c. Le colture per la produzione di sementi di base e sementi certificate di ibridi di orzo mediante la tecnica CMS devono soddisfare le seguenti norme:

1. La percentuale in numero di piante palesemente non conformi alla pu-

rezza varietale, non può superare le seguenti percentuali: – in caso di colture in campo per la produzione di sementi di base: 0,1 per cento per la linea conservatrice (maintainer) e la linea ripristinatrice (restorer), nonché 0,2 per cento per il componente femminile CMS; – in caso di colture in campo per la produzione di sementi certifica- te: 0,3 per cento per la linea ripristinatrice (restorer) e il compo-

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nente femminile CMS, nonché 0,5 per cento se il componente femminile CMS è un unico ibrido. Il livello di maschiosterilità del componente femminile deve ammontare almeno al: – 99,7 per cento per colture in campo per la produzione di sementi di base; – 99,5 per cento per colture in campo per la produzione di sementi certificate.

2. Le sementi certificate possono essere prodotte solo in colture miste mesco-

lando un componente femminile maschio-sterile con un componente maschi- le che ripristina la fertilità.

Capitolo A n. 2.3 La tabella è modificata come segue: Coltura Distanza minima

La voce seguente è inserita all’inizio della tabella: Ibridi CMS di orzo – per la produzione di sementi di base 100 m – per la produzione di sementi certificate 50 m La voce seguente è inserita dopo la voce «Ibridi CMS di orzo»: Sorghum spp. – per la produzione di sementi di base 400 m, nelle zone nelle quali la presenza di S. hale- pense o S. sudanense potrebbe determinare un’impollinazione estranea indesiderabile, la coltura per la produzione di sementi di base di Sorghum spp. deve presentare la distanza minima di 800 metri. – per la produzione di sementi certificate 200 m, nelle zone nelle quali la presenza di S. hale- pense o S. sudanense potrebbe determinare un’impollinazione estranea indesiderabile, la coltura per la produzione di sementi certificate di Sorghum spp. deve presentare la distanza minima di 400 metri.

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Coltura Distanza minima

La voce «Segale (varietà ad impollinazione libera)» è sostituita dalla seguente versione: «Segale (varietà ad impollinazione libera), scagliola»: – per la produzione di sementi di base 300 m – per la produzione di sementi certificate 250 m Il valore relativo alla distanza per «Triticale (varietà autogame)» è sostituito con il nuovo valore seguente: – per la produzione di sementi certificate 20 m La voce «Ibridi di avena, orzo, grano tenero, spelta» è sostituita dalla seguente versione: Ibridi di avena, orzo, grano tenero, spelta, eccetto 25 m ibridi CMS di orzo

Capitolo A n. 2.7 Alla fine del n. 2.7 è aggiunto il seguente testo: Sulle particelle di moltiplicazione non si può coltivare la stessa specia per almeno due anni.

Capitolo B n. 4

4 Condizioni relative alle colture

4.1 La coltura è esente da malattie causate dai seguenti organismi nocivi:

a. Zebra complex, causata da Candidatus Liberibacter solanacearum Lief- ting et al. [LIBEPS] b. malattia dello stolbur, causata da Candidatus Phytoplasma solani Qua- glino et al. [PHYPSO] c. Potato spindle tuber viroid [PSTVD0]: viroide del tubero fusiforme del- la patata 4.2 In occasione delle ispezioni ufficiali in campo non possono essere superati i seguenti limiti di tolleranza per la comparsa di malattie causate da organismi nocivi e per le piante estranee né la nota concernente lo stato generale della coltura: Categoria Classe Piante (in %) colpite da Piante Piante Stato estranee4, 5 eliminate generale virosi1 perono- imbruni- (in %) all’atto della spora mento dello dell’epurazi coltura5 della stelo e one (nota) foglia2 avvizzi- (in %) mento 3

Prebase PBTC 0 0 0 0 Prebase PB1 0 0 0 0 Prebase PB2 0 0 0 0 Prebase PB3 0 0 0 0

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Categoria Classe Piante (in %) colpite da Piante Piante Stato estranee4, 5 eliminate generale virosi1 perono- imbruni- (in %) all’atto della spora mento dello dell’epurazi coltura5 della stelo e one (nota) foglia2 avvizzi- (in %) mento 3

Prebase PB4 0 0 0 0 Base S 0,02 0,4 0 0 1 5 Base E 0,06 1 0,1 0,02 2 5 Certificato A 0,2 4 1 0,04 3 5 1 Sintomi da mosaico causati da virus e sintomi causati da leaf roll virus [PLRV00].

2 Peronospora della foglia causata da Phytophthora infestans (Mont.) de Bary

[PHYTIN].

3 Imbrunimento dello stelo causato da Dickeya Samson et al. spp. [1DICKG] e

Pectobacterium Waldee emend. Hauben et al. spp. [1PECBG] e avvizzimento causato da Colletotrichum coccodes (Wallroth) S.J. Hughes [COLLCC]. 4 Sono considerate piante estranee le piante coltivate che non corrispondono al tipo di varietà e i ricacci di colture precedenti. 5 Non si applica alle colture di patate da semina ottenute da sementi di patate (True Potato Seeds). 6 Ai fini dell’attribuzione di tale nota sono considerati la presenza di malerbe e lo sviluppo della coltura (regolarità). Le colture sono valutate in base alla seguente scala:

1 = ottimo

3 = buono

5 = sufficiente

7 = scadente

9 = molto scadente

4.3 Il materiale iniziale (classe PBTC), compresi i tuberi, è prodotto in una

struttura protetta e in un mezzo di coltura indenne da organismi nocivi.

4.4 Le colture di propagazione in campo possono essere escluse se non è possi-

bile procedere a una valutazione affidabile delle malattie a causa, ad esemp- io, di una vegetazione troppo rigogliosa dovuta a eccessiva concimazione azotata organica o anorganica, della grandine, del gelo o di deformazioni delle foglie provocate dall’impiego di erbicidi o di altri preparati chimici.

4.5 Il materiale di prebase deve provenire da piante madri indenni dai seguenti

organismi nocivi: a. Pectobacterium spp.; b. Dickeya spp.; c. Candidatus Liberibacter solanacearum; d. Candidatus Phytoplasma solani; e. Potato spindle tuber viroid; f. virus dell’accartocciamento delle foglie di patata; g. virus A della patata; h. virus M della patata; i. virus S della patata;

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j. virus X della patata; k. virus Y della patata.

4.6 L’adempimento dei requisiti di cui al numero 4.2 è constatato durante ispe-

zioni in campo ufficiali. In caso di dubbio le ispezioni sono integrate da ana- lisi fogliari.

4.7 Per i metodi di micropropagazione l’adempimento della disposizione di cui

al numero 4.5 è constatato mediante un’analisi delle piante madri.

4.8 Per i metodi di selezione clonale l’adempimento della definizione di cui al

numero 4.5 è constatata analizzando la popolazione clonale. 4.9 Le colture per la produzione di sementi di patate (True Potato Seeds) e pian- tine ottenute da sementi di patate devono soddisfare le seguenti esigenze: a. sono indenni da Rhizoctonia solani Kühn, Phytophthora infestans (Mont.) de Bary, Alternaria solani Sorauer, Alternaria alternata (Fr.) Keissl., Verticillium dahlieae Kleb., Verticillium albo-atrum Reinke & Berthold, virus dell’accartocciamento fogliare della patata, virus A del- la patata, virus M della patata, virus S della patata, virus X della patata e virus Y della patata; b. non presentano alcun sintomo di imbrunimento dello stelo; e c. presentano sufficienti identità e purezza varietali;

4.10 Le colture di patate da semina ottenute da sementi di patate (True Potato

Seeds) sono analizzate durante ispezioni ufficiali in campo per stabilire se adempiono le esigenze di cui al numero 4.9.

Capitolo C n. 4 lett. e Abrogata

Capitolo C n. 4.5 Abrogato

Capitolo D n. 3 lett. d Abrogata

Capitolo D n. 3.2 La specie «Cannabis sativa» è stralciata.

Capitolo D n. 3.3 Nella voce «Brassica spp. tranne Brassica napus; Cannabis sativa tranne canapa monoica; Carthamus tinctorius; Carum carvi; Sinapis alba:» è stralciata «Cannabis sativa tranne canapa monoica». La voce «Cannabis sativa, canapa monoica» è stralciata dalla tabella.

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Allegato 4 (art. 3–10, 20, 24, 29, 35, 38, 39 e 42)

Campionatura, peso dei lotti ed esigenze poste alle sementi e ai tuberi-seme

Rimando tra parentesi

Capitolo A n. 1 La tabella è sostituita dalla seguente versione: Specie Peso massimo Peso minimo Peso minimo dei dei lotti dei campioni campioni per la determinazione del numero massimo di (t) (g) altre specie (g)

Avena nuda, avena, avena forestiera, orzo, grano tenero, grano duro, spelta, segale, 30 1000 500 triticale Scagliola 10 400 200 Riso 30 500 500 Sorgo 30 900 900 Erba del Sudan 10 250 250 Ibridi da incrocio di sorgo ed erba del Sudan 30 300 300 Mais, sementi di base di linee inbred 40 250 250 Mais, sementi di base (escl. linee inbred) e sementi certificate 40 1000 1000 Miscugli di varietà e di specie ad eccezione della scagliola e del Sorghum spp. 30 1000 500

Capitolo A n. 2.1 secondo punto … Le sementi certificate di ibridi di segale nonché ibridi CMS di orzo sono cer- tificate (s.l.) soltanto se in occasione di un controllo ufficiale a posteriori è stato accertato che le sementi di base utilizzate adempiono le esigenze in materia di identità e purezza varietali e di maschiosterilità dell’unità semina- le.

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Capitolo A n. 2.2 Nella tabella, prima della colonna «Panicum spp.» è aggiunta la nuova colonna seguente «Scleroti»:

Specie e categoria Numero massimo di semi di altre specie

Scleroti

Avena8, orzo8, grano tenero, grano duro, spelta Sementi di base 1 Sementi certificate, 1a e 2a propag. 3 Scagliola Sementi di base Sementi certificate Riso Sementi di base Sementi certificate, 1a propag. Sementi certificate, 2a propag. Segale Sementi di base 1 Sementi certificate 34 Sorghum spp. Triticale Sementi di base 1 Sementi certificate, 1a e 2a propag. 3 Mais Note: 3 Per i campioni non cerniti vengono tollerati complessivamente 30 semi di Raphanus rapha- nistrum, Agrostemma githago, Gallium aparine, Vicia spp. Per la scagliola il numero massimo di semi di altre specie si riferisce a un peso dei campio- ni pari a 200 g. 4 La tolleranza è di 4 scleroti nella segale ibrida. La presenza di 5 scleroti o frammenti di scleroti in un campione del peso prescritto è considerata conforme alle norme se un secondo campione dello stesso peso non contiene più di 4 scleroti o frammenti di scleroti. 8 Per le varietà della specie Avena sativa, ufficialmente classificate come «avena nuda», e per le varietà della specie Hordeum vulgare, ufficialmente classificate come «orzo nudo», la facoltà germinativa minima viene fissata al 75 % delle sementi pure. L’etichetta ufficiale deve quindi riportare la dicitura «Facoltà germinativa minima 75 %».

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Capitolo B n. 2

2 Qualità dei lotti di tuberi-seme di patate

2.1 Le patate da semina della classe PBTC (materiale iniziale) non possono

presentare tuberi con impurità e difetti oppure con malattie causate da orga- nismi nocivi secondo le lettere b–i. Per le patate da semina di altre classi si applicano i seguenti limiti di tolleranza:

Impurità, difetti e malattie causate da organismi Limiti di tolleranza (in % del peso) nocivi

Tuberi-seme di Tuberi-seme di Tuberi-seme prebase base certificati

a. Quota di terra e di componenti 1 1 2 estranei b. Marciume asciutto o umido, 0,2 0,5, di cui al 0,5, di cui al sempreché non sia causato da massimo 0,2 massimo 0,2 Synchytrium endobioticum, % del peso di % del peso di Clavibacter sepedonicus Li et marciume marciume al. [CORBSE] o Ralstonia solanacearum c. Difetti esteriori (p.es.: tuberi 3 3 3 deformi o danneggiati) d. Scabbia comune della patata: 5 5 5 tuberi colpiti su una superficie di oltre un terzo e. Tuberi raggrinziti a causa 0,5 1 1 dell’eccessiva essiccazione o a causa della disidratazione dovuta alla scabbia argentea f. Candidatus Liberibacter 0 0 0 solanacearum Liefting et al. [LIBEPS] g. Anguillulosi Ditylenchus 0 0 0 destructor Thorne [DITYDE] h. Rizottoniosi (Rhizoctonia sola- 1 5 5 ni), causata da Thanatephorus cucumeris (A.B. Frank) Donk [RHIZSO]: tuberi infestati per più del 10 per cento della super- ficie

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Impurità, difetti e malattie causate da organismi Limiti di tolleranza (in % del peso) nocivi

Tuberi-seme di Tuberi-seme di Tuberi-seme prebase base certificati

i. Scabbia pulverulenta causata da 1 3 3 Spongospora subterranea (Wallr.) Lagerh. [SPONSU]: tuberi infestati per più del

10 per cento della superficie

j. Patate da semina secondo 6 6 8 le lett. b–i.

2.2 All’atto del controllo in laboratorio di un campione ufficiale, non devono

essere superati i seguenti limiti di tolleranza: Categoria Classe Tuberi (in %) colpiti da

virus dell’accartoc- virus A della patata ciamento delle foglie [PVA000] di patata [PLRV00] virus M della patata virus Y della patata virus S della patata virus X della patata

Prebase PBTC 0 0 Prebase PB1 0 0 Prebase PB2 0 0 Prebase PB3 0 Prebase PB4 0,5 0 Base S 0,5 1,12 Base E 21, 3 42, 3 Certificato A 10

1 Di cui al massimo 1,1 per cento di virus Y della patata [PVY000]

2 Analisi soltanto in caso di necessità

3 Il limite di tolleranza massimo per le virosi gravi e leggere ammonta globalmente al 4 per cento 4 Per le piante della categoria prebase i controlli concernono le virosi seguenti: – virus dell’accartocciamento delle foglie di patata [PLRV00] – virus A della patata [PVA000] – virus M della patata [PVM000] – virus S della patata [PVA000] – virus X della patata [PVX000] – virus Y della patata [PVY000]

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Capitolo B n. 3

3 Esigenze concernenti le sementi di patate

La purezza specifica, la proporzione di altre specie vegetali e la facoltà germinativa delle sementi sono tali da garantire la qualità e l’utilità delle piantine di patate otte- nute da sementi di patate e dei lotti di patate da semina da esse prodotte.

Capitolo C n. 1 La tabella è modificata come segue: Specie Peso massimo dei Peso minimo di un Peso minimo dei lotti campione da campioni per la prelevare da un lotto determinazione del (g) numero massimo di (in t) altre specie (g)

1 2 3 4

Le voci delle specie sotto il genere «Agrostis canina», «Agrostis gigantea», «Agrostis stolonifera», «Agrostis capillaris», «Alopecurus pratensis», «Arrhenatherum elatius», «Bromus catharticus», «Bromus sitchensis», «Cynodon dactylon», «Dactylis glomerata», «Festuca arundinacea», «Festuca filiformis», «Festuca ovinia», «Festuca pratensis», «Festuca rubra», «Festuca trachyphylla», «x Festulolium», «Lolium multiflorum», «Lolium perenne», «Phalaris aquatica», «Phleum pratense», «Poa annua», «Poa nemoralis», «Poa palustris», «Poa pratensis», «Poa trivialis» e «Trisetum flavescens» sono sostituite dalla seguente versione nella colonna 2: La voce «Lolium x boucheanum» è sostituita dalla seguente versione: Lolium x hybridum 101 200 60 La voce «Phleum bertolonii» è sostituita dala seguente versione: Phleum nodosum 101 50 10 Le seguenti voci sono inserite in ordine alfabetico sotto «Fabaceae (Leguminosae)»: Ornithopus sativus 10 90 9 La seguente voce è inserita in ordine alfabetico sotto «Altre specie»: Plantago lanceolata 5 20 2 1 Il peso massimo di un lotto può essere incrementato fino a 25 tonnellate a condizione che l’organizzazione di condizionamento sia stata riconosciuta dall’UFAG.

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Capitolo C n. 3.2 La tabella è modificata come segue:

Specie Facoltà Tenore Purezza Tenore Numero massimo di semi di altre specie in un campione Numero massimo di semi Legenda germinativa massimo di varietale di acqua in % del peso 3*) di altre specie in un *) *) = vedasi il (in %) semi duri specifica (in %) campione secondo la commento nella (in %) (in %) cifra 1, colonna 4 (totale legenda relativa per colonna) alle sementi certificate di prima propaga- zione

1*) 2*) totale una sola Agro- Alopecu- Melilotus Raphanus Sinapis Avena Cuscuta Rumex specie pyron rus myos- spp. raphanis- arvensis fatua spp. spp. repens uroides trum 4*) 5*)

La voce «Lolium x boucheanum» è sostituita dalla seguente versione: Lolium x hybridum 75 96 13 1.5 1.0 0.5 0.3 0 0 5 12 La voce «Phleum bertolonii» è sostituita dalla seguente versione: Phleum nodosum 80 96 13 1.5 1.0 0.3 0.3 0 0 5 12 La seguente voce è inserita in ordine alfabetico sotto sotto «Fabaceae (Leguminosae)»: Ornithopus sativus 75 90 11 1 0 0 10 12 La seguente voce è inserita in ordine alfabetico sotto «Altre specie»: Plantago lanceolata 75 85 11 1.5 0 0 10 12

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Capitolo C n. 3.3 La tabella è modificata secondo la seguente versione: Specie Facoltà Tenore Purezza Tenore Numero Numero massimo di semi di altre specie in un campione secondo Legenda *) germinati- massimo varietale di acqua massimo di la cifra 1, colonna 4 *) = vedasi il va (in %) di semi specifica (in %) semi di altre 3*) commento nella duri (in %) specie in un (totale per colonna) legenda relativa (in %) campione alle sementi di in % del peso prebase e di base

1*) 2*) una sola Rumex Agropy- Alopecu- Melilotus Avena Cuscuta specie spp. ron rus myo- spp. fatua spp. 5*) repens suroides 4*)

La voce «Lolium x boucheanum» è sostituita dalla seguente versione: Lolium x hybridum 75 96 13 0.3 20 2 5 5 0 0 6 La voce «Phleum bertolonii» è sostituita dalla seguente versione: Phleum nodosum 80 96 13 0.3 20 2 1 1 0 0 La seguente voce è inserita in ordine alfabetico sotto sotto «Fabaceae (Leguminosae)»: Ornithopus sativus 75 90 11 0.3 20 5

Capitolo C n. 3.4 L’annotazione n. 3 è cancellata.

Capitolo D n. 1 e 2.2 Nelle tabelle le voci «Cannabis sativa» sono cancellate.

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Allegato 5 (art. 15, 28, 30, 44 e 45)

Etichettatura

Rimando tra parentesi

Capitolo A n. 2 lett. a n. 1 e lett. b n. 6

2. L’etichetta deve fornire le seguenti indicazioni:

a. per tutte le categorie salvo i miscugli di sementi:

1. numero ufficiale d’identificazione,

b. per i miscugli di sementi:

6. numero ufficiale d’identificazione,

Capitolo B lett. A n. 1 L’etichetta deve fornire le seguenti indicazioni:

1. numero ufficiale d’identificazione,

Capitolo B lett. C C. Indicazioni prescritte per tuberi-seme ottenuti da sementi di patate 1. L’etichetta di lotti di tuberi-seme in virtù dell’articolo 38a capoverso 1, in ag- giunta alle indicazioni di cui al capitolo A, deve fornire la seguente indicazione: «Piante ottenute da sementi di patate nell’ambito di un esperimento tempo- raneo secondo le norme e gli standard della Svizzera e dell’UE.» 2. Il documento d’accompagnamento del fornitore di piantine di cui all’articolo 38a capoverso 2 deve fornire le seguenti indicazioni: a. l’indicazione «Esperimento temporaneo secondo le norme e gli standard dell’UE», b. l’indicazione «CH – UFAG», c. numero di omologazione dell’organizzazione di moltiplicazione, d. nome del produttore, e. numero di lotto, f. specie con almeno l’indicazione della designazione botanica, g. varietà, h. numero delle piantine, i. l’indicazione «Piantine ottenute da sementi di patate», j. trattamento, se pertinente.

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3. L’etichetta del fornitore di sementi di cui all’articolo 38a capoverso 3 deve

fornire le seguenti indicazioni: a. l’indicazione «Esperimento temporaneo secondo le norme e gli standard dell’UE», b. l’indicazione «CH – UFAG», c. numero di omologazione dell’organizzazione di moltiplicazione, d. numero di lotto, e. specie con almeno l’indicazione della designazione botanica, f. varietà, g. l’indicazione «Sementi di patate (True Potato Seeds)», h. peso netto o lordo indicato o numero di semi indicato, i. natura dell’additivo e proporzione approssimativa tra il peso delle sementi pure e il peso totale in caso di utilizzazione di antiparassitari granulati, di sostanze di rivestimento delle sementi o di altri additivi solidi.

Capitolo C n. 1.1 lett. a n. 1 e lett. b n. 1

1.1 Indicazioni prescritte

a. Per le sementi di prebase, le sementi di base e le sementi certificate:

1. numero ufficiale d’identificazione,

b. Per le sementi commerciali:

1. numero ufficiale d’identificazione,

Capitolo D n. 1 lett. a n. 1 e lett. b n. 1

1. Indicazioni prescritte

a. Per le sementi di base e le sementi certificate:

1. numero ufficiale d’identificazione,

b. Per le sementi commerciali:

1. numero ufficiale d’identificazione,

Capitolo E n. 1.1 n. 1

1.1 Indicazioni prescritte

1. numero ufficiale d’identificazione,

Capitolo F lett. A n. 1 n. I n. 2a I. Indicazioni prescritte 2a. numero ufficiale d’identificazione,

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Allegato 6 (art. 40)

Condizioni poste alle colture che discendono direttamente da patate da semina

1 Identità varietale

Nella discendenza diretta di patate da semina, la percentuale in numero di piante non conformi alla varietà sommata alla percentuale di piante di varietà estranee non può essere superiore a: a. 0,01 per cento per i tuberi-seme di prebase; b. 0,25 per cento per i tuberi-seme di base; c. 0,5 per cento per i tuberi-seme certificati.

2 Virosi

2.1 Nella discendenza diretta delle piante coltivate di tuberi-seme di prebase

della classe PBTC (materiale iniziale) non possono essere presenti piante che presentano sintomi di virosi.

2.2 Nella discendenza diretta di patate da semina, la percentuale in numero di

piante con sintomi di virosi non può essere superiore a: a. 0,5 per cento per tuberi-seme di prebase delle classi PB1, PB2, PB3 e PB4; b. 1 per cento per tuberi-seme di base della classe S; c. 2 per cento per tuberi-seme di base delle classi SE1 e SE2; d. 4 per cento per tuberi-seme di base della classe E; e. 8 per cento per tuberi-seme certificati.

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Per mantenere il parallelismo d’impaginazione tra le edizioni italiana, francese e tedesca della RU, questa pagina rimane vuota.

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