00.1089 · Interrogazione ordinaria · 2000-09-27
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
Da quando esiste anche in Svizzera il servizio civile (la legge sul servizio civile è entrata in vigore il 1° ottobre 1996), il Consiglio federale ritiene che lo svolgimento del servizio civile in Svizzera da parte degli stranieri soggetti al servizio civile nel loro Paese non pone più, in linea di massima, alcun problema. Siccome si tratta di impieghi effettuati da manodopera straniera, essi non vanno considerati nell'ottica del servizio civile bensì sotto l'aspetto della politica del mercato del lavoro. Sono applicabili, in particolare, le disposizioni del diritto sugli stranieri e non appare necessario adattarle per facilitare l'ammissione di stranieri che prestano un servizio civile.
La legge sul servizio civile disciplina l'ammissione al servizio civile di persone che non possono conciliare il servizio militare svizzero con la propria coscienza e disciplina lo svolgimento degli impieghi nell'ambito del servizio civile. Soggetti di diritto sono le persone di nazionalità svizzera. La legge sul servizio civile non può contenere norme relative a stranieri tenuti a prestare servizio civile. Certo, in teoria, si potrebbero aprire gli istituti d'impiego svizzero del servizio civile a persone straniere soggette al servizio civile, ma nulla giustifica questa misura. Spetta ad ogni singola istituzione svizzera, indipendentemente dal fatto che sia o meno riconosciuta come istituto d'impiego, decidere se impiegare stranieri che prestano servizio civile. Su questa decisione lo Stato non può esercitare alcuna influenza. Non si può nemmeno assoggettare al diritto svizzero in materia di servizio civile lo straniero che viene a svolgere periodi d'impiego del servizio civile in Svizzera. Inoltre ciò non sarebbe auspicato dagli Stati di provenienza di tali persone.
Il Consiglio federale è scettico nei confronti dell'idea di fare del servizio civile uno strumento destinato ad incoraggiare lo scambio culturale con l'UE. Le persone che prestano servizio civile devono essere impiegate laddove le risorse scarseggiano. Gli Stati dell'UE non dipendono tuttavia, per l'assegnazione delle loro risorse, dalle persone di nazionalità svizzera soggette al servizio civile. All'estero, i cittadini svizzeri tenuti a prestare servizio civile sono stati impiegati prevalentemente in funzioni di assistenza nei campi organizzati per invalidi svizzeri o in progetti i cui obiettivi corrispondevano a quelli dell'aiuto svizzero allo sviluppo e dell'aiuto umanitario. Il Consiglio federale non intende adoperarsi per un'apertura al riguardo così come non intende sostenere con i mezzi del servizio civile progetti in seno all'UE. Impiegare il servizio civile come strumento per incoraggiare lo scambio culturale europeo sarebbe difficilmente conciliabile con il fatto che il servizio civile è un servizio sostitutivo del servizio militare, che le prestazioni fornite nel quadro del servizio civile devono equivalere a quelle fornite nell'ambito del servizio militare e che anche il servizio d'istruzione dell'esercito svizzero non serve a incrementare gli scambi culturali con l'UE.
Risposta del Consiglio federale.