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00.3628 · Interpellanza · 2000-11-28

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Stellungnahme des Bundesrates

Già prima che nel 1990 venisse diagnosticato il primo caso di ESB in Svizzera, l'obiettivo della

Confederazione era di contenere i possibili danni causati dall'epizoozia attraverso una ricerca,

un'informazione e una prevenzione mirate. Benché questa malattia di un genere del tutto nuovo

sollevi ancora molte domande, siamo convinti che la via seguita nell'ultimo decennio sia quella

giusta; continueremo quindi a comunicare in modo rapido e trasparente le nuove conoscenze

scientifiche nonché ad adottare le misure che si renderanno necessarie in base a questi

risultati.

In merito alle singole domande il Consiglio federale risponde come segue:

1. Sottoporre a test tutti i bovini di più di 30 mesi fornirebbe solamente, dal punto di vista

epidemiologico, conoscenze supplementari minime. I test consentirebbero di eliminare un

piccolo numero suppletivo di animali portatori dell'agente patogeno dell'ESB. Siccome, sulla

base delle conoscenze scientifiche attuali, la carne è una derrata alimentare sicura per

quanto riguarda l'ESB, i test in questione non migliorerebbero la protezione della salute dei

consumatori. Il grosso inconveniente dei test di rilevazione dell'ESB oggi disponibili è che

essi consentono di accertare la presenza dell'agente patogeno nell'animale solo poco prima

della comparsa dei sintomi clinici. Un risultato negativo del test non garantisce dunque che

l'animale sia effettivamente esente dall'agente dell'ESB. I costi di un test di rilevazione su

tutti i bovini abbattuti di età superiore ai 30 mesi ammonterebbero a circa 20 milioni di

franchi. Manca tuttavia la base legale che permetta alla Confederazione di assumersi i costi

del test nel caso in cui diventasse obbligatorio.

2. Un divieto generale di foraggiamento con farine di origine animale consente di ridurre

ulteriormente al minimo il rischio di nuove infezioni da ESB poiché in questo modo è

possibile evitare qualsiasi contaminazione degli alimenti per bovini con farine animali.

Questa misura permette quindi di accelerare l'eradicazione in Svizzera di questa epizoozia.

La distruzione di grandi quantità di proteine animali è il prezzo particolarmente alto che

occorre pagare e deve essere considerato come un inconveniente dal punto di vista

ecologico. I costi supplementari che ne derivano ammontano a circa 36 milioni di franchi e

saranno sostenuti dalla Confederazione fino ad un massimo del 75%. La quota restante

sarà suddivisa fra produttori agricoli, macelli, macellerie e consumatori.

3. Non esistono per il momento dati o stime affidabili relative a questa questione.

4. Gli alimenti per animali di origine vegetale provengono in gran parte da Paesi dell'UE.

Fanno eccezione i semi e i panelli di soia importati principalmente dagli Stati Uniti, dal

Brasile e dall'Argentina. Il Consiglio federale ha inoltre adottato varie misure per aumentare

il tasso di auto approvvigionamento delle componenti proteiche nei foraggi concentrati.

5. L'incenerimento degli scarti della macellazione consente di interrompere il ciclo infettivo

poiché impedisce che gli alimenti per bovini vengano contaminati con piccole quantità di

farine animali. I test di rilevazione dell'ESB oggi disponibili non permettono di affermare con

certezza se un animale è infetto o meno. Un risultato negativo non garantisce dunque che

gli organi a rischio non contengano una quantità sufficiente di agenti patogeni della malattia

per contaminare altri bovini. Ne consegue che effettuare test a tappeto su tutti i bovini di più

di 30 mesi non è una misura sufficiente per eradicare l'epizoozia.

6. Non appena l'ESB sarà eradicata, rivaluteremo la situazione e, all'occorrenza, daremo

nuovamente il via libera all'uso di farine animali come alimento per gli animali da reddito.

Tale impiego, senz'altro opportuno da un punto di vista ecologico, sarà comunque soggetto

a condizioni severe.

7. Per escludere qualsiasi rischio che materiale infettivo finisca nel circuito alimentare dei

ruminanti, dal 1° gennaio 2001, la messa in commercio di concimi contenenti farine animali

è soggetta ad autorizzazione.

8. Sulla base dell'attuale stato delle conoscenze si deduce che i bovini sono stati infettati da

piccole quantità di farine animali. Una contaminazione degli alimenti per bovini con farine di

origine animale è possibile nei mulini, in occasione del trasporto e nelle aziende agricole.

Sebbene questi alimenti non possano più contenere farine animali dal 1996, le esperienze

fatte dimostrano che, pur con provvedimenti e controlli particolarmente rigorosi, è

impossibile evitare del tutto una contaminazione. Di conseguenza, il divieto totale delle

farine animali è l'unica possibilità di bloccare questa via d'infezione.

9. Malgrado un'assidua attività di ricerca non è ancora stato possibile identificare altre vie di

trasmissione dell'ESB; in determinate condizioni, una trasmissione dalla vacca al vitello non

può essere completamente esclusa anche se finora in Svizzera non è mai stata osservata. I

relativi accertamenti epidemiologici continuano a pieno ritmo. In Svizzera, quale misura di

sicurezza, tutti i discendenti diretti di animali malati di ESB vengono uccisi ed eliminati.

10. Il Consiglio federale continuerà, come finora, ad adottare le misure che si renderanno

necessarie in funzione delle conoscenze scientifiche acquisite. Attualmente, non sono

comunque previsti altri piani di lotta fondamentalmente nuovi.

11. Non spetta al Consiglio federale influenzare il consumo e, conseguentemente, la produzione

di carne. È il mercato a doverne decidere il bisogno.

Risposta del Consiglio federale.

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