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Nuova perequazione finanziaria. Lunga gestazione e crescenti disparità fiscali

00.3756 · Interpellanza · 2000-12-15

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il capo del Dipartimento federale delle finanze, il signor Villiger, consigliere federale, unitamente al presidente della Conferenza dei direttori cantonali delle finanze, Hans Lauri, consigliere di Stato, hanno annunciato nel corso di una conferenza stampa dello scorso 9 novembre 2000 che la nuova perequazione finanziaria (NPF) non entrerà in funzione prima del 2006.

Dall'inizio dei lavori di revisione della NPF (inizio negli anni novanta) le differenze di carico fiscale tra cantoni ricchi e cantoni poveri sono continuate ad aumentare e questa tendenza non sembra cambiare nemmeno per i prossimi anni.

Mentre i cantoni attrattivi per il loro carico fiscale moderato come Zugo, Svitto o Nidwaldo possono continuare ad abbassare le imposte, i cantoni della metà occidentale della Svizzera che presentano un onere fiscale importante non sono in grado né di contrastare né di seguire questa competizione fiscale.

Cosa intende fare il Consiglio federale affinché l'uguaglianza fiscale e la coesione nazionale sia garantita nel periodo che va da adesso all'entrata in vigore della NPF?

Stellungnahme des Bundesrates

La nuova impostazione della perequazione finanziaria e dei compiti tra Confederazione e cantoni (NPF) è un importante e complesso progetto politico e finanziario la cui realizzazione richiede molto tempo.

Nella NPF la perequazione finanziaria cui allude l'interpellante è, in senso stretto, parte di un intero pacchetto di misure. Gli altri elementi principali della NPF sono la dissociazione dei compiti, la collaborazione intercantonale tramite perequazione degli oneri e l'ottimizzazione dei compiti in comune tra Confederazione e cantoni. Dal profilo politico sarebbe difficile e problematico estrapolare anzitempo e portare avanti unilateralmente un singolo elemento di un insieme indivisibile. Inoltre, dal punto di vista materiale, sarebbe poco giustificabile investire più soldi in un sistema di perequazione che mostra incontestabilmente evidenti lacune. Un temporaneo sostanziale rafforzamento dell'attuale perequazione finanziaria - ad esempio con un aumento della compensazione finanziaria a scapito della quota del gettito dell'imposta federale diretta destinata ai cantoni - renderebbe inoltre più difficile il successivo passaggio dall'attuale al nuovo sistema; per singoli cantoni i rigetti finanziari sarebbero ancora più considerevoli di quelli previsti già oggi. D'altra parte, i cantoni non hanno avanzato alcuna richiesta di un rafforzamento temporaneo della perequazione finanziaria.

Fortunatamente si constata che durante tutti gli anni novanta le differenze di onere fiscale intercantonale sono rimaste stabili per tutti i cantoni. Ciò va tuttavia ascritto in gran parte allo sviluppo reale dell'economia, che all'inizio degli anni novanta ha attraversato una fase recessiva prima di riprendersi in misura moderata. Così, il prodotto interno lordo reale ha - più o meno - raggiunto solo nel 1996 i valori del 1990. Secondo indagini empiriche, l'evoluzione delle disparità fiscali procede in effetti - anche se con un certo ritardo - in modo molto simile a quello della crescita economica. Visto che dal 1997 nell'economia si registrano nuovamente tassi di crescita superiori all'1,5 percento, in avvenire anche le differenze di onere fiscale tra i cantoni - e quindi le pressioni a intervenire sulla perequazione finanziaria - dovrebbero di nuovo aumentare. Ciò anche perché nelle riforme portate avanti fuori dalla NPF (protezione delle acque, scuole universitarie professionali, università, medicina all'avanguardia ecc.) spesso si tiene già conto dei principi della NPF (ad es. con la rinuncia ai supplementi di capacità finanziaria a livello di sussidi, con maggiori indennizzi ai cantoni promotori ecc.). Fintanto che la nuova perequazione delle risorse prevista nella NPF non sarà attuata, tali provvedimenti peggiorano tendenzialmente la situazione dei cantoni finanziariamente deboli.

Ancora prima dell'entrata in vigore della NPF, la tendenza all'aumento delle disparità verrà tuttavia mitigata, almeno parzialmente, da un incremento degli utili distribuiti della Banca nazionale svizzera, giacché la parte riservata ai cantoni viene ripartita in base alla popolazione e alla capacità finanziaria.

Nel quadro della perequazione finanziaria rimedi duraturi risulteranno però solo con il previsto nuovo sistema di compensazione. A seconda dei mezzi di cui il Parlamento federale doterà la futura perequazione delle risorse, si potranno ridurre in modo più o meno massiccio le differenze di capacità finanziaria dei cantoni e quindi anche le disparità in campo fiscale. Occorre quindi portare avanti rapidamente l'intero pacchetto della NPF, i cui principi sono pienamente sostenuti dal Consiglio federale. Lo stesso governo intende approvare quest'anno il messaggio concernente la NPF, per cui le Camere federali dovrebbero poter confezionare il pacchetto costituzionale ancora nella corrente legislatura.

Risposta del Consiglio federale.

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