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01.1139 · Interrogazione ordinaria · 2001-12-13

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Stellungnahme des Bundesrates

È importante fare la distinzione tra condizioni richieste per accedere agli studi universitari del primo semestre e selezione per l'accesso ai semestri superiori. Nelle scuole universitarie svizzere è in preparazione una riforma importante, conosciuta sotto la denominazione di "processo di Bologna" e che concerne l'organizzazione degli studi all'interno delle università. Le scuole universitarie svizzere, sotto l'egida della Conferenza dei rettori delle università svizzere (CRUS), stanno preparando l'introduzione di un nuovo sistema di studi universitari a due livelli: il primo si articola su 2-3 anni e si conclude con il titolo di bachelor; a questo primo ciclo segue uno studio di 1-2 anni che termina con il titolo di master.

Nel discorso tenuto il 24 novembre 2001 in occasione della giornata dei PF, il rettore del Politecnico di Zurigo, prof. dott. K. Osterwald, ha fatto una chiara distinzione tra questi due livelli: i titolari di un attestato di maturità riconosciuto possono accedere liberamente agli studi universitari, ma per essere ammessi al secondo livello (master) devono sottoporsi ad una severa selezione interna. Per quest'ultima le università devono poter applicare propri criteri di qualità al fine di riuscire a stimolare gli studenti migliori. La notizia della SonntagsZeitung, a cui si riferisce l'interrogazione, può dare adito ad un'interpretazione sbagliata poiché non fa alcuna distinzione tra accesso al primo semestre e accesso ai semestri superiori.

Constatando che le singole domande si riferiscono esclusivamente alla maturità e all'accesso agli studi universitari del primo semestre, il Consiglio federale risponde come segue:

1. Non ci sono state discussioni tra il Dipartimento federale dell'interno e il rettore del Politecnico federale di Zurigo in merito all'accesso agli studi universitari. Il libero accesso ai PF per tutti i titolari di un attestato cantonale di maturità riconosciuto è regolamentato nella legge sui PF. Inoltre nel mandato di prestazioni per gli anni 2000-2003, il Consiglio federale ha esplicitamente incaricato il Consiglio dei PF di mantenere il libero accesso agli studi presso i PF.

2. La Confederazione non solo non intende limitare l'accesso alle scuole universitarie, ma vuole persino ampliare questa possibilità, come dimostrano i primi lavori del gruppo di lavoro misto Confederazione-Cantoni concernenti il passaggio tra maturità professionale e maturità liceale. Il gruppo di lavoro ha presentato delle proposte, attualmente in consultazione, sugli esami complementari che devono essere tenuti dai titolari di un attestato di maturità professionale per conseguire un attestato di maturità liceale.

3. Al compito storico dei PF, ossia quello di assicurare la formazione di ingegneri nel nostro Paese, si è aggiunto nel XX secolo un obiettivo di ricerca. Oggi si constata che le università migliori sono quelle in grado di offrire un insegnamento di elevata qualità che trae beneficio dalla propria ricerca di punta. I due indirizzi non si escludono. Per il Consiglio federale è importante che venga mantenuto un giusto equilibrio tra questi due compiti. Nel conferire e nel valutare il mandato di prestazioni, il Consiglio federale veglierà che il Consiglio dei PF tenga debitamente conto di questo aspetto.

4. L'ordinanza concernente il riconoscimento degli attestati liceali di maturità (ORM) attualmente in vigore risale al 1995. Il Consiglio federale e la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) hanno accordato ai Cantoni un periodo di 8 anni per l'introduzione del nuovo regolamento di maturità. Esso sarà quindi applicato solo nel 2003 in tutti i Cantoni. Sarebbe pertanto prematuro modificare l'ORM. Per contro la Confederazione e i Cantoni hanno deciso di valutare l'introduzione del nuovo regolamento. Se da questa analisi dovesse emergere che sarebbe opportuno rivedere l'ordinanza, si procederà naturalmente coinvolgendo tutti le parti interessate.

Risposta del Consiglio federale.