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01.3187 · Mozione · 2001-03-23

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Nell'ambito del Protocollo di Kyoto, gli Stati industrializzati si sono impegnati a ridurre

le loro emissioni di gas a effetto serra, nel lasso di tempo compreso fra il 2008 e il

2012 (il cosiddetto "primo periodo d'impegni"), del 5,2% in media rispetto al 1990. Per

la Svizzera, la riduzione stabilita è pari all'8%, la stessa dei Paesi dell'Unione

europea. In termini quantitativi, il gas a effetto serra più "colpito" da simili

provvedimenti è il CO2. Esso è infatti responsabile dell'83% del totale delle emissioni

rilevanti per il clima nel nostro Paese. Per essere in grado di rispettare gli impegni

assunti a livello internazionale, il Parlamento svizzero ha stabilito nella legge sul CO2

un obiettivo di riduzione del 10% rispetto all'anno di riferimento 1990, per le emissioni

di questo gas a effetto serra legato al consumo energetico.

L'attuazione della legge sul CO2 è in corso nell'ambito del programma

"SvizzeraEnergia" (fase volontaria). Gli obiettivi della legge sono realistici e la

Svizzera sta tenendo fede ai suoi impegni internazionali. Il prossimo mese di luglio

riprenderà a Bonn la sesta Conferenza delle Parti alla Convenzione sul clima, con

l'obiettivo di fissare le modalità per l'attuazione del Protocollo Kyoto e, in tal modo, di

spianare la strada alla ratifica. Anche nell'eventualità che gli Stati Uniti non

dovessero, per il momento, più partecipare all'attuazione del Protocollo, la Svizzera,

l'Ue e altri Stati industrializzati sono intenzionati ad attenersi agli obiettivi di Kyoto e a

realizzarli.

La dimensione globale del riscaldamento climatico richiede una procedura

ampiamente condivisa a livello internazionale. Le conoscenze scientifiche più recenti

confortano l'opinione del Consiglio federale secondo cui per evitare le conseguenze

più drammatiche del riscaldamento climatico è necessario adottare ulteriori

provvedimenti di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Esso si adopera

pertanto affinché gli obiettivi di riduzione per il periodo d'impegni successivo al 2010

siano concordati e fissati per tempo a livello internazionale.

Considerando la situazione dei negoziati internazionali relativi al Protocollo di Kyoto

e la dimensione globale del riscaldamento climatico, il Consiglio federale non è

disposto a dare sin d'ora un giro di vite all'obiettivo di riduzione nazionale per il 2010

(portandolo a -20%), né a preparare i relativi provvedimenti. All'interno del Paese, le

forze devono piuttosto essere concentrate sull'attuazione dell'obiettivo di riduzione

già stabilito (-10%). A tal fine sono necessari sforzi supplementari (come ad esempio

le misure nel quadro delle agenzie energetiche e gli accordi conformemente alla

legge sull'energia e a quella sul CO2, entrambi di carattere volontario, il

potenziamento degli incentivi, la riduzione del consumo di energia dei motoveicoli e,

se necessario, una tassa sul CO2).

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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