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01.3300 · Mozione · 2001-06-14

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Situazione iniziale

La Posta Svizzera sottostà all'obbligo di fornire in tutto il Paese (popolazione ed economia) prestazioni del servizio postale e del traffico dei pagamenti (servizio universale). Questo servizio universale, definito nella legge sulle poste e chiamato anche servizio pubblico postale, rappresenta il mandato affidato dal legislatore e, volutamente, non contiene indicazioni di dettaglio sulla rete degli uffici postali. L'affermazione dell'autore della mozione, secondo cui la ristrutturazione della rete di uffici postali comporterebbe un massiccio ridimensionamento del servizio pubblico, non è quindi corretta, dato che le prestazioni del servizio universale continueranno ad essere offerte su tutto il territorio nazionale. L'autore della mozione, al contrario, chiede che l'attuale mandato di prestazione sia modificato integrando l'infrastruttura nel servizio universale e definendo a livello legislativo dei requisiti per la rete di uffici postali. Inoltre la ristrutturazione della rete avviata dalla Posta dovrebbe essere sospesa con una moratoria finché non saranno modificate le basi giuridiche.

Il Consiglio federale ritiene che le basi giuridiche fissate dal Parlamento il 30 aprile 1997 nella legge sulle poste debbano essere mantenute. Il mandato di prestazione della Posta (articolo 2 capoversi 1 e 2 della legge sulle poste) è il seguente:

1 La Posta fornisce un servizio universale sufficiente, comprendente prestazioni del servizio postale e del traffico dei pagamenti. Le prestazioni del servizio postale includono l'accettazione, la presa in consegna, il trasporto e la distribuzione di invii, di regola tutti i giorni feriali, al minimo, però, durante cinque giorni alla settimana.

2 La Posta garantisce il libero accesso alle prestazioni del servizio universale. Quest'ultimo deve essere di buona qualità e offerto in tutte le regioni del Paese secondo gli stessi principi e a prezzi equi.

Il mandato di prestazione si riferisce unicamente alle prestazioni. Il numero di uffici postali non è un criterio per la definizione del servizio universale. L'importante non è l'infrastruttura con la quale il servizio universale viene erogato, quanto il fatto che esso sia fornito in tutte le regioni e con un buon livello di qualità. La formulazione aperta scelta dal legislatore dà alla Posta il necessario margine di manovra, obbligandola però indubitabilmente a fornire prestazioni di alta qualità alla popolazione e all'economia, in tutte le regioni del Paese.

2. Esigenze dei clienti

La rete di uffici postali è stata sempre soggetta a cambiamenti. Gli adeguamenti sono sempre stati la conseguenza di mutamenti sociali ed economici. Un tempo gli invii postali erano trasportati da messaggeri a piedi e a cavallo. Più tardi, lungo gli assi ferroviari e stradali, sorsero numerosi uffici postali. Se nel 1849 gli uffici postali erano ancora solo 1502, nel 1914 avevano già raggiunto il numero di 4095. Nel 1950 se ne contavano 4000. Oggi ve ne sono 3350.

La Svizzera dispone di una delle reti di uffici postali più fitte del mondo1. Nel 1998 in Svizzera, vi era un ufficio postale ogni 2034 abitanti, in Francia uno ogni 3454, in Austria uno ogni 3317, in Germania uno ogni 5664 e negli Stati Unti uno ogni 7090. Anche dopo la ristrutturazione resa nota il 18 gennaio 2001, la rete svizzera di uffici postali rimane una delle più fitte a livello internazionale.

Il comportamento dei clienti cambia continuamente. Le possibilità di trasmissione elettronica di messaggi, l'elevata mobilità, gli orari di lavoro, il maggiore inserimento delle donne nel mondo del lavoro ecc. influenzano fortemente le abitudini dei clienti. Ciò rende necessaria una maggiore flessibilità qualitativa e quantitativa della struttura della rete. Spesso, l'attuale offerta di un ufficio postale non soddisfa più le esigenze di una clientela sempre più mobile È un dato di fatto che un numero crescente di clienti - soprattutto imprese - non usa più gli uffici postali per le proprie operazioni. Il traffico dei pagamenti, per esempio, si svolge sempre più spesso attraverso girate elettroniche o via carta. Circa 250 000 clienti di Postfinance utilizzano già oggi Internet per effettuare i pagamenti. Questo servizio conta 7000 nuovi utenti ogni mese. Per quanto riguarda la posta lettere o la posta pacchi, molti clienti commerciali sfruttano la possibilità di consegnare direttamente gli invii ai centri di lavorazione. Ai clienti commerciali, la Posta offre inoltre un servizio di ritiro a domicilio dei pacchi e delle lettere. Anche questo risponde ad una reale esigenza dei clienti. Oggi, per esempio, solo un terzo dei pacchi postali non destinati all'estero passa per gli uffici postali. Questa tendenza prosegue e il numero di clienti che frequentano gli uffici postali continua a diminuire. Di conseguenza, i costi relativi alla rete di uffici postali sono sempre meno coperti dagli introiti che essa genera; nel 2000, tali costi ammontavano a 500 milioni di franchi.

Se la Posta dovesse applicare criteri puramente economici, procederebbe ad un ridimensionamento massiccio della rete, dato che il 70 per cento circa delle prestazioni viene fornito dal 25 per cento degli uffici postali. In altre parole: con circa 800 uffici postali si coprono oltre due terzi delle richieste dei clienti. A causa della responsabilità di carattere politico e di economia generale della Posta, questo scenario non è in discussione.

3. Tendenze in atto all'estero

Nel settore postale, l'Ue intende ridurre il limite di peso degli invii soggetti a monopolio a 150 grammi entro il 2005. Un'ulteriore liberalizzazione dovrebbe scattare nel 2009. Nel nostro Paese, il limite di peso degli invii soggetti a monopolio è attualmente di 2 chili per lettere e pacchi, ben più alto quindi di quello in vigore negli altri Paesi europei, che la direttiva vigente fissa a 350 grammi.

La Svizzera non può sottrarsi a questa tendenza. Se si vuole che la Posta Svizzera, per esempio, conquisti quote di mercato all'estero, occorre rimuovere i limiti di monopolio che attualmente proteggono il mercato interno, altrimenti si rischiano misure di ritorsione da parte degli altri Paesi.

La concorrenza e la competizione aumenteranno. Per poter fornire anche in futuro servizi di qualità e in tutte le regioni, la Posta deve prepararsi a questa concorrenza. Già oggi, società postali e corrieri privati quali UPS, DHL, FedEx e GeoPost fanno concorrenza alla Posta Svizzera. I concorrenti possono realizzare strutture flessibili ed eventualmente utilizzare strutture di vendita e di distribuzione esistenti.

4. Cambiamenti previsti.

Con la ristrutturazione della propria rete di uffici postali, la Posta segue una strategia di orientamento al cliente, nel pieno rispetto del servizio pubblico. Al posto degli attuali 3350 (situazione a fine maggio 01), fra cinque anni vi saranno in tutta la Svizzera fra 2500 e 2700 uffici postali tradizionali. Nelle ragioni rurali non saranno chiusi tutti gli uffici postali di tipo P. Gran parte di essi continuerà ad esistere sotto forma di filiale o di agenzia. Ove ciò non risultasse possibile, i servizi saranno erogati tramite uffici postali mobili o a domicilio. In questo modo si garantisce un servizio universale di qualità anche nelle regioni periferiche e di montagna; i nuovi modelli organizzativi, infatti, contemplano la fornitura di tutte le prestazioni incluse nel servizio universale. Nelle grandi città, in futuro, gli uffici postali saranno meno numerosi ma situati in posizioni strategiche. Il servizio universale sarà garantito in tutto il Paese e conserverà l'attuale livello qualitativo.

La Posta ristruttura la rete di uffici postali ma non smantella il servizio pubblico. Nel caso del servizio a domicilio, le prestazioni del servizio universale saranno fornite dai fattorini postali. In un certo senso, è come se lo sportello dell'ufficio postale venisse spostato davanti alla porta di casa del cliente. Chi usufruisce del servizio a domicilio può acquistare francobolli, eseguire pagamenti e consegnare lettere e pacchetti nonché invii espressi che raggiungono il destinatario il giorno successivo. Si possono anche ricevere prelievi. Il servizio a domicilio consente di servire soprattutto i Comuni più piccoli. Secondo un'inchiesta della Posta, coloro che hanno già sperimentato il servizio a domicilio hanno espresso un giudizio positivo. Il 60 per cento degli intervistati ne usufruisce almeno una volta ogni due settimane. Oltre il 90 per cento si dichiara soddisfatto o molto soddisfatto.

La decisione in merito al futuro di ogni ufficio postale si basa su una serie di studi approfonditi. La situazione delle grandi città viene analizzata scientificamente. Nelle aree rurali vengono effettuate delle analisi regionali. In base alle direttive del Consiglio federale, la Posta decide solamente dopo aver discusso possibili soluzioni con i Comuni interessati. In nessun caso si procede alla chiusura o alla trasformazione di un ufficio postale senza prima aver consultato le autorità locali ed aver esaminato tutte le possibilità. Negli ultimi mesi, la Posta ha perciò avuto numerosi incontri con Comuni, associazioni di Comuni e Cantoni. I Comuni già visitati sono circa 800 (situazione: giugno 01). Il modo di procedere trasparente adottato dalla Posta è generalmente apprezzato dai Comuni ed offre loro la possibilità di presentare proposte su come organizzare l'ufficio postale locale (nel caso del modello dell'agenzia, per esempio, può emergere la proposta di accorpare l'ufficio postale alla segreteria comunale o ad altre istituzioni del luogo).

5. Moratoria

La moratoria chiesta dall'autore della mozione in relazione alla ristrutturazione della rete di uffici postali avrebbe la conseguenza di bloccare la modernizzazione della rete e il suo adeguamento alle nuove esigenze della clientela fino a quando non sarà presa una decisione politica su un nuovo mandato di prestazioni per la Posta. Poiché ciò accadrebbe proprio nel periodo in cui i concorrenti organizzano le proprie reti di distribuzione, gli svantaggi per la Posta sarebbero rilevanti. Inoltre, a causa dell'utilizzazione sempre minore degli uffici postali da parte dei clienti, il deficit relativo alla rete non farebbe che aumentare. Gli sforzi che la Posta sta compiendo per aumentare la propria competitività ed assicurarsi un futuro a lungo termine risulterebbero fortemente ostacolati.

Riassumendo, si può affermare che una moratoria avrebbe un effetto molto negativo, perché costringerebbe la Posta all'immobilità in un contesto sempre più competitivo.

L'autore della mozione chiede che ogni Comune disponga "di regola" di un ufficio postale. La Posta non fornisce i suoi servizi sulla base delle strutture e dei confini comunali. Esistono Comuni politici comprendenti vari centri abitati. Se ogni Comune politico svizzero dovesse disporre di un ufficio postale, sarebbe necessario aprire oltre 300 nuovi uffici postali (situazione: maggio 2001). Il numero complessivo di uffici postali aumenterebbe, passando a circa 3800. In base ai dati ricavati dall'esperienza, questi uffici postali sarebbero frequentati da 20 - 30 persone al massimo ogni giorno. Per il servizio pubblico postale non è fondamentale tanto il numero di uffici postali, quanto l'effettiva fornitura alla popolazione e all'economia delle prestazioni di base. Le prestazioni di base sono garantite anche con il servizio a domicilio.

Le altre forme previste (filiali, agenzie e uffici postali mobili) assicurano la presenza fisica della Posta nel centro abitato.

Le cifre presentate dall'autore della mozione nella motivazione danno, a torto, l'impressione che la Posta voglia chiudere tutti gli uffici di tipo P. L'inserimento di un ufficio postale nella categoria P indica invece soprattutto quale dei quattro modelli deve essere preso in considerazione per l'ufficio stesso. Inoltre, i dati indicati per i Cantoni Grigioni e Svitto non sono coretti. Nel Cantone Grigioni, gli uffici postali classificati P sono 182 dei 259 esistenti (quindi il 70,3%, non l'80,2%) e nel Cantone Svitto sono 14 su 49 (il 28,6% invece del 53,8%).

Occorre inoltre osservare che la ristrutturazione della rete di uffici postali avviene in modo socialmente sopportabile su un arco di 5 anni. Non vi sarà alcun licenziamento.

La richiesta secondo la quale gli abitanti dei Comuni più piccoli, privi di un ufficio postale, devono poter raggiungere un ufficio postale di tipo PP con i mezzi pubblici in 10 minuti risulta impraticabile. Per soddisfarla, sarebbe necessario aprire nuovo uffici postali PP o mantenere una filiale o un'agenzia nei Comuni interessati. Anche questo corrisponderebbe a creare l'offerta di un servizio che spesso non è richiesto. Esistono inoltre villaggi non raggiungibili con i mezzi pubblici.

Un simile mandato di prestazione aumenterebbe sensibilmente il costo della rete di uffici postali; di conseguenza dovrebbe essere regolata anche la questione del finanziamento.

6. Conclusione

Il Consiglio federale si impegna a favore di un servizio universale capillare in tutte le regioni del Paese. Ciò presuppone una Posta competitiva. Il Consiglio federale ritiene sbagliato imporre all'azienda condizioni rigide sulla struttura della rete di uffici postali attraverso la legge sulle poste. La fornitura in tutto il Paese del servizio universale, cioè di prestazioni del servizio postale e del traffico dei pagamenti di buona qualità, è assicurata dal mandato vigente. La Posta è consapevole delle proprie responsabilità di carattere politico, sociale e di economia generale. D'altra parte deve avere la possibilità di agire anche in futuro secondo criteri imprenditoriali, per affermarsi rispetto alla concorrenza e rimanere un datore di lavoro interessante e finanziariamente sano. In questo contesto, è necessario poter adeguare la rete di uffici postali alle nuove esigenze ed abitudini dei clienti.

Una moratoria e i vincoli di legge proposti dall'autore della mozione sono strumenti troppo rigidi e puntano, secondo il Consiglio federale, nella direzione sbagliata. Il Consiglio federale, invece, dopo l'esame dei risultati della procedura di consultazione in merito al pacchetto Posta / Swisscom, procederà ad un'analisi approfondita e presenterà al Parlamento proposte per assicurare il finanziamento del servizio universale. Il Parlamento avrà in seguito la possibilità di esprimersi in merito alla definizione del servizio universale e a un'ulteriore apertura del mercato, e potrà fissare dei valori di riferimento per il futuro sviluppo del settore postale.

Il Consiglio federale sostiene inoltre l'iniziativa della Posta di affidare a un istituto indipendente il controllo dei risultati e la misurazione della soddisfazione dei clienti. Entro la primavera del prossimo anno sarà condotta un'inchiesta presso la popolazione e le autorità di un campione rappresentativo di Comuni in cui gli uffici postali esistenti sono stati sostituiti con forme di servizio alternative (agenzie, servizio a domicilio, posta mobile). I risultati saranno valutati da un comitato indipendente composto da rappresentanti della Confederazione, dei Cantoni, dei Comuni, delle regioni periferiche e di montagna e delle organizzazioni dei consumatori. Sulla base di questi risultati, la Posta farà il punto della situazione.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.