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01.3623 · Mozione · 2001-10-05

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Nelle risposte alla mozione Fankhauser del 9 dicembre 1997 (97.3577; Amnistia per persone senza documenti), all'interpellanza Hubmann del 23 giugno 2000 (00.3370; Sanatoria per le persone sprovviste di documenti) e alla mozione Zisyadis del 22 marzo 2001 (01.3149; Permesso di dimora in Svizzera per stranieri privi di documenti), il Consiglio federale ha illustrato in modo circostanziato la sua posizione nei confronti delle persone prive di documenti e l'ha confermata in occasione della risposta a numerosi interventi parlamentari.

In occasione della Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia (CDCGP), tenutasi dall'8 al 9 novembre 2001, i rappresentanti dei Governi cantonali si sono pronunciati all'unanimità contro un'amnistia generale e in particolare anche contro l'istituzione di un contingentamento speciale per gli stranieri che risiedono illegalmente in Svizzera. Hanno inoltre respinto sia la proposta di una moratoria all'esecuzione dei rinvii sia la proposta di una "tavola rotonda".

Va in particolare segnalato che il diritto vigente offre già attualmente soluzioni in casi di rigore fondati senza che sia necessario creare un nuovo contingente. Finora si è rinunciato consapevolmente a una limitazione delle autorizzazioni per i casi di rigore dato che una volta esaurito il numero massimo si sarebbe dovuto procedere all'allontanamento anche in casi di rigore personale grave.

Per giunta il numero degli stranieri che risiedono illegalmente in Svizzera non è noto. Pertanto, in base a criteri oggettivi, non sarebbe possibile stabilire nemmeno approssimativamente l'entità del contigente proposto.

Secondo l'articolo 4 della legge federale del 26 marzo 1931 concernente la dimora e il domicilio degli stranieri (LDDS), la competente autorità cantonale decide liberamente, nei limiti delle disposizioni della legge e dei trattati con l'estero, circa la concessione del permesso di dimora e di domicilio. Non vi è dunque, per principio, alcun diritto al permesso di dimora. Questo stato di fatto non cambierebbe nemmeno con l'introduzione del richiesto contingente per la concessione da parte del Consiglio di permessi agli stranieri che risiedono illegalmente. Inoltre per l'applicazione unitaria in tutti i Cantoni del disciplinamento richiesto sarebbe necessaria la creazione di un diritto legale, sottoposto a referendum.

La creazione da parte del Consiglio federale di un contingente speciale per gli stranieri che risiedono illegalmente, valido fino all'entrata in vigore della nuova legge sugli stranieri, avrebbe come conseguenza che le persone che non adempiono i requisiti ordinari per l'ammissione potrebbero comunque ottenere un permesso, se restano nascoste abbastanza a lungo e se soddisfano gli altri requisiti menzionati nella mozione. Un tale disciplinamento mette a repentaglio una politica migratoria coerente e credibile. Inoltre, porterebbe a una disparità di trattamento che non può essere seguita nei confronti delle persone che dimorano legalmente in Svizzera, ma che dopo un determinato periodo devono ripartire (ad es. richiedenti l'asilo, persone ammesse provvisoriamente, studenti e altre persone con una dimora temporanea).

Va ribadito che la valutazione approfondita di tutte le circostanze del singolo caso rimane prioritaria. In proposito il Tribunale federale osserva, a giusto titolo, che una valutazione schematica delle domande non è realizzabile e che occorre procedere a un esame individuale dei casi.

Per la valutazione del singolo caso sono determinanti in particolare i seguenti criteri: la durata del soggiorno, l'integrazione sociale e professionale, la situazione familiare e lo stato di salute nonché le circostanze precise che hanno portato al soggiorno illegale. Gli uffici federali competenti (Ufficio federale degli stranieri e Ufficio federale dei rifugiati) hanno esposto questa prassi in una circolare che è stata sottoposta, per il parere, ai Governi cantonali. L'obiettivo della circolare è di creare trasparenza sia per le autorità cantonali sia per le persone interessate. In occasione della citata Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia tale modo di procedere fu chiaramente approvato.

Inoltre si stanno esaminando le modalità di uno studio scientifico che permetta di meglio conoscere la situazione e il numero degli stranieri che soggiornano illegalmente in Svizzera.

Sulla scorta di tali considerazioni, il Consiglio federale rifiuta di fissare contingenti speciali per stranieri clandestini fino all'entrata in vigore della nuova legge sugli stranieri.

La prassi attuale per il rilascio di permessi in casi di rigore è sostenibile, consente soluzioni adeguate al singolo caso ed è compatibile con una politica migratoria globale.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.