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02.3069 · Postulato · 2002-03-18

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio nazionale riconosce il genocidio degli armeni del 1915. Invita il Consiglio federale a prenderne atto e a trasmettere la sua posizione attraverso i canali diplomatici abituali.

Begründung

1. Lo sterminio degli armeni dell'Impero ottomano durante la prima Guerra mondiale ha portato all'annientamento di più di un milione di persone, deportate e massacrate dietro ordine delle autorità ottomane. Questi fatti, inconfutabili nel loro significato e nella loro ampiezza, sono serviti da riferimento al giurista Raphael Lemkin per definire il concetto di genocidio. Le norme fissate dall'ONU nella Convenzione del 1948 corrispondono esattamente al processo di distruzione subito dagli armeni.

2. Con il riconoscimento del genocidio degli armeni la Svizzera rende giustizia alle vittime, ai sopravvissuti e ai loro discendenti, contribuendo inoltre alla prevenzione di ulteriori crimini contro l'umanità. Si tratta di un atto fondamentale con il quale la Svizzera sottolinea il proprio impegno nei confronti dei diritti umani, del rispetto delle minoranze e della giustizia penale internazionale. La Confederazione desidera inoltre ricordare la natura imprescrittibile dei crimini contro l'umanità e vuole in questo modo contribuire alla lotta contro il negazionismo.

3. Il genocidio degli armeni è stato riconosciuto nel 1985 dall'ONU mediante l'adozione del rapporto di una delle sue commissioni peritali la Sottocommissione per la prevenzione delle discriminazioni e la protezione delle minoranze seguito nel 1987 da una risoluzione del Parlamento Europeo. Durante gli ultimi anni hanno fatto lo stesso numerosi Parlamenti nazionali tra cui quelli di Francia, Svezia e Italia. Il Canton Ginevra si è espresso in questo senso a due riprese: nel 1998 attraverso il Gran Consiglio e lo scorso dicembre mediante la presa di posizione del Consiglio di Stato. Va infine citata la dichiarazione adottata dal Consiglio ecumenico delle chiese nel 1983.

4. Il 13 marzo 2001 il Consiglio nazionale, dopo approvazione unanime da parte delle Commissioni di politica estera di entrambe le Camere, ha trasmesso al Consiglio federale la petizione dell'Associazione degli oppositori del crimine di genocidio (Francoforte s/M) affinché ne prendesse atto e l'hanno invitato a trattare l'argomento del genocidio degli armeni nell'ambito del dialogo politico tra la Svizzera e la Turchia. E' quindi naturale che il Consiglio nazionale confermi questa presa di posizione mediante una dichiarazione solenne.

5. Con l'approvazione di questo postulato il Consiglio nazionale vuole contribuire alla creazione di una pace duratura tra i popoli turco e armeno, una pace che non potrà attuarsi se non attraverso l'adozione da parte di entrambi di un quadro storico comune basato sulla verità.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Già diverse volte neIle sue risposte a interventi parlamentari, tra cui recentemente il postulato Zisyadis del 6 giugno 2000: "Genocidio armeno. Riconoscimento da parte della Svizzera" (00.3245), il Consiglio federale ha espresso il suo rammarico e la sua condanna per le tragiche deportazioni di massa e i massacri che hanno segnato la fine dell'Impero Ottomano, facendo numerosissime vittime tra la popolazione armena. La Turchia non contesta questi massacri ma, sulla loro organizzazione deliberata da parte delle personalità al potere all'epoca, esprime un giudizio differente da quello di numerosi storici. Il Consiglio federale ritiene che tale questione rientri nel campo della ricerca storica.

La politica estera della Svizzera mira a un equilibrio duraturo nel Caucaso, in particolare tra la Turchia e l'Armenia. In questo contesto è importante che il dialogo si instauri nella regione stessa. La questione turco-armena è stata sollevata a varie riprese in occasione di contatti bilaterali ufficiali con la Turchia. Si è ad esempio parlato delle attività del Comitato di riconciliazione turco-armeno e dell'accesso dei ricercatori agli archivi. Prevale la convinzione che, trattandosi di un episodio doloroso della storia, lo sforzo della memoria collettiva dev'essere realizzato sul posto e innanzitutto dai Paesi coinvolti. La politica estera della Svizzera vuole contribuire all'intesa turco-armena mediante il dialogo politico che si è instaurato nel 2000 tra il nostro Paese e la Turchia e che verte in particolare sui diritti dell'uomo. Accettare il postulato rischierebbe di pregiudicare il dialogo ufficiale e regolare che si è instaurato.

I firmatari del postulato vorrebbero che il loro intervento contribuisse alla pace durevole tra la Turchia e l'Armenia indirizzando un messaggio di giustizia ai discendenti delle vittime armene. Ma accettare questo postulato potrebbe provocare l'effetto contrario e aggiungersi al carico emotivo che pesa sulle relazioni tra la Turchia e l'Armenia.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

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