02.3292 · Interpellanza · 2002-06-20
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
Il livello di produttività dell'economia svizzera dipende da una molteplicità di evoluzioni settoriali che - a prescindere dalla politica monetaria e di bilancio - influenzano l'economia nella sua globalità. Lo Stato può influire su tali evoluzioni settoriali emanando leggi e ordinanze che definiscono le condizioni quadro. Fra queste condizioni quadro, la normativa in materia di concorrenza in senso lato assume un'importanza determinante.
La politica in materia di concorrenza in senso lato va al di là della legislazione sui cartelli come dimostra il programma di rivitalizzazione del 1993 (cfr. FF 1993 I 609). La revisione introdotta allora prevedeva, fra le altre riforme, la legge federale sugli ostacoli tecnici al commercio (LOTC) e la legge sul mercato interno (LMI). L'elemento comune a questi tre progetti di legge era la volontà di spazzar via la segmentazione del mercato. Si trattava dunque di abolire contemporaneamente:
a) ostacoli all'accesso al mercato convenuti e introdotti dal settore privato;
b) ostacoli all'accesso al mercato introdotti ai confini nazionali; nonché
c) ostacoli di diritto pubblico all'accesso al mercato introdotti dalle autorità all'interno del paese
o quantomeno di ridurne la portata.
Quanto valeva allora, vale anche oggi. In altre parole, solo l'effetto cumulativo delle riforme permette di correggere le lacune evidenziate dall'OCSE in materia di crescita della produttività.
Il Consiglio federale deplora il fatto che, stando alle conclusioni della CdG, la legge sul mercato interno non abbia sortito l'effetto sperato, almeno per quanto concerne l'accesso al mercato, e riconosce la necessità di agire. Esso ritiene che alla revisione delle legge sui cartelli debba essere affiancato il rafforzamento della legge sul mercato interno e che le proposte della CdG vadano seguite.
Per poter nutrire aspettative fondate riguardo ad una revisione della legge sul mercato interno è essenziale acquisire, come prima cosa, un quadro del campo d'applicazione della LMI. L'indagine del Servizio di controllo amministrativo del Parlamento fornisce indicazioni circa i mercati coinvolti. Tuttavia, per disporre di un quadro più dettagliato relativo al campo d'applicazione della legge, il DFE sta preparando un compendio delle professioni e dei mestieri che in Svizzera sono protetti.
Parallelamente, occorre chiedersi con quali strumenti giuridici è possibile eliminare le segmentazioni ingiustificate del mercato. Un approccio sarebbe favorevole al diritto delle autorità della concorrenza di impugnare, di propria iniziativa, mezzi giuridici per opporsi ad un diritto cantonale inutilmente restrittivo. Le misure per raggiungere questo obiettivo devono essere adottate dal legislatore e sono strettamente legate alla revisione della legge sul Tribunale federale ora in corso. Dal calendario di questa revisione dipende in gran parte quello della revisione della LMI.
All'approccio che difende il rafforzamento degli strumenti giuridici se ne aggiungono due complementari. Il primo, seguito nel quadro dell'emanazione della legge sul commercio ambulante, è quello dell'armonizzazione del diritto. Il secondo è favorevole all'elaborazione di disposizioni più esplicite per il riconoscimento reciproco degli atti sovrani cantonali e comunali.
Per quanto riguarda quest'ultimo approccio, va sottolineato che l'accordo con l'UE sulla libera circolazione delle persone ha creato, almeno puntualmente, una nuova situazione proprio nel contesto di un ostacolo considerevole all'accesso al mercato, ovvero il riconoscimento dei diplomi. Questa nuova situazione potrebbe non solo influenzare il Tribunale federale nella sua giurisprudenza, bensì incitare i Cantoni a sopprimere gli ostacoli esistenti all'accesso al mercato. Iniziative come quella lanciata dall'Espace Mittelland (accordo amministrativo del 12 marzo 1999 sulle attività industriali e artigianali regolamentate) potrebbero beneficiare di nuovi impulsi grazie alla nuova situazione. A questo proposito, il Consiglio federale consulterà i Cantoni. I lavori preliminari che sono condotti attualmente in seno all'amministrazione per preparare la revisione della LMI mostreranno quali altri provvedimenti occorre ancora adottare per realizzare il mercato interno svizzero.
Per tornare infine alla critica mossa dall'OCSE che deplora un'insufficiente crescita della produttività svizzera, segnatamente nel mercato interno, va osservato che il rapporto del DFE sulla crescita economica affronta proprio questo punto quando critica il livello troppo elevato dei prezzi in Svizzera. Se si esamina l'origine di un livello dei prezzi che, nel confronto internazionale, è troppo elevato, si costata che un diritto cantonale in materia di industria e commercio eccessivamente restrittivo della libertà economica e quindi della concorrenza è solo una delle cause. Si rendono pertanto necessarie altre misure affinché il confronto internazionale mostri un mercato svizzero in grado di produrre in modo più efficace e, di conseguenza, a più basso costo. Il gruppo di lavoro interdipartimentale istituito dal Consiglio federale a seguito del rapporto sulla crescita economica del DFE sta attualmente elaborando le misure per intensificare la concorrenza ed aumentare la produttività generale dell'economia svizzera.
Risposta del Consiglio federale.