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03.1138 · Interrogazione · 2003-12-09

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Stellungnahme des Bundesrates

Il numero delle malattie professionali, intese nel senso classico e pressoché monocausale del termine definito nella legge federale sull'assicurazione contro gli infortuni (LAINF), è fortemente regredito grazie a misure protettive ma anche allo slittamento della struttura occupazionale dal settore industriale a quello dei servizi. Sono invece nettamente aumentati le malattie e i disturbi alla salute (per esempio disturbi scheletro-muscolari, stati d'esaurimento, malattie dovute a stress, depressioni) in cui rivestono importanza fondamentale fenomeni quali l'accelerazione del ritmo di lavoro, la soppressione di riserve d'effettivo, la generale insicurezza del posto di lavoro ed altri fattori di pressione psicosociali. In Svizzera non sono stati raccolti con regolarità, ad oggi, dati dettagliati o statistiche su quantità e tendenza delle malattie legate al lavoro. Gli studi citati dall'autore dell'interrogazione si basano soprattutto su ricerche svolte in altri Paesi europei. È tuttavia presumibile che la situazione in Svizzera non si discosti molto dal contesto europeo. Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autore dell'interrogazione secondo cui è necessario cercare nuove soluzioni, dato l'aumento rilevante dei costi dei problemi di salute legati al lavoro.

A differenza delle malattie professionali coperte dalla LAINF, più che altro specifiche all'attività esercitata, i disturbi causati dal lavoro cui si fa riferimento si producono in tutti i rami professionali e dipendono, come ricordato sopra, piuttosto dall'organizzazione del lavoro e dalle condizioni lavorative in generale. A monte di questi disturbi, che si manifestano generalmente in modo strisciante, vi sono numerose cause dalle complesse implicazioni. Dato che queste malattie hanno conseguenze a lungo termine, possono sfociare in un'invalidità. Tuttavia di norma non soddisfano i criteri fissati dalla LAINF per venire riconosciute come malattie professionali. Per questo motivo, solo in via eccezionale sono interessate dalle misure di prevenzione della LAINF. La somma di circa 100 milioni di franchi derivante dal supplemento di premio per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali è prevista unicamente per misure destinate alla cosiddetta "sicurezza sul lavoro", è cioè a disposizione della prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e può essere utilizzata solo in misura limitata per la lotta ai disturbi che non siano coperti dall'assicurazione contro gli infortuni obbligatoria ai sensi della LAINF.

Per contro va rilevato che condizioni di lavoro che provocano disturbi alla salute sono contrarie alle condizioni fissate dalla legge sul lavoro. Il datore di lavoro non è solo tenuto a prendere provvedimenti atti a prevenire infortuni e malattie professionali ai sensi della LAINF, ma, secondo la legge sul lavoro, deve anche provvedere a salvaguardare la salute fisica e psichica dei salariati e organizzare il lavoro in maniera tale da garantirne e migliorarne la protezione.

Date le gravi conseguenze dei disturbi alla salute causate dal lavoro, l'Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (INSAI) e gli organi di vigilanza e di esecuzione della legge sul lavoro hanno focalizzato sempre più la loro attenzione su questo campo. Il seco ha avviato studi sui costi provocati dallo stress e sulla diffusione del mobbing e di altre tensioni psicosociali sul posto di lavoro. L'INSAI ha creato una piattaforma di discussione sui disturbi alla salute legati alla professione, attiva con successo da due anni. In ausilio agli strumenti d'indagine, non ancora disponibili, specifici ai disturbi alla salute causati dal lavoro, l'Osservatorio svizzero della salute, coadiuvato dal seco, ha commissionato per il 2004 un'analisi dei dati contenuti nelle indagini relative alla salute svolte su scala nazionale. Su iniziativa dell'UFAS, sulla base dei dati dell'assicurazione per l'invalidità dovrà essere analizzato il rapporto tre l'invalidità e l'attività professionale esercitata precedentemente. Anche Promozione Salute Svizzera ed il progetto "Politica nazionale svizzera della sanità" sostenuto da Confederazione e Cantoni si occupano in modo dettagliato delle condizioni di salute in rapporto alla situazione lavorativa.

Gli sforzi descritti delle diverse istituzioni confrontate alla problematica si sono limitati finora soprattutto all'analisi dei fattori negativi per la salute sul lavoro. Bisogna ammettere che attualmente vi sono pochi mezzi a disposizione per misure di prevenzione al di fuori dell'ambito della sicurezza sul lavoro e questo costituisce certamente un problema. Il Consiglio federale è perciò disposto a considerare i suggerimenti dell'autore dell'interrogazione e a valutare la possibilità di un finanziamento circostanziato delle misure di prevenzione nell'ambito dei disturbi alla salute legati al lavoro.

Risposta del Consiglio federale.

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