03.3442 · Interpellanza · 2003-09-15
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale segue costantemente e con la massima attenzione gli sviluppi che riguardano l'UE, nonché le opinioni del Popolo svizzero circa le relazioni tra Svizzera e UE. Applica in modo trasparente e conseguente la sua strategia in materia di politica europea definita nel Rapporto sulla politica estera del 15 novembre 2000 (FF 2001 201). Questa strategia è stata precisata in seguito al rifiuto dell'iniziativa popolare "Sì all'Europa!" durante la votazione del 4 marzo 2001:
- la priorità a breve termine consiste nell'applicazione degli accordi bilaterali I del 1999;
- la priorità a medio termine consiste nella conclusione del secondo round di negoziati in corso tra la Svizzera e UE;
- l'obiettivo a lungo termine consiste nell'adesione all'Unione europea.
Per il momento, le condizioni definite dal Consiglio federale (cfr. punto 2 qui di seguito) per un'adesione della Svizzera all'UE non sono soddisfatte.
Per quanto riguarda, più in particolare, le singole domande del gruppo dell'Unione democratica di centro, la posizione del Consiglio federale si definisce come segue:
1. Nel suo Rapporto del 15 novembre 2000 sulla politica estera, il Consiglio federale osserva che l'adesione all'UE resta il suo obiettivo finale perché gli interessi della Svizzera, a lungo termine, possono essere meglio salvaguardati dall'interno dell'UE che non dall'esterno. Contrariamente a quanto sostenuto nell'interpellanza, il Consiglio federale è dell'avviso che l'evoluzione della situazione dal momento della pubblicazione del Rapporto 2000 sulla politica estera non richieda un cambiamento della sua posizione relativamente al suo obiettivo a lungo termine riguardante l'adesione della Svizzera all'UE.
2. Il Consiglio federale ricorda che, nel suo Rapporto sulla politica estera 2000, ha annunciato che durante la legislatura 2003-2007 avrebbe preso una decisione circa la possibilità di aprire o no i negoziati d'adesione all'UE. Nel Rapporto non ha quindi annunciato l'intenzione di aprire tali negoziati durante la legislatura 2003-2007. Allo stesso tempo, il Consiglio federale ha formulato chiare condizioni che devono essere soddisfatte per poter compiere un simile passo (valutazione delle esperienze fatte in seguito agli accordi bilaterali I del 1999; analisi delle conseguenze di un'eventuale adesione all'UE sugli aspetti politici centrali della Svizzera; presenza di un ampio consenso politico interno all'apertura dei negoziati per l'adesione all'UE). Il Consiglio federale ha confermato la sua tabella di marcia nella risposta al postulato del Consigliere nazionale Rennwald "Adesione della Svizzera all'UE" (12.12.2002, 02.3730). La decisione che il Consiglio federale dovrà prendere durante la legislatura 2003-2007 non è stata pianificata a priori: essa sarà definita in base a un rapporto contenente un sommario completo dei vantaggi e degli svantaggi dell'adesione all'UE, in cui si terrà parimenti conto degli effetti delle importanti trasformazioni che si stanno verificando nell'UE (allargamento, riforme).
3. Come il Consiglio federale ha annunciato in occasione della votazione sui primi accordi bilaterali con l'UE (Accordi bilaterali I), l'Assemblea federale deciderà nel 2009 (sette anni dopo l'entrata in vigore dei suddetti accordi) se prolungare o no l'accordo sulla libera circolazione delle persone. Questa decisione sarà, inoltre, sottoposta al referendum facoltativo. Le intense relazioni tra Svizzera e UE porteranno inevitabilmente con sé nuovi problemi, che dovranno essere affrontati e risolti. Il Consiglio federale è consapevole del fatto che l'agenda della politica europea della Svizzera è sempre molto piena; ciò non contraddice, tuttavia, la volontà del Consiglio federale di portare avanti un'analisi globale delle relazioni tra la Svizzera e l'UE e di decidere, in base a questa analisi, il comportamento da seguire in funzione degli interessi del nostro Paese.
Risposta del Consiglio federale.