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03.3591 · Interpellanza · 2003-12-02

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

1. In seguito alla sentenza pronunciata dal Tribunale federale, la Commissione della concorrenza (Comco) può obbligare tutti i gestori di rete a trasportare l'elettricità prodotta dalla concorrenza?

2. È vero che la Comco ha minacciato d'infliggere alle Aziende elettriche friburghesi una multa pari a circa un milione di franchi se queste persistessero nel rifiutarsi di trasportare la corrente elettrica prodotta dalla Watt AG?

3. Dopo la sentenza del Tribunale federale, la Comco è intervenuta anche presso altre aziende elettriche? Se sì, presso quali?

4. Nel caso d'interessi pubblici preponderanti, il Consiglio federale può disporre una regolamentazione derogatoria alla legge sui cartelli. Le Aziende friburghesi hanno presentato una domanda in tal senso. L'approvvigionamento di energia elettrica in tutto il Paese è considerato dal Consiglio federale come un interesse preponderante?

5. Come intende conciliare il Consiglio federale la questione di un'apertura del mercato dell'energia elettrica ad opera della Comco con il fatto che il popolo svizzero ha respinto alle urne la liberalizzazione del mercato dell'elettricità?

6. In che misura la sentenza del Tribunale federale pregiudica i lavori della Commissione di esperti per una nuova regolamentazione del settore dell'energia elettrica?

7. Quali problemi potrebbero risultare, per questa Commissione, dall'"apertura selvaggia" del mercato dell'elettricità ad opera della Comco?

8. Quali sono gli effetti di una simile "apertura selvaggia" per le economie domestiche private, le PMI e le grandi aziende? Questo fenomeno farà salire i prezzi per i privati e i piccoli clienti?

9. Qual è stato l'andamento della politica dei prezzi praticata dalle aziende produttrici di elettricità da quando la legge sul mercato dell'energia elettrica è stata respinta?

10. Sono noti piani della Comco per un'apertura selvaggia del mercato? Se sì, come si presentano tali piani?

11. Quali effetti avrebbe un'apertura selvaggia del mercato dell'energia elettrica sul budget e sulle imposte dei Cantoni e dei Comuni interessati?

12. Come intende procedere il Consiglio federale in merito a questo dossier?

Begründung

Un anno fa, il popolo svizzero ha respinto alle urne la legge sul mercato dell'energia elettrica (LMEE) pronunciando così anche un chiaro NO alla liberalizzazione del mercato in questo settore. Un gruppo di esperti istituito dal Consiglio federale sta attualmente elaborando una nuova regolamentazione del settore dell'energia elettrica. Nei giorni scorsi, tuttavia, si è potuto leggere nella stampa che la Commissione della concorrenza (Comco) intenderebbe aprire il mercato dell'energia elettrica per il tramite della legge sui cartelli. Il pretesto sarebbe fornito da una nuova sentenza pronunciata dal Tribunale federale nell'ambito del contenzioso fra le Aziende elettriche friburghesi (Freiburger Elektrizitätswerken, FEW) e la ditta Watt Schweiz AG. Nella loro decisione, i giudici di Losanna hanno decretato che la legge sui cartelli è applicabile anche all'approvvigionamento di energia elettrica.

Stellungnahme des Bundesrates

Con la sentenza del 17 giugno 2003, il Tribunale federale ha confermato la decisione del 5 marzo 2001 della Comco, secondo la quale la legge sui cartelli (LCart) è applicabile anche al settore dell'elettricità, salvo prescrizioni del diritto cantonale ad essa contrarie. Il Tribunale federale ha emanato questa sentenza dopo il NO alla LMEE votato il 22 settembre 2002. Nella sua motivazione esso ha tra l'altro sottolineato che, grazie al materiale sulla votazione, gli aventi diritto di voto erano a conoscenza del fatto che, in assenza della LMEE, la LCart risultava applicabile a questo settore.

Conformemente alla sentenza del Tribunale federale, passata in giudicato ed esecutiva, le Aziende elettriche friburghesi (Freiburger Elektrizitätswerke, FEW) sono state obbligate a trasportare sulla loro rete la corrente elettrica prodotta dalla Watt AG. In seguito a questa sentenza le FEW, facendo valere interessi pubblici preponderanti, hanno richiesto al Consiglio federale un'autorizzazione eccezionale e di durata limitata concernente il rifiuto di trasportare energia elettrica prodotta da terzi. Con decisione del 5 novembre 2003 il Dipartimento federale dell'economia (DFE), nell'ambito di misure preventive, ha rifiutato di differire l'esecuzione della sentenza del Tribunale federale.

La Comco ha esortato le FEW ad informarla sui provvedimenti che intendono adottare per adempiere alla decisione esecutiva della Comco. Le FEW hanno chiesto ed ottenuto diverse proroghe. Prima della scadenza dell'ultimo termine hanno comunicato alla Comco che intendevano acconsentire al trasporto, ma che avrebbero stipulato un nuovo contratto di fornitura con i centri di produzione della Migros a Courtepin e a Estavayer-le-Lac. La Migros, dal canto suo, ha annunciato di aver sciolto il contratto di fornitura stipulato in origine con la Watt AG.

Ad 1:

Conformemente alla sentenza del Tribunale federale del 17 giugno 2003, la LCart può in linea di principio essere applicata al mercato dell'elettricità. Essa risulta inapplicabile soltanto quando prescrizioni cantonali prevedono un monopolio legale dell'azienda elettrica cantonale e quando tale monopolio soddisfa quanto richiesto dalla Costituzione federale. Se non vi sono simili disposizioni, in virtù della LCart ogni gestore di rete è tenuto a trasportare la corrente prodotta da altri fornitori nel limite delle capacità di rete disponibili. Tuttavia, secondo l'articolo 8 LCart, il Consiglio federale può dichiarare ammissibile per un periodo di tempo limitato un rifiuto di trasportare corrente elettrica prodotta da terzi, se tale rifiuto è necessario in casi eccezionali per soddisfare interessi pubblici preponderanti.

Ad 2:

Nel caso di un mancato adempimento a una decisione passata in giudicato delle autorità in materia di concorrenza oppure a una decisione di un'autorità di ricorso, l'articolo 50 LCart prevede sanzioni amministrative sotto forma di oneri finanziari. Conformemente alla modifica della LCart del 20 giugno 2003 (entrata in vigore prevista per il 1° aprile 2004), tali oneri ammontano al 10 per cento della cifra d'affari realizzata in Svizzera negli ultimi tre esercizi. L'importo è calcolato singolarmente. Se, in seguito alla decisione del Tribunale federale, le FEW si fossero ulteriormente rifiutate di trasportare la corrente di terzi sulle loro reti, la Comco avrebbe potuto avviare una corrispondente procedura. Le FEW avrebbero inoltre rischiato d'incorrere in sanzioni penali (art. 54 LCart).

Ad 3:

Da prima della votazione sulla LMEE risultano pendenti presso la Comco due casi di rifiuto di trasportare energia elettrica prodotta da terzi (Elektra Baselland EBL, Elektrizitätswerk des Kantons Thurgau EKT). Dalla sentenza del Tribunale federale, datata 17 giugno 2003, la Comco non ha ricevuto nuovi reclami.

Ad 4:

L'obbligo di trasportare sulla propria rete corrente elettrica prodotta da terzi non mette fondamentalmente in discussione l'approvvigionamento regionale o nazionale.

Ad 5:

Nelle spiegazioni sulla votazione popolare in merito alla legge sul mercato dell'energia elettrica (LMEE) il Consiglio federale precisava che "un NO della LMEE non può arrestare l'apertura del mercato dell'energia elettrica; ci sarebbe piuttosto da attendersi una prosecuzione di una liberalizzazione incontrollata". La popolazione svizzera doveva pertanto prevedere che l'apertura del mercato si sarebbe realizzata altrimenti, ad esempio per il tramite della legge sui cartelli.

Ad 6 e 7:

Conformemente al suo mandato, la Commissione di esperti del DATEC per una nuova regolamentazione del settore dell'energia elettrica si pronuncia anche sulle tendenze in corso. Secondo la Commissione, la sentenza del Tribunale federale conferma la necessità di disciplinare in maniera nuova il settore. Visti i recenti blackout, essa raccomanda di creare al più presto, quale soluzione transitoria, norme vincolanti per il commercio transfrontaliero di energia elettrica, nonché d'istituire un gestore della rete di trasmissione giuridicamente indipendente e un'autorità di regolazione. Questo permetterà sia di tenere maggiormente conto degli interessi della Svizzera nel mercato europeo dell'energia elettrica, sia di mantenere sull'elevato livello attuale la sicurezza dell'approvvigionamento di energia nel nostro Paese. Dato che questa soluzione transitoria non costituisce un disciplinamento completo del mercato dell'energia elettrica, la Commissione ritiene che vada limitata al 2007.

Ad 10:

Fatto salvo quanto menzionato prima (legislazione cantonale, decisione del Consiglio federale sull'autorizzazione, eccezionale e di durata limitata, per una limitazione della concorrenza), tutti i consumatori finali, le aziende di approvvigionamento dell'energia elettrica o i commercianti possono far valere il diritto di trasporto dell'elettricità. L'apertura del mercato per il tramite della LCart può far sì che altre aziende prendano come riferimento la prassi della Comco e la sentenza del Tribunale federale e seguano le relative linee guida. Tuttavia, il mercato dell'elettricità non può essere disciplinato completamente mediante la LCart. In particolare mancano norme che regolino il commercio transfrontaliero di energia elettrica e i provvedimenti volti a garantire la sicurezza dell'approvvigionamento e il servizio pubblico. Poiché la procedura è onerosa, sono dapprima le grosse aziende a poter intraprendere la via dell'apertura del mercato per il tramite della LCart.

Ad 8:

A causa delle lungaggini procedurali, non è prevista una rapida ed ampia apertura del mercato. Effetti sono attesi in singoli casi; sono possibili soprattutto cambiamenti sul piano dei prezzi dell'elettricità per i grandi consumatori e le aziende di approvvigionamento in qualità di distributori finali. Con la legislazione attuale, soltanto la sorveglianza dei prezzi dell'elettricità ad opera del Sorvegliante dei prezzi può impedire che si producano sovvenzioni incrociate a scapito delle PMI e delle economie domestiche.

Ad 9:

Nell'estate 2003, su incarico della Commissione di esperti del DATEC, l'Ufficio federale dell'energia (UFE) ha effettuato un sondaggio presso singoli distributori di elettricità, PMI e aziende industriali, volto a rilevare le condizioni di prezzo praticate dopo il NO alla LMEE. Dalle circa 300 risposte pervenute dalle PMI e dalle aziende industriali è emerso che per l'8 per cento delle PMI e per il 37 per cento delle aziende industriali è stato annunciato un aumento di prezzo pari al 5-10 per cento. Quasi tutte le aziende hanno ammesso che la concorrenza, all'estero, gode di prezzi dell'elettricità in parte anche notevolmente inferiori. Dalle 14 risposte pervenute dai distributori di elettricità è emerso che i loro fornitori hanno tentato di revocare le condizioni più vantaggiose accordate in vista dell'entrata in vigore della LMEE. Per quanto riguarda i prezzi, in alcuni casi si registra attualmente una nuova tendenza al ribasso. Il Sorvegliante dei prezzi pubblica sul proprio sito Internet un paragone dei prezzi dell'energia elettrica che, sulla base di categorie standardizzate di consumatori finali, permette di effettuare confronti. Dopo il NO del popolo sovrano alla LMEE, è compito della Sorveglianza dei prezzi proteggere in particolare le PMI e le economie domestiche dagli abusi praticati a livello di prezzi. Per questo motivo, la sorveglianza dei prezzi nel mercato dell'elettricità riprenderà ad analizzare sistematicamente i casi concreti.

Ad 11:

Gli effetti dipenderanno dalle condizioni negoziate individualmente, che però non sono quasi rilevabili sul piano statistico. Un'apertura disciplinata del mercato, come previsto dalla nuova regolamentazione del settore dell'energia elettrica, migliorerà la trasparenza. Fra l'altro, si potrà esigere che il carico fiscale sia chiaramente indicato sulla fattura dell'elettricità, cosa che faciliterebbe anche la valutazione degli effetti dell'apertura del mercato sui budget pubblici.

Ad 12:

Poiché le FEW hanno ritirato la loro domanda, per il Consiglio federale non vi è ragione di occuparsi di questo dossier.

Risposta del Consiglio federale.