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03.3603 · Mozione · 2003-12-15

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Si invita il Consiglio federale ad elaborare un pacchetto di provvedimenti per l'armonizzazione della vita familiare con quella professionale, avvalendosi della collaborazione di Cantoni, Comuni, parti sociali e ONG.

Begründung

In Svizzera è sempre molto difficile conciliare famiglia e lavoro. Una delle conseguenze è la rinuncia di molte donne alla maternità: di fronte al dilemma di scegliere tra vita professionale e avere dei figli, optano per la prima. Così, oggi una donna su tre non ha figli. Tra le laureate il rapporto è addirittura di quattro su dieci.

Il tasso delle nascite riflette questa tendenza. Se trent'anni fa in Svizzera una donna aveva in media 2,5 bambini, oggi la media è scesa a 1,5 (1,2 figli per le donne svizzere, 1,8 per le straniere). Per stabilizzare l'andamento demografico senza immigrazione ci vorrebbe un tasso di natalità di 2,1 figli.

Allo stesso tempo, sul mercato del lavoro si registrano le prime difficoltà. Soprattutto nei settori meno influenzati dalla congiuntura, come quello sanitario e dell'insegnamento (professioni in cui, è interessante notare, operano in prevalenza donne) presto si registrerà una carenza di personale. Presto la domanda di donne sul mercato del lavoro si farà più insistente.

Le famiglie con reddito medio o basso devono fare fronte a una situazione finanziaria sempre più difficile. In genere, in queste famiglie entrambi i coniugi devono avere un impiego per potersi mantenere con i propri mezzi ed evitare di dipendere dall'assistenza sociale. Poiché molto spesso non vi sono strutture per la custodia dei bambini, i genitori sono costretti a lasciare i propri figli da soli molto presto. Stando ai dati dell'Unione svizzera degli imprenditori, in Svizzera il 40% dei bambini in età scolare resta regolarmente incustodito.

È sempre più palese che i nostri bambini hanno bisogno di maggiori occasioni di apprendimento sociale e ciò già nella prima e seconda infanzia. Le famiglie piccole non danno sufficienti possibilità di addestramento in questo senso. Sette bambini su dieci hanno al massimo un fratello o una sorella; uno su quattro è figlio unico. Se si considera che l'apprendimento sociale avviene soprattutto in gruppi d'età mista, non sorprende che i progressi in questo campo fatti negli asili e nelle classi scolastiche tradizionalmente strutturate per fasce d'età omogenee siano relativamente limitati. Le strutture prescolari ad età mista, quali asili nido o "famiglie diurne" qualificate, sono riservate a un numero ristretto di bambini.

Lo studio PISA ha messo in luce dati preoccupanti. In Svizzera, a causa della scolarizzazione tardiva, della mancanza di scuole a tempo pieno e della carenza di offerte di custodia prescolare, i bambini provenienti da famiglie con un difficile background sociale sono fortemente penalizzati a scuola. Rispetto ad altri Paesi, il nostro sistema scolastico è nettamente meno capace di riequilibrare gli svantaggi d'ordine sociale.

Creando condizioni generali valide, si permetterebbe di conciliare la vita familiare con quella professionale, offrendo nuove prospettive. Le giovani donne potrebbero restare professionalmente attive e mantenere l'indipendenza economica anche avendo dei figli. I padri, le cui compagne lavorano, non dovrebbero più farsi interamente carico della responsabilità del mantenimento economico e avrebbero così la possibilità di ridurre un po' l'orario di lavoro. Le famiglie disagiate saprebbero che i loro figli sono ben assistiti mentre i genitori sono al lavoro. I bambini avrebbero maggiori possibilità di sviluppare dei rapporti stabili e ben definiti con altri adulti e bambini al di fuori del loro piccolo nucleo familiare, affinando così le proprie competenze sociali. Tutto ciò rafforzerebbe anche le pari opportunità tra i bambini.

La Svizzera ha quindi tutto l'interesse di promuovere con fermezza l'armonizzazione della vita familiare e professionale. Per sostenerne l'attuazione la Confederazione deve elaborare un ampio pacchetto di provvedimenti. Ma per evitare che tutto ciò resti poi lettera morta, devono essere coinvolti fin dall'inizio i vari protagonisti: la Confederazione dovrà cercare la collaborazione di Cantoni, Comuni, parti sociali e organizzazioni non governative. La Confederazione deve guidare il processo, portando i vari operatori a collaborare e vegliando affinché siano adottati provvedimenti coerenti, chiari, efficaci e di rapida attuazione.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

È vero che per molte famiglie in Svizzera conciliare vita familiare e lavoro è problematico. Ciò può comportare inauspicate ripercussioni sulla crescita economia, sull'equilibrio sociale, sulla parità tra donne e uomini e sul piano della formazione. Il Consiglio federale ritornerà su questa problematica in relazione allo studio dell'OCSE sulla conciliazione di lavoro e famiglia, attualmente in fase di preparazione per la Svizzera e i cui risultati (analisi e raccomandazioni) saranno pubblicati in autunno. Nel concepire il pacchetto di misure dovrà essere prestata particolare attenzione a rispettare la ripartizione delle competenze sancita dalla Costituzione svizzera e alla situazione attuale e prevista delle finanze pubbliche, in particolare del bilancio della Confederazione.

Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.