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04.3152 · Interpellanza · 2004-03-18

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Nel giro di poche settimane, per ben due volte le FFS hanno fatto parlare negativamente di sé. A margine del Forum economico mondiale di Davos (WEF), nell'ambito di un'azione vandalica camuffata come manifestazione politica, il 24 gennaio scorso è stato demolito un treno, con conseguenti notevoli disagi per il traffico ferroviario. Due giorni dopo, alcune locomotive delle FFS sono state "tappezzate" di manifesti politici. In relazione a tali episodi, il Gruppo UDC chiede al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

- Il 24 gennaio 2004, un treno speciale delle FFS proveniente da Coira trasportava un gruppo di persone dirette, eufemisticamente parlando, a una "manifestazione"; in realtà si trattava di un'accozzaglia di vandali. Queste persone erano in possesso di un titolo di trasporto valido? Sono state controllate al momento di salire sul treno? In caso di risposta negativa: come spiega il Consiglio federale questa disparità di trattamento al normale cittadino, che paga il biglietto?

- Il treno speciale è stato distrutto dai vandali. Ora, a quanto ammontano i danni, e chi li paga?

- Chi aveva effettuato la prenotazione del treno? Queste persone dovranno rispondere dei danni?

- Perché a questo gruppo di vandali è stato messo a disposizione un convoglio, considerato che era prevedibile che avrebbe causato ingenti danni?

- Per quale motivo la Confederazione, in qualità di proprietaria delle FFS, non ha potuto evitare i danni, nonostante il Parlamento avesse approvato per il WEF un dispiegamento di 4700 soldati?

- Anche in un treno regolare, circolante alla stessa ora sulla tratta Coira - Zurigo, aveva preso posto un gruppo di vandali. In questo convoglio, un passeggero dal comportamento ineccepibile, munito di biglietto, è stato aggredito e picchiato da questi individui. Perché il treno non era accompagnato da forze di sicurezza? Fa forse parte del rischio di ogni viaggio effettuato con le FFS farsi picchiare da teppisti sinistroidi? Le FFS hanno prestato le necessarie cure alla vittima? Si sono scusate nei suoi confronti? Le sono stati risarciti i danni?

- I disturbi della viabilità e il conseguente minore afflusso di viaggiatori hanno danneggiato diverse aziende della regione. Le imprese grigionesi devono ormai convivere con l'idea che, durante il WEF, gruppi di vandali pregiudicano la loro libertà di movimento e la possibilità di svolgere le normali attività commerciali?

- Lunedì 26 gennaio 2004, nell'ambito di un'azione organizzata dai sindacati, su numerose locomotive delle FFS sono stati apposti manifesti recanti la scritta "No all'iniziativa Avanti". La direzione delle FFS era stata informata di quest'iniziativa? Si noti che nei giorni precedenti l'azione tutti i depositi di locomotive avevano ricevuto il relativo materiale; persino la stampa era stata informata.

- Quali sanzioni sono previste per i macchinisti e i funzionari sindacali implicati? A seguito di questi gravi episodi di abuso del proprio statuto professionale, sono stati pronunciati dei licenziamenti nei confronti di dipendenti FFS?

- Dopo quanto accaduto, il Consiglio federale ha biasimato la direzione delle FFS?

- Perché le FFS, contrariamente alle dichiarazioni rilasciate alla stampa, non hanno provveduto immediatamente a far togliere i manifesti contro l'iniziativa "Avanti", consentendo, anche nei giorni successivi, la circolazione di locomotrici così "addobbate"?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Diversamente da quanto affermato nel presente intervento, stando alle dichiarazioni delle FFS nel caso in oggetto non si è trattato di un treno speciale prenotato. Il convoglio, che circolava secondo orario regolare, è però stato suddiviso in due sezioni, in modo da separare i manifestanti dagli altri viaggiatori. A Zurigo, con la collaborazione della polizia ferroviaria, è stato effettuato un controllo di chi saliva sul treno. Gran parte dei viaggiatori controllati disponeva di un regolare titolo di trasporto.

2. Sempre secondo informazioni rilasciate dalle FFS, i danni subiti dal convoglio ammontano a ca. 200'000.-- franchi. Le FFS hanno nel frattempo sporto denuncia contro ignoti; l'indagine di polizia è attualmente in corso. Qualora si riesca a risalire ai colpevoli, le FFS chiederanno il risarcimento dei danni. Per questi casi non è prevista alcuna copertura assicurativa.

3. Come esposto poc'anzi, non si è trattato di un convoglio speciale prenotato bensì di un treno regolare, in servizio secondo orario.

4. In virtù dell'articolo 3 della legge federale del 4 ottobre 1985 sul trasporto pubblico (LTP; RS 742.40), in linea di principio le imprese di trasporto sottostanno all'obbligo di trasporto.

5. In base al vigente ordinamento costituzionale, la sicurezza del Comune di Landquart era di competenza della Polizia cantonale grigionese. Il Consiglio federale non era autorizzato ad esercitare alcun diritto di vigilanza e di controllo sulle misure adottate dalla polizia grigionese. Conformemente al Messaggio del 29 ottobre 2003 concernente il decreto federale sull'impiego dell'esercito in servizio d'appoggio a favore del Cantone dei Grigioni nell'ambito delle misure di sicurezza per il World Economic Forum (WEF) di Davos dal 21 al 25 gennaio 2004 (FF 2003 6421, 6429 seg.), il mandato dell'esercito si limitava alle seguenti attività: sorveglianza di infrastrutture a rischio, protezione delle persone nella zona centrale da parte di formazioni di professionisti, trasporti aerei, sorvoli, voli di sorveglianza a favore degli impieghi terrestri di polizia, salvaguardia della sovranità sullo spazio aereo, garanzia della sicurezza dello spazio aereo. La sorveglianza del traffico ferroviario non faceva parte del mandato di sicurezza affidato all'esercito dal Parlamento.

6. Per le FFS, la sicurezza dei viaggiatori e del personale gode di assoluta priorità. La crescita degli episodi di violenza è un fenomeno sociale. Le FFS cercano di farvi fronte rafforzando la presenza della polizia ferroviaria, accompagnando i treni che circolano a tarda ora sulle linee regionali e intensificando la sorveglianza tramite videocamere. Ciò avviene in stretta collaborazione con la polizia, responsabile in primo luogo dell'ordine e della sicurezza.

I clienti che nei treni o nelle stazioni FFS vengono molestati o aggrediti da terzi, possono rivolgersi al servizio clientela dell'azienda. Va rilevato che a seguito dell'episodio descritto nell'interpellanza nessuno si è fatto vivo presso detto servizio.

Le FFS condannano ogni episodio di violenza che tocca gli utenti delle ferrovie e cercano di rimediarvi mediante un piano globale di misure coordinate tra loro, in particolare nei settori prevenzione, inseguimento (maggiore impiego di forze di sicurezza, raddoppiamento delle pattuglie della polizia ferroviaria, utilizzazione di tecnologie di sicurezza quali la videosorveglianza e le colonnine per chiamate di soccorso). Nonostante il fatto che il 24 gennaio 2004 la polizia ferroviaria fosse presente con un notevole spiegamento di forze, non è purtroppo stato possibile evitare singoli episodi di violenza.

7. Manifestazioni importanti come il WEF esigono l'adozione di severe misure di sicurezza, inevitabilmente connesse con limitazioni della libertà di movimento.

8. A suo dire, la direzione delle FFS non era a conoscenza di questa azione; essa ha del resto chiesto l'immediata rimozione del materiale propagandistico dalle locomotive.

9. Poiché, su ordine della direzione i manifesti sono stati rimossi, si è rinunciato all'adozione di altri provvedimenti nei confronti del personale FFS. Al sindacato implicato è stato chiesto il risarcimento dei danni.

10. Il Consiglio federale non vede la necessità di biasimare le FFS.

11. Cfr. risposta alla domanda 9. La direzione delle FFS ha chiesto che gli autoadesivi venissero immediatamente rimossi. Le locomotrici in questione, tuttavia, non hanno potuto essere tolte subito dalla circolazione. Per eliminare ogni traccia lasciata dagli autoadesivi, il personale FFS addetto alla pulizia ha dunque impiegato alcuni giorni.

Risposta del Consiglio federale.