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Ufficio federale dell'immigrazione, dell'integrazione e dell'emigrazione, Divisione mercato del lavoro e emigrazione. Inchiesta

04.3211 · Interpellanza · 2004-05-03

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Nel contesto di un licenziamento collettivo e unilaterale presso l'Ufficio federale dell'immigrazione, dell'integrazione e dell'emigrazione (IMES), chiedo al Consiglio federale, rispettivamente al capo del pertinente dipartimento, signor Blocher, se è disposto ad avviare un'inchiesta che riveli le gravi irregolarità nella Divisione mercato del lavoro e emigrazione e consenta di assumere nuovamente le persone licenziate illegalmente.

Chiedo esplicitamente che le collaboratrici e i collaboratori, attuali o del passato, della Divisione siano sentiti nel contesto dell'inchiesta.

L'inchiesta è urgente in quanto la situazione influisce negativamente sul mercato del lavoro in Svizzera romanda e in Ticino. Tali effetti sono avvertiti segnatamente dalle imprese in seguito agli inevitabili ritardi dovuti al licenziamento di tutte le collaboratrici - tranne i capi - incaricate della Svizzera romanda e del Ticino.

Begründung

Il 15 aprile 2004 l'Ufficio federale dell'immigrazione, dell'integrazione e dell'emigrazione (IMES) ha inviato una lettera alle autorità preposte al mercato del lavoro dei Cantoni romandi e del Ticino, nella quale comunicava che la direzione dell'IMES aveva deciso - d'intesa con tre collaboratrici del Gruppo Svizzera romanda e Ticino della Sezione manodopera e immigrazione - di rescindere i rispettivi rapporti di lavoro al 13 aprile 2004.

La direzione dell'IMES, pertanto, si è puramente e semplicemente separata in maniera unilaterale da tutte le collaboratrici del Gruppo Svizzera romanda e Ticino della Sezione manodopera e immigrazione, che fa parte della Divisione mercato del lavoro e emigrazione! Tale licenziamento, inoltre, è avvenuto in circostanze estremamente scioccanti e del tutto inaccettabili: le persone interessate hanno dovuto lasciare il posto di lavoro e liberare gli uffici in meno di tre ore, come se avessero commesso il peggiore dei crimini!

Questo fatto avrebbe potuto passare inosservato se negli ultimi anni non si fosse già prodotta una serie di eventi analoghi. Nella divisione regnano gravi irregolarità, di cui la direzione sembra essere responsabile. Negli ultimi tre o quattro anni, ad esempio, oltre il 40 per cento degli impiegati hanno lasciato il loro servizio, sia perché vittime di mobbing, sia perché ammalatisi o afflitti da depressione. In seguito al licenziamento delle tre collaboratrici romande, la fiducia nella direzione sembra essere compromessa per numerose collaboratrici e numerosi collaboratori dell'IMES.

Stellungnahme des Bundesrates

Alla metà di aprile 2004, la direzione dell'IMES si è separata da tre collaboratrici del settore Svizzera romanda e Ticino nel contesto di un accordo e consensualmente, e non - come sostenuto dall'autore dell'interpellanza - in seguito a una decisione unilaterale. Nell'ambito dell'accordo si era anche convenuto di mantenere il silenzio, non da ultimo per proteggere le collaboratrici interessate.

Il capo del dipartimento è stato informato preliminarmente sulla questione e i servizi del personale del Dipartimento federale di giustizia e polizia nonché dell'IMES sono stati implicati sin dall'inizio. L'autore dell'interpellanza può star certo che questo passo è stato compiuto per motivi impellenti e dopo aver esaurito svariati provvedimenti di sostegno al personale.

I rimproveri su cui si fonda l'interpellanza sono privi di fondamento. Essi sono in parte errati (irregolarità; svantaggi e ritardi per quel che concerne la collaborazione con i Cantoni interessati, i quali al contrario hanno addirittura formulato per scritto i loro ringraziamenti) e in parte non veritieri (mobbing). Ciò solleva dubbi circa l'onestà d'intento delle persone che hanno fornito informazioni all'autore dell'interpellanza.

Anche il tasso di fluttuazione del personale del 40 per cento evocato dall'interpellanza non corrisponde alla realtà. La divisione in questione è caratterizzata da un tasso di fluttuazione che si situa attorno al 7 per cento e che corrisponde alla media dell'amministrazione federale, mentre la sezione menzionata dall'autore dell'interpellanza ha effettivamente conosciuto, negli ultimi anni, una fluttuazione leggermente più elevata, dovuta tuttavia a partenze ordinarie (pensionamenti, mogli che hanno seguito il coniuge all'estero o che, per motivi familiari, hanno rinunciato a svolgere un'attività lucrativa, rapporti di lavoro di durata determinata).

Le affermazioni dell'interpellanza sono inoltre confutate già dal solo fatto che, durante il periodo in causa, tre ex collaboratori che nel frattempo avevano lavorato per più anni presso un servizio cantonale o un altro servizio della Confederazione, sono tornati precisamente nell'unità amministrativa in questione.

Considerati i fatti suesposti, il Consiglio federale non ritiene vi sia motivo di avviare un'inchiesta. Vedasi in proposito la risposta del Consiglio federale all'interpellanza Kohler del 18 giugno 2004.

Risposta del Consiglio federale.