04.3220 · Mozione · 2004-05-05
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di ricuperare e smaltire le munizioni e i residui di esplosivi depositati sui fondali dei laghi svizzeri nella misura in cui questi rappresentano una potenziale minaccia per persone e animali. Nella fattispecie, sono particolarmente noti i casi dei laghi di Thun e di Brienz.
Begründung
Dal 1945 al 1964 l'esercito ha calato in acque svizzere bombe d'aviazione, granate, normali cartucce e residui di esplosivi, segnatamente nei laghi di Thun e di Brienz. Secondo i dati del DDPS si tratterebbe al riguardo di circa 3000 tonnellate di materiale, vale a dire di 2000 tonnellate di metalli e di 1000 tonnellate di esplosivi, di cui circa 500 tonnellate di TNT (trinitrotoluolo, "tritolo") e 500 tonnellate di altri esplosivi. Sono pure stati accertati casi nei quali l'esercito ha depositato rifiuti speciali in discariche (per es. a Bonfol).
Finora il DDPS ha sostenuto la posizione secondo cui, finché l'acqua dei laghi non risulta essere contaminata, non vi è il bisogno di trattare il materiale depositato mediante misure tecniche o addirittura di rimuoverlo.
Occorre tuttavia partire dal presupposto che le munizioni sono sottoposte a una costante corrosione. Più si attenderà con il ricupero, più grande sarà il pericolo che le sostanze velenose conducano a problemi ambientali.
Nell'estate del 2001, la notizia secondo la quale nel lago di Thun il 40 per cento dei coregoni in età di riproduzione presentavano anomalie negli organi riproduttivi (gonadi) ha destato una grande preoccupazione tra il pubblico. Attualmente è in corso un ampio programma di ricerca per individuare le cause di tale fenomeno. La questione di sapere se sussiste una correlazione con i siti contaminati da munizioni è per ora lasciata in sospeso.
Indipendentemente dai risultati di tali ricerche un recupero delle munizioni è imprescindibile nella misura in cui esse costituiscono un pericolo latente per le 400 000 persone che traggono la loro acqua potabile direttamente o indirettamente dai laghi di Brienz e di Thun. Lo smaltimento richiesto è inoltre urgente per ragioni turistiche, affinché i laghi di Brienz e di Thun non perdano la loro immagine di acque limpide.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Nel secolo scorso, segnatamente negli anni quaranta, sono stati calati in differenti laghi svizzeri munizioni o residui di munizioni in esubero o danneggiati. Sono noti i casi dei laghi di Thun, di Brienz e di Uri. L'esplosione avvenuta nel dicembre 1947 a Blausee-Mitholz ha condotto nel 1948 a grandi azioni di smaltimento nel lago di Thun. La necessità di prevenire incidenti ha avuto un ruolo di primo piano nelle decisioni di calare il materiale summenzionato nelle acque.
Dalle analisi effettuate sino a oggi nei laghi di Thun e di Brienz risulta che è difficile e oneroso localizzare con precisione i depositi e ottenere indicazioni esatte sulle quantità dei singoli materiali.
Il DDPS sta adottando da tempo le misure previste dalla legge sulla protezione dell'ambiente.
Dal 1993 al 1995 la questione delle munizioni in fondo al lago di Thun è stata esaminata in maniera più dettagliata. Da una stima è risultato che nel lago di Thun sono state calate circa 3000 tonnellate di munizioni e residui di munizioni. Le due ubicazioni principali hanno potuto essere localizzate con l'aiuto di testimoni dell'epoca e per mezzo di apparecchiature tecniche e telecamere subacquee. Campioni d'acqua e di sedimenti sono stati esaminati chimicamente. Non si è riscontrata alcuna liberazione di sostanze nocive. I tentativi iniziali di ricupero per mezzo di un magnete sono stati infruttuosi.
Nella primavera 2004 è stata condotta un'indagine storica per quanto concerne le munizioni calate nel lago di Brienz. In base all'audizione di testimoni dell'epoca e all'esame di vecchi documenti si presume che siano state depositate nel lago di Brienz almeno 500 a 600 tonnellate di munizioni.
Nel corso dei prossimi mesi tutti i laghi svizzeri in questione saranno sottoposti in modo sistematico a indagini di questo tipo. Tutte le informazioni concernenti il deposito nei laghi svizzeri di munizioni o di altro materiale dell'esercito saranno documentate in un rapporto. Inoltre, saranno censiti i laghi che sono stati utilizzati quali bersaglio per esercizi di tiro.
Non appena questi risultati saranno disponibili, verrà stabilito se e dove devono essere esaminati dei campioni d'acqua e di sedimenti riguardo a sostanze nocive.
La procedura di recupero dei residui di munizioni già ricoperti da sedimenti costituisce di per sé un potenziale pericolo.
È quindi assolutamente necessario accertare quali sarebbero le conseguenze delle azioni di risanamento sull'equilibrio ecologico dei laghi, quali i rischi connessi alla sicurezza e quali i probabili oneri che ne risulteranno. Fino ad oggi non è nota nessuna tecnica per mezzo della quale possano essere recuperati a grandi profondità dei residui di munizioni già ricoperti da sedimenti. Di conseguenza, nell'ambito di uno studio a largo raggio in campo internazionale il Consiglio federale intende far procedere a ricerche al fine di stabilire se esistono metodi di recupero adatti al caso specifico.
Il potenziale pericolo, rappresentato da un lato dalle munizioni che giacciono sul fondale e dall'altro dalla procedura di recupero, rende assolutamente necessaria una ponderazione degli interessi. Sarà possibile decidere in merito all'eventuale recupero unicamente quando saranno noti i dati relativi ai pericoli per l'equilibrio ecologico e dopo che saranno stati verificati i differenti metodi di recupero. Occorre inoltre chiarire la ripartizione delle competenze tra Confederazione e Cantoni nonché le conseguenze a livello finanziario. Il Consiglio federale propone quindi di condurre le previste ricerche, come pianificato, e di respingere la mozione.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.