04.3228 · Mozione · 2004-05-06
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a sottoporre al Parlamento una legge e un programma preciso che permetta di realizzare i seguenti obiettivi:
1. a ogni abitante della Svizzera deve essere attribuita un'identità digitale che permetta di identificare chiaramente le parti in scambi elettronici, acquisti e vendite mediante Internet od ogni altro sistema di comunicazione moderno;
2. le società, indipendentemente dal loro statuto, le associazioni, le fondazioni, le società cooperative e le organizzazioni a scopo non lucrativo devono dotarsi di un'identità digitale chiara e giuridicamente vincolante per il commercio e le transazioni;
3. questa identità digitale deve permettere di effettuare transazioni sicure e garantire la protezione dei dati e la certezza del diritto;
4. l'identità digitale individuale e quelle delle società devono poter essere cedute temporaneamente a terzi per scambi elettronici, previa autorizzazione ed entro un quadro giuridico definito;
5. l'identità digitale dovrà permettere di votare elettronicamente a livello cantonale e federale, nell'ambito dell'"e-voting".
Begründung
Quattro anni fa (il 6 settembre 2000), il Consiglio federale espresse il suo parere sulla mozione 00.3298 presentata dal gruppo radicale-liberale. Allora riconobbe che l'attribuzione di un'identità digitale a ogni abitante costituiva un elemento importante per lo sviluppo e l'incoraggiamento della società dell'informazione in Svizzera. Come rilevato allora, una transazione informatica è infatti possibile unicamente se ogni partecipante al processo di comunicazione può essere identificato in modo chiaro e sicuro. Il Consiglio federale sottolineava del resto la sua volontà di favorire le transazioni e di dotarsi dei mezzi per combattere la cibercriminalità: per far ciò è necessaria la realizzazione di un sistema di chiave pubblica su larga scala. Una simile infrastruttura avrebbe inoltre il vantaggio di semplificare l'introduzione del voto elettronico.
Il Consiglio federale suggerì l'introduzione di una carta chip individuale e indicò che, prima di adottare una decisione a livello politico, un comitato speciale sarebbe stato incaricato di esaminare le condizioni e i limiti che l'identità digitale avrebbe dovuto rispettare. Nel frattempo la tecnologia digitale ha iniziato a svilupparsi in ambito economico e sociale a livello europeo e mondiale, mentre l'obiettivo menzionato non figura nemmeno nel programma di legislatura 2003-2007 del Consiglio federale. Se la Svizzera si dotasse al più presto di questa infrastruttura l'economia avrebbe solo da guadagnarci.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Come promesso nella risposta alla mozione citata (00.3298), il Consiglio federale ha verificato la fattibilità di un'identità digitale statale dal punto di vista tecnico, organizzativo e politico e, dopo un bilancio intermedio positivo, nell'estate 2002 ha preparato il mandato di introdurre una carta d'identità elettronica (Carta eID). Ma nel frattempo, da un canto l'"e-euforia" ha assunto fondamenti realistici e, d'altro canto, a contare dal 1°.1.2005, gli offerenti privati di servizi di certificazione potranno essere riconosciuti come offerenti di "identità digitali" di alta qualità.
L'asse principale della strategia dell'Esecutivo nei confronti dell'identificazione nella rete cibernetica e della firma elettronica si è sempre situato - in concordanza con lo sviluppo a livello europeo - nell'istituzione delle condizioni quadro riguardanti gli offerenti privati di certificati chiave. Nel luglio 2001 il Consiglio federale ha licenziato il messaggio relativo alla legge federale sui servizi di certificazione nel campo della firma elettronica (SCFel). La legge, approvata dal Parlamento nel dicembre ultimo scorso entrerà presumibilmente in vigore il 1° gennaio 2005. Con essa vengono date tutte le condizioni quadro da parte dello Stato per far sì che gli offerenti privati di servizi di certificazione siano in grado di fornire certificati chiave di alta qualità impiegabili quali identificazioni digitali nel commercio elettronico (e-commerce) e nel traffico elettronico con le autorità (e-government).
Occorre ora concedere all'economia privata un periodo di tempo adeguato per sviluppare le offerte. Se dovesse essere accertato un approvvigionamento carente, sarà necessaria una nuova verifica. Oggi la richiesta principale della mozione va respinta per motivi d'ordine istituzionale e politico.
Ad punto 2: secondo il diritto svizzero, le persone giuridiche agiscono per il tramite delle persone autorizzate a rappresentarle (organi, procuratori). La responsabilità giuridica per gli atti delle persone giuridiche deve sempre poter essere attribuita alle persone fisiche che si sono assunte diritti e doveri in nome della persona giuridica. Per la conclusione di affari attraverso i media elettronici non vi è alcun motivo che giustifichi uno scostamento da tale fondamentale e collaudato concetto.
Ad punto 4: anche riguardo alla rappresentanza e alla procura, i concetti attualmente esistenti possono e devono valere per principio riguardo all'universo cibernetico. La Confederazione segue attentamente gli sforzi intesi a concedere in modo flessibile le autorizzazioni alla firma elettronica. In che modo la portata e la forma le vigenti prescrizioni in materia di registro di commercio debbano essere adeguate alla nuova evoluzione tecnica potrà essere valutato soltanto quando saranno stati maturati e armonizzati su piano internazionale i concetti tecnici e organizzativi.
Ad punto 5: nel voto elettronico (e-voting) l'identificazione è soltanto uno dei numerosi problemi spinosi. La Cancelleria federale conduce, su incarico del Consiglio federale e in collaborazione con alcuni Cantoni pilota, un accurato programma di collaudo. Durante la fase pilota di voto elettronico nei Cantoni di Ginevra, Neuchâtel e Zurigo si stanno attualmente applicando e valutando le diverse possibilità tecniche per l'identificazione degli aventi diritto al voto.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.