04.3452 · Interpellanza · 2004-09-22
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. il Servizio nazionale di coordinazione per la lotta contro la criminalità su Internet (SCOCI) ha pubblicato il proprio rapporto annuale il 9 gennaio 2004. Il Consiglio federale ne ha preso conoscenza?
2. Il Consiglio federale è consapevole che i mezzi messi a disposizione di SCOCI sono largamente insufficienti?
3. Il Consiglio federale intende rimediare a questa situazione?
4. Se sì, con quali mezzi?
Begründung
Nella mozione 02.3716 depositata da Regine Aeppli Wartmann l'11 dicembre 2002 si richiede di impiegare più mezzi nella lotta contro gli abusi sessuali inflitti su minori, in particolare aumentando il personale in seno al Servizio di coordinazione per la lotta contro la criminalità su Internet (SCOCI). Nel parere del 14 marzo 2003, il Consiglio federale ha risposto che era troppo presto per esprimere un giudizio sull'eventuale necessità di assumere ancora personale e che la suddetta possibilità sarebbe stata esaminata nella valutazione di SCOCI. In seguito ha proposto di trasformare la mozione in postulato.
Il 9 gennaio 2004, SCOCI ha presentato il suo rapporto annuale 2003 (nota 1). Il rapporto è sostanzialmente positivo, ma richiama l'attenzione su un'insufficienza di mezzi: "Un aumento contenuto di personale nel settore del monitoring sarebbe auspicabile e consentirebbe di rilevare un numero ancora maggiore di infrazioni. Ad ogni modo occorre osservare che un aumento del numero in una delle tre sezioni (clearing, monitoraggio, analisi) può comportare anche la necessità di aumentare le risorse nelle altre due."
Personalmente sono anch'io dell'avviso che l'organico dello SCOCI sia insufficiente. Gli otto impiegati sono suddivisi nelle tre sezioni clearing, monitoring e analisi, situazione che comporta l'impiego medio di appena due o tre persone per sezione. I due o tre impiegati in questione hanno poi il compito di scoprire, indagare ed esaminare qualsiasi tipo di criminalità su Internet. Circa il 40 per cento (nota 2) delle comunicazioni inoltrate a SCOCI concernono la pornografia. La percentuale di pornografia infantile non è nota, anche se occorre constatare che nemmeno una persona si occupa esclusivamente di questo settore, il che è ai miei occhi assolutamente insufficiente.
In un mondo nel quale tutto si muove sempre più velocemente e ogni giorno tutto cambia e si evolve, il Consiglio federale non può permettere - sotto il pretesto di lunghe procedure amministrative, difficoltà finanziarie od obblighi amministrativi - che pedofili utilizzino Internet per incontri e scambi come un luogo protetto, nel quale circolano praticamente impunite immagini di fanciulli vittime di abusi, maltrattati o assassinati. Ricordo inoltre che ogni anno i cittadini si mobilitano sempre più - come accadrà di nuovo questo mese con le "marce bianche" in tutto il Paese - per sradicare l'attuale epidemia e che è infine nostro dovere prendere atto del problema, anche ai sensi dell'articolo 11 della nostra Costituzione.
Note 1/2 (il link rinvia al rapporto in tedesco, N.d.T.): http://www.cybercrime.admin.ch/d/rechenschaftsberichte/ Rechenschaftsbericht_2003_kons.pdf
Stellungnahme des Bundesrates
Grazie ad un concetto innovativo, fondato su una completa automatizzazione dei lavori di routine e sul sostegno informatico globale e integrato in seno all'Ufficio federale di Polizia al fine di sfruttare le sinergie, SCOCI vanta già con l'organico attuale di otto persone un bilancio positivo degno di nota. Nei primi 20 mesi, SCOCI ha così potuto trattare più di 10 000 comunicazioni e trasmettere ai Cantoni circa 540 incarti per sospetto.
Il Consiglio federale risponde come segue alle singole domande:
1. il Servizio nazionale di coordinazione per la lotta contro la criminalità su Internet (SCOCI) è finanziato per due terzi dai Cantoni e per un terzo dalla Confederazione. In maniera corrispondente è composto anche il comitato direttivo di SCOCI, che approva il rapporto di gestione e stabilisce annualmente i temi fondamentali per il servizio di coordinazione.
In questo contesto, anche il Capo del DFGP ha preso conoscenza del rapporto di gestione del 9 gennaio 2004 tramite il rappresentante della Confederazione in seno al comitato direttivo di SCOCI.
2. SCOCI si basa su una convenzione amministrativa tra Confederazione e Cantoni, alla quale hanno aderito tutti i Cantoni ad eccezione di Zurigo.
SCOCI ha il mandato di gestire un servizio di coordinamento per le comunicazioni di sospetto e di trovare autonomamente su Internet fattispecie e contenuti sospetti, tramite la cosiddetta ricerca di monitoraggio.
Come servizio di coordinamento, SCOCI è munito di mezzi sufficienti per elaborare tempestivamente le circa 500 comunicazioni di sospetto che pervengono mensilmente dalla popolazione, delle quali circa il 25 per cento concerne pornografia dura ai sensi dell'articolo 197 capoverso 3 CP.
La ricerca di monitoraggio non comprende l'intera fascia della criminalità su Internet, ma si focalizza sui reati principali determinati annualmente dal comitato direttivo. Sin dall'inizio dell'attività di SCOCI, l'accento è stato posto unicamente sulla lotta contro la diffusione di pornografia infantile su Internet. La tematica della pornografia infantile su Internet impegna pertanto la metà dei collaboratori di SCOCI in modo esclusivo, mentre l'altra metà dei collaboratori se ne occupa in modo prevalente. Nel rapporto di gestione 2003 si sostiene che, in base alle esperienze fatte, un contenuto aumento del personale nella sezione monitoring, oltre a essere auspicabile, permetterebbe anche di rilevare un numero ancora maggiore di reati. Nel presente caso, si parla di un aumento di una a due persone. Se tutti i Cantoni partecipassero a SCOCI, questa lacuna potrebbe già essere colmata.
3. Già oggi la Confederazione si assume un terzo dei costi, benché le prestazioni di SCOCI, in particolare nel settore della pornografia infantile, siano fornite per la maggior parte a favore dei Cantoni. Non è previsto un consolidamento della quota della Confederazione, in considerazione della suddivisione delle competenze a livello federale.
4. Il Consiglio federale saluterebbe con favore un rafforzamento di SCOCI reso possibile dalla cooperazione di tutti i Cantoni.
Risposta del Consiglio federale.