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04.3477 · Interpellanza · 2004-09-30

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Sottopongo al Consiglio federale le seguenti domande:

1. Il Consiglio federale considera l'islamismo radicale una minaccia per la Svizzera?

2. La situazione pericolosa creatasi in Germania (vedi motivazione) è stata constatata e verificata anche nel nostro Paese?

3. Vi è il sospetto che possa crearsi una tale situazione? Se sì, quali misure sono state adottate?

4. Il Consiglio federale è disposto a far redigere uno studio per chiarire in modo esauriente il fenomeno, nel duplice intento di rassicurare la popolazione di fede cristiana ed ebraica e di permettere ai musulmani moderati, disposti a integrarsi, di vivere la propria religione nonché le diversità con dignità e nel rispetto reciproco?

I recenti avvenimenti su scala mondiale e in Svizzera (sito Internet situato a Losanna, discorsi ambigui di persone che si autoproclamano rappresentanti dell'Islam), aumentano lo scetticismo e turbano una parte dell'opinione pubblica. Il recupero (riprovevole) a livello politico dell'equiparazione tra Islam e terrorismo seminerà la confusione e il sospetto generali.

Begründung

Per eliminare qualsiasi ambiguità, ci preme precisare che la presente interpellanza non intende assolutamente mettere in causa la vocazione all'accoglienza della Svizzera e la libertà di credo prevista dall'articolo 15 della Costituzione, né tanto meno demonizzare l'Islam di principio.

Le riflessioni esposte qui di seguito sono nate dalla lettura di un testo apparso nel giornale "Le Temps" del 12 agosto scorso. Il giornalista François Modoux, corrispondente dalla Germania, scrive un articolo intitolato "I tedeschi scoprono come l'Islam radicale infiltra la società civile". Quello che si apprende dall'articolo può sorprendere, se non inquietare. Cito:

- "Assisto a una deriva che disapprovo, ma contro cui sono impotente";

- "Ho il sospetto che vi sia un indottrinamento contrario a tutti i nostri valori, ma non ne ho le prove", dichiara Marion Bering, direttrice di una scuola pubblica di Berlino, che parla di ingenuità da parte delle autorità.

Il giornalista prosegue: "Gli indizi inquietanti si moltiplicano. Il numero delle alunne che porta il velo aumenta. Le richieste di esenzione dalle attività sportive si stanno generalizzando. Un'opera su tre divulga una visione fondamentalista dell'Islam. I cristiani e gli ebrei sono descritti come nemici giurati dei musulmani, che di conseguenza bisogna combattere. La crociata contro l'Occidente e i suoi valori viene glorificata. Un'élite domina il dibattito pubblico, assumendo un atteggiamento moderato verso l'esterno, ma riducendo al silenzio gli spiriti critici o liberali all'interno delle comunità musulmane...".

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale distingue nettamente tra l'Islam come religione e l'ideologia islamica. Egli non condivide l'opinione secondo cui l'Islam in generale sia disposto a ricorrere alla violenza e non sia pacifico.

Già nel 1993, su incarico della Commissione consultiva in materia di protezione dello Stato, la Polizia federale, in un rapporto speciale su "L'Islam e l'ideologia islamica / Il fondamentalismo in Svizzera" (giugno 1993), ha messo in risalto la problematica delle ideologie politiche fondate sull'Islam. D'altronde fedpol pubblica regolarmente le sue informazioni relative alle organizzazioni violente. Nel rapporto "Analisi della situazione attuale e dei rischi per la Svizzera dopo gli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001, rapporto del Consiglio federale al Parlamento", ci siamo espressi in modo approfondito sul ruolo del fondamentalismo islamico come comune denominatore di gruppi violenti.

Il Consiglio federale risponde come segue alle domande dell'interpellante:

1. Nel suo attuale rapporto sull'estremismo del 25 agosto 2004, il Consiglio federale osserva che la sicurezza interna della Svizzera attualmente non è minacciata seriamente da nessun gruppo estremista. Inoltre afferma che per quanto riguarda i gruppi estremisti stranieri e gli estremisti religiosi, la situazione si può definire relativamente tranquilla, anche se tesa. Di conseguenza l'islamismo radicale non è oggi considerato una minaccia immediata per la Svizzera.

2. e 3. In Svizzera si sta assistendo a una reislamizzazione di determinati gruppi della popolazione, che trova riscontro soprattutto presso i giovani. La presunta emarginazione politica così come la ricerca di un'identità culturale e religiosa sono soltanto alcuni dei motivi per cui l'Islam trova di nuovo un maggior numero di seguaci. Le moschee, le associazioni e i centri islamici nonché le scuole coraniche offrono il necessario sostegno al fenomeno.

La radicalizzazione di una parte della popolazione musulmana avviene soprattutto attraverso la predicazione religiosa, effettuata tra l'altro nei luoghi d'incontro islamici, ma anche mediante Internet e in particolare per mezzo di contatti personali. In merito va osservato che la radicalizzazione constatata non conduce in ogni caso all'estremismo o addirittura al terrorismo, poiché per tale evoluzione sono necessari altri fattori.

Attualmente non è consentito sorvegliare le chiese, le moschee o altri luoghi di preghiera in assenza di sospetti fondati. Gli organi preposti alla sicurezza non sono quindi in grado di fornire indicazioni secondo cui in tali luoghi verrebbero reclutate per l'Islam politico e/o per la jihad delle persone residenti in Svizzera. D'altra parte non possiamo neanche affermare che ciò non succeda. Per ottenere queste informazioni è necessario adattare l'attuale legislazione (si veda la revisione in corso della legge sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna, LMSI). In generale sussiste il pericolo che nei centri e nelle moschee radicali vengano diffuse opinioni estremiste e antidemocratiche. Indizi come quelli riferiti nel summenzionato articolo sulla situazione in Germania (aumento delle donne che portano il velo e delle esenzioni dalle attività sportive), sono già riscontrabili in Svizzera, ma non in ugual misura.

4. Il rapporto sull'estremismo del 25 agosto 2004 , sottoposto dal Consiglio federale al Parlamento in adempimento del postulato 02.3059 "Rapporto sull'estremismo. Aggiornamento", presentato il 14 marzo 2002 dal gruppo democratico-cristiano, descrive anche la situazione più attuale concernente l'islamismo. Inoltre, fedpol pubblica regolarmente le sue informazioni relativi alle organizzazioni violente. Il Consiglio federale di conseguenza rinuncia a far redigere un ulteriore rapporto in merito a questo argomento, ma continuerà, come ha fatto finora, a prestare particolare attenzione a questa problematica.

Risposta del Consiglio federale.