04.3541 · Interpellanza · 2004-10-07
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
1. Per quale motivo il primo rapporto del secondo trimestre 2004, nel quale l'UFR riferisce del monitoraggio relativo alle decisioni di non entrata nel merito, non è stato pubblicato?
2. Come intende il Consiglio federale informare il pubblico sulle conseguenze dell'esclusione dell'aiuto sociale?
3. L'UFR ha deciso di comunicare all'opinione pubblica che le persone vulnerabili la cui domanda è sfociata in una decisione di non entrata nel merito non sarebbero state gettate in mezzo alla strada, ma sarebbero rientrate nel loro Paese d'origine. Cosa pensa il Consiglio federale di questa informazione data dall'UFR?
4. Quali misure il Consiglio federale intende adottare per tutelare le persone vulnerabili?
Begründung
Secondo informazioni pubblicate dal Sonntagsblick il 5 settembre 2004, dall'emissione radiofonica "Echo der Zeit" del 7 settembre 2004 e da diversi media che hanno ripreso un comunicato dell'ATS dell'8 settembre 2004, l'UFR ha allestito un primo rapporto trimestrale sulle conseguenze del rifiuto di accordare l'aiuto sociale ai richiedenti l'asilo la cui domanda è sfociata in una decisione di non entrata nel merito. Per motivi poco chiari tale rapporto non è stato pubblicato, nonostante la gran parte delle sue conclusioni siano nel frattempo divenute di dominio pubblico. Nei quattro mesi seguenti il 1° aprile 2004, sono state emanate 1 478 decisioni di non entrata nel merito. La maggior parte delle persone interessate da tali decisioni sono entrate nella clandestinità. Secondo il rapporto, l'aiuto d'urgenza ha generato un importante onere amministrativo e nuovi costi a carico dei Cantoni. Tra le persone coinvolte sarebbe aumentato il senso d'insicurezza e il loro stato di salute psicofisica si sarebbe conseguentemente deteriorato. Nei Cantoni di Berna, Basilea-Città e Lucerna sono stati inoltre registrati casi di rifiuto dell'aiuto d'urgenza da parte delle autorità competenti, malgrado il perdurare delle situazioni d'emergenza. Il rapporto dell'Aiuto svizzero ai rifugiati del 27 maggio 2004 concernente la prassi seguita nell'attribuzione dell'aiuto d'urgenza rileva numerose ulteriori mancanze commesse dalle autorità. Viste le circostanze, l'opinione pubblica ha diritto ad essere informata in modo trasparente e ufficiale sulle conseguenze dell'esclusione dell'aiuto d'urgenza, tanto più che il Consiglio federale ha incaricato la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati di estendere il rifiuto dell'aiuto sociale a tutti i richiedenti l'asilo respinti. Un dibattito riguardante una simile estensione potrà aver luogo soltanto dopo che saranno state chiarite le conseguenze dell'esclusione dell'aiuto sociale, ossia dopo la conclusione del monitoraggio dell'UFR, della durata di tre anni, sugli effetti indotti dal cambiamento di prassi.
Secondo una decisione della direzione dell'UFR del 12 febbraio 2004, pubblicata nella rivista specializzata ASYL 2004/n° 3 (edita dall'Aiuto svizzero ai rifugiati), la Sezione media e comunicazione dell'UFR è stata incaricata di sfruttare i canali mediatici per diffondere, a partire dal 1° marzo 2004, il messaggio secondo cui le persone (vulnerabili) non sono state gettate in mezzo alla strada dall'UFR, ma sono state rinviate nei loro Paesi d'origine, poiché il loro rimpatrio è ammissibile, esigibile e possibile. In realtà l'UFR non ha emanato alcuna decisione di non entrata nel merito concernente persone vulnerabili (donne incinte, minorenni non accompagnati, famiglie con bambini piccoli, ecc.) soltanto fino al 1° giugno 2004. Nel parere relativo alla mozione 03.3637 del 18 dicembre 2003, presentata da Susanne Leutenegger Oberholzer, il Consiglio federale aveva assicurato che emanare decisioni di non entrata nel merito in simili casi non era possibile. Dal 1° giugno 2004, non vi è più una presa in considerazione della particolare situazione delle persone vulnerabili: anch'esse vengono private dell'aiuto sociale e dell'aiuto al ritorno in caso di decisione di non entrata nel merito. Si ha l'impressione che l'UFR sia stato volutamente incaricato di dare al pubblico l'impressione che le persone vulnerabili sarebbero state risparmiate da queste conseguenze negative. Sotto l'effetto di tale impressione, nel corso della sessione speciale di maggio il Consiglio nazionale ha respinto di misura, con 87 voti a 82, le proposte volte alla tutela delle persone vulnerabili. Queste persone hanno bisogno di misure di protezione particolari.
Stellungnahme des Bundesrates
Ad domande 1 e 2
Alla fine di ottobre 2004 è stato pubblicato il primo rapporto concernente il monitoraggio relativo alle conseguenze prodotte dall'esclusione dal sistema di aiuto sociale dell'ambito dell'asilo delle persone la cui domanda è stata oggetto di una decisione di non entrata nel merito definitiva. Il ritardo di quasi un mese è dovuto al fatto che la documentazione necessaria proveniente dai Cantoni è giunta in ritardo e il primo allestimento del rapporto ha richiesto più tempo del previsto. Si prevede di allestire un rapporto trimestrale sulle conseguenze e di pubblicarlo di volta in volta, analogamente al primo rapporto. Si prevede inoltre di illustrare sommariamente in un rapporto annuale i risultati dei resoconti trimestrali e di completarli con un'analisi dettagliata. La pubblicazione del primo rapporto annuale è prevista per la metà del 2005 e prenderà in considerazione il periodo di valutazione fino al dicembre 2004.
Ad domanda 3
Attraverso un'informazione obiettiva e differenziata, l'Ufficio federale dei rifugiati (UFR) ha intrapreso i passi necessari per illustrare i successi conseguiti nonché i punti deboli e i problemi, affinché possano essere adottate le misure pertinenti. Tale informazione concerneva anche le persone la cui domanda è stata esaminata individualmente, conformemente a una procedura equa, corretta e rispettosa dei principi dello Stato di diritto, che è sfociata in un rifiuto e quindi ha costretto gli interessati a lasciare la Svizzera autonomamente. È pertanto corretta l'affermazione secondo cui "le persone (vulnerabili) non sono state gettate in mezzo alla strada dall'UFR, ma sono state rinviate nei loro Paesi d'origine, poiché il loro rimpatrio è ammissibile, esigibile e possibile".
Nel caso in questione, il Consiglio federale considera corretta la prassi seguita dall'UFR a livello di informazione.
Ad domanda 4
Nel suo parere del 25 febbraio 2004 relativo alla mozione Leutenegger Oberholzer (03.3637), il Consiglio federale aveva assicurato che, nell'ambito dell'esame individuale dei casi, l'UFR avrebbe tenuto in debita considerazione la situazione delle persone particolarmente vulnerabili. Le particolari esigenze di protezione dei singoli individui vengono considerate in occasione dell'accurato esame individuale della domanda d'asilo e della valutazione del carattere ammissibile, esigibile e possibile dell'esecuzione dell'allontanamento. Anche quando, sulla base dei fatti giuridicamente rilevanti, occorre emanare una decisione di non entrata nel merito in materia d'asilo, in determinati casi sono realizzate le condizioni per ordinare un'ammissione provvisoria. È infine garantito il diritto a un ricorso all'indipendente Commissione svizzera di ricorso in materia di asilo. Se una persona si trova in uno stato di emergenza, i Cantoni hanno la possibilità di versare gli aiuti d'urgenza garantiti a livello costituzionale. L'estensione e la durata di tali aiuti vanno definite nei singoli casi, a seconda di ciascuna situazione d'emergenza e quindi anche in considerazione di particolari bisogni di protezione.
Il Consiglio federale ritiene pertanto che le vigenti disposizioni legali permettano di tener conto in misura adeguata della situazione delle persone vulnerabili. Come giustamente rilevato dall'autrice dell'interpellanza, in occasione dei dibattiti parlamentari del maggio 2004 concernenti la revisione parziale della legge sull'asilo, si è deciso di rinunciare all'emanazione di disposizioni legali di portata più ampia finalizzate alla protezione delle persone vulnerabili.
I primi risultati del monitoraggio hanno rivelato che esiste una problematica relativa ai minorenni non accompagnati. Il competente Ufficio federale dei rifugiati è alla ricerca di una soluzione adeguata. I risultati degli ulteriori rapporti di monitoraggio riveleranno se vi è la necessità di valutare l'adozione di misure di protezione supplementari.
Risposta del Consiglio federale.