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Candidatura della Svizzera a Stato ospitante di una delle prossime conferenze dell'ONU sul clima

04.3592 · Mozione · 2004-10-08

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di fare atto di candidatura presso la Conferenza delle Parti affinché la Svizzera possa ospitare una delle prossime conferenze dell'ONU sul clima. Se possibile sotto il profilo organizzativo, la Conferenza dell'ONU sul clima del 2006, nella quale sarà tracciato un primo bilancio dei risultati del Protocollo di Kyoto, dovrebbe svolgersi in Svizzera.

Begründung

L'imminente ratifica russa del Protocollo di Kyoto dà finalmente un nuovo slancio alla politica climatica mondiale. Dopo il ritiro degli Stati Uniti, la ratifica del Protocollo sul clima del 1997 da parte della Russia riveste infatti un'importanza decisiva: il Protocollo entrerà in vigore soltanto se sarà ratificato da almeno 55 Paesi industrializzati le cui emissioni di biossido di carbonio rappresentano complessivamente il 55 per cento del volume totale di emissioni di CO2. I 119 Stati che vi hanno sinora aderito sono responsabili del 44 per cento circa delle emissioni, la Russia del 17 per cento.

Ciononostante, la via verso una politica climatica ragionevole è ancora irta di ostacoli. La 9a Conferenza sul clima svoltasi nel dicembre 2003 a Milano ha mostrato che neppure gli allievi modello europei mantengono le loro promesse. Quale Paese alpino particolarmente toccato dai cambiamenti climatici, interessato dallo scioglimento delle lingue dei ghiacciai e del permafrost, la Svizzera dovrebbe svolgere un ruolo fondamentale, poiché la protezione internazionale del clima è in crisi. La maggior parte dei Paesi dell'UE è ben lungi dall'aver conseguito i suoi obiettivi in materia di riduzione del CO2. Neppure la Svizzera ha raggiunto l'obiettivo fissato (riduzione entro il 2010 del 10 per cento rispetto al 1990; a tal proposito è determinante la media degli anni 2008-2012). Inoltre, a Milano si è discusso più dell'assorbimento del CO2 (da parte delle foreste) che non del vero obiettivo del Protocollo di Kyoto, ossia la riduzione effettiva delle emissioni; questo modo di procedere è caratteristico dell'attuale concezione della politica climatica internazionale. Ospitando una conferenza dell'ONU sul clima la Svizzera potrebbe dare nuovi impulsi per la realizzazione degli obiettivi climatici. La Conferenza del 2006 sarà particolarmente appassionante poiché, in virtù dell'articolo 3 paragrafo 2 del Protocollo di Kyoto, nel 2005 i Paesi industrializzati dovranno aver ottenuto, nell'adempimento degli impegni assunti a titolo del Protocollo, progressi dimostrabili. Il primo bilancio dei risultati del Protocollo di Kyoto sarà tracciato nell'ambito della Conferenza sul clima del 2006. L'impatto di questa Conferenza sarà considerevole e il ruolo di Stato ospitante eserciterà quindi una forte attrattiva.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

La mozione incarica il Consiglio federale di candidare la Svizzera a Stato ospitante della dodicesima Conferenza delle Parti (COP 12) della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che si svolgerà nel 2006. Il Consiglio federale ha esaminato i diversi aspetti di tale mozione, segnatamente la questione dell'opportunità politica di svolgere una siffatta conferenza nel nostro Paese.

È indubbio che la Svizzera sia un Paese all'avanguardia in materia di protezione dell'ambiente. Questo è dimostrato sia dal fatto che la protezione dell'ambiente è uno dei cinque obiettivi della politica estera svizzera sia dall'impegno profuso dal nostro Paese a livello nazionale e internazionale per la tutela del clima. Per stabilire se sia opportuno ospitare la 12 Conferenza delle Parti (COP 12) della Convezione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici occorre tuttavia tener conto di ulteriori fattori:

Il ministro dell'ambiente del Paese ospitante della Conferenza assume la presidenza della COP sino all'anno seguente. Affinché tale presidenza sia esercitata a turno da un Paese che rappresenti uno dei cinque gruppi riconosciuti dall'ONU, è prevista una rotazione. Nel 2006 la presidenza della COP spetta a un Paese africano e la Conferenza deve quindi svolgersi in Africa. I Paesi del WEOG (Western European and Others Group), di cui fa parte la Svizzera, assumeranno la presidenza e il ruolo di Stati ospitanti nel 2005 e nel 2010.

Qualora la Svizzera si offrisse di svolgere tali funzioni al di fuori del turno prestabilito, la sua proposta perturberebbe l'ordine di rotazione previsto in seno all'ONU e non sarebbe compresa dagli altri membri delle Nazioni Unite. Essa comporterebbe quindi problemi politici per il nostro Paese.

Va infine rilevato che la seconda Conferenza delle Parti (COP 2) si è tenuta in Svizzera, a Ginevra, nel 1996. Nel passato recente, il nostro Paese ha quindi già svolto un ruolo fondamentale in questo settore.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.