Legge sul piccolo credito. Migliorare la protezione dei giovani adulti
04.3640 · Mozione · 2004-12-02
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di presentare senza indugio al Parlamento un complemento della legge federale del 23 marzo 2003 sul credito al consumo (LCC; RS 221.214.1), che preveda l'introduzione di un nuovo articolo 36bis. La legge federale sul credito al consumo, che permette alle persone fisiche maggiorenni di concludere un contratto di credito al consumo, deve essere completata nel modo seguente, al fine di tutelare i beneficiari di crediti minori di 25 anni:
Art. 36 bis (nuovo) - Protezione sociale
1. La banca commerciale che concede piccoli crediti a giovani adulti elabora una concezione sociale e adotta le pertinenti misure in materia di:
a. prevenzione della dipendenza da acquisti;
b. rilevamento precoce di acquirenti a rischio di dipendenza;
c. elaborazione di strategie di sdebitamento senza concessione di nuovi crediti per il finanziamento della conversione di crediti e dello sdebitamento;
d. formazione e perfezionamento costante del personale preposto all'esecuzione della concezione sociale;
e. rilevamento di dati concernenti la dipendenza da acquisti.
2. Per l'attuazione della concezione sociale, la banca commerciale coopera con gli organi competenti in materia di debiti, consulenza finanziaria e prevenzione delle dipendenze e partecipa al loro finanziamento.
Begründung
La LCC è in vigore da due anni. Nonostante l'introduzione dell'esame della capacità creditizia nella legge, un numero crescente di persone si lasciano trascinare nel vortice dei debiti, e tra queste anche giovani minori di 25 anni. Questo mercato del valore di 5 miliardi di franchi è stato finora controllato dalla GE Capital Bank e dal CS. Ora si è aggiunta pure la Cashgate SA, di recente fondazione, che ambisce a svilupparsi in particolare nel settore del leasing di automobili, un mercato che si basa su 150 000 auto nuove ogni anno e con un giro d'affari di miliardi di franchi. Dall'introduzione della LCC, sono proprio i contratti di leasing a rivelarsi svantaggiosi in particolare per i contraenti più giovani. A causa del rincaro retroattivo della rata in caso di prematura rescissione del contratto, molte persone si vedono costrette a protrarre il leasing. Le conseguenze si traducono sovente in debiti nei confronti del fisco o delle casse malati. L'esame della capacità creditizia effettuato dagli istituti di credito pone come base il minimo legale giusta la legislazione in materia di esecuzione e di fallimento, più le tasse. La base di calcolo non prende in considerazione tutti i fattori: di regola non si tiene conto a sufficienza dei costi legati all'uso dell'automobile, ciò che altera la valutazione globale.
Da diversi studi (Mach Consumer, WEMF; Schweizer Kaufsuchtstudie 2003 der Hochschule für Sozialarbeit, Berna) si evince tra l'altro quanto segue:
- l'85 per cento dei giovani compresi tra i 14 e i 24 anni considerano lo "shopping" come importante occupazione del tempo libero;
- il 5 per cento della popolazione ammette di effettuare acquisti in modo incontrollato, mentre il 33 per cento, rispettivamente il 17 per cento dei giovani tra 18 e 24 anni, rivela una tendenza a effettuare acquisti in modo incontrollato;
- circa il 25 per cento degli svizzeri tedeschi tra 16 e 25 anni ammettono di spendere più denaro di quanto possano permettersi.
Tenendo conto che oltre l'80 per cento degli adulti sovraindebitati contraggono i loro primi debiti prima di aver compiuto i 25 anni, urgono misure di protezione a beneficio delle persone più giovani. I giovani che entrano in questa spirale non trovano più una via d'uscita. Le tasse non vengono pagate, con conseguenti minori entrate per lo Stato. Viene attivato l'aiuto sociale, ciò che comporta maggiori costi a carico dei comuni. In 17 cantoni esistono servizi di consulenza finanziaria che devono in parte essere cofinanziati con denaro dei contribuenti, i quali sono quindi costretti a pagare le conseguenze della pubblicità aggressiva in favore del piccolo credito e dell'accesso agevolato ai contratti di leasing. Tuttavia i guadagni, resi possibili dagli interessi molto alti, restano esclusivamente nelle mani degli offerenti. È quindi indispensabile che gli istituti di credito in questione vengano coinvolti e sia loro attribuita una parte di corresponsabilità. La proposta di nuovo articolo 36bis si fonda sulle esperienze acquisite in materia di case da gioco (cfr. legge sulle case da gioco). Le esigenze relative alle misure di prevenzione e di rilevamento precoce in materia di dipendenza sono conformi alla prassi e hanno già dimostrato la loro efficacia.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
La legge federale del 23 marzo 2001 sul credito al consumo (LCC; RS 221.214.1) è l'espressione di un difficile compromesso. Una parte di tale compromesso è costituita dall'obbligo del creditore di esaminare, conformemente alle direttive legali, la capacità creditizia di potenziali consumatori (art. 28 segg. LCC). Nello stesso tempo il creditore è tenuto a notificare a un'apposita centrale d'informazione i crediti al consumo da lui concessi (art. 25 segg. LCC). Se il creditore non rispetta tali regole, perde il credito concesso o perlomeno gli interessi dovuti dal consumatore (art. 32 LCC). Tenendo conto che il Parlamento, in occasione del dibattito concernente la legge sul credito al consumo, non è entrato nel merito di proposte simili a quelle avanzate nella mozione o le ha dichiarate prive di oggetto in seguito all'adozione della LCC, non si rivela necessario un inasprimento dell'esame della capacità creditizia, il cui modello è stato adottato su scala europea (cfr. in particolare Iniziativa parlamentare Goll, 95.413; Boll. uff.1999 N 1930 seg.).
Il fatto che la mozione proponga anche l'adozione di misure per lottare contro l'indebitamento di giovani adulti non cambia nulla. Le persone che hanno compiuto il loro diciottesimo anno d'età sono considerate maggiorenni dalla legge e possono quindi concludere contratti, purché siano capaci di discernimento (art. 13 segg. CC). Non si vede per quale motivo tali principi non debbano essere applicati al credito al consumo. Oltretutto è solo da pochi anni che il legislatore ha abbassato il limite della maggiore età da 20 a 18 anni. Nella misura in cui i giovani adulti guadagnano meno, il menzionato esame della capacità creditizia garantisce che venga limitato il credito a loro concesso o che non gliene vengano concessi del tutto.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.