04.3678 · Interpellanza · 2004-12-14
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il voto del budget 2005 ha visto una stagnazione dell'aiuto pubblico allo sviluppo (APS). Contemporaneamente, nel quadro dei Bilaterali II, la Svizzera propone un sistema di fiscalità del risparmio per le persone fisiche domiciliate nell'UE che hanno depositato denaro nel nostro Paese. Non sarebbe opportuno allargare questa misura ai Paesi del Sud, permettendo in tal modo di compensare la stagnazione riscontrata nel budget dell'APS?
Begründung
Gli esempi di Bolivia e Pakistan, entrambi Paesi prioritari dell'aiuto pubblico svizzero, sono eloquenti.
Bolivia: Mentre la Confederazione sosteneva questo Paese con 18,7 milioni di franchi nel 2003, i depositi effettuati in Svizzera da cittadini boliviani ammontavano a 331 milioni di franchi (270 in operazioni fiduciarie, 31 milioni iscritti a bilancio delle banche). Nel caso di un rendimento del 4 per cento e un'imposizione del 35 per cento, la Bolivia registra una perdita fiscale di 4,6 milioni di franchi. Se si applicasse la stessa regola prevista nell'accordo con l'UE (3/4 di restituzione), risulterebbero 3,45 milioni di franchi che potrebbero riaffluire a questo Paese.
Pakistan: La DSC e il Seco hanno messo a disposizione di questo Paese 17,8 milioni di franchi nel 2003. Nello stesso anno i depositi di origine pakistana in Svizzera ammontavano a 2 881 milioni di franchi, che equivalgono a una perdita fiscale di circa 40 milioni per il 2003 (ipotesi: 4 per cento di rendimento e imposizione al 35 per cento). Questa cifra è circa il doppio dell'ammontare accordato a questo Paese dall'APS svizzero.
Nella sua risposta all'interpellanza Gysin (02.3614), il Consiglio federale sosteneva che nessuno Stato, tranne l'UE, aveva chiesto alla Confederazione di rimborsare imposte. Non è tuttavia escluso che in futuro il nostro Paese debba rispondere a tali richieste. D'altro canto convenzioni di doppia imposizione sono costantemente negoziate con nuovi partner e quelle esistenti sono suscettibili di revisione.
Infine, secondo uno studio dell'OXFAM pubblicato nel 2000, la perdita fiscale dei Paesi del Sud dovuta all'evasione fiscale ammontava a 15 miliardi di dollari. Secondo una valutazione generalmente accettata negli ambienti bancari, la Svizzera gestisce un terzo della sostanza di questi Paesi depositata all'estero. La perdita da essi registrata è dunque dell'ordine di 5 miliardi di dollari, che corrispondono al quintuplo circa dell'APS svizzero.
Stellungnahme des Bundesrates
Nell'ambito dei Bilaterali II, la Svizzera si è impegnata a introdurre la trattenuta d'imposta, in risposta a una richiesta specifica dell'UE. La trattenuta d'imposta è una misura equivalente allo scambio automatico di informazioni all'interno dell'UE ed è conforme alle prescrizioni della direttiva CE del Consiglio in materia di tassazione dei redditi da risparmio sotto forma di pagamenti di interessi. L'accordo è improntato all'UE, in quanto ha altresì contribuito a risolvere un problema interno dell'UE. Richieste analoghe di altri Paesi, invece, non sono state sottoposte alla Svizzera.
Saranno oggetto della trattenuta d'imposta soltanto gli interessi corrisposti da agenti pagatori svizzeri a persone fisiche residenti in un Paese membro dell'UE, nella misura in cui tali pagamenti d'interessi non provengano da fonti svizzere. Sulla base del severo campo d'applicazione della trattenuta d'imposta e delle diverse possibilità legali per eluderla, devono essere altresì solo proventi minimi.
Estendendo la trattenuta d'imposta concordata con l'UE ai Paesi in via di sviluppo non si potrebbero pertanto generare entrate supplementari rilevanti per il finanziamento dell'aiuto allo sviluppo. La trattenuta d'imposta sarebbe soprattutto inefficace anche quale misura contro la fuga di capitali dai Paesi in via di sviluppo. L'incentivo primario a trasferire denaro proveniente dai Paesi poveri non nasce da motivi di ordine fiscale. Spesso le fughe di capitale verso centri finanziari internazionali o verso piccole piazze "offshore" e la gestione di patrimoni in Paesi fuori dal terzo mondo sono dovute in primo luogo all'instabilità macroeconomica, all'inflazione elevata e al crollo della moneta, all'incertezza del diritto o alla corruzione. Per combattere con successo la fuga di capitali bisogna intervenire nei Paesi interessati e nell'ambito della cooperazione internazionale allo sviluppo.
Tale approccio corrisponde all'orientamento strategico della cooperazione svizzera allo sviluppo, i cui cardini sono il sostegno di riforme volte a migliorare l'integrazione nell'economia mondiale dei Paesi compartecipanti nonché il promovimento mirato di un'attuazione capillare del principio della "corretta gestione degli affari pubblici". Da quando ha aderito al FMI e alla Banca mondiale, la Svizzera sostiene i propri principi della cooperazione allo sviluppo ad esempio in seno a tali organi.
Per le suddette ragioni, il Consiglio federale non ritiene opportuno prendere in esame l'estensione ai Paesi in via di sviluppo dell'accordo sulla fiscalità del risparmio con la Comunità europea. A questo proposito rimanda anche alla sua risposta all'interpellanza Gysin (02.3614).
Risposta del Consiglio federale.