04.3789 · Mozione · 2004-12-17
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a garantire, mediante una revisione dell'articolo 15 LADI o eventualmente attraverso l'emanazione di una specifica disposizione d'ordinanza (ad es. introduzione di un articolo 14a OADI), che gli assicurati disoccupati con obblighi familiari non siano discriminati dall'assicurazione contro la disoccupazione. Dovrà, in particolare, provvedere affinché nell'esame dell'idoneità al collocamento delle donne o degli uomini con figli si rinunci alla prova dell'esistenza di una struttura di custodia.
Begründung
Per poter percepire le indennità di disoccupazione, un assicurato deve adempiere diverse condizioni, fra cui quella dell'idoneità al collocamento. Conformemente all'articolo 15 LADI, l'assicurato deve essere disposto, capace e autorizzato ad accettare un'occupazione adeguata. Nella pratica, le persone con obblighi familiari non devono dimostrare formalmente l'esistenza di una possibilità di custodia quando chiedono le indennità, ma devono provvedervi quando le ricevono.
Questa prassi, decisamente discriminante per i genitori con obblighi familiari, è stata ulteriormente aggravata dalla decisione del Tribunale federale delle assicurazioni, del 19 ottobre 2004 (C 268/03), tornata retroattivamente sull'idoneità al collocamento di una madre assicurata che non era in grado di provare in modo abbastanza convincente di aver trovato una possibilità di custodia per i suoi figli. L'assicurata aveva indicato come struttura di custodia una persona del suo quartiere, anch'essa disoccupata. Il Tribunale ha tuttavia ritenuto che quest'ultima non fosse disponibile per occuparsi dei bambini poiché percepiva a sua volta un'indennità di disoccupazione e doveva quindi essere idonea al collocamento. La madre si è quindi vista contestare con effetto retroattivo l'idoneità al collocamento ed è stata persino costretta a restituire le indennità ricevute.
Questa decisione e la prassi in vigore sono sconcertanti sotto vari punti di vista:
1. Per quanto riguarda il diritto alle indennità di disoccupazione, i genitori con obblighi familiari sono discriminati rispetto alle persone senza figli.
2. I genitori disoccupati sono discriminati rispetto ai genitori che lavorano poiché questi ultimi, anche se esercitano una professione, non devono dimostrare di disporre di una possibilità di custodia.
3. Le famiglie monoparentali sono ulteriormente svantaggiate.
4. La prova dell'esistenza di una possibilità di custodia non è esplicitamente prevista dalla legge.
5. Le possibilità di custodia (a prezzi ragionevoli) come noto scarseggiano, soprattutto per i bambini più piccoli.
6. La pratica è diametralmente opposta alla politica della Confederazione e di molti cantoni che promuovono la conciliabilità tra famiglia e professione.
Ognuno ha fondamentalmente il diritto di conciliare la vita familiare e la vita professionale. Questo principio deve essere garantito anche per le assicurazioni sociali. Occorre pertanto far sì che gli assicurati disoccupati con obblighi familiari non subiscano discriminazioni in materia di indennità di disoccupazione.
La consigliera nazionale Christine Goll, in una mozione del 9 ottobre 1992 accolta dal Consiglio nazionale sotto forma di postulato il 9 marzo 1993, chiedeva che le madri con figli piccoli non fossero costrette a provare di aver trovato una possibilità di custodia per avere diritto alle prestazioni. È tempo che a questa richiesta si risponda mediante una revisione della LADI o attraverso l'introduzione di una specifica disposizione nell'OADI.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
La conciliabilità tra vita familiare e vita professionale è, per il Consiglio federale, una preoccupazione prioritaria, come testimoniano le misure adottate in tal senso nella corrente legislatura. Esso condivide con l'autrice della mozione l'opinione che la conciliabilità tra famiglia e professione debba continuare ad essere una priorità per ogni individuo, compresi i genitori nelle famiglie monoparentali, anche nell'ambito delle assicurazioni sociali. L'assicurazione contro la disoccupazione non contiene elementi che potrebbero ostacolarla. Se adempiono le necessarie condizioni di diritto, gli assicurati ricevono indennità proporzionate al grado d'occupazione auspicato o possibile.
Le direttive dell'autorità di vigilanza non obbligano nessuno ad affidare i propri figli ad estranei durante il periodo in cui si percepiscono indennità di disoccupazione. Gli organi esecutivi sono incaricati - ma solo in caso di abuso manifesto o se vi sono dubbi sulla disponibilità al collocamento - di esigere una prova che in caso di assunzione l'assicurato disponga di una possibilità di custodia. Il Tribunale federale delle assicurazioni (TFA) ha qualificato questa prassi conforme al diritto federale e l'ha confermata nella sua giurisprudenza.
Il Consiglio federale ritiene le basi legali e le direttive del Seco sufficienti a garantire che la riscossione di prestazioni dell'assicurazione contro la disoccupazione non debba ingiustamente dipendere dalla prova dell'esistenza di una possibilità di custodia. Le direttive menzionate sono tuttora in vigore e gli organi esecutivi sono tenuti ad applicarle. Nella sua direttiva intitolata "Il Gender Mainstreaming nell'esecuzione della LADI", pubblicata nel dicembre 2004, il Seco richiama nuovamente a un comportamento non discriminante verso tutti gli assicurati. Esso invita inoltre gli organi esecutivi a tener debitamente conto della situazione personale degli assicurati (ad es. in caso di obblighi familiari).
Il Consiglio federale e il competente ufficio federale sono tuttavia consapevoli del fatto che, a volte, gli organi esecutivi non applicano le direttive dell'autorità di vigilanza con sufficiente rigore. Per tale motivo, il Seco effettuerà degli accertamenti ed entro la fine del 2005 redigerà un rapporto sull'applicazione delle direttive menzionate da parte dei singoli organi esecutivi; sulla base di tale rapporto varerà le misure eventualmente necessarie per ribadire la loro importanza di queste direttive. I costi di redazione del rapporto saranno sostenuti dal fondo di compensazione dell'assicurazione contro la disoccupazione o eventualmente finanziati con i mezzi stanziati nel bilancio del DFE.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.