Lexipedia

04.3800 · Interpellanza · 2004-12-17

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Dopo la conclusione della procedura parlamentare sugli Accordi bilaterali II, sull'estensione della libera circolazione delle persone ai nuovi Stati membri dell'UE e sulle misure di accompagnamento, invito il Consiglio federale a rispondere alle domande qui appresso:

1. Ritiene che, dopo le votazioni popolari su Schengen/Dublino e sull'Accordo sull'estensione della libera circolazione delle persone, che si terranno molto probabilmente nel 2005, si debba riattivare rapidamente la domanda di adesione della Svizzera all'Unione europea?

2. Considera che la via dei negoziati bilaterali sia ormai esaurita e che in futuro si debba rinunciarvi, tranne in caso di imperativi tecnici?

3. Ritiene che, in vista della riattivazione della domanda di adesione all'UE, sia opportuno preparare già oggi le necessarie riforme interne (armonizzazione della legislazione svizzera in funzione della ripresa dell'acquis comunitario, in particolare per quanto concerne le assicurazioni sociali e il diritto del lavoro; integrazione della Svizzera nella zona euro; negoziazione di un periodo di transizione più lungo per l'introduzione delle aliquote UE sul valore aggiunto: 15 per cento per l'aliquota ordinaria e utilizzazione della maggior parte della differenza tra le aliquote vigenti in Svizzera e quelle europee per il finanziamento delle assicurazioni sociali, pur mantenendo l'imposta federale diretta) e al tempo stesso vegliare alla salvaguardia della maggior parte delle nostre conquiste in materia di diritti popolari, federalismo e servizio pubblico?

Begründung

- Non è certo che il bilateralismo giovi alla nostra adesione all'Unione europea. Con il primo pacchetto di accordi, i principali esponenti degli ambienti economici hanno raggiunto il loro obiettivo e molti ora intendono aspettare 20 anni prima che la questione dall'adesione si riproponga. Questa tendenza si accentuerà con i Bilaterali II, come illustra questa dichiarazione del presidente dell'Associazione svizzera dei banchieri, Pierre Mirabaud: "Con la firma degli Accordi bilaterali II abbiamo cementato il segreto bancario per almeno altri 15 anni."

- Con i Bilaterali II si è riuscito a far credere a un vasto segmento del pubblico che il segreto bancario sia la frontiera insormontabile del nostro tempo. Joseph Deiss ha recentemente dichiarato che la piazza industriale svizzera profitterà di questi accordi, poiché il segreto bancario è durevolmente garantito ("Le Temps", 19 novembre 2004). A lungo termine, tuttavia, il segreto bancario - congiuntamente ad altri fattori - contribuisce soprattutto alla sopravvalutazione del franco svizzero, cosa che nuoce alla nostra piazza.

- Tra il 1995 e il 2004, nell'UE la crescita pro capite (+ 21 per cento) è stata tre volte superiore a quella svizzera (+ 8 per cento). I Bilaterali II non basteranno a riguadagnare il terreno perduto, e siccome gli standard medi del livello della vita in Svizzera e nell'UE hanno subito grandi mutamenti, la Svizzera ha interesse ad aderire rapidamente all'UE per poter approfittare della dinamica di un vasto mercato interno. Da 40 anni la crescita economica nei Paesi dell'UE è due volte più rapida che in Svizzera. Alla fine degli anni Cinquanta e agli inizi degli anni Sessanta, nel confronto con la media degli Stati membri dell'UE; il livello medio della vita in Svizzera era circa due volte superiore a quello degli altri paesi. Oggi la differenza è di appena il 20 per cento.

- Lo stesso vale per i consumatori svizzeri, che continuano a pagare molto di più dei consumatori degli Stati membri dell'UE. In Svizzera i prezzi sono mediamente superiori del 40 per cento a quelli dell'UE (50 per cento per le derrate alimentari, 90 per cento per gli affitti).

- Per la Svizzera è giunto il momento di lasciarsi alle spalle lo stadio dei trattati negli ambiti dell'economia, della finanza e della sicurezza per riprendere nel diritto interno anche la legislazione sociale europea (protezione contro i licenziamenti, orari di lavoro ecc.).

- Finora gli Accordi bilaterali sono stati negoziati in seno a un'Unione europea che contava 15 membri. Oggi, tuttavia, gli Stati membri sono 25, ragione per cui, in futuro, sarà praticamente impossibile concordare soluzioni fatte su misura per la Svizzera. Considerato l'allargamento dell'Europa, che certo non si fermerà qui, per il nostro Paese non può che essere dannoso attendere ulteriormente per riattivare la domanda di adesione all'Unione europea.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale ha definito la propria strategia europea nel rapporto sulla poetica estera 2000 (FF 2001 255-258), che enumera anche le condizioni da adempiere per avviare i negoziati di adesione:

- innanzitutto, occorre che siano state raccolte le prime esperienze maturate con l'attuazione degli accordi bilaterali;

- in secondo luogo, bisogna esaminare le conseguenze di un'adesione all'UE in alcuni ambiti politici prioritari (federalismo, diritti popolari, organizzazione del governo, regime finanziario, politica economica e monetaria, politica degli stranieri e migratoria, agricoltura nonché politica estera e di sicurezza). Eventualmente, il Consiglio federale sottoporrà le necessarie proposte di riforme;

- infine, è necessario che l'adesione della Svizzera all'UE ottenga un ampio sostegno politico interno.

Queste condizioni sono ribadite nel rapporto del Consiglio federale sul programma di legislatura (FF 2004 1001).

Nel frattempo, la Svizzera difende i propri interessi mediante negoziati bilaterali. Data l'intensità delle relazioni tra la Svizzera e l'UE, entrambi i partner devono inevitabilmente affrontare e risolvere le nuove questioni che si pongono loro. L'UE ha già manifestato il desiderio di aprire negoziati, per esempio, nei settori del mercato dell'energia o della protezione delle derrate alimentari, mentre da parte svizzera si vuole ottenere il riconoscimento delle denominazioni d'origine controllata dei formaggi. Indipendentemente dall'orientamento futuro della politica svizzera in materia di adesione, il quadro contrattuale delle nostre relazioni con l'UE deve essere continuamente adeguato.

Entro la fine del presente periodo di legislatura, il Consiglio federale intende presentare un rapporto sull'impatto dell'adesione della Svizzera all'UE. Il rapporto comprenderà anche uno studio delle ripercussioni dell'adesione sulle istituzioni politiche svizzere (federalismo, democrazia diretta) come pure sui principali ambiti interessati e espliciterà le necessarie riforme. Porterà altresì sugli sviluppi all'interno dell'UE. Questo rapporto sull'Europa costituisce la base decisionale di cui si servirà il Consiglio federale per determinare il corso futuro della sua politica europea.

Risposta del Consiglio federale.