Stato della parità di trattamento tra donna e uomo nella Confederazione e in aziende e istituti a essa vicini
04.3808 · Interpellanza · 2004-12-17
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a fare rapporto sullo stato dell'attuazione, garantita nella Costituzione, della parità di trattamento tra donna e uomo presso la Confederazione e in aziende e istituti a essa vicini.
a. In particolare, bisognerà considerare le seguenti aziende, istituzioni e istituti: Swisscom SA, La Posta, Ferrovie federali svizzere FFS, RUAG Svizzera SA, Skyguide, Swissmedic, Banca nazionale svizzera, Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni SUVA, SRG SSR Idée Suisse e l'Istituto federale della proprietà intellettuale.
b. Per rilevare lo stato della parità di trattamento il Consiglio federale è pregato di rispondere alle seguenti domande per ogni azienda, rispettivamente istituto citati più sopra:
1. A quanto ammonta la quota delle donne nelle posizioni strategiche e operative? Tale quota si è modificata negli ultimi anni?
2. Il diritto costituzionale alla parità di salario è garantito?
3. Esistono piani per promuovere l'attuazione delle pari opportunità?
4. Esistono misure speciali che permettono al personale di conciliare famiglia e lavoro?
5. Come viene protetto il personale da molestie sessuali sul posto di lavoro?
6. Le direzioni ritengono che lo stato di attuazione sia buono? In caso negativo, quali misure sono pianificate per migliorare la situazione?
c. In generale, il Consiglio federale come valuta lo stato della parità nelle aziende e istituti vicini alla Confederazione? Se del caso, dato che tali aziende e istituti sono di proprietà della Confederazione, è disposto a provvedere all'attuazione di questa valutazione nel quadro della sua strategia?
Stellungnahme des Bundesrates
1. L'interpellanza chiede al Consiglio federale informazioni dettagliate riguardo allo stato dell'attuazione della parità di trattamento tra donna e uomo presso la Confederazione e in aziende e istituti ad essa vicini. Tra di loro le aziende e gli istituti in questione si differenziano però in modo considerevole quanto a possibilità del Consiglio federale di incidere sulla loro gestione imprenditoriale e in materia di politica del personale. Anche se non è autorizzato a impostare direttamente la politica del personale della maggior parte delle aziende e istituti vicini alla Confederazione, il Consiglio federale ha di recente ribadito in un rapporto all'attenzione delle commissioni parlamentari di vigilanza la sua volontà di ottimizzare il controlling e il reporting per quelle aziende dalle quali in base della situazione giuridica vigente può esigere un rapporto. In futuro, alle imprese quali La Posta, le Ferrovie federali svizzere FFS, il settore dei PF, l'Istituto federale della proprietà intellettuale, Swissmedic e Publica, il Consiglio federale chiederà di formulare eloquenti indicazioni su parametri di politica del personale, in particolare anche sulla parità di trattamento tra donna e uomo. Solo l'ottimizzazione di questo reporting permetterà al Consiglio federale di ottenere un quadro dello stato della parità di trattamento come richiesto alla lettera b dell'interpellanza. Nell'autunno del 2004 il Consiglio federale e la Conferenza dei presidenti delle Commissioni della gestione e delle finanze delle Camere federali si sono accordati sull'ulteriore modo di procedere. Queste commissioni discuteranno a fine aprile 2005 i risultati.
Sulla base della loro personalità giuridica le aziende Swisscom SA, RUAG, Skyguide, Banca nazionale svizzera, Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni SUVA, SRG SSR Idée Suisse non devono fare rapporto al Consiglio federale sui loro obiettivi di politica del personale. Il Consiglio federale non può pertanto fare affermazioni sullo stato attuale e futuro della parità di trattamento in queste aziende.
2. Per i suddetti motivi il Consiglio federale non è in grado di effettuare una valutazione globale sullo stato della parità di trattamento in tutte le aziende e istituti vicini alla Confederazione elencati dall'interpellante. Tuttavia, grazie ai previsti miglioramenti dei reporting sulla politica del personale, in futuro potranno essere disponibili più informazioni sulla promozione della parità di trattamento in una parte delle suddette aziende e istituti. Il Consiglio federale è comunque dell'avviso che rientri nella cultura d'impresa di queste aziende e istituti considerare e attuare la parità di trattamento tra donna e uomo, garantita dalla Costituzione. Di conseguenza, introdurre un obbligo nelle strategie del proprietario - sempre che una tale strategia esista formalmente - corrisponderebbe a eccessivo intervenzionismo che, per le suddette ragioni, non è auspicabile e manco necessario. Occorre tra l'altro rilevare che in relazione al postulato Hubmann (02.3142 Nessun licenziamento di ritorsione contro donne che si difendono) il Consiglio federale ha già dichiarato di volere effettuare una valutazione dell'efficacia della legge sulla parità dei sessi. Questa valutazione non riguarda le imprese e gli istituti citati dall'interpellante. Essa potrà però fornire una panoramica sull'attuazione della parità di trattamento tra donna e uomo nella vita professionale. Il Consiglio federale trasmetterà il suo rapporto al Parlamento verosimilmente nel 2006.
Risposta del Consiglio federale.