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04.3813 · Postulato · 2004-12-17

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a presentare un rapporto sulle ripercussioni economiche della politica svizzera in materia di migrazioni e di stranieri degli ultimi vent'anni.

Begründung

Nel 1972 il 77 per cento degli stranieri domiciliati in Svizzera esercitava un'attività lucrativa. Nel 2002 questa percentuale è scesa al 53 per cento. La quota degli stranieri attivi rispetto al numero complessivo di immigrati continua a calare: dal 53,4 per cento nel 1990 si è passati al 30,2 per cento nello scorso anno. I casi di ricongiungimento familiare ammontano attualmente al 41 per cento. Gli stranieri senza attività lucrativa rappresentano un ulteriore 5 per cento; il settore formazione e perfezionamento incide con il 13,5 per cento; i "casi di rigore" raggiungono il 3,5 per cento e i "rifugiati riconosciuti" costituiscono l'1,1 per cento.

In virtù di trattati internazionali, la Svizzera ha rinunciato ampiamente ai controlli sulla composizione dell'immigrazione. Sussistono seri dubbi sul fatto che questa immigrazione - come si osserva regolarmente - assicuri effettivamente la nostra AVS e contribuisca alla crescita. Gli stranieri gravano sulle nostre opere sociali (AI, cassa di disoccupazione, assistenza sociale) in misura di gran lunga superiore alla media. Lo stesso dicasi per il sistema penitenziario e per quello scolastico. Il direttore della pubblica educazione del cantone San Gallo, Hans Ulrich Stöckling, ha ripetutamente insistito sulla correlazione tra l'immigrazione e i risultati deludenti della Svizzera al test Pisa.

Da un'indagine dello stesso tipo, condotta nei Paesi Bassi, è risultato che nel corso della loro vita gli immigrati ricevono dalle casse statali più di quanto versano. In Germania, secondo uno studio dell'Istituto di ricerche economiche Münchner Ifoinstituts (Prof. Hans Werner Sinn), l'immigrato medio impiega più di 25 anni per fornire allo Stato più di quanto riceve. Tuttavia l'80 per cento degli stranieri ritorna in patria o decede prima di questo termine. Oltre all'immigrazione diretta, anche quella indiretta incide sullo stato assistenziale, in quanto a causa dell'elevata disoccupazione e della scarsa flessibilità salariale, gli immigrati hanno costretto tre milioni di tedeschi ad iscriversi alla disoccupazione.

Finora né la politica né l'economia hanno mostrato interesse per indagini di questo tipo in Svizzera. Tuttavia, non si può negare che le condizioni in Svizzera non sono paragonabili a quelle esistenti nei Paesi Bassi o in Germania. Esistono elementi concreti per affermare che la nostra politica in materia d'immigrazione, che permette di accedere immediatamente al sistema di assistenza sociale, potrebbe avere conseguenze nefaste sulla ricchezza nazionale costruita nel corso dei decenni, anzi dei secoli.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Per quanto riguarda gli effetti della migrazione sui sistemi di ridistribuzione, il Consiglio federale si è già rifiutato nel 2003 di condurre un nuovo studio (postulato Bühlmann 03.3166).

Non esiste, al momento, alcuna analisi completa degli effetti della politica degli stranieri e, in particolare, del riorientamento intervenuto verso la fine degli anni Novanta quando venne abolito lo statuto dello stagionale.

Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.