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05.1122 · Interrogazione urgente · 2005-09-28

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Stellungnahme des Bundesrates

Nel 1991, nell'ambito della votazione sul "Piano d'edificabilità privato per la copertura dei binari della stazione a sudovest di Zurigo", il Tribunale federale si è pronunciato in modo esaustivo sulla questione relativa alla partecipazione delle FFS alle campagne pubblicitarie in vista di votazioni. Secondo il Tribunale federale, le FFS possono partecipare a questo tipo di campagna se sono "particolarmente coinvolte". Ciò è il caso quando l'oggetto della votazione tocca gli interessi economici delle FFS oppure l'attuazione del loro mandato legale o statuario. In questi casi, le FFS sono autorizzate a difendere i propri interessi in modo oggettivo e adeguato, senza tuttavia ricorrere a mezzi illeciti o deplorevoli. Esse non devono, ad esempio, intervenire in una campagna utilizzando in modo sproporzionato i fondi pubblici. In linea di massima, le FFS possono però ricorrere agli stessi vettori dell'informazione come le altre parti chiamate in causa. Il Tribunale federale reputa adeguati ad esempio mezzi quali i quotidiani, gli stand, i pannelli, le giornate informative, le inserzioni, i manifesti, l'impiego del marchio FFS e il rilascio di dichiarazioni da parte degli organi direttivi dell'azienda.

Il Consiglio federale risponde come segue alle domande poste:

1. Il Consiglio federale è a conoscenza della campagna in corso "Benvenuti ogni giorno". Le FFS hanno precisato al Consiglio federale che dal 2003, una volta all'anno, l'azienda lancia una campagna pubblicitaria su larga scala per promuovere le grandi stazioni ferroviarie. Inoltre, l'azienda ha sottolineato che tra l'attuale campagna "Benvenuti ogni giorno" e l'imminente votazione sulla revisione della legge sul lavoro non sussiste un legame diretto.

2. Come è avvenuto già negli scorsi anni, la campagna di cui sopra è stata organizzata da FFS Immobili. Inoltre, è vero che i fautori della revisione della legge sul lavoro, in vista dell'imminente votazione, hanno istituito un apposito comitato e che vi fa parte il direttore delle FFS. Anche gli altri membri del comitato sono noti al Consiglio federale.

3. I costi della campagna in questione corrispondono all'incirca alla cifra spesa negli anni precedenti per analoghe azioni; essi sono interamente sostenuti da FFS Immobili. Le pubblicità sono inoltre curate da quest'ultima azienda che non è sovvenzionata dallo Stato. Le FFS non partecipano pertanto finanziariamente alla campagna a favore della revisione della legge sul lavoro.

4. Come già illustrato, le FFS non partecipano finanziariamente alla campagna in vista dell'imminente votazione.

5. La disponibilità a fornire determinate prestazioni tutti i giorni è molto apprezzata dalla clientela dei negozi all'interno delle stazioni ferroviarie. Il fatto che l'azienda FFS Immobili sfrutti questo importante vantaggio concorrenziale nella campagna pubblicitaria in corso si giustifica ampiamente da un punto di vista logico e sotto il profilo economico. Le FFS hanno garantito al Consiglio federale che, in vista della votazione sulla revisione della legge sul lavoro, il divieto di svolgere attività politiche all'interno del perimetro delle FFS sarà applicato a tutte le parti interessate. Inoltre, sia i fautori, sia gli oppositori della revisione possono usufruire allo stesso modo delle possibilità di affissione e di fare pubblicità sui grandi schermi nelle principali stazioni ferroviarie svizzere.

6. Basandosi sulla giurisprudenza del Tribunale federale, il Consiglio federale reputa lecito l'impegno delle FFS nella campagna per la votazione sulla revisione della legge sul lavoro. Secondo la prassi del Tribunale federale, l'impegno delle FFS potrebbero addirittura andare oltre. Il collegio ha preso atto della decisione volontaria delle FFS di non partecipare finanziariamente alla campagna in vista della votazione e considera corretta l'intenzione dell'azienda di trattare tutte le parti interessate allo stesso modo.

Risposta del Consiglio federale.