05.1169 · Interrogazione · 2005-12-08
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
La Svizzera è tra i 121 Paesi che hanno abolito la pena di morte. Non così gli USA che sono una delle poche democrazie che la ammettono ancora. Poco tempo prima della giornata internazionale dei diritti dell'uomo, il 10 dicembre 2005, il mondo ha dovuto prendere atto della millesima esecuzione negli USA dalla reintroduzione della pena di morte nel 1976. Nello Stato federale del North Carolina, il 2 dicembre questa punizione è stata eseguita su Kenneth Boyd per mezzo di un'iniezione di veleno. Contrariamente a Boyd, di pelle chiara, secondo i dati di famose organizzazioni per i diritti umani, negli ultimi trenta anni le persone di pelle scura, economicamente in svantaggio o senza possibilità di ricorrere a avvocati competenti, rappresentano il gruppo decisamente più numeroso dei condannati a morte. Inoltre, molte di queste persone erano minorenni al momento del reato oppure si tratta di handicappati mentali oppure ancora al momento del reato avevano notevoli problemi psichici. Dal 1990 sono state condannate a morte almeno 122 persone la cui innocenza ha potuto essere provata in un secondo tempo.
Rivolgo dunque le domande seguenti al Consiglio federale:
1. Il Consiglio federale condivide la mia opinione quando affermo che gli USA, continuando ad applicare la pena di morte nei vari Stati federali, danneggiano enormemente l'attuazione mondiale dei diritti umani e ritiene anch'esso necessario rendere pubblico questo punto di vista?
2. In quali occasioni il Consiglio federale è intervenuto in passato su un piano bilaterale o multilaterale, ad esempio all'interno dell'ONU o dell'OCSE, a favore dell'abolizione della pena di morte negli USA oppure dell'introduzione, almeno, di una moratoria nelle esecuzioni?
3. Dopo la millesima esecuzione, il Consiglio federale è disposto ad intervenire in modo concreto presso il governo americano, eventualmente insieme ad altri Paesi, e ad affrontare l'argomento della prassi americana anche in seno all'ONU e all'OCSE? Quali sono le prossime occasioni che si prestano a questo scopo?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il Consiglio federale condanna la pena di morte, senza distinzione del luogo e del momento in cui viene applicata. Negli stessi USA è in corso da tempo un intenso dibattito sulla pena di morte. Ad esempio, nel 2002 il Tribunale supremo degli Stati Uniti ha dichiarato che le esecuzioni di disabili mentali sono contrarie alla costituzione. Il 2 marzo 2005 ha dichiarato incostituzionale anche la pena di morte comminata a persone che al momento del reato erano minorenni. Inoltre, dal 1998 il numero delle condanne a morte negli USA è in diminuzione e nel 2005 ha raggiunto il livello più basso da più di trenta anni.
2. Il Consiglio federale condanna sistematicamente l'applicazione della pena di morte al convegno annuale della Commissione dell'ONU per i diritti dell'uomo a Ginevra. Nell'ambito dell'OCSE, la Svizzera invita i Paesi membri dell'organizzazione ad abolire la pena di morte. Durante le conferenze annuali per l'applicazione della dimensione umana dell'OCSE, con le sue dichiarazioni la delegazione svizzera ha invitato pubblicamente gli USA ed altri Paesi a rinunciare alla pena di morte, in particolare nel caso di adolescenti e disabili mentali.
In occasione della prima riunione del Consiglio permanente dell'OCSE dopo la sentenza del 2 marzo 2005 del Tribunale supremo degli Stati Uniti (vedi anche quanto già riportato), la delegazione svizzera ha approvato a Vienna la sentenza accogliendola come un importante passo verso l'abolizione della pena di morte negli USA. Infine bisogna ricordare che la Svizzera contribuisce finanziariamente al programma per l'abolizione della pena di morte attuato dall'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (ODIHR) dell'OCSE.
A livello bilaterale, il governo svizzero interviene tramite l'ambasciata a Washington. Una domanda di grazia viene inviata sistematicamente al governatore dello Stato che applica la pena di morte quando i condannati erano minorenni al momento del reato (abolizione 2005) oppure sono disabili mentali (abolizione 2002) oppure sono stranieri nel caso dei quali è stato violato il diritto alla protezione consolare. Inoltre la Svizzera appoggia spesso gli amici curiae dell'Unione europea o dell'Organizzazione degli Stati americani. In più, le autorità svizzere intervengono anche in occasione di incontri bilaterali al vertice con autorità americane.
L'ambasciata svizzera a Washington da anni collabora strettamente con un'ONG specializzata nella questione della pena di morte. Questa ONG cerca tra l'altro di migliorare la formazione di avvocati difensori nei casi in cui è possibile una condanna alla pena di morte. Nel 2005 la nostra rappresentanza a Houston e a Chicago ha organizzato, in collaborazione con il centro di competenza per la politica estera culturale, una mostra sulla pena di morte, destinata ad essere esibita in ambedue le città.
3. Come già riportato al punto 2, il Consiglio federale interviene ad intervalli regolari per questa questione. Il convegno della Commissione dell'ONU per i diritti umani rappresenterà una prossima occasione per una dichiarazione pubblica al massimo livello.
Risposta del Consiglio federale.