Dichiarazioni antisemite del presidente iraniano. Reazione della Svizzera
05.1189 · Interrogazione · 2005-12-14
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Mercoledì 14 dicembre 2005 il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha dichiarato di fronte a varie migliaia di partecipanti a una manifestazione svoltasi nella città di Sahedan nella regione sudorientale dell'Iran che l'Olocausto è un mito. Con le sue esternazioni antisemite Ahmadinejad ha suscitato nei giorni scorsi a più riprese reazioni indignate a livello internazionale. Già la settimana precedente la manifestazione menzionata, il presidente iraniano aveva messo in dubbio la realtà del genocidio al popolo ebreo e aveva dichiarato di desiderare il trasferimento di Israele in Germania o in Austria. Queste nuove dichiarazioni antisemite di Ahmadinejad sono inquietanti e assolutamente inaccettabili. Considerato il programma atomico perseguito dall'Iran, sono inoltre una minaccia per la pace mondiale.
In relazione a questi avvenimenti chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:
1. Come ha reagito il Consiglio federale alle ripetute esternazioni antisemite del presidente iraniano nelle settimane passate?
2. Come si impegna il Consiglio federale a livello internazionale per ottenere una condanna dell'Iran?
3. Come valuta il Consiglio federale la situazione attuale per quanto concerne il rispetto dei diritti umani in Iran? È intervenuto in questo senso presso il governo iraniano?
4. Come valuta il Consiglio federale, considerate le ultime evoluzioni, il futuro del dialogo sui diritti umani tra la Svizzera e l'Iran?
Stellungnahme des Bundesrates
1. La Svizzera ha protestato immediatamente e vivacemente per le dichiarazioni del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad a proposito di Israele e dell'Olocausto e ha reso nota la propria posizione nei comunicati pubblicati dal Dipartimento federale degli affari (DFAE) esteri il 27 e 29 ottobre e il 9 dicembre 2005. L'ambasciatore iraniano è stato convocato al DFAE il 26 ottobre e nuovamente il 12 dicembre 2005; il capo della Divisione per le relazioni con l'Iran gli ha chiaramente esplicitato la posizione svizzera. I Paesi membri dell'ONU sono tenuti ad astenersi da qualsiasi minaccia o dal ricorso all'uso della forza nei confronti della sovranità di uno Stato o incompatibili con gli obiettivi della Carta delle Nazioni Unite. La Svizzera non tollera la relativizzazione del crimine di genocidio.
2. Le dichiarazioni del presidente Ahmadinejad a proposito di Israele e dell'Olocausto sono state stigmatizzate con la più grande fermezza ovunque. Il segretario generale dell'ONU, il presidente del Consiglio di sicurezza e la presidenza britannica dell'UE le hanno denunciate come inammissibili; tale opinione è condivisa dalla Svizzera e da innumerevoli Stati. Con altri 89 Paesi, la Svizzera ha firmato una risoluzione dell'Assemblea generale dell'ONU che condanna, in particolare, qualsiasi tentativo di revisionismo e proclama il 27 gennaio Giornata internazionale della Memoria per ricordare le vittime dell'Olocausto. La risoluzione è stata adottata per consenso il 1° novembre 2005.
3. In materia di rispetto dei diritti dell'uomo, la situazione in Iran continua ad essere preoccupante. Per la Svizzera sono motivo di viva inquietudine, in particolare, la pena di morte, la tortura, le punizioni corporali, l'abolizione della libertà di espressione e le discriminazioni nei confronti delle donne. Si possono tuttavia constatare, da parte iraniana, sforzi evidenti, per esempio nei settori del diritto penale e dell'esecuzione delle pene. A livello multilaterale, in occasione dell'ultima Assemblea generale dell'ONU, la Svizzera ha cofirmato una risoluzione sui diritti dell'uomo in Iran. Nelle relazioni bilaterali, infine, oltre alle sessioni di dialogo, la Svizzera procede a interventi regolari. I più recenti interventi riguardavano l'esecuzione di minorenni o di membri di gruppi particolarmente vulnerabili (omosessuali), la pratica delle punizioni corporali e la censura.
4. Dall'ottobre 2003, tra Svizzera e Iran si svolge un dialogo sui diritti dell'uomo. Il DFAE considera che le sessioni tenute finora, come pure l'impegno per la difesa dei diritti dell'uomo a livello locale, hanno avuto ripercussioni positive. Perciò la Svizzera desidera continuare su questa via, a condizione che a sua volta l'Iran dia prova di disponibilità al dialogo in uno spirito costruttivo.
Risposta del Consiglio federale.