05.3002 · Postulato · 2005-01-12
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è sollecitato ad adottare le misure necessarie per istituire al più presto e nei luoghi più adatti i centri di controllo del traffico pesante sull'A2, a nord e a sud della galleria stradale del San Gottardo. In questo contesto, vanno osservati i seguenti punti:
1. Entrambi i centri di controllo devono essere operativi al più tardi nel 2007.
2. L'ubicazione del centro a nord della galleria del San Gottardo va scelto in modo tale da permettere di controllare sia il traffico proveniente da Lucerna (A2), sia quello da Arth-Goldau.
3. L'ubicazione del centro a sud della galleria del San Gottardo deve permettere di rilevare sia il traffico verso il San Gottardo (A2), sia quello in direzione del San Bernardino (A13).
4. Non è necessario dotare i centri di controllo del traffico pesante di servizi logistici (grandi parcheggi, officine) o gastronomici (motel, ristoranti).
Begründung
Nel rapporto sul trasferimento del traffico 2004, il Consiglio federale sottolinea a giusto titolo e a più riprese l'importanza dei controlli del traffico pesante. Finora, in Svizzera è stato aperto un unico moderno centro di controllo del traffico pesante (situato a Unterrealta sull'A13 e messo in servizio nel novembre 2004). Per quanto concerne l'A2, non è nemmeno ancora stato deciso dove costruire i due centri previsti. In questo caso, è davvero necessario accelerare la procedura. È inaccettabile aspettare cinque o più anni prima di potere controllare in modo efficiente e sistematico il traffico pesante sull'A2.
In merito alle ubicazioni è determinante rilevare tutto il traffico pesante e limitare il più possibile le possibilità d'aggiramento. Il centro di Unterrealta soddisfa in modo ottimale queste condizioni per il traffico nord-sud sull'A13. Un centro nella Leventina, invece, non permetterebbe di rilevare il traffico sud-nord attraverso il San Bernardino (A13). Non è dunque opportuno controllare il traffico sud-nord sull'A13 quando è già lontano. D'altro canto, un centro nel canton Nidvaldo non considererebbe il traffico proveniente da (Zurigo-) Arth-Goldau. Vale a dire che i veicoli problematici opterebbero sempre per i percorsi non controllati sistematicamente, istituendo una prassi davvero inaccettabile.
Inoltre, è previsto di dotare i grandi centri di controllo di servizi logistici e gastronomici. Ciò non è tuttavia imperativo, visto che i centri di controllo devono in prima linea svolgere compiti di polizia e non soddisfare esigenze di tipo gastronomico o logistico. Questo genere di servizio può essere offerto senza problemi da privati anche in altri luoghi.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Anche il Consiglio federale considera prioritario e importante creare al più presto i centri di controllo del traffico pesante sull'A2, a nord e a sud della galleria del San Gottardo sia in vista del trasferimento su ferrovia del traffico stradale, equiparando i due vettori, sia per quanto concerne l'effetto positivo dei centri sulla sicurezza stradale. In questo senso, il collegio sostiene l'idea di base espressa nel presente intervento.
In merito alle singole osservazioni fatte nel presente postulato, il Consiglio federale assume in parte una posizione diversa. Il catalogo di misure previsto per il traffico merci stradale transalpino copre anche altre esigenze, in particolare legate alla gestione della sicurezza nella galleria stradale del San Gottardo (sistema del contagocce). Tale gestione richiede per ogni opzione (sia per l'attuale soluzione, sia per le possibili alternative quali il sistema di prenotazione o la borsa dei transiti alpini) la creazione di aree di sosta ai margini della strada. Tuttavia, nelle strette valli alpine le superfici sono assai limitate e considerando anche l'aumento dell'inquinamento fonico previsto, non è pensabile che le aree siano messe a disposizione se non si offrono, al contempo, nuove possibilità di lavoro. Per questo motivo, il Consiglio federale preferisce chiaramente gli impianti combinati (centri di controllo con aree di sosta).
In merito alle singole domande:
1. Innanzitutto i mezzi federali necessari sono bloccati. Inoltre, le procedure previste dalla legislazione sulle strade nazionali non permettono di realizzare i progetti entro il lasso di tempo indicato. Per di più, lo stato di pianificazione dei diversi progetti si trova a stadi diversi, motivo per cui non è realistico sperare in un'apertura simultanea dei due centri. L'obiettivo prioritario continua tuttavia ad essere quello di realizzare al più presto entrambi gli impianti.
2. Il 16 marzo 2005 è stato deciso di realizzare il centro ad Erstfeld. In questo senso, la richiesta formulata è stata soddisfatta.
3. A sud della galleria del San Gottardo è possibile costruire un impianto combinato soltanto nell'area di Bodio e non a sud della diramazione A2/A13. Per questo motivo, attualmente il Consiglio federale punta sulla soluzione nella Leventina. Inoltre, il progetto avviato per costruire un centro a Sigrino è risultato assai problematico e poco efficiente sotto il profilo ambientale. La richiesta del tutto giustificata di intensificare i controlli per elevare lo standard di sicurezza anche sull'A13 può tuttavia essere soddisfatta anche ottimizzando i controlli mobili della polizia. Il DATEC, autorità competente in materia, è disposto a stipulare o a mantenere le corrispondenti convenzioni sulle prestazioni con i Cantoni Ticino e Grigioni. Inoltre, va sottolineato che è possibile controllare i veicoli in direzione sud-nord anche presso il centro di Realta. Nonostante i controlli all'uscita della galleria, si potrebbe raggiungere un certo effetto preventivo.
4. Per i motivi illustrati, il Consiglio federale reputa necessario dotare i grandi centri di controllo lungo l'A2 di grandi aree di sosta per la gestione del traffico merci stradale attraverso la galleria stradale del San Gottardo. Gli altri servizi logistici non sono certo indispensabili, ma costituiscono pur sempre per i singoli luoghi una possibilità d'investimento privata interessante, fattore non indifferente per fare accettare dall'opinione pubblica la scelta dell'ubicazione.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.