05.3158 · Mozione · 2005-03-17
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a creare le premesse legali necessarie affinché tutti gli stranieri presenti in Svizzera ricevano un permesso di dimora, se dispongono di un contratto di lavoro valido e non disdetto.
Begründung
Si tratta di un riorientamento della politica in materia di stranieri. Il fatto di esercitare un lavoro rimunerato in Svizzera deve diventare il criterio per la concessione di un permesso di dimora. Ciò sgraverebbe considerevolmente il bilancio pubblico. La presenza di migliaia di "sans papiers" è una realtà che in un modo o nell'altro (inasprimento del diritto in materia di stranieri) non cambierà di molto. Occorre quindi esplorare nuove strade che tengano conto di questa realtà, introducendo nel contempo un'opportuna legalizzazione.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale è cosciente della problematica delle persone la cui presenza è illegale e negli anni passati, in seguito alla presentazione di interventi parlamentari, si è espresso ripetutamente sulla questione dei "sans papiers". Il Consiglio federale ha in particolare illustrato esaurientemente i motivi per i quali si rifiuta di concedere una regolarizzazione generale delle persone presenti illegalmente in Svizzera nelle risposte alla mozione Fankhauser del 9 dicembre 1997 (Amnistia per persone senza documenti), all'interpellanza Hubmann del 23 giugno 2000 (Sanatoria per le persone sprovviste di documenti), alla mozione Zisyadis del 22 marzo 2001 (Permesso di dimora in Svizzera per stranieri privi di documenti), all'interrogazione Mugny del 1° ottobre 2001 (Regolarizzazione dei "sans-papiers") e alla mozione Aeppli Wartmann del 4 ottobre 2001 (Tavola rotonda per sanare la situazione di chi risiede e lavora da noi senza autorizzazione).
Le regolarizzazioni per stranieri presenti illegalmente sono state finora accordate soltanto in pochi Stati europei. Come evidenziato dalle esperienze acquisite in altri Paesi, con un'azione una tantum per disciplinare la dimora non è possibile arginare efficacemente e a lungo termine il numero degli stranieri lavoratori presenti illegalmente. Poiché manifestamente presso alcuni datori di lavoro esiste una domanda di manodopera disposta a rinunciare alle condizioni salariali e lavorative usuali e prescritte o ad eludere gli oneri sociali, esiste la tendenza a sostituire persone la cui dimora è regolarizzata con nuovi lavoratori in nero. Una regolarizzazione non costituisce quindi una soluzione sostenibile, tanto più che con l'introduzione di un disciplinamento generoso una tantum si crea l'aspettativa di una sua ripetizione in avvenire.
Per giunta con una simile regolarizzazione verrebbe premiato il mancato rispetto delle disposizioni di diritto in materia di stranieri, il che equivarrebbe a un segnale di politica migratoria completamente sbagliato. Non va nemmeno dimenticato il fatto che i datori di lavoro, mediante assunzioni illegali, si procurano un vantaggio concorrenziale ingiustificato: un modo di procedere illegale che verrebbe pure premiato.
Secondo il volere dell'autore della mozione, la politica in materia di stranieri per persone presenti illegalmente in Svizzera in possesso di un contratto di lavoro dovrebbe essere riorientata mediante una regolarizzazione generale. Entrambe le Camere, sia nel quadro dei lavori correnti riguardo alla nuova legge sul lavoro nero, sia riguardo alla nuova legge sugli stranieri, hanno respinto le possibilità di legalizzazione suggerite dall'autore della mozione, che vanno oltre al diritto vigente. In fondati casi particolarmente rigorosi, nell'ambito del diritto vigente già oggi possono essere trovate soluzioni che tengono conto in modo opportuno del singolo caso.
In questo senso il Consiglio federale ritiene infondata la mozione Vischer e propone di respingerla.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.