05.3195 · Postulato · 2005-03-18
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Sono in molti a non tollerare l'aggiunta di iodio alle derrate alimentari di base, praticata in Svizzera in maniera estesa e non dichiarata, e ad ammalarsi. Le persone allergiche allo iodio e quelle con disturbi alla tiroide sono costrette ad acquistare regolarmente gli alimentari in Francia e in Italia. La profilassi con lo iodio, che in passato era giustificata, per una minoranza della popolazione è diventata ora una "iodazione coatta", in contravvenzione, di fatto, all'articolo 10 sui diritti fondamentali. Invito pertanto il Consiglio federale a prendere in esame le seguenti idee e a proporre dei modi di procedere.
1. Informazione
L'UFSP organizza una campagna volta a informare la popolazione in merito ai rischi sanitari causati da un'assunzione eccessiva di iodio, indicando sintomi, provvedimenti e terapie.
2. Modifica della iodazione del cibo per animali
Invece dei 40 a 100 mg di iodio per chilogrammo di massa secca (incluse alghe e pietre saline) attualmente ammessi, al cibo per animali convenzionale si può aggiungere un massimo di 5 mg di iodio, mentre al cibo biologico 0 mg. Secondo le esperienze fatte finora, un'aggiunta di 5 mg/kg di iodio non presenta problemi di tolleranza.
3. Uguaglianza dei prezzi
Il Consiglio federale garantisce l'uguaglianza dei prezzi tra le derrate alimentari di base senza aggiunte di iodio e quelle iodate.
4. Obbligo di dichiarazione
Le aggiunte di iodio devono essere dichiarate per tutte le derrate alimentari, sia che esse siano vendute imballate o sfuse.
5. Informazione del personale sanitario
Obbligo d'informare medici, farmacisti e personale ospedaliero in merito ai rischi dell'utilizzo di iodio per la diagnostica, le terapie e le operazioni. Disinfettanti, mezzi di contrasto per radiologia e medicamenti contenenti iodio devono essere dichiarati.
6. E 127
Divieto di utilizzare l'E 127 in alimenti e medicamenti, il colorante rosso per derrate alimentari contenente iodio e impiegato sovente.
Begründung
In un articolo pubblicato sulla rivista per medici tedesca "Ärtzliche Praxis" si legge in sintesi quanto segue: grazie a un migliore apporto di iodio, le malattie causate dalla sua mancanza sono in forte diminuzione. Il latte può, a motivo della iodazione del cibo per animali, diventare una bomba allo iodio: nella Turingia sono stati misurati valori compresi tra i 17 e i 490 g/l. Tuttavia il motto "Avanti così!" incontra lo scetticismo di alcuni esperti della tiroide e conduce alla disperazione numerosi pazienti. Appena assumono alimenti contenenti iodio, certe persone iniziano a soffrire di disturbi alla vista, diarrea, tachicardia, dolori alla testa e alle membra. Le persone affette dal morbo di Basedow recidivo sono costrette a seguire una dieta povera di iodio. Ma come fare, dato che il 60 al 80 per cento dei panettieri e dei macellai e il 70 al 80 per cento dei ristoratori utilizzano sale iodato? Inoltre, più della metà delle imprese dell'industria alimentare impiega sale iodato per una parte della produzione. Non intendo mettere in discussione che la iodazione torni a vantaggio della maggioranza della popolazione, ma una minoranza ne ha abbastanza del fatto che i suoi problemi connessi allo iodio siano considerati semplicemente effetti collaterali inevitabili. Dello stesso parere è il prof. Jürgen Hengstmann, endocrinologo presso la clinica "Berliner Klinikum am Urban". Egli difende la iodazione delle derrate alimentari, ma al contempo chiede l'introduzione di un obbligo di dichiarazione, di modo che i pazienti, se necessario, possano evitare i prodotti contenenti iodio.
La società austriaca di medicina generale e familiare ("Österreichische Gesellschaft für Allgemein- und Familienmedizin") raccomanda ai pazienti affetti da ipertiroidismo di evitare i medicamenti naturali o i prodotti sanitari a elevato tenore di iodio, ossia di seguire una dieta povera di iodio (www.mein-arzt.org). In Austria, il sale commestibile viene iodato da più di 40 anni. In tal modo si è riusciti a debellare quasi completamente le malattie causate dalla mancanza di iodio, fino a quel momento molto diffuse. Tuttavia, si è registrato un aumento dei casi di ipertiroidismo dovuti a un'autonomia funzionale o d'origine immunitaria.
Il prof. Lothar-Andreas Hotze, dottore in medicina a Magonza, sottolinea che l'assunzione di iodio non è consigliabile a tutti e in tutte le situazioni: "In caso di affezione da morbo di Basedow, si dovrebbe rinunciare all'assunzione di iodio durante la gravidanza." Inoltre sconsiglia l'assunzione attiva di iodio (pastiglie, sale, complementi alimentari) ai pazienti affetti da tiroidite di Hashimoto, dato che lo iodio rafforza il processo di autoimmunizzazione. Tuttavia, durante la gravidanza e l'allattamento è prioritaria la tiroide del bambino, alla quale deve essere fornito iodio a sufficienza.
Maggiori informazioni sul tema sono fornite sul sito Internet dello studio medico di Hotze (www.schilddruesenpraxis.de), da cui risulta che dal 1975 l'approvvigionamento di iodio in Germania è quadruplicato. Molti non sono consapevoli di questa evoluzione e che "lo iodio non fa bene a tutti". La correlazione tra lo iodio e la patologia di Hashimoto, attestata dalla dottrina medica più recente, dovrebbe essere data per scontata.. In caso di predisposizione a disfunzioni della tiroide, un'elevata assunzione di iodio accelera l'insorgere della tiroidite autoimmune.
La dichiarazione come via d'uscita
Abbandonare la iodazione del sale non entra in linea di conto. Da una parte l'OMS ha posto l'obiettivo di ottimizzare l'approvvigionamento di iodio, dall'altra nessuno desidera tornare ai tempi della mancanza di iodio, viste le complicazioni che ciò comporterebbe.
D'altronde sembra vi siano pazienti che accusano disturbi importanti se assumono un'eccessiva quantità di iodio. Può essere considerata eccessiva già la quantità contenuta nella normale alimentazione, senza contare le dosi di oltre 500-1000 g al giorno ritenute molto elevate dall'istituto tedesco di valutazione dei rischi ("Bundesinstitut für Risikobewertung").
Dovrebbe essere reso più facile alle persone interessate seguire una dieta povera di iodio. La maniera più semplice sarebbe quella d'introdurre l'obbligo di dichiarazione, come proposto tra gli altri dall'endocrinologo berlinese prof. Jürgen Hengstmann, il quale sottolinea che per almeno il 90 per cento della popolazione la iodazione costituisce una benedizione, mentre per il restante 10 per cento ci sono problemi a eliminare lo iodio attraverso i reni. Di conseguenza, a parità di assunzione di iodio corrisponde un tenore maggiore nel sangue e un apporto maggiore alle cellule della tiroide. In questi casi, una concentrazione più forte di iodio nell'alimentazione equivale a un apporto eccessivo che può anche diventare tossico.
Il tenore di iodio nelle nostre derrate alimentari è effettivamente così elevato?
In parte sì. Il consumo di prodotti offerti, per esempio, in un sushi bar comporta un'assunzione molto forte di iodio. Ma dal momento che anche il cibo per animali viene iodato, pure il latte ne può contenere una grande quantità. Da un'indagine effettuata in Turingia sono emersi valori compresi tra 17 e 490 g/l. Quanto fuoriesce dalla saliera di casa non incide in misura determinante.
La cosa più importante è trovare un panettiere e un macellaio che non utilizzano sale iodato. E quando si va al ristorante, non resta altra possibilità che informarsi. Se esistesse un obbligo di dichiarazione, tutto ciò sarebbe più semplice.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Se si considera la prassi attuale della iodazione del sale da cucina, l'utilizzo, da parte dell'autore del postulato, del termine "misura coatta" non è adeguato. In effetti, i consumatori hanno la possibilità di acquistare prodotti contenenti sale da cucina non iodato. Il diritto alla vita e alla libertà personale sancito dall'articolo 10 della Costituzione federale non è dunque violato.
La mancanza di iodio causa diversi problemi alla salute dovuti a un'insufficiente produzione di ormoni della tiroide. Soprattutto i neonati e i bambini necessitano, per il loro normale sviluppo cerebrale, di un sufficiente apporto di iodio. Da oltre 80 anni, in Svizzera, si può acquistare sale iodato. Da allora, i problemi sanitari (in particolare il gozzo) e le gravissime menomazioni (cretinismo), in precedenza molto frequenti (come in tutti i Paesi continentali in cui il consumo di pesce marino è limitato), sono praticamente scomparsi. Il disciplinamento giuridico della iodazione del sale da cucina si fonda sull'articolo 6 dell'ordinanza del 1º marzo 1995 sulle derrate alimentari (ODerr; RS 817.02) e sulle relative disposizioni dell'ordinanza del 26 giugno 1995 sul valore nutritivo (OVn; RS 817.021.55).
L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) raccomanda per gli adulti un'assunzione minima di iodio di 150 g al giorno e pone il limite massimo a 600 g al giorno. In Svizzera nel 2004 è stata effettuata un'indagine a livello nazionale presso il Politecnico federale di Zurigo in merito all'assunzione di iodio, prendendo in esame bambini d'età compresa tra i 6 e i 14 anni e donne incinte al secondo e al terzo trimestre. L'eliminazione media di iodio attraverso le urine comportava, nel caso dei bambini, 131 g/l e nel caso delle donne incinte 249 g/l. Ciò significa che, secondo i criteri dell'OMS, l'attuale assunzione di iodio di questi due gruppi di popolazione è ottimale. I tenori di iodio nelle derrate alimentari di base svizzere sono stati recentemente sottoposti a un'analisi presso l'Ufficio federale della sanità pubblica, nel corso della quale è stata determinata l'assunzione media di iodio, che ammonta a 140 g al giorno per persona.
Il Consiglio federale risponde alle singole domande come segue:
1. L'UFSP informa regolarmente in merito alla situazione dell'approvvigionamento di iodio in Svizzera mediante il suo Bollettino, i rapporti annuali sulla sicurezza delle derrate alimentari e pubblicazioni scientifiche. Il Consiglio federale non ritiene pertanto opportuno svolgere una vasta campagna d'informazione.
2. In seguito alla modifica dell'ordinanza del 15 dicembre 2003 sul libro dei prodotti destinati all'alimentazione degli animali (OLAIA; RS 916.307.1), il tenore massimo di iodio ammesso è di 10 mg/kg di massa secca ed è pertanto molto più basso di quanto asserito dall'autore del postulato.
3. Secondo quanto affermato dai produttori, non vi sono differenze di prezzo tra sale iodato e non iodato.
4. La questione della dichiarazione e della messa in evidenza dell'aggiunta, alle derrate alimentari, di sostanze essenziali e utili dal punto di vista nutrizionale-fisiologico è da lungo tempo oggetto di controversie sia nell'UE che in Svizzera. Eventuali modifiche del disciplinamento svizzero in vigore si orienteranno al diritto europeo.
5. In tutti i preparati omologati da Swissmedic, contenenti iodio sotto forma di sale o legato a complessi organici, lo iodio è dichiarato in quanto componente. Nel caso di preparati per i quali, allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, si deve presumere che sussistano problemi di tollerabilità, le informazioni per l'uso includono le relative avvertenze (si tratta soprattutto di mezzi di contrasto e preparati da applicare sulla pelle o sulle mucose o ai quali sono aggiunti grandi quantitativi di iodio). Per quanto attiene a tutti gli altri preparati contenenti iodio, le informazioni per l'uso comprendono, se necessario, anche avvertenze relative alla problematica dello iodio. Questa richiesta dell'autore del postulato è già stata completamente soddisfatta.
6. Da una valutazione del Joint Expert Committee on Food Additives della FAO/OMS del 2000 emerge che il colorante Eritrosina (E 127), contenente iodio, non provoca né allergia allo iodio né disfunzioni tiroidee. Un divieto di questo colorante non è pertanto giustificato.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.