Mutilazioni genitali femminili. Misure di sensibilizzazione e di prevenzione
05.3235 · Mozione · 2005-05-30
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a intensificare il suo impegno nella lotta contro le mutilazioni genitali, in particolare sostenendo le campagne d'informazione regolarmente lanciate in Svizzera e adottando misure formative e educative nei confronti delle persone direttamente interessate (migranti, personale medico e di cura, corpo insegnante, personale dell'amministrazione pubblica ecc.).
Begründung
Le autorità svizzere sono consapevoli dell'importanza della lotta contro le mutilazioni genitali, subite da 130 milioni di donne in tutto il mondo. La Svizzera è attiva in particolare in seno a organizzazioni internazionali che si impegnano contro tali pratiche. Inoltre, nel quadro della collaborazione allo sviluppo, il DFAE sostiene iniziative di organizzazioni locali, soprattutto in Africa, che hanno come obiettivo la lotta contro le mutilazioni genitali femminili. La situazione in Svizzera invece è ancora poco chiara.
Il piano d'azione svizzero per il conseguimento degli obiettivi fissati dalla IV Conferenza mondiale dell'ONU sulle donne di Pechino prevede di accertare se le mutilazioni genitali sono praticate anche in Svizzera. Se del caso occorre adottare le misure necessarie. Da un recente studio condotto dall'UNICEF è emerso che anche la Svizzera è interessata da questo problema. Il personale medico e i servizi sociali sono sovente confrontati con donne che hanno subito l'escissione. Tuttavia maggiore preoccupazione desta il fatto che secondo tale studio sono praticate mutilazioni genitali anche sul nostro territorio. Alla luce di questa situazione vi è urgente necessità d'intervento.
Nel 2000 il Consiglio federale, nella risposta alla mozione Gadient ("Lotta contro l'escissione", 00.3365), aveva esposto i tre principi base della sua politica estera che, a mio avviso, dovrebbero valere anche nel nostro Paese: promovimento della salute, pari opportunità per la donna e l'uomo (a tal proposito va sottolineata l'importanza della Giornata della donna) e la tutela dei diritti umani.
Nel suo rapporto del 2001, il Consiglio d'Europa raccomanda, oltre all'adozione di diverse altre misure nella lotta contro questa violazione fondamentale dei diritti umani, di avviare una campagna d'informazione e di sensibilizzazione rivolta al personale medico, ai rifugiati e a tutti gli altri gruppi di persone confrontati col problema. Lo scopo della campagna è di fornire chiarimenti in merito alle ripercussioni pericolose delle mutilazioni genitali sulla salute, sull'integrità psichica, sulla dignità della donna e sul suo diritto di sviluppare liberamente la propria personalità; inoltre la campagna deve informare sugli usi e sulle tradizioni che violano i diritti umani (vedi nota a pié di pagina 1).
L'informazione in merito al divieto delle mutilazioni genitali, che purtroppo non costituiscono casi singoli, la prevenzione e l'educazione sono passi essenziali sul cammino che porta alla soppressione totale di queste pratiche. Per questo motivo chiedo pure di proporre alle istanze in questione (piano quadro di studio, scuole universitarie professionali, università ecc.) di integrare un corso obbligatorio d'informazione su questo tema nei moduli di formazione per il personale medico e paramedico, nonché per il personale del settore sociale.
Nota a pié di pagina 1: Mutilations sexuelles féminines Doc. 9076, Rapport sur l'égalité des chances pour les femmes et les hommes.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale è consapevole della problematica evocata nella mozione. Il rispetto della dignità umana e il promovimento di condizioni di vita che favoriscano la salute, nonché la parità di diritti fra donne e uomini e la solidarietà sono valori fondamentali della politica svizzera della sanità. Tali valori coincidono con quelli dichiarati nella strategia globale "Salute per tutti nel XXI secolo" approvata nel 1998 dall'OMS. La pratica della mutilazione genitale rappresenta una pesante violazione di questi valori fondamentali come anche del diritto all'integrità fisica. Inoltre, in Svizzera la mutilazione genitale femminile è perseguibile penalmente. Essa costituisce la fattispecie del reato di lesioni gravi.
La Svizzera sostiene il rispetto dei diritti umani nella sua qualità di Stato membro delle Nazioni Unite, ma anche nel quadro della sua collaborazione con le organizzazioni internazionali e, soprattutto, nella cooperazione allo sviluppo. Inoltre, con la ratifica delle convenzioni sui diritti umani essa si è impegnata a promuovere l'osservanza e il rispetto di tali diritti in Svizzera. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha elaborato in collaborazione con l'Ufficio federale della migrazione (UFM) e la Commissione federale degli stranieri (CFS) la strategia su scala nazionale "Migrazione e salute 2002-2007", che affronta anche il tema trattato nella mozione.
Tale strategia viene applicata realizzando progetti volti a informare e sensibilizzare i migranti in merito alla salute sessuale e riproduttiva. La realizzazione è stata affidata ad un gruppo di lavoro interdisciplinare costituito su incarico dell'UFSP e formato da specialisti provenienti da varie organizzazioni molto diverse fra loro (UNICEF, Caritas Svizzera, Iamaneh Svizzera, Terre des Femmes Svizzera, PLANeS). Il gruppo di lavoro ha preparato delle linee guida destinate al personale medico specializzato, segnatamente sulla problematica della mutilazione genitale femminile. Sono in elaborazione un opuscolo informativo per migranti, un pacchetto informativo per direttrici di corsi (preparazione al parto, parto, cura dei neonati, educazione della prima infanzia) nonché un modulo di formazione per la traduzione transculturale. In futuro è prevista la creazione di una rete di contatto tra i vari operatori. Lo scopo dei provvedimenti è di impedire la mutilazione genitale femminile e ridare fiducia a ragazze e donne colpevolizzate perché già vittime di questo abuso.
Gli altri provvedimenti di sensibilizzazione richiesti dalla mozione necessiterebbero risorse finanziarie e personali supplementari per un importo superiore ai 600 000 franchi all'anno di cui l'UFSP non dispone.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.