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Aiuto allo sviluppo. Partecipazione della Svizzera alla riflessione internazionale sugli strumenti di finanziamento dello sviluppo

05.3325 · Mozione · 2005-06-16

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Oltre la scadenza del Vertice del settembre 2005 OSM +5, il Consiglio federale è invitato a partecipare attivamente ai lavori di riflessione e di concretizzazione condotti a livello internazionale relativi ai nuovi strumenti di finanziamento dello sviluppo destinati a permettere di raggiungere Obiettivi di Sviluppo del Millennio (OSM) e di partecipare tanto ai progetti esistenti quanto alle esperienze pilota sviluppate a livello europeo e mondiale.

Begründung

In materia di aiuto allo sviluppo, nessuno ormai mette più in dubbio il fatto che l'aiuto pubblico diretto (APD) non sarà sufficiente per la realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Come sottolinea il Consiglio federale, "anche la Comunità internazionale ha constatato la necessità di raddoppiare da qui al 2015 le risorse attribuite all'aiuto allo sviluppo" (risposta del 6 aprile 2005 al postulato 04.3682 Carlo Sommaruga). La ricerca di nuove sorgenti di finanziamento è all'agenda internazionale. Il G7 ne discuterà in luglio. In settembre, alle Nazioni Unite a Nuova York gli Stati devono presentare il loro bilancio intermedio dei progressi realizzati nell'ambito del vertice ODM+5.

Il Consiglio federale rileva nella risposta al postulato 04.3682 "che l'aumento dei bilanci d'aiuto allo sviluppo nei paesi donatori resta la migliore soluzione per liberare fonti supplementari". Tuttavia, appare che in Svizzera (cfr. PAB 04) come in altri Paesi, non vi è un aumento sufficiente di questo aiuto nel quadro del bilancio ordinario. Inoltre, anche allo 0,7 per cento del PIL, l'APD sarà insufficiente

Per questa ragione diversi Paesi hanno proposto soluzioni finanziarie innovative che permettono di finanziare uno o l'altro o tutti gli OSM. Così, sono evocate le tasse delle transazioni finanziarie, del cherosene, dei biglietti d'aereo, del commercio delle armi o i contributi volontari sul materiale informatico o anche la creazione di un fondo fiduciario internazionale per lo sviluppo. In questa prospettiva, il Consiglio dell'Unione europea, oltre all'aumento dell'aiuto allo 0,56 per cento del prodotto interno lordo (PIL) nel 2010, per raggiungere lo 0,7 per cento nel 2015, ha deciso di mettere in atto la tassazione dei biglietti d'aereo come primo tentativo di un mezzo di finanziamento innovatore.

La Svizzera, uno dei Paesi più ricchi del pianeta rispetto al numero di abitanti, non farà una bella figura in occasione del vertice OSM +5, nonostante abbia modificato il modo di calcolo del suo sforzo e abbia così raggiunto dal punto di vista contabile il tasso dello 0,4 per cento del suo PIL di aiuto pubblico allo sviluppo. Da un lato essa è lontana dall'obiettivo dello 0,7 per cento fissato dall'ONU e dall'OCSE. Dall'altro, non ha nè una strategia di aumento dell'APD ne una strategia di riflessione sui nuovi mezzi finanziari.

In occasione della seduta a porte chiuse del 18 mai 2005, il Consiglio federale non ha chiaramente dichiarato quale sia la sua strategia in merito ai nuovi meccanismi di finanziamento dell'APD. Occorre dunque invitare quest'ultimo a restare attivo in questo settore.

Infatti, piuttosto che assumere ancora una volta un atteggiamento di attesa ai margini del processo internazionale, occorre agire affinché la Svizzera partecipi attivamente alla riflessione internazionale e esamini le possibilità d'integrazione ai progetti esistenti e alle esperienze-pilota decise a livello internazionale, in particolare a livello europeo.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Adottando gli Obiettivi del Millennio per lo sviluppo in occasione del Vertice del Millennio svoltosi sotto l'egida delle Nazioni Unite (2000) e firmando il Consenso di Monterrey sul finanziamento futuro dello sviluppo e gli impegni reciproci dei Paesi industrializzati e di quelli in sviluppo (2002), la comunità internazionale si è fissata degli obiettivi molto ambiziosi. È parimenti vero che i Paesi che erano membri dell'UE a tale data si sono impegnati ad aumentare il loro APD in modo da raggiungere il livello internazionalmente riconosciuto dello 0,7 per cento entro il 2015 e che tutti i Paesi industrializzati che ancora non vi sono giunti sono regolarmente invitati a raggiungere quest'obiettivo quanto più rapidamente possibile. Diversi studi internazionali hanno inoltre mostrato che gli obiettivi fissati potranno essere realizzati soltanto se delle risorse supplementari saranno trovate per completare i fondi che provengono dai bilanci ordinari. Tutt'una serie di proposte sono dunque state sottoposte alla discussione nel corso di questi ultimi mesi. Tuttavia, è parimenti chiaro che una buona gestione degli affari pubblici e la mobilitazione da parte dei Paesi in sviluppo interessati delle proprie risorse sono condizioni indispensabili per un utilizzo ottimale di risorse finanziarie esterne ed uno sviluppo duraturo che si basa su basi solide.

In reazione agli studi e ai rapporti più recenti sulla realizzazione degli Obiettivi del Millennio e in base soprattutto al rapporto del Segretario generale delle Nazioni Unite, "In una libertà più grande: verso lo sviluppo, la sicurezza e i diritti dell'uomo per tutti", il Consiglio federale ha proceduto ad una valutazione della situazione in previsione del Vertice del Millennio + 5 previsto in settembre. Le conclusioni alle quali è arrivato sono le seguenti:

1. Il Consiglio federale conviene che per raggiungere gli obiettivi in questione, è necessario -oltre alle misure menzionate sia nella Dichiarazione del Millennio che nel Consenso di Monterrey che nel rapporto del SG delle Nazioni Unite - procedere a un nuovo aumento dell'aiuto pubblico allo sviluppo, segnatamente in favore dei Paesi più poveri, e ritiene che sia dovere della Svizzera parteciparvi.

2. Tuttavia, ritiene che sia anche estremamente importante rimettere in sesto le finanze federali, per poter segnatamente rilanciare l'economia e creare le condizioni necessarie a un budget sano e in fin dei conti anche a un proseguimento sicuro, nonché in seguito a un aumento graduale dell'aiuto pubblico allo sviluppo.

3. La delegazione svizzera ha fatto notare in occasione della recente riunione dell'ONU sull'attuazione del Consenso di Monterrey che l'aiuto svizzero allo sviluppo è continuamente aumentato nel corso degli ultimi anni fino a raggiungere lo 0,41 per cento del PIL nel 2004, fatto che situa il nostro Paese all'ottavo rango dei Paesi membri del CAD/OCSE e ne fa uno dei dieci più importanti donatori delle principali istituzioni dello sviluppo multilaterali quali l'AID, i fondi di sviluppo dell'ONU e il Fondo africano di sviluppo. Ma essa ha anche ammesso che in seguito allo sgravio del budget deciso nella votazione popolare e resosi necessario, l'aiuto allo sviluppo continuerà certamente a far parte dei rari posti budgetari che aumenteranno ancora nel corso dei prossimi tre anni, ma in una misura minore rispetto a quanto previsto sinora. Il Consiglio federale si è tuttavia dichiarato disposto a riesaminare la situazione ulteriormente per poter fissare un nuovo obiettivo in materia d'APD per gli anni seguenti il 2008.

4. In occasione della sua seduta speciale del 18 maggio 2005, il Consiglio federale si è dichiarato contrario al fatto che la Svizzera partecipi a un sistema di tassazione mondiale o a una Facilità finanziaria internazionale (FFI) per finanziare gli Obiettivi del Millennio per lo sviluppo (OMS). Se un movimento di ampia portata dovesse svilupparsi nel contesto internazionale per singoli approcci più specifici, è ciononostante disposto a esaminare i singoli casi. Le discussioni condotte a livello internazionale portano segnatamente sull'inclusione di un contributo di solidarietà nel prezzo dei biglietti degli aerei o sull'istituzione di una FFI ristretta (mini FFI) sotto forma di esperimento pilota per finanziare le campagne di vaccinazione o la lotta contro l'AIDS.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.