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05.3341 · Interpellanza · 2005-06-16

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. In considerazione della drammatica situazione nel Darfur, è vero che le domande d'asilo presentate da rifugiati provenienti da tale regione sfociano in un elevato numero di decisioni di non entrata nel merito o vengono respinte?

2. Se ciò corrisponde al vero, come si giustifica una tale prassi?

3. Non sarebbe opportuno coordinarsi con gli altri Paesi occidentali, al fine di accogliere queste persone, notoriamente perseguitate dal loro governo centrale per il solo fatto di provenire da tale regione?

4. Non sarebbe opportuno sospendere per un periodo indeterminato ogni misura di allontanamento nei loro confronti?

Begründung

In base alle cifre di Amnesty International, nel 2004 vi sono state almeno 36 decisioni di non entrata nel merito e 23 decisioni negative su 184 domande d'asilo presentate da cittadini sudanesi, di cui numerosi provenienti dal Darfur. Le decisioni si sarebbero basate sulla mancanza di documenti di viaggio validi e sulla pretesa possibilità di trovare rifugio in uno Stato diverso dalla Svizzera. Appare perlomeno sorprendente invocare la mancanza di documenti di viaggio in relazione a persone provenienti da una regione che sta al centro di una sanguinosa repressione appoggiata dal potere centrale del Paese, mentre è sinonimo di mancanza di solidarietà pretendere che i rifugiati del Darfur possano trovare asilo altrove. Inoltre, il rimpatrio in Sudan espone i rifugiati a gravi pericoli, tenuto conto dell'intollerabile comportamento del governo centrale sudanese nei loro confronti. Un minimo di coerenza da parte della politica estera svizzera presupporrebbe un'accoglienza aperta e coordinata (con gli altri Paesi occidentali) di tali rifugiati, tenendo conto che quelli in grado di lasciare il loro Paese sono comunque poco numerosi.

Stellungnahme des Bundesrates

1./2. La supposizione dell'autore dell'interpellanza non corrisponde al vero. Nel 2004 hanno sì presentato una domanda d'asilo in Svizzera 184 persone che affermavano provenire dal Sudan. Nell'ambito delle indagini svolte nei singoli casi è tuttavia emerso che soltanto 107 persone provenivano effettivamente dal Sudan. Di queste, solo 15 erano originarie del Darfur e vi avevano soggiornato prima di lasciare il Paese. In nessuno di questi 15 casi la decisione di non entrata nel merito è stata emanata a causa della mancanza non scusabile dei documenti, secondo l'articolo 32 capoverso 2 lettera a della legge sull'asilo. A sei persone è stato concesso l'asilo o l'ammissione provvisoria. In nove casi il competente Ufficio federale dei rifugiati (oggi Ufficio federale della migrazione, UFM) ha respinto la domanda, ordinando nel contempo l'esecuzione dell'allontanamento poiché esisteva una ragionevole alternativa per risiedere in una regione del Sudan diversa dal Darfur.

3. Dal 1995 il Consiglio federale ha rinunciato ad accogliere contingenti di rifugiati su richiesta dell'ACNUR, a causa dell'aumento delle persone in cerca di protezione provenienti dalla ex Jugoslavia e per ragioni di politica finanziaria. Basandosi su considerazioni di politica finanziaria nell'ambito del programma di sgravio 2004, nel corso della sessione estiva 2005 il Consiglio nazionale, quale seconda Camera, ha deciso su proposta del Consiglio federale di non accogliere più contingenti di rifugiati fino a nuovo avviso. Nell'ambito della discussione sulle proposte di minoranza, è stato rilevato che l'ACNUR stava urgentemente cercando nuovi Stati d'accoglienza per contingenti di rifugiati, e quindi anche per persone provenienti dal Sudan. La Camera ha chiaramente rifiutato le proposte di minoranza. Dinanzi al Consiglio nazionale, il Consiglio federale ha tuttavia chiaramente affermato di non escludere la riammissione di queste persone in caso di una futura crisi in materia di asilo e rifugiati.

4. La situazione in Sudan in generale e nel Darfur in particolare è costantemente osservata e valutata. Ogni domanda d'asilo viene esaminata individualmente e con attenzione. In caso di violazioni fatte valere in modo credibile o di paure fondate, l'UFM esamina se una persona può trovare rifugio in un'altra parte del Sudan. Se non è il caso, è concesso l'asilo. Se le condizioni per la concessione dell'asilo non sono date, l'UFM esamina se il ritorno di richiedenti l'asilo respinti in una regione al di fuori del Darfur sia ragionevolmente esigibile. Se non è il caso, la persona è ammessa provvisoriamente. Attualmente l'UFM ritiene che in linea di principio non sia possibile esigere un ritorno nella provincia del Darfur.

Alla luce di queste considerazioni non vi è motivo di rinunciare in modo generale all'esecuzione di allontanamenti. Il Consiglio federale si atterrà anche in futuro a una prassi individuale e differenziata.

Risposta del Consiglio federale.