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Accordo di libero scambio Svizzera-Stati Uniti. Ripercussioni dell'eliminazione degli ostacoli non tariffari per il settore agricolo

05.3376 · Interpellanza · 2005-06-16

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. Quali risultati si attende da un eventuale accordo di libero scambio con gli Stati Uniti per quanto riguarda gli ostacoli non tariffari al commercio nel settore agricolo?

2. Quali regolamentazioni si attende da un eventuale accordo di libero scambio con gli Stati Uniti per quanto riguarda il riconoscimento delle denominazioni d'origine controllata e delle indicazioni geografiche protette (DOC/IGP) nonché per il commercio di beni agricoli prodotti con metodi vietati in Svizzera?

Begründung

I principali ostacoli alle esportazioni di beni agricoli svizzeri negli Stati Uniti non sono rappresentati dai dazi elevati, bensì da una miriade di prescrizioni non tariffarie. Un eventuale accordo di libero scambio con gli Stati Uniti permetterà di eliminare gli ostacoli tecnici di questo tipo e di far riconoscere le denominazioni d'origine controllata e le indicazioni geografiche protette (DOC/IGP).

Gli Stati Uniti esigeranno, a loro volta, dalla Svizzera concessioni in materia di ostacoli non tariffari al commercio. Una delle possibili conseguenze è che i beni agricoli provenienti dagli Stati Uniti potranno essere importati in Svizzera senza una corrispondente dichiarazione, anche se i metodi di produzione utilizzati sono vietati in Svizzera (ad es. antibiotici che aumentano il rendimento o ormoni di crescita nella produzione di carne) o fanno capo a organismi geneticamente modificati. Le severe esigenze imposte in Svizzera alla produzione alimentare verrebbero in tal modo eluse dalle importazioni e gli agricoltori svizzeri subirebbero un notevole svantaggio concorrenziale.

Stellungnahme des Bundesrates

Nella sua seduta del 18 maggio 2005, il Consiglio federale ha tra l'altro deciso, nell'ambito di un'analisi globale della politica estera elvetica, di intensificare le relazioni politiche ed economiche con gli Stati Uniti. Nel settore dell'economia esterna si dovranno creare le premesse per mantenere e migliorare la competitività dell'economia svizzera sul mercato statunitense.

Il Consiglio federale è giunto alla conclusione che un accordo di libero scambio potrebbe offrire nuovi impulsi alle relazioni politiche ed economiche fra la Svizzera e gli Stati Uniti. Il 10 giugno 2005 ha quindi deciso di proporre agli Stati Uniti l'avvio di colloqui esplorativi in vista dell'eventuale conclusione di un accordo bilaterale di libero scambio. È anche per questo motivo che, dal 20 al 22 luglio 2005, il capo del DFE si è recato in visita di lavoro a Washington. Per l'autunno 2005 sono previsti colloqui fra esperti.

Mediante colloqui esplorativi con gli Stati Uniti si intende accertare se le parti abbiano un reciproco interesse a negoziare un accordo di libero scambio, valutare le prospettive di successo dei negoziati e individuare le difficoltà che potrebbero sorgere nella fase negoziale. La Svizzera deve analizzare in particolare le possibili ripercussioni di un tale accordo nel settore degli ostacoli non tariffari al commercio, segnatamente nell'agricoltura.

Nella formulazione degli obiettivi di negoziazione relativi agli ostacoli non tariffari nel settore agricolo si dovrebbe tener conto, oltre che dell'articolo 18 della legge sull'agricoltura (LAgr), dei lavori connessi all'iniziativa parlamentare Ehrler 02.429. Gli strumenti della dichiarazione e della differenziazione dei prodotti, particolarmente importanti per i consumatori, hanno un ruolo rilevante anche per quanto riguarda i prodotti biologici, la protezione delle indicazioni di provenienza geografica e gli organismi geneticamente modificati. Occorre rammentare che la Svizzera ha già concluso con l'UE, in diversi settori, accordi sull'equivalenza delle prescrizioni relative ai prodotti. I colloqui esplorativi tra la Svizzera e gli Stati Uniti previsti per quest'autunno dovrebbero indicare in che misura un accordo sia realizzabile tenuto conto delle notevoli differenze che presentano le prescrizioni statunitensi in materia. Lo stesso vale per le prescrizioni sanitarie (ad es. sul formaggio da latte crudo o sulla carne).

Risposta del Consiglio federale.