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05.3429 · Mozione · 2005-06-17

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Nel quadro della strategia di risanamento, il Consiglio federale è incaricato d'impostare le riforme strutturali prioritarie per la politica finanziaria in modo che le maggiori uscite siano circoscritte per quanto possibile al rincaro, tenendo conto della congiuntura. Oltre alle riforme nell'ambito sociale, nel settore dei trasporti e della formazione, sono state convenute anche riforme nel settore agricolo (cfr. mozione Lauri / Walker "Concretizzazione di riforme strutturali importanti per la politica finanziaria"), che hanno come obiettivo la privatizzazione, lo sfoltimento della normativa nonché la riduzione dei costi. Per attuare le riforme nell'ambito agricolo, bisogna seguire in particolare i seguenti indirizzi:

1. Più ampio margine di manovra nel quadro della pianificazione del territorio, del diritto fondiario e dei fitti nonché snellimento della burocrazia in ambito agricolo.

2. Modifica del sistema dei pagamenti diretti. Adeguamento dei criteri per il diritto ai contributi, eventualmente differenziazione geografica, ad esempio tra regione di montagna e regione di pianura.

3. In relazione ai numeri 1 e 2, adeguamento del limite di spesa 2008 a 2011 in funzione della riduzione dei costi perseguita mediante provvedimenti federali e del mutamento strutturale pronosticato.

4. Verifica del mandato costituzionale e degli strumenti da esso scaturiti in termini di rilevanza e efficacia.

Si devono affrontare le riforme strutturali in un'ottica globale in modo da evitare i trasferimenti di oneri da un livello statale all'altro (Confederazione, Cantoni e Comuni) come pure quelli nei confronti di conti speciali. Il Consiglio federale è pertanto invitato a garantire che le riforme adottate producano nel complesso sgravi netti percettibili sul fronte delle uscite. Esso deve quantificare i possibili sgravi nei rispettivi progetti.

Begründung

Il 13 aprile 2005 il Consiglio federale ha presentato una strategia di risanamento di ampio respiro. Il radicale processo che ne è seguito va sostenuto sotto il profilo della crescita e della politica finanziaria. Per rispettare i principi del freno all'indebitamento e per consolidare in modo duraturo le finanze, il Consiglio federale, da un lato, prevede diverse misure immediate, tra le quali figurano i Programmi di sgravio 2003 e 2004 e il Piano di rinuncia a determinati compiti, e, dall'altro lato, intende procedere a riforme più incisive, tra cui la riorganizzazione dell'amministrazione volta a incrementarne l'efficienza, la riduzione consistente dei compiti nonché riforme strutturali in importanti settori di compiti. Sul fronte delle uscite, il Consiglio federale prevede in particolare il consolidamento finanziario delle assicurazioni sociali, l'incremento dell'efficienza nei settori di compiti rilevanti per la crescita come pure la dissociazione dei compiti nell'ambito della NPC e delle assicurazioni sociali. A tale proposito, come esposto nel testo inoltrato, è particolarmente necessario intervenire nell'ambito agricolo.

I valori rilevanti per la politica delle uscite registrati negli ultimi anni non lasciano spazio ad illusioni. Dal 1999 la spesa pubblica consolidata della Svizzera (incluse le uscite delle assicurazioni sociali) è aumentata in media del 3,6 per cento passando da 150 a 173 miliardi di franchi - una crescita nettamente superiore a quella del rincaro e dell'economia. Come ha osservato giustamente più volte il Consiglio federale, la prosecuzione di questa preoccupante tendenza risulta insostenibile in termini di politica finanziaria. Anche se recentemente, grazie ai due programmi di sgravio, si è rilevato con sollievo un miglioramento perlomeno delle finanze federali, la situazione continua a destare preoccupazione in particolare nel settore delle assicurazioni sociali. I piani finanziari attuali della Confederazione e dei Cantoni e soprattutto le prospettive per le assicurazioni sociali - a breve termine per l'AI e la sanità e a lungo termine per l'AVS - confermano che le uscite complessive rischiano di continuare a crescere sensibilmente malgrado gli sforzi di risparmio.

Le cause di questa evoluzione, che a lungo andare non è sostenibile, vanno ricercate non tanto nei fattori congiunturali quanto piuttosto nei problemi strutturali fondamentali. Nella recente presentazione della sua ampia strategia di risanamento, il Consiglio federale giunge in sostanza alla stessa conclusione. Questo è un fatto positivo. In determinati settori di compiti del nostro Stato, onerosi e parzialmente dinamici in termini di costi (ambito sociale, trasporti, formazione e agricoltura), sono state create nel passato delle norme che non sono equilibrate finanziariamente e non condurranno mai ad un'evoluzione sostenibile delle uscite.

Per quanto concerne l'ambito agricolo, il Consiglio federale è sostenuto nel suo obiettivo di continuare coerentemente sulla via delle riforme intrapresa, secondo quanto abbozzato sopra, e di introdurre rapidamente le misure necessarie.

Se in futuro, di comune accordo con il Consiglio federale, si vogliono evitare per quanto possibile ulteriori programmi di risanamento, soprattutto budgetari, e interrompere in modo duraturo la spirale delle uscite, bisogna intervenire sulle cause che a lungo andare rendono insostenibile l'evoluzione delle uscite e stabilire priorità per il futuro. Solo in questo modo è possibile creare il margine di manovra necessario per affrontare le sfide future. Anche in futuro il valore indicativo per una prudente pianificazione consolidata delle uscite sarà costituito in primo luogo dal rincaro. Un'evoluzione delle uscite proporzionale al rincaro soddisfa le richieste di interventi parlamentari già trasmessi concernenti la politica finanziaria e le esigenze di una pianificazione delle entrate prudente e pragmatica.

Bisogna essere consapevoli delle conseguenze che avrebbe il fallimento degli sforzi di risanamento annunciati dal Consiglio federale e sostenuti nella presente mozione. La forte crescita di certi settori di compiti, dovuta a carenze strutturali e vincoli legali, costringerebbe a ridimensionare ulteriormente, per effetto del freno all'indebitamento, gli altri compiti della Confederazione, in particolare nel settore degli investimenti, e creerebbe ulteriori problemi. Una soluzione del problema attraverso il conseguimento di maggiori entrate non è auspicabile sul piano della politica congiunturale e non avrebbe alcuna possibilità di essere accolta dal popolo.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale sostiene gli obiettivi perseguiti dalla presente mozione. Le riforme successive e fondamentali che hanno segnato la politica agricola nel corso degli ultimi quindici anni hanno già spinto l'agricoltura svizzera ad adeguarsi e a migliorare la propria competitività. Questo processo deve continuare in ragione degli impegni assunti sia sul piano nazionale che su quello internazionale. Per l'agricoltura svizzera, il calo delle entrate provenienti dal mercato in seguito ai risultati prevedibili dei negoziati in corso all'OMC nel quadro del ciclo di Doha sarà notevole. Non è possibile ridurre parallelamente le uscite pubbliche di sostegno senza correre il rischio di superare i limiti della sostenibilità. L'esame dell'efficacia e dell'efficienza delle misure e dei mezzi impiegati è un compito permanente. Sulla base di queste considerazioni, il Consiglio federale non può che interpretare le domande della presente mozione come un mandato d'esame. Pertanto la proposta di accogliere la mozione non significa che le diverse domande e esigenze potranno essere concretizzate immediatamente. Va inoltre rammentato che il Consiglio federale presenterà al Parlamento nella primavera 2006 un messaggio concernente l'ulteriore sviluppo della politica agricola (Politica agricola 2011). In tale contesto sarà trattata la maggior parte delle questioni sollevate dalla mozione.

Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.