05.3460 · Postulato · 2005-06-17
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto intermedio in materia di politica di sicurezza prima dell'avvio della concretizzazione delle misure di trasformazione concernenti l'esercito svizzero decise l'11 maggio 2005 (orizzonte temporale: 2008/2012). In tale rapporto dovrà essere analizzato il mutamento della situazione di minaccia dopo l'11 settembre 2001, dovrà essere sottoposta a una valutazione intermedia la strategia "Sicurezza attraverso la cooperazione" e, in base a tale valutazione intermedia, dovranno essere verificati i compiti degli strumenti della politica di sicurezza e le risorse finalizzate al raggiungimento, nelle mutate condizioni quadro strategiche, degli obiettivi in materia di politica di sicurezza. Il rapporto intermedio dovrà render concretamente conto della realizzazione degli obiettivi e degli interessi in materia di politica di sicurezza formulati nel RAPOLSIC 2000. Vi dovranno essere inoltre illustrati i punti essenziali dei campi di attività dei singoli settori della politica di sicurezza nei prossimi anni e le conseguenti necessità di intervento a livello di politica di sicurezza svizzera. Dovranno segnatamente essere chiariti a livello programmatico i settori di attività inerenti alla politica di sicurezza della nostra politica estera, dell'esercito e della polizia per quanto concerne gli obiettivi, i mezzi disponibili, l'impiego di tali mezzi e la condotta.
Begründung
La ridefinizione da parte del Consiglio federale delle priorità dell'esercito in quanto strumento della politica di sicurezza non poggia su motivazioni sufficienti, soprattutto sotto il profilo della politica di sicurezza (cfr. per es. i 12 "messaggi essenziali"). I vertici dell'esercito modificano aspetti centrali del concetto direttivo "Esercito XXI", e pertanto dell'esercito, senza che a livello di politica di sicurezza siano chiariti i compiti militari e i mezzi necessari per l'adempimento di quest'ultimi.
Prima di sottoporre l'esercito svizzero, cioè - non dimentichiamolo - uno degli strumenti della nostra politica di sicurezza, a un discutibile micromanagement dei mezzi operativi, il Consiglio federale deve in primo luogo illustrare le evoluzioni strategiche in atto, le conseguenze che devono esserne tratte e gli adeguamenti che si impongono a livello di strategia in materia di politica di sicurezza come pure i pertinenti obiettivi e mezzi. Prima di concentrarsi su singole componenti della politica di sicurezza in vista di una trasformazione selettiva è necessaria una globale e approfondita analisi in materia di politica di sicurezza. Infatti il contesto internazionale ha subìto radicali cambiamenti dalla pubblicazione in data 9 giugno 1999 del Rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza della Svizzera (RAPOLSIC 2000). Ciò concerne segnatamente aspetti quali il terrorismo, la lotta alla proliferazione delle armi di distruzione di massa, gli attori regionali emergenti e la lotta di potere per le risorse, che non può più essere ignorata. A ciò si aggiunge il fatto che l'evoluzione in materia di politica di sicurezza nei Balcani, nell'Europa orientale, nel Caucaso e nell'Asia centrale non si è ancora stabilizzata. Non possono essere nemmeno ignorati i potenziali di destabilizzazione esistenti soprattutto nel Vicino e Medio Oriente e in Asia. Sulla base dell'analisi del mutato contesto strategico andrebbe verificato se l'orientamento delle attività (degli obiettivi) degli strumenti della politica di sicurezza, sia in quanto sistema integrato sia per quanto concerne ogni singolo strumento, sia ancora adeguato e se tali attività e strumenti non andrebbero riarmonizzati tra loro. Da questo punto di vista il RAPOLSIC 2000 non è più aggiornato e in alcune parti è superato.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
La situazione internazionale in materia di politica di sicurezza come pure le minacce, i pericoli e i rischi per la sicurezza della Svizzera, sono sì cambiati negli ultimi sei anni, ma non in maniera tale da contraddire il Rapporto sulla politica di sicurezza della Svizzera (RAPOLSIC 2000) del 7 giugno 1999 - o le corrispondenti dichiarazioni contenute nel concetto direttivo "Esercito XXI" - né addirittura in maniera da rendere obsoleto tale rapporto. Proprio per quanto concerne la minaccia rappresentata dal terrorismo, continua a valere il fatto che la Svizzera, pur non essendo un obiettivo primario del terrorismo internazionale, non può ritenersi completamente al sicuro.
Il rafforzamento dell'impiego sussidiario dell'esercito a favore della sicurezza interna non è quindi da ricondursi al fatto che la minaccia rappresentata dal terrorismo sarebbe ora valutata in modo essenzialmente diverso. Anzi, negli ultimi tre anni è risultato che nel prossimo futuro dovrà essere mantenuto ininterrottamente un dispositivo di sicurezza più esteso rispetto allo stato attuale: i provvedimenti di protezione per la sorveglianza delle missioni estere nonché per la sicurezza di incontri internazionali e manifestazioni pubbliche devono essere mantenuti a un livello che in passato veniva realizzato anticipatamente solo per brevi periodi di minaccia accresciuta. Per raggiungere e mantenere questo livello attualmente non vi è alcuna alternativa all'impiego (sussidiario) dell'esercito. La necessità di mantenere a un alto livello l'istruzione dell'esercito per la missione di difesa, nonostante gli impieghi sussidiari, ha pertanto costituito una delle ragioni più importanti delle misure decise dal Consiglio federale l'11 maggio 2005. A ciò si è aggiunto il fatto che le risorse per l'esercito hanno subìto un'ulteriore sostanziale riduzione rispetto a quanto previsto dal concetto "Esercito XXI" e dalla pianificazione basata su quest'ultimo.
L'ulteriore sviluppo nel periodo 2008/11 dell'esercito, deciso dal Consiglio federale l'11 maggio 2005, non consiste assolutamente in una rinuncia al concetto direttivo "Esercito XXI" (e ancor meno al Rapolsic 2000), ma piuttosto in un adeguamento nell'ambito di questi documenti fondamentali. Le condizioni quadro essenziali e le basi della politica di sicurezza e dell'esercito, quali la neutralità, il sistema di milizia e le missioni dell'esercito non saranno modificate. Del resto, il Consiglio federale, il DDPS e i comandi dell'esercito già da anni ribadiscono che l'esercito, in quanto organizzazione basata sull'apprendimento, in futuro dovrà essere adeguato alle condizioni quadro su periodi più brevi anziché su periodi di più lunga durata mediante il ricorso a riforme di ampio respiro.
Infine, dal 2004, le commissioni parlamentari competenti vengono regolarmente informate sul raggiungimento degli obiettivi dell'esercito tramite un rapporto esaustivo (conformemente all'art. 149b della legge militare relativo al controlling politico). Il prossimo rapporto sarà allestito a fine dicembre 2005.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.