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05.3509 · Mozione · 2005-09-28

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di elaborare diversi scenari che vanno dalla graduale riduzione alla totale soppressione delle aliquote dell'imposta sugli oli minerali in correlazione con il prezzo del petrolio e di presentarli al Parlamento.

Begründung

A causa dell'aumento della domanda, in particolare da parte dei Paesi emergenti, negli ultimi anni il prezzo del greggio ha segnato un notevole incremento. L'evoluzione è stata ulteriormente aggravata dalle recenti devastazioni che hanno colpito il sud degli Stati Uniti, provocando una vera e propria esplosione del prezzo che si situa attualmente a quasi 70 dollari. L'elevato prezzo del petrolio e la conseguente carenza di alcuni prodotti petroliferi peggiorano considerevolmente le condizioni quadro per l'economia svizzera. I prezzi dei combustibili e dei carburanti fanno fortemente aumentare i costi di produzione, di trasporto e quindi dei beni di consumo nonché le spese di locazione accessorie. Tale aumento dei costi è integralmente addossato ai consumatori.

In Svizzera la situazione è ulteriormente inasprita dall'aggravio fiscale dei prodotti a base di oli minerali e riguarda in particolare le regioni periferiche, che dipendono dal trasporto su strada. Grazie ad appropriati modelli di riduzione dell'imposizione fiscale sarebbe invece possibile dare degli impulsi all'economia di tali regioni.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

L'imposta sugli oli minerali comprende l'imposta sugli oli minerali e il supplemento fiscale sugli oli minerali (gravante i carburanti). L'onere fiscale dell'imposta sugli oli minerali sulla benzina e sull'olio diesel ascende a 43,12, rispettivamente 45,87 centesimi al litro più 30 centesimi di supplemento fiscale. Le entrate provenienti dall'imposta ascendono a circa 5 miliardi di franchi, ossia approssimativamente al 10 per cento delle entrate della Confederazione. Di tale importo, 3 miliardi provengono dall'imposta sugli oli minerali e 2 miliardi dal supplemento fiscale sugli oli minerali. La metà delle entrate derivante dall'imposta sugli oli minerali e l'intero provento del supplemento sono vincolati per i compiti in correlazione con il traffico stradale, mentre il resto confluisce nella cassa generale della Confederazione.

Il rincaro del petrolio provoca elevate spese energetiche per l'economia e i consumatori. Tuttavia, ciò non influisce negativamente sulle condizioni quadro per l'economia svizzera rispetto all'estero, poiché le spese energetiche aumentano nelle stesse proporzioni sia nell'UE sia nel mondo.

Gli attuali prezzi dei carburanti rispecchiano la situazione dell'offerta e della domanda sui mercati del petrolio greggio e del carburante. La reazione alle fluttuazioni dei prezzi compete innanzitutto all'economia. Per motivi istituzionali il Consiglio federale non intende intervenire nella determinazione dei prezzi di mercati concorrenziali. Un incremento massiccio dei prezzi, come è avvenuto per il petrolio negli ultimi 18 mesi, rappresenta per l'industria un incentivo a sviluppare tecnologie e fonti energetiche alternative e a risparmiare energia. L'aumento dell'efficienza energetica è tuttora la reazione più economica alle elevate spese di energia.

Per quanto riguarda i combustibili l'effetto di una riduzione fiscale sarebbe solo marginale poiché in tale campo le aliquote d'imposta sono molto basse (0,3 centesimi al litro per l'olio da riscaldamento). Un'esenzione completa dei combustibili dall'imposta sugli oli minerali ridurrebbe quindi le spese di locazione accessorie solo in modo ridotto.

Occorre inoltre tenere conto delle ripercussioni di politica fiscale. Una riduzione d'imposta di 10 centesimi al litro per la benzina e l'olio diesel comporterebbe una diminuzione annuale delle entrate pari a 600 a 800 milioni di franchi. Gli scenari che prevedono la completa soppressione delle aliquote dell'imposta sugli oli minerali comporterebbero dei massicci tagli alle spese fino a 5 miliardi di franchi; ciò metterebbe tra l'altro a dura prova il finanziamento delle strade.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.