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05.3548 · Mozione · 2005-10-05

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di ritirare la domanda di adesione all'UE e di concentrare i suoi sforzi sull'attuazione e sullo sviluppo degli accordi bilaterali. Vista l'enorme importanza politica ed economica dell'UE per il nostro Paese, il Consiglio federale continuerà ad analizzare regolarmente anche in futuro lo sviluppo nell'UE, in particolare nei settori della politica e dell'economia, e a presentare i risultati al Parlamento e al pubblico.

Begründung

1. A causa del no popolare all'adesione allo SEE e del rifiuto massiccio dell'iniziativa popolare "Si all'Europa", da una parte, e del ripetuto sostegno agli accordi bilaterali, dall'altra, la domanda di adesione ha perso la legittimazione politica interna. Per rispettare l'inequivocabile volontà del popolo, il Consiglio federale deve concentrare le sue forze sulla via bilaterale. Mantenendo la domanda di adesione, benché essa sia presentata come una semplice nota senza importanza, significa mantenere l'obiettivo dell'adesione.

2. Oltre alla mancanza di consenso politico interno, il mantenimento della domanda in quanto obiettivo strategico è incompatibile con i principi elementari istituzionali, economici e di politica estera della Svizzera ed è quindi privo di una sufficiente legittimazione. Gli studi annunciati dal Consiglio federale sui rapporti tra la Svizzera e l'UE in sostanza non cambieranno niente.

3. L'evoluzione politica dell'UE dopo il 1992, anno in cui è stata presentata la domanda, in caso di adesione pregiudicherebbe notevolmente la nostra politica di neutralità, il federalismo, la democrazia diretta e il nostro margine di manovra economico. Fintanto che l'UE non cambierà in modo sostanziale le sue istituzioni, non potremo aderire all'Unione senza perdere le specificità menzionate.

4. Il bilateralismo è la via ideale anche da un punto di vista economico per quanto si prevedano riforme che favoriscano la crescita. Le opportunità della nostra economia saranno meglio tutelate se possiamo proseguire una politica indipendente in materia monetaria e fiscale e sul mercato del lavoro.

5. Vista l'incompatibilità con le nostre istituzioni e la mancanza di sostegno a livello nazionale, un ritiro della domanda contribuirà a ristabilire la fiducia. Quest'ultima è indispensabile non solo nella prospettiva della nostra politica europea, ma anche nell'ottica delle diverse riforme politiche ed economiche. Non ha alcun senso minare il sostegno alle riforme a causa di una domanda che, per utilizzare l'espressione di un consigliere federale, sonnecchia in fondo a un cassetto. Da ultimo, la protezione dei nostri interessi nazionali dovrebbe incitare l'insieme delle forze politiche presenti a conformarsi a una situazione che dal punto di vista politico è evidente.

6. Solo focalizzandosi esplicitamente sulla via bilaterale, il Consiglio federale potrà riguadagnare la fiducia della popolazione nei confronti della sua politica europea. Sino a quando il popolo suppone un atteggiamento incoerente nei confronti dell'UE, anche l'estensione della via bilaterale sarà minacciata.

7. Il ritiro della domanda di adesione non avrà effetti significativi sulle nostre relazioni estere. L'UE è cosciente da molto tempo del fatto che le particolarità istituzionali del nostro Paese sono difficilmente conciliabili con le istituzioni europee. Inoltre, è risaputo che nella nostra democrazia diretta non sarà possibile ottenere in tempi brevi una maggioranza a favore dell'adesione. Un ritiro della domanda potrà pertanto essere recepito come un riconoscimento della realtà politica svizzera e in questo senso deve essere comunicato all'UE. La situazione potrà essere riesaminata in ogni momento, in particolare in caso di importanti cambiamenti in seno all'UE o in Svizzera.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale si è già espresso a più riprese su un eventuale ritiro della domanda di adesione all'UE. La sua posizione non è cambiata: la domanda di adesione è stata congelata dopo il no allo SEE del 1992. Non ha quindi alcun effetto pratico. Il suo ritiro non sarebbe pertanto di nessuna utilità per la Svizzera, ma creerebbe soltanto un inutile bisogno di spiegazioni all'estero. Per il momento non vi sono nuovi elementi che richiederebbero un cambiamento della posizione del Consiglio federale. Un dibattito di fondo sul futuro orientamento della politica europea sarà svolto sulla base del relativo rapporto previsto nella seconda metà della presente legislatura. Questo rapporto analizzerà le conseguenze delle diverse opzioni possibili a livello politico, economico e istituzionale e terrà conto degli sviluppi attuali e futuri dell'UE. Fino ad allora, la politica europea del Consiglio federale proseguirà sulla via bilaterale, via che raccoglie un ampio sostegno del popolo svizzero, come evidenziato dalle consultazioni popolari su temi europei svoltesi quest'anno. L'adesione resta un'opzione a tempo indeterminato.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.