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05.3623 · Interpellanza · 2005-10-06

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il comportamento delle autorità federali competenti tuttora incerto, anche dopo la crisi della SARS, non mi induce a sperare che se si dovesse ripetere una situazione analoga - per esempio durante gli Europei 2008 in Austria e Svizzera - saranno prese disposizioni più efficaci e più adatte. È in gioco anche la sicurezza giuridica di imprese che organizzano grandi manifestazioni. Rivolgo pertanto al Consiglio federale le seguenti domande:

1. Gli organizzatori di grandi manifestazioni devono aspettarsi che in una situazione simile alla crisi della SARS dell'aprile 2003 l'UFSP ordini le stesse misure?

2. Il Consiglio federale ha adottato misure organizzative dopo l'aprile 2003 per evitare che in una situazione simile l'UFSP emani nuovamente una decisione con gravi ripercussioni per gli interessati senza prima chiarire tutti i fatti?

3. Quali sono secondo l'UFSP le circostanze straordinarie che giustificano una decisione come quella emanata il 1° aprile 2003?

4. Qual è la posizione del Consiglio federale in merito al rischio di responsabilità per l'organizzatore di una grande manifestazione in caso di decisioni del genere?

5. Con l'attuale legge sulle epidemie, il Consiglio federale ritiene di disporre della base giuridica necessaria per gestire efficacemente crisi epidemiologiche come quella dell'aprile 2003 in vista delle prossime grandi manifestazioni internazionali quali Euro 2008?

Begründung

Gli Europei 2008 in Austria e Svizzera sono la terza manifestazione sportiva del mondo in ordine di grandezza e il maggior evento in Svizzera. Date queste dimensioni e l'importanza dell'evento sia per l'economia che per il turismo svizzero, mi chiedo quali lezioni abbia tratto il Consiglio federale dal comportamento incerto e contraddittorio delle autorità federali competenti prima, durante e dopo la crisi della SARS nella primavera del 2003. Com'è noto, in relazione alla comparsa della SARS l'Ufficio federale della sanità pubblica ha emanato una decisione contro la Fiera Svizzera SA, in base alla quale gli espositori giunti al Salone mondiale dell'orologeria e della gioielleria "Baselworld" da alcuni Paesi asiatici non potevano lavorare nei loro stand, ma potevano tranquillamente visitare il salone.

L'indignazione degli espositori interessati è stata grande e ha avuto gravi ripercussioni per la Fiera Svizzera SA: innumerevoli richieste di risarcimento danni da parte di espositori provenienti dall'Estremo Oriente, rinuncia a Zurigo quale seconda sede della "Baselworld", obbligo di nuovi investimenti presso la sede di Basilea per oltre 40 milioni di franchi, procedimenti penali contro gli organi della Fiera Svizzera SA per violazione della legge sulle epidemie, ecc.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale è consapevole dell'importanza di garantire la sicurezza su tutti i fronti in occasione della preparazione e dello svolgimento di Uefa Euro 2008. Per questo motivo, nell'ambito dei lavori a livello di Confederazione, cantoni e città ospitanti (host cities) è stata istituita sin dall'inizio un'unità di "crisi e catastrofi". Questo gruppo di lavoro interdipartimentale e federale analizza i più svariati scenari di crisi e catastrofi e le varie opzioni di azione strategica da parte delle autorità interessate.

1. Per quanto riguarda la crisi della SARS, menzionata dall'autore dell'interpellanza, e il corrispondente comportamento delle autorità federali nella primavera del 2003, il Consiglio federale ritiene che le autorità competenti abbiano fatto il necessario per far fronte alla situazione di crisi e che le misure adottate fossero giuste. Se in futuro dovesse ripresentarsi una costellazione simile, non è escluso che le autorità federali debbano nuovamente adottare misure immediate per far fronte a una situazione straordinaria. Quali siano le misure opportune dipende molto dalle circostanze concrete.

2. Il Consiglio federale è dell'opinione che, data la situazione, all'epoca fosse necessario emanare l'ordinanza SARS. Per sapere se l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) abbia accertato sufficientemente i fatti e agito correttamente prima di emettere la decisione basata sull'ordinanza SARS è stata necessaria, tra l'altro, una verifica nell'ambito di una procedura di ricorso. L'istanza di ricorso non ha avuto dubbi nel rispondere affermativamente alle due domande, ritenendo che le misure adottate dall'UFSP, in considerazione della situazione di allora, erano giustificate. Il ricorso è stato quindi integralmente respinto; la decisione è stata confermata dal Tribunale federale che ha approvato unicamente in un punto secondario (necessità di tenere i verbali delle riunioni) un corrispondente ricorso di diritto amministrativo respingendolo per il resto.

Sulla scorta di queste considerazioni, la richiesta dell'autore dell'interpellanza di adottare misure organizzative volte a evitare tali decisioni può essere considerata obsoleta. Il Consiglio federale può tuttavia garantire che le autorità federali si sforzano continuamente di ottimizzare l'organizzazione di crisi, ad esempio nell'ambito dell'esercizio di condotta strategica (ECS) svolto nel gennaio 2005.

3. Se in una situazione concreta (particolare rischio di contagio e diffusione, urgenza, ecc.) i consueti strumenti previsti dalla legge sulle epidemie per combattere le malattie infettive non fossero sufficienti per contrastare l'importazione e la diffusione di malattie trasmissibili, in virtù dell'articolo 10 della legge sulle epidemie (LEp; RS 818.101) il Consiglio federale avrebbe la possibilità di ordinare le misure necessarie e di creare le basi giuridiche corrispondenti. Il Consiglio federale si è avvalso di questa competenza il 1° aprile 2003 emanando l'ordinanza SARS (limitata nel tempo) e autorizzando quindi l'UFSP a prendere decisioni volte a ridurre il rischio di trasmissione della SARS.

Anche in futuro, in presenza di circostanze straordinarie non si può escludere che il Consiglio federale crei una base giuridica ad hoc per una situazione di pericolo concreta, limitata nel tempo. Saranno la situazione di pericolo concreta e le misure che si imporranno a determinare quali compiti saranno assegnati all'UFSP.

4. In occasione di qualsiasi grande manifestazione vi è la possibilità che situazioni impreviste - ad esempio catastrofi naturali, disagi del traffico o appunto il rischio di un'epidemia - ne compromettano lo svolgimento. Per questo motivo, spesso gli organizzatori si tutelano dalle conseguenze finanziarie di eventi del genere. Non di rado, nell'interesse della collettività le situazioni di crisi non possono essere gestite dalle autorità competenti senza interventi in beni giuridici di terzi.

5. Il Consiglio federale è dell'opinione che la Svizzera disponga degli strumenti giuridici necessari per gestire efficacemente le situazioni di crisi. In seguito alla crisi della SARS, attraverso adeguamenti a livello di ordinanze sono state create condizioni quadro migliori per contrastare l'importazione e la diffusione di malattie contagiose. Le basi per combattere un'eventuale pandemia d'influenza sono contenute nell'ordinanza sulla pandemia d'influenza (RS 818.101.23), entrata in vigore il 1° giugno 2005. In situazioni eccezionali è inoltre possibile fare appello alla competenza del Consiglio federale di ordinare provvedimenti d'urgenza, prevista dall'articolo 10 LEp. Nell'ambito della revisione in corso della legge sulle epidemie dovrà essere verificata anche la procedura in caso di circostanze straordinarie.

Risposta del Consiglio federale.

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