05.3731 · Mozione · 2005-11-30
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Nel 2010 a Shanghai si terrà l'esposizione universale. Nei prossimi giorni tutti i Paesi riceveranno un invito ufficiale a parteciparvi.
Chiediamo che il Consiglio federale risponda subito all'invito affinché la Svizzera sia il primo Paese ad accettare di partecipare a questa importante manifestazione.
Begründung
Da sempre la Svizzera ha ottimi contatti con la Repubblica popolare cinese. Queste relazioni aumentano di anno in anno ed evidentemente la nostra economia trova vantaggioso interessarsi di un mercato di più di 1,3 miliardi di consumatori. Da parte loro, i Cinesi si interessano del nostro Paese e delle sue istituzioni. Molti di loro vengono per soggiorni da quando sono stati conclusi gli accordi tra i due Paesi.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Così come l'autore della mozione, il Consiglio federale riconosce la notevole importanza che la Cina riveste per la Svizzera, e questo sotto diversi aspetti: non solo da un punto di vista economico ma anche in una prospettiva di politica generale. L'esposizione universale del 2010 rappresenta per la Svizzera l'eccezionale occasione di posizionarsi durevolmente in Cina e più in particolare nella metropoli economica di Shanghai. L'assenza del nostro Paese all'esposizione universale 2010 di Shanghai sarebbe dunque un errore strategico.
In occasione dell'incontro avvenuto il 2 febbraio 2006 con il ministro degli esteri cinese Li Zhaoxing, la capa del Dipartimento federale degli affari esteri Micheline Calmy-Rey ha ribadito al suo ospite l'interesse della Svizzera di partecipare all'esposizione universale di Shanghai lasciando intendere che il Consiglio federale avrebbe preso una rapida decisione in merito. Allora, la parte cinese aveva accolto con soddisfazione questa notizia.
Il Consiglio federale ha deciso lo scorso 29 marzo di accettare l'invito degli organizzatori dell'esposizione universale del 2010 a Shanghai comunicando ufficialmente, come dodicesimo Paese, la propria decisione alle autorità cinesi il 6 aprile 2006 in una lettera del presidente della Confederazione.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.